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Scritta da: Antonio Recanatini

Un'altra donna

Trasformasti le tue pene in angoscia
già da bambina non eri più bambina
da grande porti un fardello tuo pesante, in silenzio
e nel silenzio si generò il tuo spirito di donna.
Un'altra donna, lasciva e sorridente, sicura, è qui!
Il crollo è alle spalle, anche il treno è in orario
dipingesti la tua camera di nero,
consumasti fino all'ultima goccia e nel dolore
abbandonasti il giorno, privandoti degli altri.
Un'altra donna, giocosa e affidabile, umile, è qui!
Riprenderai a volare, ti nutrirai del volo
io descriverò ogni nota, descriverò la tua bellezza.
Soave e vincente ti troverà il destino
conserverai le radici tenute in grembo.
Sul tuo viso risplende già un'altra donna.
Antonio Recanatini
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    Scritta da: Antonio Recanatini

    Mai sano

    Non posso toccarla, ma la respiro.
    È indomabile quando sale
    troppo stanca quando molla.
    Si arenò dentro me,
    poi si disperse nella mente, col brivido dolente.
    Non si attenua, non si distrugge,
    solo il veleno la contiene,
    solo il veleno la offende e la difende.
    Rallentare il pensiero, restringere la riflessione
    è l'unica mediazione, ma mai soluzione.
    Cento immagini ci accalcano nel pensiero,
    centomila immagini seguono, poi la pace.
    Non posso toccarla, ma la respiro.
    Mai doma torna alla carica
    solo il veleno la contiene
    rallentando gli spasmi, il furto dei timori,
    si arenò dentro, trovò rifugio nella confusione
    ancora si sdoppia e non provo emozione.
    Malattia, avverbio strambo chi ti non teme,
    di chi sa di dover lottare per poter ancora ricordare.
    Non posso toccarla, ma posso condurla
    finché mi vorrà alla guida, finché manterrà i patti.
    Antonio Recanatini
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      Scritta da: Antonio Recanatini

      A te, madre

      Non ho mai pensato di toglierti le rughe
      sei sempre bella, anche senza capelli.
      In quel viso battagliero e fragile
      si racchiude la mia forza, la mia ironia,
      non ridi come prima e non piangi più, ormai.
      Ti vergogni se non ricordi, ti senti inutile;
      se potessi ti passerei un po' dei miei anni da vivere,
      se potessi tornerei indietro ad applaudire i tuoi piatti.
      Il mercatino sotto casa ti piange,
      i vicini vengono a cercarti, ma tu non esci più.
      È solo un anno in più sommato a tanti giorni,
      è solo un giro di boa dopo il rettilineo,
      è solo la verità che ti illumina il cuore.
      A te, madre mai assente, mia difesa ineluttabile,
      non faremo il giro solito, manterremo la cura
      sarà facile, sarai capace, sarai la più decisa.
      Guerriera aggressiva, mamma modello,
      tenera, capirti sarebbe stata la soluzione,
      amarti è l'unico rimedio ch'io conosca.
      A te, madre.
      Antonio Recanatini
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        Scritta da: Antonio Recanatini

        Il brivido dell'amante

        Ogni volta che ti penso,
        t'immagino coperta di petali diversi,
        colorati.
        T'immagino come regina del mio vivere costante,
        ti vedo insieme a me a riva,
        a scrutare l'alba.
        Io t'immagino, ti sogno,
        ti vivo come un passante vive il paesaggio.
        Ti assaporo, ti gusto sulla lingua,
        ma rimangono gocce del tuo sangue,
        rimpianti della tua pena sul cuscino.
        Io ti immagino e
        pensare di non averti,
        è un po' come dire smisi di vivere.
        Perché l'amore non dà tregua,
        sentenzia lo spirito dell'anima e
        il felice incontro con la mia passione.
        T'immagino sepolta e resuscitata,
        t'immagino perché manchi e mancherai.
        Antonio Recanatini
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          Scritta da: Antonio Recanatini

          Lei

          Lei è difficile, pare impossibile,
          non ammette repliche e
          scalpita per poco o niente.
          Lei è complicata, pare un marziano
          dice d'amarmi, ma poi ritratta e
          spera ch'io sparisca insieme alle nuvole.
          Lei è imperfetta, pare troppo magra,
          ma quando sorride il mondo si nasconde
          per non arrossire, l'ammira in lontananza.
          Lei è gelosa, pare possessiva,
          invece è molto peggio, è prepotente,
          pretende l'esclusiva, finanche della mia voce.
          Lei è seria, pare un distintivo sulla divisa,
          eppure, tante volte, troppe volte, ella vola e
          plana su di me, per rivendicare la follia.
          Lei è precisa, pare una lancetta,
          poi dimentica d'essere in vista e
          scambia il sole con la luna e il vento con la tempesta.
          Lei tornerà, lei se ne andrà, lei è aria.
          Mi cercherà e farà finta di non vedermi.
          Antonio Recanatini
          Composta martedì 27 settembre 2016
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            Scritta da: Antonio Recanatini

            Proverò a baciarti

            Proverò a curare i dolori
            inscenerò un giullare di corte
            pur di vederti sorridere, sorridere ancora.
            Giocherei ancora a calcio
            solo per vederti tifare, tifarmi ancora.
            Un fiore appassito è più triste
            delle foglie cadute sulla terra arida,
            veglierei altre notti il tuo sonno.
            Gradirei vederti imitare la vicina
            per sentirti parte, dalla mia parte.
            Sbarrerei le strade della città
            per vederti cantare, cantare ancora.
            Proverò a recitare una poesia,
            pur di vederti consigliare, consigliare ancora.
            La pioggia caduta sulla terra
            non sarai mai immensa come la marea,
            mentre porgo le mani al vento
            una carezza senza volto arriva diretta
            mi ricordi il fremito di un gatto,
            l'acuto bagliore di un riflesso
            mi ricordi sorrisi spavaldi
            e in questa lurida immaginazione
            io proverò a baciarti, baciarti ancora.
            Antonio Recanatini
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              Scritta da: Antonio Recanatini

              Il mondo che verrà

              Il mondo che verrà sarà una corrida,
              la ricchezza vestirà i panni del torero
              la povertà quelli del toro sanguinante.
              Il mondo che verrà sarà una festa nazionale,
              i ballerini danzeranno con le catene
              i poliziotti spareranno dove il potere scricchiola.
              il mondo che verrà sarà un incendio doloso
              l'operaio diventerà una commedia teatrale,
              l'opportunismo distruggerà il sapere.
              Il mondo che verrà sarà una guerra di dipendenza,
              gli uomini difficili inghiottiranno i semplici
              il potere mostrerà la corona.
              Il mondo che verrà sarà un orfanotrofio,
              i bambini fungeranno da pezzi di ricambio
              il sole eviterà di illuminare la terra,
              i mercanti venderanno incubi per sogni.
              Quel mondo sarà il risultato dei bei ricordi.
              Antonio Recanatini
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                Scritta da: Antonio Recanatini

                Intensamente vivo

                L'aver vissuto intensamente
                non rende migliori,
                semmai più malati degli altri
                più irrequieti,
                perché non credevamo potessimo bruciare il tempo.
                Non un giorno di rimpianti,
                ma una rincorsa a conoscere ciò che manca;
                non un momento di nostalgia,
                ma un profondo pozzo dove pescare immagini.
                L'aver vissuto intensamente
                non porta grandi risultati,
                ma cuore e fegato esausti
                perché non credevamo potessimo morire.
                Non una svolta desiderata,
                ma dei binari dove fissare il fermento;
                non una discesa dopo il volo,
                ma un vero e proprio tonfo nella realtà.
                L'aver vissuto intensamente
                non dona sconti
                semmai una dura accortezza
                perché speravamo nella filosofia dello squilibrio.
                Non un tempo di sensatezza,
                ma la ragione stessa della critica;
                non un bersaglio predefinito
                ma il tempo sufficiente per mirare senza distrarsi.
                La disputa rimane nel groviglio di sensazioni
                sulle tele da colorare e sulle pagine da inventare,
                nelle vittorie e nelle sconfitte fin troppo congiunte.
                I saggi non bruciano il tempo
                essi programmano e marciscono dentro un altro uomo.
                Antonio Recanatini
                Composta giovedì 30 novembre 2006
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                  Scritta da: Antonio Recanatini

                  L'amore dannato

                  Chiudimi la porta e allontanami
                  spingimi via, così come ti viene.
                  Toglimi il saluto, toglimi lo sguardo
                  non leggere più le mie parole,
                  non rispondere più quando ti chiamo.
                  Sparami come ti riesce meglio
                  cospargi di benzina ogni mia idea
                  e accendi quel fiammifero risparmiato,
                  rilancia le tue occhiatacce e urtami.
                  Giura sulla tua inquietudine, sul tuo odio
                  e ripetimi ancora che vuoi partire,
                  che questo amore non funziona
                  che non funzionano più i lamenti.
                  Abbandonami per strada sotto il diluvio
                  perdimi e mostrami la tua decisione,
                  dammi le tue ragioni e dimmi
                  "da domani non voglio nemmeno
                  sapere che esisti o che respiri da re".
                  Ma lasciami le medicine sul comodino
                  e lascia un po' di disordine in giro,
                  il bicchiere di vino appena assaggiato e
                  il pane morsicato e le briciole sotto il tavolo,
                  Non chiudere la porta dello stanzino e
                  di notte, se piove, se fuori c'è la guerra
                  fammi sentire che sei rientrata.
                  Non abbassare le serrande e
                  non chiudere le tende, mi basta l'ombra,
                  mi basta un soffio per sapere del tuo amore.
                  Antonio Recanatini
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                    Scritta da: Antonio Recanatini

                    Chi sei tu per me

                    A te basterebbe che io ti dicessi semplicemente "ti amo",
                    ma non basta a me, non direi tutto,
                    non direi tutto nemmeno se dicessi che ti amo alla follia.
                    Tu sei le mie braccia, le mie gambe, il mio sangue,
                    tu non rappresenti l'amore, tu rappresenti me,
                    il mio disastro, la mia inquietudine, la mia poesia.
                    Sposa, amante, sorella, figlia, mamma e
                    non direi tutto, perché se ti perdessi
                    sarebbe come rimanere nudo per sempre.
                    Antonio Recanatini
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