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Scritta da: Marta Emme

Occhi da triglia

Insieme agli elefanti del passato (persone di gran
peso, importanti, che decidono le sorti) questo
mondo ci avete lasciato, pieno di passioni, come
afflizioni di cui c'è dunque poco da esultare se
ogni giorno, a onor del male, è un gran baccanale
tra guerre, alluvioni e il più tremendo e feroce
fortunale (uragano devastante in Giappone).
Siete dei potenti col mestolo (valete poco al
comando), siete quelli che di prosopopee
(paroloni vuoti) si vestono e il buon senso intanto
pestano. Per poterci ancor gabbare, che tanto
come ochette dietro a voi ci avete abituati ad
andare. È un'imprinting che oggi non funziona
perché si è visto che la Terra non a voi domani
non perdona. Perché saranno i giovani a pagare
per le vostre castronate che ancor oggi
sbandierate. E se pensate che Greta viva per quel
premio (Nobel) avete bisogno di una chemio, che
un cancro cerebrale avete addosso a forza di
pensar al color del codirosso (in modo marginale).
Altro qui ci vuole: del popolo la ribellione, altro che
per il Nobel una menzione. Da persone tanto ottuse
non bastano le scuse, giacché non volete cambiar
niente, manco se vi arriva un nutrito e fottuto
accidente, mandato da quei condannati (vittime
dei disastri ambientali) che ci hanno
prematutamente già lasciati. Stolti, con quegli
occhi a triglia, tipici di chi con l'intelligenza non ci
piglia. Siete quelli che Greta (Thunberg) vogliono
distruggere per non farsi proprio da lei distruggere,
perché anch'ella ha un potere forte dietro le spalle,
quello di rompervi il più possibile le palle, per
mandarvi, in quanto ciuchi, tutti quanti nella stalle.
Marta Emme
Composta domenica 13 ottobre 2019
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    Scritta da: Marta Emme

    Quel po' di masochismo.

    Il masochismo è una sorta di manierismo
    (modalità), il modo stesso con cui
    tortuosamente si affrontano le cose, è il
    non saper misurare mai la dose (nel fare),
    come se si fosse ancor convinti che i
    dinosauri non si sono mai estinti (diversa
    percezione della realtà) così ci si infila in
    tali labirinti che fan prevaler gli istinti,
    siccome la testa non ragiona e il danno
    che ne viene alla persona con l'assurdo
    s'intona. Insomma il masochismo è
    un'arte sublime, ci si impegna, per aver
    piacere, a farsi del male perché in
    profondità veramente non si sa guardare,
    dato che, sul canterale (cassettone), gli
    occhiali, con quella messa a fuoco, li
    abbiam lasciati la mattina insieme a un
    po' di caffeina (vigore). Forse, uno così,
    ama troppo l'altro per questo non riesce,
    per sua natura, ad esser scaltro (attento
    a sé).
    Marta Emme
    Composta venerdì 11 ottobre 2019
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      Scritta da: Marta Emme

      Il bollito

      Vediam or di far chiarezza sul fatto
      che i giovani non voglion vivere più
      nella monnezza (inquinamento),
      frutto delle scelte dei potenti, quelli
      che sembravan, allor (1700, 1800,
      1900) dei portenti ma che, sulla
      distanza (ad oggi), han fatto poi
      una grave dimenticanza, e cioè che
      non han creduto necessario gestire
      ciò che anche in natura era una
      innovazione, creata dal processo
      continuo di industrializzazione.
      Siccome, parlan per loro i fatti
      (inquinamento, desertificazione,
      risorse...), e, or, par che i giovani e i
      poveri sian diventati tutti matti nel
      chieder di cambiar modello (di
      sviluppo) che quello non si è
      dimostrato, per nessuno, proprio un
      fiore all'occhiello. Se, questo registro
      (operare), i Paesi industrializzati, non
      son disposti a cambiare, non lo
      faranno certo i Paesi che si devono
      ancora sviluppare. Da traino, perciò,
      essi devono fare. Un altro modello
      ed ecosostenibile dobbiamo, dunque,
      allestire se non si vuol tutti a
      gambe all'aria finire. Cominciamo,
      l'energia, a rivoluzionare; non è
      che non si sa fare, è che non lo si
      vuol fare, perché i ricchi petrolieri
      e gli sceicchi non si voglion
      disturbare giacché tensioni folli
      andremmo a fomentare, a cui
      certo non si potrà ovviare! Banale?
      E la ricerca, ancora, che ci sta a fare?
      In tanti anni, ma chi, seriamente,
      ha investito in ciò, oibò? Si dice:
      "interesse, vedi, non ne ho, neanche
      un po'. E al mercato che dirò?"
      Servono i dissalatori, perché anche
      i poveri possano avere i loro
      abbeveratoi. Pur ciò non si vuol fare,
      oibò! Si dice: "in ricerca non investirò,
      che me ne fò, di sete io non morirò."
      Le vostre illustri idee mi han proprio
      seccato. Va, forse, di moda il bollito
      (i gretini)? Eppur ho ben capito che
      anche sul clima, l'accordo, tra i potenti,
      è proprio come un ago appuntito, che
      fa male se entra nelle carni, per questo
      sono tutti duri come marmi. E ai più
      potenti dico che si nascondon tutti
      dietro a un dito, perché nessuno, in
      realtà, si è fatto lesso (bollito) ed è
      chiaro che, senza rispetto (per la natura
      e i simili), volete continuare a viver solo
      nel vostro, o ciel, riflesso (per voi stessi,
      di convenienze).
      Marta Emme
      Composta domenica 6 ottobre 2019
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        Scritta da: Marta Emme

        Orgoglio fesso

        Esser pronti a rinnegare (togliendo
        i crocifissi) una propria radice
        (cristianesimo), vuol dire esser
        disposti a diventare un'appendice
        (religiosa, minoranza); e non solo
        culturalmente parlando, come se al
        vangelo non ci fossimo nei secoli
        sempre andati ispirando. Dunque,
        fa una incredibile porcata, chi
        (politica) vuol svendere (col
        crocifisso) o ha già svenduto la
        nostra tanto gloriosa e ammirata
        patria (a Maometto, al nichilismo...).
        Di questo orgoglio (patrio) parlo,
        ma forse è solo un mio inguaribile e
        vergognoso tarlo.
        Marta Emme
        Composta giovedì 3 ottobre 2019
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          Scritta da: Marta Emme

          Greta superstar

          Un bottoncino blu ho trovato ieri sera
          in una scatola vetusta appoggiata
          sopra una finestrella angusta che sui
          tetti si affacciava giusta giusta, da
          sembrar di viver quando ero ancor
          fanciulla, quando il tempo sembrava
          eterno e quel trastulla. Tutto per via di
          un bottoncino blu cucito in gioventù
          su un pantoloncino ecrù che
          racchiudeva poche e nostalgiche virtù.
          Di esser grezza e naturale come non
          si usa più, di aver potuto guardare il
          mondo da lassù avendo la fanciullezza
          come arma in più, come qualcosa che
          con la purezza e la fierezza si sposa.
          Quelle che ancor oggi fan dire a Greta:
          giù le mani dal Pianeta, perché il
          mondo va in discesa e l'intelligenza
          viene offesa. Eppure credo si possa
          poco con un uomo che è diventato
          beoto (beota, idiota). Sarà come
          parlar al vento e il tuo un altro
          scomodo lamento, giusto per dar
          anche ai giovani un contento. Tanta
          attenzione Greta come si può aver per
          una stella cometa, bellina bellina,
          lucente come brillantina (di luce
          riflessa, un po' opaca) ma sarà
          tramontata con dopodomattina. I
          poteri forti, sono ormai del Pianeta
          all'arrembaggio e a tanto buon senso
          faran certamente un altro oltraggio.
          Invece, la tua battaglia dev'esser
          come un'opera di Caravaggio, che ha
          cambiato con la sua arte quel che
          sta alla pelle (l'arte figurativa e
          comunicativa) mettendo nel pennello
          la luce delle stelle. E or qui non sto a
          raccontar storielle, c'è da cambiar nel
          cervello tutte le rotelle e accender
          finalmente della ragione le sue
          fulgide fiammelle. Quelle che han
          reso l'uomo immortale in Caravaggio,
          lui che ha avuto, nel voler cambiare, il
          tuo stesso coraggio, e non conta se è
          stato selvaggio e tu invece come un
          fiore splendido e profumato di maggio.
          E allor, cara, pungi, feroce, e non dar
          tregua, come un Caravaggio, alla
          stessa stregua. Fallo poi in nome di
          Dio, artefice del creato, e non Pietro,
          che era un uomo, sì, ispirato, ma
          anche un po' stonato (ha rinnegato
          Cristo).
          Marta Emme
          Composta domenica 28 aprile 2019
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            Scritta da: Marta Emme

            Le anime

            Dalle stelle, le anime, ti dicon:
            fai onore a questo, osceno, dolore
            antico, perché il figlio che non hai
            più, ti guarda da quassù,
            orgoglioso per ogni tua virtù, che
            gli hai donato, ogni attimo, che
            è stato con te, laggiù. Così, da or,
            così, ti sarà sempre accanto, per
            consolare ogni volta il tuo pianto
            o per gioir con te di ogni incanto.
            Marta Emme
            Composta lunedì 29 aprile 2019
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              Scritta da: Marta Emme

              Respiro d'arte

              Non vedi attorno a te quel che
              di fantastico c'è fintanto che
              non vien perduto, non esiste
              più, e allor par che niente ti
              possa tirar su. Ma sollevarti
              potrai se dura la pelle venderai
              a chi vuol romper anche
              quell'unico e scampato remo,
              quel che solo può salvarti nel
              naufragio per quanto tu sia
              sconsolato e stremo. Dentro te
              c'è proprio tanto e se anche può
              consolare il pianto (per ciò che
              hai perduto) potrai comunque
              innalzare al cielo (luogo
              dell'anima) il tuo accorato canto
              (intendimento, pensieri), ove di
              stelle (idee) puoi raccoglier un
              luminoso manto perché la
              libertà, anche quella di star là
              (immerso nella divina arte
              dell'Universo), a respirar
              genialità, è certo scritta nella tua
              carta d'identità. E ciò sarà finché
              ti riconoscerai in Notre Dame,
              fiore all'occhiello di una Umanità
              che il bello ha saputo come
              realizzar e che ancor saprà
              mostrar (ricostruzione) quella
              autentica espressione di intenti e
              universalità (valori) che l'han
              potuta una volta edificar. Come è
              stato già con La Fenice (teatro di
              Venezia), che ancor si dice sia
              opera grandiosa e di sublime
              qualità; codesta, che dalle ceneri
              (incendio) è rinata e temeraria ha
              vinto sull'oscurità (oblio).
              Marta Emme
              Composta venerdì 19 aprile 2019
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                Scritta da: Marta Emme

                Cruccio divino

                Una colomba di Pasqua (annuncio di
                pace) in alto vola, tutta sola, non
                trova compagnia, ove (sulla Terra), per
                aver la pace non vale acrobazia. Così
                ritorna al Signore a portar l'annuncio
                di questo suo più grande cruccio; per
                dir che l'uomo muore, perché a Lui
                (Dio) vicino non pone il cuore. Vicino
                a Chi (Dio) gli ha donato il creato e
                che per tutta risposta l'ha invece
                stupidamente gabbato (tradito),
                siccome non se ne è sentito mai
                onorato. E poiché, infine, ne è così
                indegno è pure giusto che oggi ne
                paghi pegno (soffra del male che ha
                provocato).
                Marta Emme
                Composta sabato 20 aprile 2019
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                  Scritta da: Marta Emme

                  Un bosco da attraversare

                  Come un puledrino era quel bambino
                  che così tanto mattacchiava e
                  scorrazzava per come era birichino.
                  Ma poi fosco è diventato quando da
                  solo col mondo s'è misurato (da
                  adolescente o come adulto). Infatti
                  il suo galoppo dentro un bosco l'ha
                  portato (mistero del vivere), pien di
                  ostacoli che a evitarli tutti c'era da
                  fare, a dir poco, dei miracoli. Ma lui,
                  tosto fin da piccino, e anche un po'
                  briccone, siccome era rimasto dentro
                  un mattacchione, si convinse più che
                  mai che non la forza bruta ma il
                  pensiero poteva dar la soluzione a
                  dipanare l'intrico di una così fitta
                  vegetazione. E capì che lì poteva sol
                  quell'armoniosa vibrazione (linguaggio
                  neuronale) che nell'intelligenza trova la
                  massima espressione. Così quella
                  apriva piste (soluzioni) ove e come
                  prima non s'erano mai viste. Le entrate
                  e le uscite ora eran chiare ovunque si
                  volesse andare e pure l'avventura non
                  faceva paura perché seguiva lì sempre
                  la stessa orditura (struttura) che
                  aveva la natura (un certo ordine, le
                  regole). E anche quando ti perdevi
                  trovavi sempre una sboccatura, una
                  via sicura, e a volte una apertura che
                  si apriva verso nuovi orizzonti nella
                  radura. E qui si potrà dire che le
                  relazioni son da costruire nel
                  discernimento di chi pone l'obiettività
                  come fondamento, che non travisa le
                  cose, ma vede pure le spine nelle rose.
                  Così il buono e le insidie son da
                  riconoscer nelle tortuose vie (vicende,
                  esperienze) e, senza rimaner indietro,
                  nelle retrovie, dar piuttosto carica alle
                  batterie (darsi coraggio) e, semmai
                  possibile, domesticar la vita con le
                  sue follie per non cader mai nelle
                  tanto rovinose sue ipocondrie
                  (tristezza, sconforto, malinconia).
                  Marta Emme
                  Composta lunedì 15 aprile 2019
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                    Scritta da: Marta Emme

                    Divina benevolenza

                    Dar possibilità di lavoro a un
                    africano in patria rende la Terra
                    un po' più gaia (giusta) e azzera
                    (impedisce) quel cader vittima
                    della mala (trafficanti di uomini).
                    Sia questo lo scopo prioritario,
                    finalmente, delle missioni
                    (Chiesa), così da dar vero senso,
                    proprio e pieno alle religioni.
                    Favoriamo dunque l'economico,
                    e dico economico, sviluppo,
                    siccome l'uomo è nato per vivere
                    in un gruppo (essere solidale).
                    Quello sviluppo che dalla povertà
                    l'affranchi e un futuro possibile in
                    quella terra gli spalanchi. E questa
                    è la vera accoglienza, la vera
                    magnificenza, che alla Terra dà
                    appartenenza e un divino senso di
                    benevolenza. Ma l'Europa è sorda,
                    né la parola né la logica ascolta,
                    tanto che non può esser saggia se
                    è balorda. E, sempre per arruffà, or
                    mi spingo un po' più in là. Si può
                    dire che la via della seta sia
                    un'opportunità se gestita con
                    qualità e rispetto delle sovranità,
                    anche per l'Africa, con le sue
                    fragilità. Siccome la Cina è una
                    gran furbona, ben si sa, è infatti il
                    "complale" la sua erba officinale
                    (esempio i porti come il Pireo in
                    Grecia). Anche se, in realtà, solo il
                    vuoto di un'assenza (Europa buona
                    e accorta), in tal frangente (in
                    Africa) andrebbe a colmar con
                    qualche disappunto e qui si mette
                    il punto. Intanto l'America (il Paese
                    America), che pure impera, vede il
                    mondo dalla sua magica sfera,
                    così se c'è chi guarda in modo
                    diverso al futuro, per lui ha subito
                    in serbo un gran bel siluro
                    (ritorzione) se il ritorno (benefici)
                    non gli è garantito più che sicuro.
                    Gli importa del suo salvadanaio e
                    a cantare vuol esser l'unico gallo
                    del pollaio; e noi come galline
                    stiamo a lui così vicine (alleate)
                    che l'uovo (crescita) vogliam fare
                    tutte le mattine.
                    Marta Emme
                    Composta giovedì 4 aprile 2019
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