Poesie personali


Scritta da: CINELLA MICCIANI
in Poesie (Poesie personali)

A vincere sarò io

Ho fatto un patto
con la mia vita.
Un patto vero, leale.
Non ci credevo molto
ma forse sbagliavo.
Ci siamo parlate
anzi ascoltate
in quei magici istanti
in cui il silenzio
si mette a raccontare.
e l'anima si commuove.
Ho fatto un patto
con la mia vita.
L'ho proposto io.
La vita l'ha accettato.
Ora sta solo a me
seguire le condizioni.
Se ce la farò,
tutto cambierà.
Via il buio dal cuore.
Il sole radioso brillerà.
La mia anima
si vestirà d'infinito.
Fatto il patto,
stretta la mano,
ci siamo scambiate
un abbraccio
da amiche vere.
Ho nel cuore
un sorriso dolce
e luminoso
lanciatomi dalla vita
prima di correr via.
Lei forse lo sa già.
Io lo spero soltanto.
A vincere sarò io.
Composta mercoledì 12 ottobre 2016
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    Scritta da: CINELLA MICCIANI
    in Poesie (Poesie personali)

    Accettatemi così

    Vivo la vita
    abbracciata
    alla speranza
    che ci siano domani
    migliori degli attuali.
    Non rinnego niente
    né cancello il passato.
    Respiro il presente
    abbellisco il futuro
    di magici sogni.
    Sono stilla di luce.
    Coloro l'oscurità
    con scintille di cuore.
    Vivo e m'alimento
    di sentimenti veri,
    di emozioni forti.
    Mi nutro di verità
    d'amore sincero.
    Non so odiare
    né mentire.
    Ho fatto tanti errori
    pagati tutti su di me.
    Non potrei mai
    covare la vendetta.
    Non è cosa per me.
    Amo volare in alto
    immergermi nel blu
    dipingere sorrisi
    dove vedo tristezza.
    L'amore mi dà vita.
    Curo le ferite
    con abbracci di bene
    e soffi di carezze.
    Accettatemi così.
    Niente di speciale.
    Una donna vera
    con pochi misteri
    e tanta trasparenza.
    Ve l'assicuro.
    Niente di speciale.
    Composta mercoledì 12 ottobre 2016
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      Scritta da: CINELLA MICCIANI
      in Poesie (Poesie personali)

      Miracolo vero

      È difficile
      trovare le parole
      quando l'emozione
      ti chiude la gola.
      Il respiro si spezza
      il cuore pulsa
      con frenesia insolita.
      Tutto sa di miracolo.
      Allora taci.
      Lasci che gli occhi
      parlino per te.
      I palpiti impazziti
      scuotono il petto
      col magico suono
      di campane in festa.
      È difficile parlare,
      esprimere pensieri
      quando l'emozione
      ti serra lo stomaco
      blocca la parola.
      Tutto sa di miracolo.
      Estasiata e confusa,
      atomo di vita vera,
      m'immergo nel blu
      d'un cielo spruzzato
      d'infinita magia.
      All'improvviso
      m'arrivi alle spalle.
      Sei accanto a me.
      La gioia esplode.
      Il cuore si scioglie.
      Il tuo cercarmi,
      premuroso, attento,
      è il miracolo vero
      di quest'anima
      che vive di te.
      Un dono speciale
      ch'appaga il cuore
      e felice l'innalza
      verso l'immensità.
      Composta mercoledì 12 ottobre 2016
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        Scritta da: CINELLA MICCIANI
        in Poesie (Poesie personali)

        Come gabbiano

        Vivo
        per ascoltare
        una speranza,
        per far volare
        un sogno
        alto nel cielo.
        Lotto
        per cambiare
        una realtà
        amara,
        per ritrovare
        una spinta
        perduta.
        Sorrido
        per cancellare
        una sentenza,
        per cacciar via
        le lacrime.
        Credo
        per tener viva
        una fiamma,
        per dare luce
        all'anima,
        per abbracciare
        la vita
        e stringerla a me.
        Come gabbiano,
        intrepido
        e sognatore,
        aprirò le ali
        e volerò
        nel cielo azzurro
        per colorarmi
        d'infinito.
        Composta mercoledì 12 ottobre 2016
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          in Poesie (Poesie personali)

          La strage turca

          Nel fragile mondo,
          in cui risiede il mio cuore,
          continuo a peccare...
          scivolando nel buio,
          nell'abisso del mare!
          goccia impotente che nulla potrà,
          se non alterare la mente confusa;
          delusa da gesta che non rendono grazia
          a chi anela un sorriso,
          ritrovandosi invece
          un "ceffone" sul viso.

          Oh!
          assurda,
          abietta azione.

          Vanno lenti i passi miei
          proseguendo stancamente
          in quell'odio disarmante
          sempre pronto ad accecare...
          l'uomo misero ed imperfetto;
          uomo accorto nel cercare
          ciò che mai potrà trovare
          "nei bisogni materiali,
          nel guadagno che lo assilla,
          nella guerra che lo uccide";
          ignorando il vero senso,
          sentimento terso e puro
          di virtù così verace
          che procura gioia e pace.

          Quella pace ch'io vorrei:

          per me stesso, per i miei;
          per il mondo consumato,
          per il mondo oltraggiato,
          per quel figlio denigrato,
          maltrattato, biasimato...
          dalla stolta società...

          ... che alimenta la violenza,
          senza un briciolo di clemenza.
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            Scritta da: Adriano De Nobili
            in Poesie (Poesie personali)
            Il fato è una persona sconosciuta,
            un'ombra che di tanto in tanto si manifesta
            senza alcuna apparente spiegazione.
            Il fato è quella forza soprannaturale,
            che regala la vita, che ci fa incontrare,
            innamorare e morire, e non ci pone domande
            né da risposte delle sue decisioni.
            Il fato è al di sopra delle parti, non ha razza, ne sesso, non ha una religione.
            Il fato è come un vecchio burbero solitario
            che vagando di notte nessuno vuol avvicinare,
            ma in fondo attende che qualcuno si fermi a parlare per svelargli la sua esistenza.
            Composta martedì 11 ottobre 2016
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              Scritta da: Nicola Antonicelli
              in Poesie (Poesie personali)

              Fogliemie

              Incaute ore, spade affilate. Cerco la sfida a mani nude, sotto l'acqua fin dentro le ossa.
              Accenno alla prima. Frantumo i vetri, d'argentei riflessi. C'è chi conta i giorni. Io, raccolgo le foglie e brucio i rami secchi.
              Il fuori, è lontano. Dentro c'è troppo.
              M'allungo leggero sulle curve, sfiorando le cime.
              Acido e piccante. Disegno le rose, m'anche le spine.
              Stecca e pennello. Estro errante
              bussando da cochinoga a temuco.
              Rocce scoscese, onde marine,
              lontane, lontane, lontane.
              Parlo di me, Che sei anche te.
              Insieme noi facciamo tre.
              Erba e cemento, odio e petrolio.
              Il serpente ama il sole, l'umano il suo veleno.
              Spiga di giugno, foglia d'autunno
              Lento un suono, passione e fuoco.
              Eppure,
              Se fossi ragno tesserei le tele.
              Oppure iena annusando le prede.
              Attor d'un atto, dalle rime bruciate.
              E parlo di me. c'è whisky e caffè
              Ubriaco un: perché? Verso
              l'uscio aperto, raccolgo tre foglie:
              una foglia, due foglie,
              fogliemie, tre solo foglie... foglie... foglie...
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                Scritta da: dantino
                in Poesie (Poesie personali)

                L'amico

                Di un passo, si scostò al passare
                ed io sbagliai di presunzione buona
                nel credermi d'umano un po' migliore
                nella natura del sapere vi è un mistico perché
                "nessuno dovrebbe mai cambiare"
                non per dovere almeno, e mai per compiacere
                credevo di far bene, anzi,
                godevo del lusso religioso di aiutare
                ma il fato redarguì
                "vivere è una scelta solo personale"
                auguri di ogni bene
                e a me... di evitarmi ancora di sbagliare.
                Composta domenica 9 ottobre 2016
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