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Scritta da: Marta Emme

Meriggio d'estate

Quando penso all'estate in campagna,
vissuta ove era il luogo della mia
infanzia (paese origine), affiora alla
mente il ronzio delle api - e allor a nessun
causava grattacapi (fastidio) - nel tempo
del dì quando il Sole dava tutto il suo
calore (ore calde del giorno); e quel frinir
di cicale... ancor sembra di sentir tra i
covoni del grano, che pure rimanda a
quel tempo lontano (giovinezza); come
carico di bei momenti è ricordar quel
filo di paglia finito tra i denti che a volte
poteva servir anche da stuzzicadenti.
Eppur ancor oggi in certe realtà (attività
agricola bio) magnificamente tutto ciò
si va a sposar, e può rincuorar ove
questo si sa apprezzar, con tutte le sue
naturali convivialità (feste nei raccolti
per esempio o nei racconti e proverbi...).
Ma che, tali realtà, son rimaste poche,
lo dico con parole fioche (addolorata):
la vita tra il cemento (cementificazione),
col tempo, ha sostituito di quella agreste
l'attrattiva, coi giochi sofisticati
(videogiochi) e la più sfrenata movida
(perché sovente anche con uso di droghe
o alcool), per non parlar di quanto assai
poco, in questo stare, beatamente (con
serenità) si sorrida (si vive con ansia il
presente, si perde il contatto diretto con
la natura e la semplicità che sa regalare).
Oibò! Così occorre la natura ritrovare, da
vivere e contemplare.
Marta Emme
Composta domenica 23 maggio 2021
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    Scritta da: Marta Emme

    La cesoia

    È nel momento della gioia (trovata serenità)
    che si misura l'abilità nell'usare la cesoia,
    che, pur, può farti sentire come una di quelle
    cose di cui presto ci si annoia, di cui
    insomma non è più utile conservare
    memoria. Certo, potar si devono i rami
    secchi, diventati ingombranti e vecchi; ormai
    han dato il loro frutto e con questo già s'è
    detto tutto. Ma se è una cosa naturale,
    l'albero, dover sfrondare, poco male, si apre
    allora un'altra visuale, un altro sentiero a un
    animo che sia come me baldanzoso e fiero.
    Del resto anche l'acqua che passa sotto i
    ponti (e acqua passata non macina più) va
    verso il mare ove può allargare i suoi
    orizzonti.
    Marta Emme
    Composta giovedì 11 giugno 2020
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      Scritta da: Marta Emme

      Il potere di una zucca

      Stasera vi aspetto, animelle belle (degli avi),
      intorno alla mia zucca ad aleggiare come
      pazzarelle, tanto curiose siete di conoscer,
      di quest'anno, le novelle (novità) e come
      quelle si muovono dentro le mie insolite
      storielle (confessioni) che a voi sol
      racconto, che siete le mie stelle. Dal
      racconto non mi attendo nessuno sconto,
      ma voi allor mi confortate che le vie del
      Signore sono sconfinate. E la luce (della
      zucca) si ravviva mentre una lacrima
      furtiva di gioia allor mi riempiva, per
      quanto, nel darmi carta bianca, il coraggio
      che dimostrate non vi manca. Dunque,
      quella fiammella è servita per guidarvi
      fino a me, io che, come fedele (cristiana),
      sembra proprio che non sia un granché.
      Eppure, a me piace ogni novità che a
      esser creativa (nella comunicazione)
      un'occasione in più mi dà. Così, se c'è chi
      fa la zucca da paura è per tener a
      distanza il maligno che porta la sventura.
      Dunque, per Halloween sono a
      festeggiare in una notte che, ai nostri cari
      nell'aldilà, può avvicinare, vestiti, anche un
      poco per giocare, come streghe o come
      maghi o coi costumi che ci sembrano i più
      strani. Poi, viene la fede e una preghiera a
      lor si deve. Il mio Halloween è giusto
      questo, e non m'importa se a qualcuno
      può risultare indigesto (non è d'accordo).
      Marta Emme
      Composta venerdì 1 novembre 2019
      dal libro "Prosia" di Marta Emme
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        Scritta da: Marta Emme

        I fetenti

        Ci sono persone, si dice, che hanno
        cuore, ma non sono per il bene
        dell'uomo, fetenti sono. Ci sono
        persone, si dice, che hanno cervello
        (intelligenza) e pur loro non sono
        per il bene dell'uomo, fetenti sono.
        Ci sono persone vuote che non
        hanno né cuore né cervello e per le
        quali vale il ritornello che è la pazzia
        il loro zolfanello (cerino), fetenti
        sono. Ci sono le persone, invece,
        che hanno cuore e cervello che san
        dosare, conseguentemente, con
        misura e fine tessitura
        (appropriatezza) per non finire mai,
        del diavolo in pastura; e sono, quelle,
        le persone giuste, che fanno bene
        all'uomo. Sono fiore all'occhiello
        dell'Umanità e, quando si incontrano,
        sono una benedizione, ma sono una
        specie, oggi, in via di estinzione.
        Pensare, dunque, è sensato, che,
        proprio per questo dilemma, l'uomo
        da sé medesimo si è buggerato
        (fregato, per le continue tragedie
        naturali a lui ascrivibili, che che se ne
        dica, per lo scadimento dell'etica e la
        supremazia del sé). Tanto che, se lo
        immaginassimo dentro a un mercato,
        una merce di seconda, ma proprio di
        seconda mano, l'uomo, sarebbe
        diventato (con molto poco valore).
        Marta Emme
        Composta sabato 26 ottobre 2019
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          Scritta da: Marta Emme

          Occhi da triglia

          Insieme agli elefanti del passato (persone di gran
          peso, importanti, che decidono le sorti) questo
          mondo ci avete lasciato, pieno di passioni, come
          afflizioni di cui c'è dunque poco da esultare se
          ogni giorno, a onor del male, è un gran baccanale
          tra guerre, alluvioni e il più tremendo e feroce
          fortunale (uragano devastante in Giappone).
          Siete dei potenti col mestolo (valete poco al
          comando), siete quelli che di prosopopee
          (paroloni vuoti) si vestono e il buon senso intanto
          pestano. Per poterci ancor gabbare, che tanto
          come ochette dietro a voi ci avete abituati ad
          andare. È un'imprinting che oggi non funziona
          perché si è visto che la Terra non a voi domani
          non perdona. Perché saranno i giovani a pagare
          per le vostre castronate che ancor oggi
          sbandierate. E se pensate che Greta viva per quel
          premio (Nobel) avete bisogno di una chemio, che
          un cancro cerebrale avete addosso a forza di
          pensar al color del codirosso (in modo marginale).
          Altro qui ci vuole: del popolo la ribellione, altro che
          per il Nobel una menzione. Da persone tanto ottuse
          non bastano le scuse, giacché non volete cambiar
          niente, manco se vi arriva un nutrito e fottuto
          accidente, mandato da quei condannati (vittime
          dei disastri ambientali) che ci hanno
          prematutamente già lasciati. Stolti, con quegli
          occhi a triglia, tipici di chi con l'intelligenza non ci
          piglia. Siete quelli che Greta (Thunberg) vogliono
          distruggere per non farsi proprio da lei distruggere,
          perché anch'ella ha un potere forte dietro le spalle,
          quello di rompervi il più possibile le palle, per
          mandarvi, in quanto ciuchi, tutti quanti nella stalle.
          Marta Emme
          Composta domenica 13 ottobre 2019
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            Scritta da: Marta Emme

            Quel po' di masochismo.

            Il masochismo è una sorta di manierismo
            (modalità), il modo stesso con cui
            tortuosamente si affrontano le cose, è il
            non saper misurare mai la dose (nel fare),
            come se si fosse ancor convinti che i
            dinosauri non si sono mai estinti (diversa
            percezione della realtà) così ci si infila in
            tali labirinti che fan prevaler gli istinti,
            siccome la testa non ragiona e il danno
            che ne viene alla persona con l'assurdo
            s'intona. Insomma il masochismo è
            un'arte sublime, ci si impegna, per aver
            piacere, a farsi del male perché in
            profondità veramente non si sa guardare,
            dato che, sul canterale (cassettone), gli
            occhiali, con quella messa a fuoco, li
            abbiam lasciati la mattina insieme a un
            po' di caffeina (vigore). Forse, uno così,
            ama troppo l'altro per questo non riesce,
            per sua natura, ad esser scaltro (attento
            a sé).
            Marta Emme
            Composta venerdì 11 ottobre 2019
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              Scritta da: Marta Emme

              Il bollito

              Vediam or di far chiarezza sul fatto
              che i giovani non voglion vivere più
              nella monnezza (inquinamento),
              frutto delle scelte dei potenti, quelli
              che sembravan, allor (1700, 1800,
              1900) dei portenti ma che, sulla
              distanza (ad oggi), han fatto poi
              una grave dimenticanza, e cioè che
              non han creduto necessario gestire
              ciò che anche in natura era una
              innovazione, creata dal processo
              continuo di industrializzazione.
              Siccome, parlan per loro i fatti
              (inquinamento, desertificazione,
              risorse...), e, or, par che i giovani e i
              poveri sian diventati tutti matti nel
              chieder di cambiar modello (di
              sviluppo) che quello non si è
              dimostrato, per nessuno, proprio un
              fiore all'occhiello. Se, questo registro
              (operare), i Paesi industrializzati, non
              son disposti a cambiare, non lo
              faranno certo i Paesi che si devono
              ancora sviluppare. Da traino, perciò,
              essi devono fare. Un altro modello
              ed ecosostenibile dobbiamo, dunque,
              allestire se non si vuol tutti a
              gambe all'aria finire. Cominciamo,
              l'energia, a rivoluzionare; non è
              che non si sa fare, è che non lo si
              vuol fare, perché i ricchi petrolieri
              e gli sceicchi non si voglion
              disturbare giacché tensioni folli
              andremmo a fomentare, a cui
              certo non si potrà ovviare! Banale?
              E la ricerca, ancora, che ci sta a fare?
              In tanti anni, ma chi, seriamente,
              ha investito in ciò, oibò? Si dice:
              "interesse, vedi, non ne ho, neanche
              un po'. E al mercato che dirò?"
              Servono i dissalatori, perché anche
              i poveri possano avere i loro
              abbeveratoi. Pur ciò non si vuol fare,
              oibò! Si dice: "in ricerca non investirò,
              che me ne fò, di sete io non morirò."
              Le vostre illustri idee mi han proprio
              seccato. Va, forse, di moda il bollito
              (i gretini)? Eppur ho ben capito che
              anche sul clima, l'accordo, tra i potenti,
              è proprio come un ago appuntito, che
              fa male se entra nelle carni, per questo
              sono tutti duri come marmi. E ai più
              potenti dico che si nascondon tutti
              dietro a un dito, perché nessuno, in
              realtà, si è fatto lesso (bollito) ed è
              chiaro che, senza rispetto (per la natura
              e i simili), volete continuare a viver solo
              nel vostro, o ciel, riflesso (per voi stessi,
              di convenienze).
              Marta Emme
              Composta domenica 6 ottobre 2019
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                Scritta da: Marta Emme

                Orgoglio fesso

                Esser pronti a rinnegare (togliendo
                i crocifissi) una propria radice
                (cristianesimo), vuol dire esser
                disposti a diventare un'appendice
                (religiosa, minoranza); e non solo
                culturalmente parlando, come se al
                vangelo non ci fossimo nei secoli
                sempre andati ispirando. Dunque,
                fa una incredibile porcata, chi
                (politica) vuol svendere (col
                crocifisso) o ha già svenduto la
                nostra tanto gloriosa e ammirata
                patria (a Maometto, al nichilismo...).
                Di questo orgoglio (patrio) parlo,
                ma forse è solo un mio inguaribile e
                vergognoso tarlo.
                Marta Emme
                Composta giovedì 3 ottobre 2019
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                  Scritta da: Marta Emme

                  Greta superstar

                  Un bottoncino blu ho trovato ieri sera
                  in una scatola vetusta appoggiata
                  sopra una finestrella angusta che sui
                  tetti si affacciava giusta giusta, da
                  sembrar di viver quando ero ancor
                  fanciulla, quando il tempo sembrava
                  eterno e quel trastulla. Tutto per via di
                  un bottoncino blu cucito in gioventù
                  su un pantoloncino ecrù che
                  racchiudeva poche e nostalgiche virtù.
                  Di esser grezza e naturale come non
                  si usa più, di aver potuto guardare il
                  mondo da lassù avendo la fanciullezza
                  come arma in più, come qualcosa che
                  con la purezza e la fierezza si sposa.
                  Quelle che ancor oggi fan dire a Greta:
                  giù le mani dal Pianeta, perché il
                  mondo va in discesa e l'intelligenza
                  viene offesa. Eppure credo si possa
                  poco con un uomo che è diventato
                  beoto (beota, idiota). Sarà come
                  parlar al vento e il tuo un altro
                  scomodo lamento, giusto per dar
                  anche ai giovani un contento. Tanta
                  attenzione Greta come si può aver per
                  una stella cometa, bellina bellina,
                  lucente come brillantina (di luce
                  riflessa, un po' opaca) ma sarà
                  tramontata con dopodomattina. I
                  poteri forti, sono ormai del Pianeta
                  all'arrembaggio e a tanto buon senso
                  faran certamente un altro oltraggio.
                  Invece, la tua battaglia dev'esser
                  come un'opera di Caravaggio, che ha
                  cambiato con la sua arte quel che
                  sta alla pelle (l'arte figurativa e
                  comunicativa) mettendo nel pennello
                  la luce delle stelle. E or qui non sto a
                  raccontar storielle, c'è da cambiar nel
                  cervello tutte le rotelle e accender
                  finalmente della ragione le sue
                  fulgide fiammelle. Quelle che han
                  reso l'uomo immortale in Caravaggio,
                  lui che ha avuto, nel voler cambiare, il
                  tuo stesso coraggio, e non conta se è
                  stato selvaggio e tu invece come un
                  fiore splendido e profumato di maggio.
                  E allor, cara, pungi, feroce, e non dar
                  tregua, come un Caravaggio, alla
                  stessa stregua. Fallo poi in nome di
                  Dio, artefice del creato, e non Pietro,
                  che era un uomo, sì, ispirato, ma
                  anche un po' stonato (ha rinnegato
                  Cristo).
                  Marta Emme
                  Composta domenica 28 aprile 2019
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                    Scritta da: Marta Emme

                    Le anime

                    Dalle stelle, le anime, ti dicon:
                    fai onore a questo, osceno, dolore
                    antico, perché il figlio che non hai
                    più, ti guarda da quassù,
                    orgoglioso per ogni tua virtù, che
                    gli hai donato, ogni attimo, che
                    è stato con te, laggiù. Così, da or,
                    così, ti sarà sempre accanto, per
                    consolare ogni volta il tuo pianto
                    o per gioir con te di ogni incanto.
                    Marta Emme
                    Composta lunedì 29 aprile 2019
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