Scritta da: Antonio Recanatini

Il neo nella mente

Vorrei ricordarti i vecchi lamenti
le corse pazze fino a riva,
e le risate all'ombra dei pini.

Vorrei confessarti cosa pensavo
quando sorpassavamo in curva
e da innocenti, quasi perdenti
quasi vincenti, frugavamo nel vento
e riempivamo di sogni ogni filo del discorso.
Non volano altre aquile in cielo
ridimensiona lo slancio l'impagabile passione,
al fianco del furbo s'accosta la noia
e costruito l'eremo, l'altro impeto s'accheta.

Vorrei raccontarti un'altra favola
ridipingere il mosaico a tempo perso
e influire sull'affannoso vivere da onesto.
Presi in consegna ogni limitata visione
deciso e coerente nel rivedere i modi,
neanche con l'ironia sbagliavamo mira.

Vorrei guardarti di nuovo negli occhi
e sentire il calore che avvampa,
il ghiaccio che congela,
la risata che sgela, l'amore che vibra.
Il neo nella mente s'apre, rinviene
e quel che è stato sembra di un'ora fa.
Antonio Recanatini
Composta martedì 7 agosto 2007
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    Scritta da: Antonio Recanatini

    A Jean Paul Sartre

    Che l'ipocrisia svolti dentro queste mura
    credo non sia una novità
    così com'è possibile che svolti il plagio, la fotocopia.
    Recitiamo in teatri diversi
    e io sono irraggiungibile
    per i comuni mortali che si distinguono
    più patetici di un funerale di facciata
    più fluttuanti dell'opportunismo, meno intelligenti dei capetti
    e dei figli dei capetti.
    Pecco, io so di peccare!
    infatti quando parla un prete
    un questore o un politico ubriaco
    un tipo strano mi sento distante
    finanche quando mi propongo
    di mentire a me stesso.
    Sono fanatico
    sono un bambino poco curioso, poco sano
    e credo di non essere migliore anche quando vinco.
    Vincere è stato un vecchio incubo
    di cui mi sono privato tanto tempo fa.
    Vi leggo di nascosto, per strada e nei bar
    amati giganti del buon senso o del senso buono
    editorialisti oliati e sgrassati
    puritani e saccheggiatori dello stato sociale
    tutti membri della logica contro il riarmo disarmato
    e la democrazia da esportazione.
    Recitiamo in teatri diversi io e te
    seppur la tua immagine rifletta corpi e vita
    la mia s'immola e trova altri lidi
    per poter disfare le valigie.
    Sarebbe come stendere un velo pietoso sulla scena
    di solito chi ha paura della morte gioca per vivere e mentire.
    Chi non ha paura si dissocia
    e rivendica le scelte mostrando le ferite sulla pelle.
    Io sapevo che non avrei mai domato me stesso
    mentre voi ripassavate le note per cantare insieme agli altri.
    Io sapevo che mi avrebbero condannato
    se mi fossi negato a voi.
    Adesso è un po' diverso, molto diverso.
    Vorreste rubare, pretendete di rubare
    a chi non ha mai nascosto soldi ai ladri
    e il giorno dopo poteva contare su qualche spicciolo in più.
    Voi credete di vedermi
    ma è solo un'illusione, a volte neanche io mi ritrovo
    e non faccio carte false per scovare la tana, la casa, il letto o il pigiama in cui dormo.
    Potreste dannarvi l'anima percorrendo certe tratte
    potreste prendere la scossa e, sorpresi dallo stupore,
    potreste accusare il colpo
    e lasciare il pezzo migliore al miglior prezzo,
    al miglior offerente che valuterà la vostra fine.
    Recitiamo in teatri diversi
    e quando piove io dimentico l'ombrello!
    Antonio Recanatini
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      Scritta da: Antonio Recanatini

      Il pettegolezzo

      Il pettegolezzo ha un volto molto simile
      a quello di un castoro,
      le ali teatrali dei polli
      e due gambe simili a due zampe di maiale.
      Il pettegolezzo trionfa dove latita il sapere e
      gode di nascosto
      che tutti sappiano tranne l'accusato!
      Il pettegolezzo facilita la vita dei mediocri
      sorregge la viltà degli opportunisti e
      punta il dito su chi non balla la stessa danza.
      Tutto grasso che cola, ipocrisia fasciata dalla malafede.
      Il pettegolezzo è malvagio
      parla prima di pensare
      e giudica prima di conoscere.
      Un buon pettegolo tiene ancora banco
      dove un tempo si smarrì la memoria
      e ogni cretino potè definirsi o dio o re.
      Una mandria di pettegoli equivale
      a una mandria di fascisti...
      Il pettegolo nasce per spiare
      perché o si è uomini o si è spie.
      Antonio Recanatini
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        Scritta da: Antonio Recanatini

        Quel che è stato

        Quando l'orizzonte si offusca,
        quando s'alza quel vento gelido
        che proviene dal mare,
        quando la notte è così buia
        da rendermi inutile,
        io provo a pensarti.
        A volte, ho provato a chiamarti,
        urlando all'aria.
        Vorrei raggiungerti e
        portarti indietro,
        vorrei un sole meno amaro,.
        Vorrei non consolarmi
        con quel che è stato.
        Antonio Recanatini
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          Scritta da: Antonio Recanatini

          L'onestà della poesia

          Io oltre quel muro non vedo,
          non colgo i colori, ma sento.
          Posso immaginare, ma non vedo.
          Posso soffermarmi sulle voci
          considerare le mie emozioni
          abbattere la mia deformazione,
          curare il bello innanzi, ma non vedo oltre.
          Comunque la metta, comunque la giri
          Io oltre quel muro non vedo e
          se il mio sentire non modellasse il volume
          potrei dormire come un bambino,
          potrei piangere come un bambino.
          Io oltre quel muro non vedo
          Vagheggio, stimo con la fantasia,
          adatto la mia coscienza, sogno,
          ballo e canto, scrivo, correggo, riscrivo.
          Io, comunque, oltre quel muro non vedo.
          Antonio Recanatini
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