Scritta da: Antonio Recanatini

Il meglio di me

Il meglio di me è quel respiro
che dedico avvolgendomi a te,
è... quell'immacolato ricordo
rude nell'animo, aspro in gola.

Il meglio di me è lo sguardo
sopra le righe, sopra i gigli,
è quella carcassa che trasporto, ormai
ridente, fumosa e, se volessi, celebre.

Il meglio di me è la paura
che mi opprime nel sentirmi inadatto,
è quell'ossessione impalpabile
di averti ora, sempre, da sempre.

Il meglio di me è quel brivido
che mi trapassa attraversando i tuoi occhi,
è l'insieme dei sogni da custodire,
da perseguire, da amare come amo te.

Il meglio di me è quella maschera da
infallibile, quasi inaffondabile per il nemico,
è quell'irascibile passato che mi tormenta,
mi percuote e mi rigenera per divenire re.

Il meglio di me è quella passione
soffocante e intoccabile che mi ammalia,
è il costante ballo nei risvolti della strada
tra anime sconsacrate, discepoli falliti.
Antonio Recanatini
Composta sabato 28 gennaio 2012
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Antonio Recanatini

    Il copione sul palco

    Un palco vuoto e la maschera a terra,
    le luci spente ed un sogno finito,
    riprendere ogni istante abbandonato
    e ad occhi aperti mimare il tuo bacio.
    Una nuova profezia da inseguire e
    dentro il dolore che si infrange
    sul mio stomaco, lasciando solo piaghe.
    Bramare ed inseguire la tua corsa,
    disinteressarmi a me per non morire.

    Adoperarsi per mascherare ogni segno,
    sentir pulsare il cuore come un'agonia
    e quell'infame fine dopo l'ultimo applauso
    segue qualche perduta, sfibrante smania.
    Ricostruire senza la forza di alzarsi,
    senza un suono da inventare
    solo con il mio profumo di menta, e poi
    ancora aridi deserti sparsi nell'orizzonte.
    Ancora un ultimo saluto, meglio di no,
    un degradante rifiuto per poter sbuffare.

    All'impazzata percorrere strade conformi
    disintegrando ogni desueto canto, poi
    implorare la mia calma a tenere banco.
    La luce non ritorna, il teatro ha finto
    l'ultimo lamento e la platea è dentro
    il letto, raccoglierò l'indegno copione.
    Antonio Recanatini
    Composta martedì 19 aprile 2011
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Antonio Recanatini

      Allora rido

      Non mi fanno effetto
      le luci del mattino e
      le notti stellate a riva.
      Non mi fa effetto
      la sabbia che rallenta
      la mia corsa verso il mondo.
      Non mi fanno effetto
      quelle costruzioni a riparo,
      quei selciati per poter passeggiare.
      Sarò quel sarò, ma vivo anch'io.
      Non mi emoziona
      quel flebile pensiero che
      s'appassiona di fronte a te.
      Non mi emozionano
      le mete raggiunte nei lembi
      delle tue lenzuola aromatiche.
      Non mi emoziona
      il verso costretto in un abbaino
      riverso nell'isterismo colossale.
      Non ho abbastanza tempo per spiegarti
      e non avrai premura per capire.
      Non ho più paura
      sia soppressa la mia ultima nota
      sia perpetrata l'infamia.
      Allora rido, allora piango,
      allora bevo, allora godo,
      allora sogno, allora scappo.
      Antonio Recanatini
      Composta sabato 17 gennaio 2009
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Antonio Recanatini

        S'alzerà il vento

        Prima o poi s'alzerà il vento e
        a te, accomodante del tempo,
        non basterà alzarti il bavero.
        Il vento s'alzerà e ci saranno
        milioni di guerrieri affamati
        in cerca dello scalpo dei ricchi,
        dei mediocri e svenduti di rione.
        Prima o poi il vento s'alzerà
        spazzerà via la notte di periferia,
        bottiglie e bicchieri voleranno
        e il cordone di camicie nere sarà
        bruciato, arso ritornando cenere.
        Il vento s'alzerà e sarà un lusso
        rimanere in equilibrio nelle folate,
        non esisteranno argini immensi
        non basteranno funi a sostegno.
        Il vento sarà un vulcano in eruzione
        e il sangue dei corrotti servirà
        per dipingere strade e villini.
        Il vento sarà implacabile e
        sprofonderà negli abissi
        il ghigno dei potenti e lussuriosi.
        Spogliati oggi prima che ti spogli il vento.
        Antonio Recanatini
        Composta sabato 1 gennaio 2000
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Antonio Recanatini

          Quando te ne andrai

          Quando te ne andrai di qui
          io avrò solcato il confine dell'inferno
          il resto sarà arso
          rimarrà solo cenere
          che si disperderà nel vento

          Quando te ne andrai
          i randagi non torneranno più,
          i muri saranno imbiancati
          e il sole non passerà più
          neanche per un saluto.

          Quando te ne andrai di qui
          molti vecchi siederanno a raccontarti
          molti fiori appassiranno
          e neanche l'alba
          potrà più vederti.

          Quando te ne andrai
          le tue lacrime baceranno
          i miei occhi chiusi
          la mia mente spenta e
          il mio coraggio da selvaggio.

          Quando te ne andrai di qui
          ci sarà una tempesta
          pochi amici sorveglieranno
          quel che rimarrà dei giorni
          quel che rimarrà della notte.

          Quando te ne andrai
          ogni miraggio sarà disperso
          ogni languore diverrà poltiglia,
          non ci saranno bis perché
          lo sbruffone avrà dato l'ultimo saluto.

          Quando te ne andrai di qui
          i lampioni si spegneranno
          la notte sarà infinita
          ogni poesia brucerà con me
          nell'attesa di risorgere.
          Antonio Recanatini
          Composta giovedì 1 giugno 2000
          Vota la poesia: Commenta
            Questo sito contribuisce alla audience di