Scritta da: Marta Emme

Siparietto

Paraculo è chi fa intender
che credito, a lui e a quel
che pone, è da dare, proprio
come al prete quando parla
dall'altare, senza voler
questo affatto declassare,
che è un bene la fede
predicare. E col suo fare
accattivante, proprio da
birbante, riesce a entrare
nelle corde della gente,
tanto più se è commovente,
perché "toccare" il cuore fa
presa sempre: è aprir, come
d'incanto, lo scrigno* (di tesori)
custodito nella mente. E bravo
com'è, senza accorgertene, sei
alla sua mercè se, distratto,
permetti che si profitti di te.
Marta Emme
Composta mercoledì 28 marzo 2018
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    Scritta da: Marta Emme

    Il corista

    La libertà è una grande conquista
    non il vezzo di chi è qualunquista.
    Come dire che è cosa trista quando
    nel polifonico coro uno si mette a
    cantare da solista, e non per svista,
    vuol essere proprio il protagonista
    pur se la cosa non è prevista. È
    elementare: non devi calpestare
    chi come te ha diritto uguale. La
    libertà che non ha costi genera
    solo grandi mostri* (egoisti,
    tiranni...). Così, uscir dal coro puoi
    per affermare gli intenti tuoi, ma se
    lo fai, al bel canto* (di valore/i) non
    rinunciare mai.

    Senza entrare dei dettagli, anche
    esser realista limita gli sbagli. Come
    è una realtà che chi troppo vuole,
    spesso, niente ha. Come, nel
    dibattito, son le diversità che ci
    posson migliorar, seppur sceglier
    poi si dovrà e la scelta rispettar.
    Come anche la politica, che questo
    spesso non sa far. Come un corista
    che da solo vuol cantar senza
    averne liceità, per sua propria
    velleita* (volontà)

    E scusate il non poco divagare e
    anche la costumanza di
    esemplificare, che può esser
    illuminante se riesce ad essere
    calzante.
    Marta Emme
    Composta venerdì 13 aprile 2018
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      Scritta da: Marta Emme

      Guercio

      Guarda di traverso, ma  
      ben riconosce e come
      saluto ha in serbo, spesso,
      solo un seccato e breve
      verso. Poi, siccome la luce
      della ragione ha perso,
      l'animo ha nero e torvo
      come quello di uno
      spelacchiato e inquietante
      corvo. Tanto che, la stessa
      voce crocidante mostra, o
      molto simile, pur se svolazza
      tra delicate e colorate
      primule*(persone gentili).
      Così se un corvo può simular
      la voce umana, quella del
      guercio, 'sì ridotto dal
      rancore, gli viene proprio
      spontanea.
      Marta Emme
      Composta domenica 25 marzo 2018
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        Scritta da: Marta Emme

        Cavallino arrò arrò

        Troneggiare sulla tua groppa
        per andar incontro all'avventura
        che in questa vita ci cattura, è
        una vera goduria. Seppur ormai
        son così grande, mantengo,
        come te, uno spirito gigante che
        mi manda avanti sempre, per
        ottener ciò che la mente dal mio
        vivere s'attende. Anche
        quell'amar il soffio fresco della
        libertà con te mi dona grande
        affinità. E mi culla il tuo passo
        quando sono triste, e scopro
        allora quelle piste che prima non
        avevo nemmen viste. Così mi
        ritrovo; e penso che sei davvero
        un tesoro perché mi fai capire
        che è dentro me che devo cercare
        l'oro. Mi commuovo, allora,
        comprendo e penso che voglio
        avere un cavallo nel mio mondo
        di cristallo. A cui sussurrare...
        che la vita si deve cavalcare.
        Marta Emme
        Composta lunedì 19 marzo 2018
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          Scritta da: Marta Emme

          Femme

          Quì* (occidente) sovente* (pubblicità,
          video, tv...) il corpo della donna
          diventa come una bandiera* (oggetto
          del desiderio) che, quella (che è)
          sciocca, la muove come una
          mitragliera ove culo, tette e cosce
          ne son la polveriera. E questo, come
          esempio di progresso, è ben scarso
          come non lo è ove la donna non
          ha viso perché nella sua veste quello è
          scomparso* (burqa, niqab). La donna
          si deve, or dunque, affrancare da tutto
          ciò che la vuole annullare.
          Marta Emme
          Composta giovedì 29 marzo 2018
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