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Scritta da: Antonio Recanatini

Ho comprato un prato

Ho comprato un biglietto
ho venduto il cuore per pagarlo,
ho comprato un sogno
ma a cuore perso, non vale, scade.
Ho comprato una stradina di frontiera
ho venduto l'anima per pagarla,
la percorreremo nei sogni invernali.
Ho perso tempo in una bettola,
ho convinto un superstite a coprire le piaghe,
dimenticando di nascondere le mie.
Scendi con me, trascinami via,
quotidiana guerra, quotidiana incertezza.
No, mia amata, i sogni rimarranno a guardare!
Guarderanno te che sudi, me che incespico.
Ho comprato trenta colori a pastello
coloreremo i fogli, coloreremo il presente,
se sarà impossibile colorare il domani!
Ho comprato una fortuna
ho perso la ragione per pagarla,
ma a nulla vale senza una logica da spendere.
Guarda dove io non arrivo, guardami negli occhi!
Bella come sei, ripiani lo sfogo!
Bella come sei, rendi possibile l'impensabile!
Bella come sei, ammorbidisci la tensione!
Ho comprato un prato
ci viaggeremo in silenzio,
senza bagagli, pianteremo i momenti più belli.
Antonio Recanatini
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    Scritta da: Antonio Recanatini
    Buongiorno ai rossi di coscienza,
    ai rivoltosi, agli amori più forti del destino avverso,
    del tempo infame.
    Buongiorno ai migranti, ai carcerati e
    a quelli che soffrono una volta in più,
    perché c'è chi soffre una volta in meno.
    Buongiorno alle rondini
    che s'attardano a fare le valigie,
    ai gabbiani dispersi in mare,
    ai cani e ai gatti di quartiere,
    Buongiorno alla solitudine che anticipa il sole.
    Buongiorno ai malati, alle menti inferme,
    agli spazzini, ai giardinieri e ai perdenti
    Buongiorno ai sorrisi che incontrerò incamminandomi,
    Buongiorno ai disadattati, ai marinai e alle piante,
    Buongiorno agli alberi e all'acqua,
    buongiorno al destino, a chi si rifiuta di seguire,
    a quelli che piangono nella noia, ai frustrati,
    al vizio e ai tutti i pianoforti del mondo,
    alle persone oneste che danno senso a questa vita.
    Buongiorno alle occasioni mancate,
    buongiorno alle stelle cadute,
    alla povertà, al sogno di diventare grande,
    ai bambini di ogni nazione, ordine e grado,
    Buongiorno alla fortuna, fonte e stupidità dell'umana specie.
    Buongiorno ai rossi di coscienza!
    Antonio Recanatini
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      Scritta da: Antonio Recanatini

      L'intellettuale grillino

      L'intellettuale grillino conosce il titolo del romanzo,
      il contenuto lo inventa, lui è un inventore.
      Non legge i libri, ma guarda tutte le figure
      e quando ripete la lezione odia l'interruzione,
      odia le domande, ma pretende la cattedra.
      L'intellettuale grillino è un po' anarchico,
      un po' fascista, a volte razzista, mai comunista,
      però ama il popolo e a esso dedica il miracolo.
      L'intellettuale grillino compra al supermercato,
      tanto a lui interessa il movimento, il palcoscenico,
      non il disagio, tanto meno il disoccupato. È regale lui!
      L'intellettuale grillino non regge il confronto,
      teme di perdersi per strada, teme di non poter aprire il blog.
      Sprigiona il tanfo quando il sapere lo disarma.
      O palcoscenico o grigiore!
      L'idealità non sconta la pena, è già penosa da par suo.
      Non conosce le regole del gioco,
      ma è sempre elegante e riverente col padrone,
      Non osa contraddire il capo, senza affonderebbe
      in un angolo nascosto fino a che vergogna sverni.
      L'intellettuale grillino diverte gli incoscienti.
      Antonio Recanatini
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        Scritta da: Antonio Recanatini

        Caffè

        Inebriante, consolante, quasi divino,
        gusto, aroma e passione, sollievo.
        Disposto a seguire le orme
        pur di abbellire l'esistenza, il desiderio;
        leggero e mai opaco, fumante.
        Odore, odore, profumo, profumo!
        Caffè, bevanda raffinata,
        miracolosa sul palato
        amore invincibile,
        discreto e semplice, compagno di ogni evento.
        Caffè, già chiamarti è un invito ad amarti!
        Il primo appuntamento di ogni sorte,
        il primo slancio per tornare in vita
        e se staccarsi dal sonno è ipocrisia, sfida,
        gustarti è armonia, spesso poesia...
        Antonio Recanatini
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          Scritta da: Antonio Recanatini

          Il neo nella mente

          Vorrei ricordarti i vecchi lamenti
          le corse pazze fino a riva,
          e le risate all'ombra dei pini.

          Vorrei confessarti cosa pensavo
          quando sorpassavamo in curva
          e da innocenti, quasi perdenti
          quasi vincenti, frugavamo nel vento
          e riempivamo di sogni ogni filo del discorso.
          Non volano altre aquile in cielo
          ridimensiona lo slancio l'impagabile passione,
          al fianco del furbo s'accosta la noia
          e costruito l'eremo, l'altro impeto s'accheta.

          Vorrei raccontarti un'altra favola
          ridipingere il mosaico a tempo perso
          e influire sull'affannoso vivere da onesto.
          Presi in consegna ogni limitata visione
          deciso e coerente nel rivedere i modi,
          neanche con l'ironia sbagliavamo mira.

          Vorrei guardarti di nuovo negli occhi
          e sentire il calore che avvampa,
          il ghiaccio che congela,
          la risata che sgela, l'amore che vibra.
          Il neo nella mente s'apre, rinviene
          e quel che è stato sembra di un'ora fa.
          Antonio Recanatini
          Composta martedì 7 agosto 2007
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            Scritta da: Antonio Recanatini

            A Jean Paul Sartre

            Che l'ipocrisia svolti dentro queste mura
            credo non sia una novità
            così com'è possibile che svolti il plagio, la fotocopia.
            Recitiamo in teatri diversi
            e io sono irraggiungibile
            per i comuni mortali che si distinguono
            più patetici di un funerale di facciata
            più fluttuanti dell'opportunismo, meno intelligenti dei capetti
            e dei figli dei capetti.
            Pecco, io so di peccare!
            infatti quando parla un prete
            un questore o un politico ubriaco
            un tipo strano mi sento distante
            finanche quando mi propongo
            di mentire a me stesso.
            Sono fanatico
            sono un bambino poco curioso, poco sano
            e credo di non essere migliore anche quando vinco.
            Vincere è stato un vecchio incubo
            di cui mi sono privato tanto tempo fa.
            Vi leggo di nascosto, per strada e nei bar
            amati giganti del buon senso o del senso buono
            editorialisti oliati e sgrassati
            puritani e saccheggiatori dello stato sociale
            tutti membri della logica contro il riarmo disarmato
            e la democrazia da esportazione.
            Recitiamo in teatri diversi io e te
            seppur la tua immagine rifletta corpi e vita
            la mia s'immola e trova altri lidi
            per poter disfare le valigie.
            Sarebbe come stendere un velo pietoso sulla scena
            di solito chi ha paura della morte gioca per vivere e mentire.
            Chi non ha paura si dissocia
            e rivendica le scelte mostrando le ferite sulla pelle.
            Io sapevo che non avrei mai domato me stesso
            mentre voi ripassavate le note per cantare insieme agli altri.
            Io sapevo che mi avrebbero condannato
            se mi fossi negato a voi.
            Adesso è un po' diverso, molto diverso.
            Vorreste rubare, pretendete di rubare
            a chi non ha mai nascosto soldi ai ladri
            e il giorno dopo poteva contare su qualche spicciolo in più.
            Voi credete di vedermi
            ma è solo un'illusione, a volte neanche io mi ritrovo
            e non faccio carte false per scovare la tana, la casa, il letto o il pigiama in cui dormo.
            Potreste dannarvi l'anima percorrendo certe tratte
            potreste prendere la scossa e, sorpresi dallo stupore,
            potreste accusare il colpo
            e lasciare il pezzo migliore al miglior prezzo,
            al miglior offerente che valuterà la vostra fine.
            Recitiamo in teatri diversi
            e quando piove io dimentico l'ombrello!
            Antonio Recanatini
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              Scritta da: Antonio Recanatini

              Il pettegolezzo

              Il pettegolezzo ha un volto molto simile
              a quello di un castoro,
              le ali teatrali dei polli
              e due gambe simili a due zampe di maiale.
              Il pettegolezzo trionfa dove latita il sapere e
              gode di nascosto
              che tutti sappiano tranne l'accusato!
              Il pettegolezzo facilita la vita dei mediocri
              sorregge la viltà degli opportunisti e
              punta il dito su chi non balla la stessa danza.
              Tutto grasso che cola, ipocrisia fasciata dalla malafede.
              Il pettegolezzo è malvagio
              parla prima di pensare
              e giudica prima di conoscere.
              Un buon pettegolo tiene ancora banco
              dove un tempo si smarrì la memoria
              e ogni cretino potè definirsi o dio o re.
              Una mandria di pettegoli equivale
              a una mandria di fascisti...
              Il pettegolo nasce per spiare
              perché o si è uomini o si è spie.
              Antonio Recanatini
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                Scritta da: Antonio Recanatini

                Quel che è stato

                Quando l'orizzonte si offusca,
                quando s'alza quel vento gelido
                che proviene dal mare,
                quando la notte è così buia
                da rendermi inutile,
                io provo a pensarti.
                A volte, ho provato a chiamarti,
                urlando all'aria.
                Vorrei raggiungerti e
                portarti indietro,
                vorrei un sole meno amaro,.
                Vorrei non consolarmi
                con quel che è stato.
                Antonio Recanatini
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                  Scritta da: Antonio Recanatini

                  L'onestà della poesia

                  Io oltre quel muro non vedo,
                  non colgo i colori, ma sento.
                  Posso immaginare, ma non vedo.
                  Posso soffermarmi sulle voci
                  considerare le mie emozioni
                  abbattere la mia deformazione,
                  curare il bello innanzi, ma non vedo oltre.
                  Comunque la metta, comunque la giri
                  Io oltre quel muro non vedo e
                  se il mio sentire non modellasse il volume
                  potrei dormire come un bambino,
                  potrei piangere come un bambino.
                  Io oltre quel muro non vedo
                  Vagheggio, stimo con la fantasia,
                  adatto la mia coscienza, sogno,
                  ballo e canto, scrivo, correggo, riscrivo.
                  Io, comunque, oltre quel muro non vedo.
                  Antonio Recanatini
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                    Scritta da: Antonio Recanatini

                    L'Italia mai nuova

                    Case diroccate, case evacuate,
                    case crollate, case derubate...
                    L'Italia è un compromesso alla luce del giorno,
                    davanti ai figli che giocano, davanti al sole che torna.
                    Un palcoscenico di scorretti, un palcoscenico di inetti,
                    profuma d'incenso, profuma di assenso
                    e tra i caldi risvolti fuma il nuovo appello.
                    Case scioccanti, case viaggianti,
                    case briganti, case brillanti...
                    L'Italia è un patrimonio mai restaurato,
                    un vortice di luci soffuse, di guardoni al sole
                    e mentre m'assale in petto di nuovo il rancore,
                    rivedo colletti bianchi, rivedo colletti neri.
                    Nulla è mai cambiato, tranne l'illusione,
                    tranne la certezza d'essere ladri senza rubare,
                    onesti e fieri solo quando si può comperare!
                    Antonio Recanatini
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