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Poesie di Gabriella Bellino

Artista, nato a Sant'Agata di Puglia (Foggia) (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Rosita Pavese

Vicino a me

Mi sento vicina a te,
o cuore disilluso, perché mai dovresti logorarmi?
Ho sempre creduto nell'innamorarmi,
ora che sei vicino a me come posso allontanarmi?
Spiegamelo amica mia, tu sei la sola a illuminare il mio pellegrinaggio dentro la selva oscura del mio cuor.
Come posso rifuggire al mio destino?
Dentro i miei occhi ho ritrovato la luce più impervia che è la sola che può illuminarmi lungo il mio cammino,
la sola che può salvarmi?
Ah ah ah una risata può farlo davvero senza alcuna esitazione in me.
Oh cuore perduto perché minacci la mia unica meravigliosa esistenza?
Credi di avere così tanto potere?
Oh caro cuore non te ne faccio una colpa e non voglio incolparmi di questo.
Cerco sollievo e pace all'anima mia.
Chiedo tanto forse?
Tu sei il solo a colorarmi e rendi la mia esistenza come un vortice di farfalle che volano tutte assieme verso l'infinito.
Gabriella Bellino
Composta lunedì 7 marzo 2016
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    Scritta da: Gabriella Bellino

    Il sussulto delle anime gemelle

    Ho sussultato
    quando ti ho conosciuto,
    ma non di timore
    ma di gioia già ricolma
    del piacere d'amare.
    Amore che ho atteso
    un'eternità
    e lo rifarei ancora
    per vivere quel brivido
    che nasce da anime
    che si riconoscono
    e si ritrovano
    in una dimensione
    fuori dal normale,
    perché l'amore vero
    ha più a che fare con la pazzia
    e con la follia
    che con un caldo cappotto
    che avvolge il tuo petto,
    un petto
    che da quel momento esplode
    in tutta la sua meraviglia,
    la meraviglia
    di aver trovato
    chi gli assomiglia
    e io so che lo sei
    perché la tua sensibilità
    contiene la mia,
    questo è il segreto
    che tiene a bada
    la mia dolce follia.
    Gabriella Bellino
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      Scritta da: Gabriella Bellino

      Chicchi di grano

      E così fu
      che la poesia
      salvò il Mondo.
      Un verso dopo l'altro
      usciti come chicchi di grano
      da una bocca muta
      ma con un cuore sazio
      di aver visto cose
      che doveva raccontare
      per non andare incontro
      al rischio di scoppiare.
      E allora quale bomba
      è quella lanciata
      da un verso qua e là
      che non fa rumore
      ma spinge più in là
      gli animi che travolge
      come un fiume in piena
      senza far vittime
      servendo solo ad annaffiare
      quelle vite stanche
      delle solite chiacchiere,
      ma non stanche
      di stare a guardare
      l'alba di un giorno
      che fino ad allora
      potevano solo sognare.
      Gabriella Bellino
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        Scritta da: Gabriella Bellino

        Coda di rondine

        Quando
        potrò vedere il Mondo
        da quelle nuvole
        che tanto affascinano
        il mio pensiero?
        Per guardare
        le rondini negli occhi
        mentre vedo scorrere lontano
        una vita che non mi appartiene
        e che forse
        non mi è mai appartenuta
        essendo stata presa per mano
        da una follia
        estranea a questo Mondo
        per antonomasia
        che teneva stretta nell'altra
        le parole,
        diventate poesia
        tra le mani di un'inesperta
        con la sola voglia di volare
        che l'accompagna da sempre
        delineando un'incoscienza
        che prende coscienza
        tra le pieghe di un Mondo
        che si apre a ventaglio
        per soffiare su quelle nuvole
        e trasformarle in parole
        quando al posto dei piedi
        si ha una coda di rondine
        che se non fa primavera
        di certo guarda
        oltre l'orizzonte.
        Gabriella Bellino
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          Scritta da: Gabriella Bellino

          Doglie dissolte

          Confido a te o mare
          i miei sfoghi e i miei pensieri
          perché il tuo ondeggiare
          li rende più leggeri
          trasformandoli in schiuma
          da evaporare
          come neve al Sole
          affinché il dolore
          si dissolva in colore,
          per non far più caso
          a quel nodo che si scioglie
          in una gola che ha disperso
          le sue angoscianti doglie
          in un mare che le accoglie.
          Gabriella Bellino
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            Scritta da: Gabriella Bellino

            Questione di specchi

            Natura,
            ti vesti da fanciulla
            con chi sa vederti
            grande e matura,
            ma non lo fai
            con chi si accanisce
            a considerarti nulla,
            ma io ho fiducia
            che un giorno tu
            alzerai il mantello
            che oggi ci protegge
            per colpirci alle spalle
            prima che lo facciano gli eventi
            causati da un uomo
            stupido e incosciente
            che non sa provare
            rispetto per niente
            sapendo solo infierire
            su ciò che ritiene indifeso
            e di cui non ha capito
            il recondito segreto,
            essendo culla di quel feto
            che non ha destino
            finché crede
            solo in sé stesso,
            perché troppo egoista
            per guardarsi allo specchio
            di quella natura
            che non ha mai perso di vista
            il suo vero pargolo,
            la nascita di un Mondo
            completamente diverso
            che abbia il coraggio
            di ritrovarsi in quello specchio
            senza perdersi
            tra le dune di un deserto
            che Dio ha creato
            per far nascere quel rispetto
            che matura nel silenzio
            di un vento che soffia
            sullo spirito di chi modella
            come rosa del deserto.
            Mondo estremo
            ma pur sempre magico
            nonostante un uomo cieco
            invada con la sua presenza
            ciò di cui
            non può far senza,
            ma che ha la sua forza
            proprio nel poter esistere
            anche senza
            la nostra esistenza.
            Gabriella Bellino
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              Scritta da: Gabriella Bellino

              Solidità nascoste

              Sasso,
              quanto dici
              pur se non parli.
              Fai guizzare l'animo
              quando ti si lancia
              a pelo d'acqua,
              sei simbolo di catastrofe
              quando ti si vede ammucchiato
              ai piedi di rovine,
              mentre sei fonte di ricerca
              se ti si scorge sui resti
              di siti archeologici,
              diventando anche
              esempio significativo
              in tante parabole di Gesù
              sia da pietra che da sasso.
              Vivi la storia
              di chi ti calpesta
              anche solo
              parlando di te,
              quando mettiamo
              una pietra sopra
              su qualsiasi cosa
              fino al giorno in cui
              verrai posta come lapide
              ad eterna compagnia
              della nostra storia.
              Ed ora concludo
              con quella mia,
              costruita su un sasso
              che non va più via,
              di gran lunga
              il mio preferito,
              perché mi ha fatto godere
              della sua frescura
              quando abitavo
              tra delle mura
              fatte di sassi,
              arroccate
              su di una montagna
              a sua volta anch'essa
              poggiata su sassi,
              qualità che l'ha salvata
              dal terremoto dell'ottanta
              insegnandomi a non soccombere
              ai terremoti della vita,
              che mi hanno provata
              ma non distrutta,
              forse perché le mie radici
              affondano in quelle pietre
              origine della mia poesia
              di cui mi domando
              se sia altrettanto solida.
              La risposta l'avrò
              solo e soltanto
              se riuscirò ad arrivare
              a scagliarne il sasso.
              Gabriella Bellino
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                Scritta da: Gabriella Bellino

                La sveglia per l'infinito

                Zero,
                simbolo di un cerchio
                senza fine
                né principio
                come quando
                si ricomincia da zero,
                senza pensare
                che ci si addentra
                nell'Infinito,
                quell'Infinito racchiuso
                nel proprio IO,
                ed ecco presentarsi
                una "O"
                simile ad uno zero
                ma questa volta
                simbolo di meraviglia
                verso un mondo
                che non ti assomiglia
                per cui hai deciso
                di varcare la soglia
                di quello zero
                che scoprirai
                molto più vero
                di quel mondo esterno,
                così la realtà
                non sarà più sfuocata
                ma ben delineata.
                Ed il cerchio si chiuderà
                non perché sei uno zero
                ma perché sei diventato
                un intero,
                non più schiavo
                di una società dormiente
                a cui se vorrai
                potrai sempre regalare
                la tua sveglia per l'infinito.
                Gabriella Bellino
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                  Scritta da: Gabriella Bellino

                  Come un filo d'erba

                  Filo d'erba
                  che cresci dove
                  meno te l'aspetti...
                  sul ciglio di una strada,
                  su un muro disabitato,
                  su delle rovine datate...
                  contro ogni regola
                  ed ogni limitazione umana,
                  quasi a voler ribadire
                  che nulla può l'uomo
                  contro le leggi della natura.
                  La vera padrona
                  di quella che crediamo
                  la nostra libertà,
                  sicuramente inferiore
                  a quella di quel filo d'erba
                  con cui entriamo in contatto
                  solo e soltanto
                  se facciamo nostro
                  il respiro della natura
                  attraverso quello
                  della nostra anima
                  che scopriremo essere
                  l'alito di Dio
                  se ci lasceremo scuotere
                  dal vento del creato
                  per diventare così
                  quella bandiera di libertà
                  sventolante le acquisite
                  parole di verità.
                  Gabriella Bellino
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                    Scritta da: Gabriella Bellino

                    Il sesto senso (dedicata ad Alda Merini)

                    Luce che attraversi
                    i miei cinque sensi
                    lasciandoli sbalorditi
                    di fronte a una verità
                    che illumina anche
                    chi non vede,
                    perché è una cecità
                    che riguarda il cuore
                    finché c'è
                    chi non la vuole,
                    scomoda e distorta
                    agli occhi di chi è falso
                    o morto nello spirito
                    e quindi anche nel corpo,
                    perché quella luce
                    s'irradia attraverso la pelle
                    di chi come un serpente
                    la cambierà
                    per lasciare una traccia
                    in chiunque voglia cambiare
                    modo di ragionare,
                    a testimoniare
                    che della pelle ci si può spogliare
                    quando l'essere si riveste
                    di una luce che non guasta
                    l'anima che non l'ha mai persa
                    e che la presta a chi mostra
                    la sua seconda pelle,
                    quella che prescinde dai sensi
                    per dartene UNO.
                    Gabriella Bellino
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