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Scritta da: Marta Emme

Il potere di una zucca

Stasera vi aspetto, animelle belle (degli avi),
intorno alla mia zucca ad aleggiare come
pazzarelle, tanto curiose siete di conoscer,
di quest'anno, le novelle (novità) e come
quelle si muovono dentro le mie insolite
storielle (confessioni) che a voi sol
racconto, che siete le mie stelle. Dal
racconto non mi attendo nessuno sconto,
ma voi allor mi confortate che le vie del
Signore sono sconfinate. E la luce (della
zucca) si ravviva mentre una lacrima
furtiva di gioia allor mi riempiva, per
quanto, nel darmi carta bianca, il coraggio
che dimostrate non vi manca. Dunque,
quella fiammella è servita per guidarvi
fino a me, io che, come fedele (cristiana),
sembra proprio che non sia un granché.
Eppure, a me piace ogni novità che a
esser creativa (nella comunicazione)
un'occasione in più mi dà. Così, se c'è chi
fa la zucca da paura è per tener a
distanza il maligno che porta la sventura.
Dunque, per Halloween sono a
festeggiare in una notte che, ai nostri cari
nell'aldilà, può avvicinare, vestiti, anche un
poco per giocare, come streghe o come
maghi o coi costumi che ci sembrano i più
strani. Poi, viene la fede e una preghiera a
lor si deve. Il mio Halloween è giusto
questo, e non m'importa se a qualcuno
può risultare indigesto (non è d'accordo).
Marta Emme
Composta venerdì 1 novembre 2019
dal libro "Prosia" di Marta Emme
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    Scritta da: Marta Emme

    I fetenti

    Ci sono persone, si dice, che hanno
    cuore, ma non sono per il bene
    dell'uomo, fetenti sono. Ci sono
    persone, si dice, che hanno cervello
    (intelligenza) e pur loro non sono
    per il bene dell'uomo, fetenti sono.
    Ci sono persone vuote che non
    hanno né cuore né cervello e per le
    quali vale il ritornello che è la pazzia
    il loro zolfanello (cerino), fetenti
    sono. Ci sono le persone, invece,
    che hanno cuore e cervello che san
    dosare, conseguentemente, con
    misura e fine tessitura
    (appropriatezza) per non finire mai,
    del diavolo in pastura; e sono, quelle,
    le persone giuste, che fanno bene
    all'uomo. Sono fiore all'occhiello
    dell'Umanità e, quando si incontrano,
    sono una benedizione, ma sono una
    specie, oggi, in via di estinzione.
    Pensare, dunque, è sensato, che,
    proprio per questo dilemma, l'uomo
    da sé medesimo si è buggerato
    (fregato, per le continue tragedie
    naturali a lui ascrivibili, che che se ne
    dica, per lo scadimento dell'etica e la
    supremazia del sé). Tanto che, se lo
    immaginassimo dentro a un mercato,
    una merce di seconda, ma proprio di
    seconda mano, l'uomo, sarebbe
    diventato (con molto poco valore).
    Marta Emme
    Composta sabato 26 ottobre 2019
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      Scritta da: Marta Emme

      Occhi da triglia

      Insieme agli elefanti del passato (persone di gran
      peso, importanti, che decidono le sorti) questo
      mondo ci avete lasciato, pieno di passioni, come
      afflizioni di cui c'è dunque poco da esultare se
      ogni giorno, a onor del male, è un gran baccanale
      tra guerre, alluvioni e il più tremendo e feroce
      fortunale (uragano devastante in Giappone).
      Siete dei potenti col mestolo (valete poco al
      comando), siete quelli che di prosopopee
      (paroloni vuoti) si vestono e il buon senso intanto
      pestano. Per poterci ancor gabbare, che tanto
      come ochette dietro a voi ci avete abituati ad
      andare. È un'imprinting che oggi non funziona
      perché si è visto che la Terra non a voi domani
      non perdona. Perché saranno i giovani a pagare
      per le vostre castronate che ancor oggi
      sbandierate. E se pensate che Greta viva per quel
      premio (Nobel) avete bisogno di una chemio, che
      un cancro cerebrale avete addosso a forza di
      pensar al color del codirosso (in modo marginale).
      Altro qui ci vuole: del popolo la ribellione, altro che
      per il Nobel una menzione. Da persone tanto ottuse
      non bastano le scuse, giacché non volete cambiar
      niente, manco se vi arriva un nutrito e fottuto
      accidente, mandato da quei condannati (vittime
      dei disastri ambientali) che ci hanno
      prematutamente già lasciati. Stolti, con quegli
      occhi a triglia, tipici di chi con l'intelligenza non ci
      piglia. Siete quelli che Greta (Thunberg) vogliono
      distruggere per non farsi proprio da lei distruggere,
      perché anch'ella ha un potere forte dietro le spalle,
      quello di rompervi il più possibile le palle, per
      mandarvi, in quanto ciuchi, tutti quanti nella stalle.
      Marta Emme
      Composta domenica 13 ottobre 2019
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        Scritta da: Marta Emme

        Quel po' di masochismo.

        Il masochismo è una sorta di manierismo
        (modalità), il modo stesso con cui
        tortuosamente si affrontano le cose, è il
        non saper misurare mai la dose (nel fare),
        come se si fosse ancor convinti che i
        dinosauri non si sono mai estinti (diversa
        percezione della realtà) così ci si infila in
        tali labirinti che fan prevaler gli istinti,
        siccome la testa non ragiona e il danno
        che ne viene alla persona con l'assurdo
        s'intona. Insomma il masochismo è
        un'arte sublime, ci si impegna, per aver
        piacere, a farsi del male perché in
        profondità veramente non si sa guardare,
        dato che, sul canterale (cassettone), gli
        occhiali, con quella messa a fuoco, li
        abbiam lasciati la mattina insieme a un
        po' di caffeina (vigore). Forse, uno così,
        ama troppo l'altro per questo non riesce,
        per sua natura, ad esser scaltro (attento
        a sé).
        Marta Emme
        Composta venerdì 11 ottobre 2019
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          Scritta da: Marta Emme

          Il bollito

          Vediam or di far chiarezza sul fatto
          che i giovani non voglion vivere più
          nella monnezza (inquinamento),
          frutto delle scelte dei potenti, quelli
          che sembravan, allor (1700, 1800,
          1900) dei portenti ma che, sulla
          distanza (ad oggi), han fatto poi
          una grave dimenticanza, e cioè che
          non han creduto necessario gestire
          ciò che anche in natura era una
          innovazione, creata dal processo
          continuo di industrializzazione.
          Siccome, parlan per loro i fatti
          (inquinamento, desertificazione,
          risorse...), e, or, par che i giovani e i
          poveri sian diventati tutti matti nel
          chieder di cambiar modello (di
          sviluppo) che quello non si è
          dimostrato, per nessuno, proprio un
          fiore all'occhiello. Se, questo registro
          (operare), i Paesi industrializzati, non
          son disposti a cambiare, non lo
          faranno certo i Paesi che si devono
          ancora sviluppare. Da traino, perciò,
          essi devono fare. Un altro modello
          ed ecosostenibile dobbiamo, dunque,
          allestire se non si vuol tutti a
          gambe all'aria finire. Cominciamo,
          l'energia, a rivoluzionare; non è
          che non si sa fare, è che non lo si
          vuol fare, perché i ricchi petrolieri
          e gli sceicchi non si voglion
          disturbare giacché tensioni folli
          andremmo a fomentare, a cui
          certo non si potrà ovviare! Banale?
          E la ricerca, ancora, che ci sta a fare?
          In tanti anni, ma chi, seriamente,
          ha investito in ciò, oibò? Si dice:
          "interesse, vedi, non ne ho, neanche
          un po'. E al mercato che dirò?"
          Servono i dissalatori, perché anche
          i poveri possano avere i loro
          abbeveratoi. Pur ciò non si vuol fare,
          oibò! Si dice: "in ricerca non investirò,
          che me ne fò, di sete io non morirò."
          Le vostre illustri idee mi han proprio
          seccato. Va, forse, di moda il bollito
          (i gretini)? Eppur ho ben capito che
          anche sul clima, l'accordo, tra i potenti,
          è proprio come un ago appuntito, che
          fa male se entra nelle carni, per questo
          sono tutti duri come marmi. E ai più
          potenti dico che si nascondon tutti
          dietro a un dito, perché nessuno, in
          realtà, si è fatto lesso (bollito) ed è
          chiaro che, senza rispetto (per la natura
          e i simili), volete continuare a viver solo
          nel vostro, o ciel, riflesso (per voi stessi,
          di convenienze).
          Marta Emme
          Composta domenica 6 ottobre 2019
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            Scritta da: Marta Emme

            Orgoglio fesso

            Esser pronti a rinnegare (togliendo
            i crocifissi) una propria radice
            (cristianesimo), vuol dire esser
            disposti a diventare un'appendice
            (religiosa, minoranza); e non solo
            culturalmente parlando, come se al
            vangelo non ci fossimo nei secoli
            sempre andati ispirando. Dunque,
            fa una incredibile porcata, chi
            (politica) vuol svendere (col
            crocifisso) o ha già svenduto la
            nostra tanto gloriosa e ammirata
            patria (a Maometto, al nichilismo...).
            Di questo orgoglio (patrio) parlo,
            ma forse è solo un mio inguaribile e
            vergognoso tarlo.
            Marta Emme
            Composta giovedì 3 ottobre 2019
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              Scritta da: Marta Emme

              Greta superstar

              Un bottoncino blu ho trovato ieri sera
              in una scatola vetusta appoggiata
              sopra una finestrella angusta che sui
              tetti si affacciava giusta giusta, da
              sembrar di viver quando ero ancor
              fanciulla, quando il tempo sembrava
              eterno e quel trastulla. Tutto per via di
              un bottoncino blu cucito in gioventù
              su un pantoloncino ecrù che
              racchiudeva poche e nostalgiche virtù.
              Di esser grezza e naturale come non
              si usa più, di aver potuto guardare il
              mondo da lassù avendo la fanciullezza
              come arma in più, come qualcosa che
              con la purezza e la fierezza si sposa.
              Quelle che ancor oggi fan dire a Greta:
              giù le mani dal Pianeta, perché il
              mondo va in discesa e l'intelligenza
              viene offesa. Eppure credo si possa
              poco con un uomo che è diventato
              beoto (beota, idiota). Sarà come
              parlar al vento e il tuo un altro
              scomodo lamento, giusto per dar
              anche ai giovani un contento. Tanta
              attenzione Greta come si può aver per
              una stella cometa, bellina bellina,
              lucente come brillantina (di luce
              riflessa, un po' opaca) ma sarà
              tramontata con dopodomattina. I
              poteri forti, sono ormai del Pianeta
              all'arrembaggio e a tanto buon senso
              faran certamente un altro oltraggio.
              Invece, la tua battaglia dev'esser
              come un'opera di Caravaggio, che ha
              cambiato con la sua arte quel che
              sta alla pelle (l'arte figurativa e
              comunicativa) mettendo nel pennello
              la luce delle stelle. E or qui non sto a
              raccontar storielle, c'è da cambiar nel
              cervello tutte le rotelle e accender
              finalmente della ragione le sue
              fulgide fiammelle. Quelle che han
              reso l'uomo immortale in Caravaggio,
              lui che ha avuto, nel voler cambiare, il
              tuo stesso coraggio, e non conta se è
              stato selvaggio e tu invece come un
              fiore splendido e profumato di maggio.
              E allor, cara, pungi, feroce, e non dar
              tregua, come un Caravaggio, alla
              stessa stregua. Fallo poi in nome di
              Dio, artefice del creato, e non Pietro,
              che era un uomo, sì, ispirato, ma
              anche un po' stonato (ha rinnegato
              Cristo).
              Marta Emme
              Composta domenica 28 aprile 2019
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                Scritta da: Marta Emme

                Le anime

                Dalle stelle, le anime, ti dicon:
                fai onore a questo, osceno, dolore
                antico, perché il figlio che non hai
                più, ti guarda da quassù,
                orgoglioso per ogni tua virtù, che
                gli hai donato, ogni attimo, che
                è stato con te, laggiù. Così, da or,
                così, ti sarà sempre accanto, per
                consolare ogni volta il tuo pianto
                o per gioir con te di ogni incanto.
                Marta Emme
                Composta lunedì 29 aprile 2019
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                  Scritta da: Marta Emme

                  Respiro d'arte

                  Non vedi attorno a te quel che
                  di fantastico c'è fintanto che
                  non vien perduto, non esiste
                  più, e allor par che niente ti
                  possa tirar su. Ma sollevarti
                  potrai se dura la pelle venderai
                  a chi vuol romper anche
                  quell'unico e scampato remo,
                  quel che solo può salvarti nel
                  naufragio per quanto tu sia
                  sconsolato e stremo. Dentro te
                  c'è proprio tanto e se anche può
                  consolare il pianto (per ciò che
                  hai perduto) potrai comunque
                  innalzare al cielo (luogo
                  dell'anima) il tuo accorato canto
                  (intendimento, pensieri), ove di
                  stelle (idee) puoi raccoglier un
                  luminoso manto perché la
                  libertà, anche quella di star là
                  (immerso nella divina arte
                  dell'Universo), a respirar
                  genialità, è certo scritta nella tua
                  carta d'identità. E ciò sarà finché
                  ti riconoscerai in Notre Dame,
                  fiore all'occhiello di una Umanità
                  che il bello ha saputo come
                  realizzar e che ancor saprà
                  mostrar (ricostruzione) quella
                  autentica espressione di intenti e
                  universalità (valori) che l'han
                  potuta una volta edificar. Come è
                  stato già con La Fenice (teatro di
                  Venezia), che ancor si dice sia
                  opera grandiosa e di sublime
                  qualità; codesta, che dalle ceneri
                  (incendio) è rinata e temeraria ha
                  vinto sull'oscurità (oblio).
                  Marta Emme
                  Composta venerdì 19 aprile 2019
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                    Scritta da: Marta Emme

                    Cruccio divino

                    Una colomba di Pasqua (annuncio di
                    pace) in alto vola, tutta sola, non
                    trova compagnia, ove (sulla Terra), per
                    aver la pace non vale acrobazia. Così
                    ritorna al Signore a portar l'annuncio
                    di questo suo più grande cruccio; per
                    dir che l'uomo muore, perché a Lui
                    (Dio) vicino non pone il cuore. Vicino
                    a Chi (Dio) gli ha donato il creato e
                    che per tutta risposta l'ha invece
                    stupidamente gabbato (tradito),
                    siccome non se ne è sentito mai
                    onorato. E poiché, infine, ne è così
                    indegno è pure giusto che oggi ne
                    paghi pegno (soffra del male che ha
                    provocato).
                    Marta Emme
                    Composta sabato 20 aprile 2019
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