Poesie personali


Scritta da: Marta Emme
in Poesie (Poesie personali)

Un mare di guai

Chi la storia * (esodo)
non sa gestire
sarà la realtà
a farlo rabbrividire.
Ma i politici e i potenti
tanto non san capire
o se ne fregano da morire.
Per inciso:
i disastri che alle colonie *
(d'Africa) han apportato
Paesi che oggi han
la puzza sotto il naso*
(vs migranti) insieme
al cielo inquinato e riscaldato
da un sistema collaudato*
(industrie...) han reso, lì,
un ambiente deturpato
e più affamato che pur
con l'ignoranza le guerre
ha fomentato. E, ora,
all'Italia un esodo biblico
si pretende sia accollato!
E profittando di esser
meglio posizionato, c'è chi
si barrica per non essere
importunato. Così,
alla luce della razio,
viene assicurato, e si vuole
legalizzato, un sopruso,
dicasi pur reato dall'etica
codificato, che viaggia
sulla pelle del diseredato
e di un Paese* (Italia)
che, dunque, si trova incasinato:
perché per il migrante
è il meno distante e si può
raggiungere pur con un
fatiscente natante. È vero,
a certi Signori* (Stati Europei)
mancano i coglioni* (coraggio)
così agiscono male e poiché
in zucca non han sale
disattendono a un'opera*
(sviluppo equo) diventata
cruciale, per inseguir ancora
l'interesse proprio particolare.
Eppur urge abbandonare
un'ottica primordiale
e con saggezza all'inverosimile
reclamare un nuovo assetto
globale che possa le persone
considerare. E se la mia
voce è sbagliata, scusate,
mi son appena svegliata.
Composta giovedì 6 ottobre 2016
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    Scritta da: Paolo Madaschi
    in Poesie (Poesie personali)

    Radici

    Su roride membra
    d'un corpo virente,
    la chioma di piante
    si agita nell'ombra

    della sera, cullata
    dal tiepido respiro
    primaverile; rimiro
    la tremula vallata

    sì placida, serena,
    con l'animo molle
    dell'umore di zolle,
    erbe, acqua e rena:

    le radici del cuore
    fitte giù nella terra
    donan linfa chiara
    a gemme d'amore!
    Composta venerdì 10 giugno 2016
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      in Poesie (Poesie personali)

      Lettera di una figlia alla madre

      Vidi i tuoi occhi volare nel mondo,
      carezzare la luce,
      incrociare il tramonto;
      e il dolce sorriso raggiungere il sole,
      riflesso che incanta,
      che lascia a noi tutti esempio di forza,
      di buona creanza; d'eleganza e virtù.
      Ecco che in cuor s'infiammò l'utopia,
      cosa ne sarà della vita mia?
      Mi resta il ricordo: dà forza al pensiero;
      mi chiudo in silenzio e vivo di te.
      Vivo per te che donasti la vita,
      il senso del bello,
      percezione di calma,
      d'umiltà infinita.
      Ora ti ammiro nel giorno autunnale
      e scorgo il sorriso,
      il volto cordiale.
      Mi manchi mammina; mi manca il tuo affetto,
      mi sento da sola,
      non posso toccarti e stringerti al petto,
      non riesco a pensare che te ne sia andata,
      lasciando la valle che offusca il pensiero,
      rendendolo inerme fino allo spasimo.
      Mi lasci da sola perché ti han rubata.
      E al cielo ora guardo,
      per inviarti un saluto.
      Alzo la mano, vedo un bel sole,
      si tuffa nel mare e luccica in cuore,
      brilla il sorriso, brilla il tuo volto, avverto l'abbraccio,
      bacio la mamma, vorrei non finisse, ma or devo andare,
      ti porto con me, tra il cielo ed il mare.
      Addio mamma.
      Composta martedì 4 ottobre 2016
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        Scritta da: Anfolle
        in Poesie (Poesie personali)

        Sogno tra le mani

        Fai caso a quel che ho dentro
        mentre a volte tu mi scrivi
        guardo sotto l'epicentro
        e sono scosse quando arrivi;
        faccio caso all'illusione
        che sovrasta ogni messaggio
        ma ricerco l'eccezione
        dei tuoi occhi sono ostaggio.
        Leggi bene quanto è scritto
        più mi chiedo chi tu sia
        più accendi in me il conflitto
        nel vederti andare via;
        vedo bene quel che accade,
        passa il tempo e tu rimani
        ma il pensiero tuo m'invade
        forse è un sogno tra le mani.
        Composta sabato 10 settembre 2016
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          Scritta da: Alfio Tetto
          in Poesie (Poesie personali)
          Luce di città che aspetta l'alba, io sono del tempo, io sono un baiore, un lampo.

          La coscienza critica, il sudore, le note, la ricerca.
          Non conforme a te mondo non più mio, perché la luce è soltanto l'alba del sole, in te madre che giri al suo cospetto.
          Lo spazio si piega, e con esso il momento cambia ed io credo solo in te.
          Composta mercoledì 18 maggio 2016
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