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Scritta da: Antonio Recanatini

Quando te ne andrai

Quando te ne andrai di qui
io avrò solcato il confine dell'inferno
il resto sarà arso
rimarrà solo cenere
che si disperderà nel vento

Quando te ne andrai
i randagi non torneranno più,
i muri saranno imbiancati
e il sole non passerà più
neanche per un saluto.

Quando te ne andrai di qui
molti vecchi siederanno a raccontarti
molti fiori appassiranno
e neanche l'alba
potrà più vederti.

Quando te ne andrai
le tue lacrime baceranno
i miei occhi chiusi
la mia mente spenta e
il mio coraggio da selvaggio.

Quando te ne andrai di qui
ci sarà una tempesta
pochi amici sorveglieranno
quel che rimarrà dei giorni
quel che rimarrà della notte.

Quando te ne andrai
ogni miraggio sarà disperso
ogni languore diverrà poltiglia,
non ci saranno bis perché
lo sbruffone avrà dato l'ultimo saluto.

Quando te ne andrai di qui
i lampioni si spegneranno
la notte sarà infinita
ogni poesia brucerà con me
nell'attesa di risorgere.
Antonio Recanatini
Composta giovedì 1 giugno 2000
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    Scritta da: Antonio Recanatini

    Dimmi

    Dimmi dove sei diretta o dimmi ancora
    dove siamo diretti e poi dimmi quanti
    baci dovrò darti per far tornare il sorriso
    Prima che quel velo amaro ristagni
    dimmi che ballo vorrai fare, io sono qui.
    Da lassù provengono le nuvole e allora
    dimmi dove potremo ripararci ancora,
    dimmi quante volte mi hai sognato,
    dimmi quanti pianti hai versato e
    ancora dimmi se la notte dormi,
    ma continua a ballare con me.
    Sto virando verso mete immense,
    sto deviando il senso di marcia
    quindi dimmi se mi sorreggerai
    se qualche volta sarò distratto,
    se qualche volta non potrò ascoltare.
    Vorrei sempre girarmi ed incontrarti
    non guarderemo la cima ma il passaggio,
    non guarderemo i confini ma l'essenza
    veglieremo ogni passione nella notte
    perché per tutto il giorno vorrei
    ascoltarti e sempre ballare con te.
    Dimmi quando arriverai perché
    verrò ad accoglierti in tutti i luoghi
    mia laconica incertezza.
    Antonio Recanatini
    Composta giovedì 13 gennaio 2000
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      Scritta da: Antonio Recanatini

      Dimmi

      Dimmi dove sei diretta o dimmi ancora
      dove siamo diretti e poi dimmi quanti
      baci dovrò darti per far tornare il sorriso
      Prima che quel velo amaro ristagni
      dimmi che ballo vorrai fare, io sono qui.
      Da lassù provengono le nuvole e allora
      dimmi dove potremo ripararci ancora,
      dimmi quante volte mi hai sognato,
      dimmi quanti pianti hai versato e
      ancora dimmi se la notte dormi,
      ma continua a ballare con me.
      Sto virando verso mete immense,
      sto deviando il senso di marcia
      quindi dimmi se mi sorreggerai
      se qualche volta sarò distratto,
      se qualche volta non potrò ascoltare.
      Vorrei sempre girarmi ed incontrarti
      non guarderemo la cima ma il passaggio,
      non guarderemo i confini ma l'essenza
      veglieremo ogni passione nella notte
      perché per tutto il giorno vorrei
      ascoltarti e sempre ballare con te.
      Dimmi quando arriverai perché
      verrò ad accoglierti in tutti i luoghi
      mia laconica incertezza.
      Antonio Recanatini
      Composta venerdì 10 dicembre 2010
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        Scritta da: Antonio Recanatini

        Giorni e giorni

        Ci sono giorni che
        non si possono raccontare
        perché il sogno ha sottratto
        vita alla realtà.
        Ci sono giorni che non
        si possono raccontare
        perché ogni passo è contraddistinto
        dall'impossibilità del volo.
        Ci sono giorno bastardi
        destinati
        alla discesa perché
        il volo è compiuto
        ogni cosa
        ha un valore inconsueto
        inutile, superfluo e inefficace.
        Ci sono giorni in cui vivere
        non è un desiderato destino e
        chiudere gli occhi è un modo
        per non ammirare.
        Ci sono giorni in cui i pennelli
        non riescono a dipingere
        uomini senza tempo.
        Ci sono giorni in cui
        la corsa non ha ostacoli
        e ogni pericolo è superato
        prima di essere notato.
        Ci sono giorni che non si
        possono raccontare
        perché hanno tolto vigore
        al tormento.
        Antonio Recanatini
        Composta mercoledì 14 gennaio 2009
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          Scritta da: Antonio Recanatini

          Il mio paese, la mia tragedia

          Colline, montagne e
          spiagge ridicole e
          abbietti sulla scena,
          tanto meno paese,
          tanto meno nazione
          ma di certo
          un putrido misfatto irrisolto.
          Un attentato alla civiltà e
          imbiancato
          da vesti sacerdotali
          con turpi tappeti
          a copertura
          di squallidi e
          convulsi trattati.
          Un sangue acido e corrosivo
          tra Europa e Africa,
          armata e
          mai e poi mai
          distinta in evoluzione.
          Lasciarti è dovere
          per chi ama,
          lasciarti è il giusto rimedio
          per non incontrarti più e sola
          e funebre
          tra briganti collusi
          e oscurantismo assicurato
          per memoria e cultura.
          Un popolo assetato
          di giustizia ma
          imprigionato e manipolato
          da contrabbandieri
          della verità e
          della passione venduta
          per un posto dove il sole non arde.
          Non servi a te,
          non servi al tempo
          che una rivolta possa
          colpirti di notte
          e ritornare
          a splendere come stella
          nell'universo che
          ti ha scordato.
          Il mio paese è la mia tragedia.
          Antonio Recanatini
          Composta lunedì 3 gennaio 2011
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