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Scritta da: Marta Emme

Effetto dell'affetto

Con quel viso sbarazzino (gioviale)
giocavi, bella e intensa, con quel
simpatico bambino e pur col suo
micino, e non un'ombra (dubbio) ti
scalfiva (eri serena). Che eri vera
si capiva da come il tuo naso
sopraffino (dal buon fiuto) a quelli
si porgeva, di quel poco che è un
tantino, da fargli capir che è più
facile l'affetto elargir, che, tante
volte, mentir e sui sentimenti
intristir, pur di non aver niente, con
nessuno, da spartir. E ciò tanto
conviene, piuttosto che star da soli
a marcir e di rabbia a ribollir. Viver
d'affetto e mostrarlo è di grande
effetto che, se praticato sui piccini,
la guerra non si fanno da grandini; e
questa lezione va imparata, quando
sono più furbini, che conviene
insomma viver in pace coi vicini che
giocare ai soldatini. Invece, il
pensiero veramente è che per dei
mocciosi (poiché sono indifesi) i
buoni sentimenti sian pericolosi
siccome il mondo è in mano a dei
merdosi (cattivi e corrotti) ed è per
questo che bisogna farli crescere
duri (di cuore) e maliziosi. Invece,
gira e girondello (ovunque) è
l'amore che rende il mondo bello e
sconfigge il male nel fratello; sa
portar la luce ove il buio è pesto e
truce; insegna a seder sul trono
(del proprio potere) in modo giusto
e buono. E non c'è altro che sia
così prezioso come questo
unguento miracoloso che può
sanare le ferite, perfino le più
profonde e vive.
Marta Emme
Composta mercoledì 26 settembre 2018
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    Scritta da: Marta Emme

    Cattivi maestri

    Bel risultato, sì,
    quanto sei bacato
    si vede da costì.
    Vender le armi
    per far la guerra
    prova che non si
    han radici piantate
    sulla Terra. Eppur
    se l'uomo vale così
    poco è perché sei
    tu la misura,
    pressappoco, anche
    se non sei lì a fare
    fuoco* (sparare).
    (semini morte e
    alimenti conflitti)
    Marta Emme
    Composta domenica 14 ottobre 2018
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      Scritta da: Marta Emme

      Spavento

      Bu! Bu! e sei già a testa
      in giù. Gli spaventi assai
      cruenti sono tali che
      avviliscon tutti i mali. Così,
      se di cuore non sei forte
      di perir rischi la sorte. Se
      poi diventa strategia
      (terrore) è una gran
      malinconia che attenta
      alla vita e pur la mia. Non
      mollate tuttavia e tenete
      in serbo ben più grande
      cortesia. Dentro una
      gabbia vedrete confinare
      un bel po' di quella rabbia
      sfoderando un
      corroborante e benevolo
      sorriso, volpino
      (appropriato, propositivo)
      che spalanchi le porte al
      mondo del divino così che
      la luce pura dell'alleanza
      cali sull'uomo perduto, in
      abbondanza da coglierne
      in pieno la fragranza e
      farne costumanza. Si
      scoprirà la fratellanza e
      come questa sia una
      prassi d'ordinanza (regola)
      per un uomo che vuol
      essere sostanza.
      Marta Emme
      Composta lunedì 10 settembre 2018
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        Scritta da: Marta Emme

        Felina regalità

        Quell'interessato e attento esplorar
        lo spazio intorno serve ad aver tutto
        sotto controllo (il gatto è territoriale);
        ma, tu, sei la famiglia e non solo un
        magnifico sfondo, tu ci sei sempre
        nel suo adorato mondo. Dove
        l'indipendenza non ha sconto, ma te
        sceglie, ogni secondo, per quelle
        attenzioni che, attente, fan sprigionar
        le sue feline emozioni (orgoglio,
        scaltrezza, tenerezza...). Grato della
        insaziabile libertà e accortezze che
        se gli dai con fuse deliziose ricambiar
        vedrai. Un feeling che fa comprendere
        che l'amore non è mai scontato per
        niente. Così con quel musetto furbetto
        a te dà compagnia e rispetto e quel
        che cerchi: affetto. E se sembra altero
        e fiero è perché nel suo regno puoi
        entrar solo se sei di molto serio
        (affidabile, per natura è infatti molto
        diffidente).
        Marta Emme
        Composta lunedì 13 agosto 2018
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          Scritta da: Marta Emme

          Un antidoto alla noia

          Torvo mi guardavi; non che
          capissi cosa ruminavi,
          di certo a me non pensavi
          quando adirato mi
          apostrofavi e poi cupo
          attorno girellavi o impalato
          stavi; aspettando che
          muovessi i miei passì sì che,
          ancor, con tal contento ti
          racquietassi. Il contento che
          nel frangente dar ti dovrei, è
          la pazienza di accettarti come
          sei; che se non ti amassi non
          mi ci confonderei. Eppur se
          tant'è mai saprai profittarti di
          me perché son io ben più
          forte di te, son io che ho la
          tempra di un re. Sta, la mia
          virtù, nel guardar alle cose
          sempre col mento rivolto in su
          (coraggiosamente, impavida)
          per sdoganare i fetenti
          brulicanti con le lor tribù (i vizi
          come presunzione, egoismo,
          cinismo...). La rumba salda
          (risposte appropriate) e infin la
          calma piatta son gli assi della
          mia fedele servitù, pronta nel
          castrar le mire di un ostinato
          belzebù come a volte, vedi, appari
          tu. Dunque, una bella stoccata,
          inferta con punta arrotondata,
          renderà la vita un po' più sapida,
          e di certo più movimentata,
          'sì come recita l'adagio che l'amore
          non è bello se non è litigarello.
          Purché ci sia sempre chi porge
          il ramoscello (pace).
          Marta Emme
          Composta mercoledì 27 giugno 2018
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            Scritta da: Marta Emme

            Acquarius

            Or, signori paffutelli* (politici), mi
            sono rotta i corbelli, anzi da un
            pezzo; perché fare moralismo è
            diventato un vezzo, come anche
            trattar l'Italia con disprezzo*
            (dall'estero, senza mostrar alcuna
            considerazione). Poi c'è chi, nei
            partiti, a sostener la patria non è
            avvezzo, fa l'umanitario, sì, ma lo è
            solo a tempo perso* (di facciata).
            Non ha solidità, in politica, ciò che
            non ha prezzo* (costo) e il prezzo
            non lo pagan lor signori* (politici),
            ma sempre chi si rompe da mane
            a sera i maroni* (cittadini), quelli
            che, semmai, tolgono col voto tutte
            le ambizioni* (di governo). E poi, in
            questa circostanza a Macron, quello
            della Francia, a suo dire, gli è venuto
            mal di pancia, e col vomito pure*
            ( "vomitevole il comportamento
            dell'Italia", taluno dice), mentre
            invece è chiaro che nasconde mire
            oscure: che i loro porti * (francesi)
            son gioielli e non meritano di certo
            quelli* (migranti); non sia mai tra i
            piedi averli! Moralisti da strapazzo,
            buoni solo a giocare a rubamazzo.
            Ai piscialletto si mettono i pannoloni
            e poi via a dormire con tanti bei
            bacioni, perché chi ha deboli gli
            sfìnteri non può contar, se non a
            interim* (di chi li ha forti). Unitevi,
            italiani e non fate il bene dei rufiani,
            perché ognuno nella sua patria* (dei
            migranti e non) ha diritto a viver per
            raggiunger, lì, la vecchiaia* (bisogna
            aiutarli nei paesi poveri e depredati,
            ove vivono). Or, io son ben piccina,
            come può esser una moscerina che
            svolazza furbettina sopra la cesta *
            (di frutta) posta sulla madina* (madia),
            ma in realtà son per tutti assai
            meschina. Ma si sa che... la tempra
            si nutre anche di fetenza e della
            tempra or non si può più fare senza.
            Marta Emme
            Composta mercoledì 13 giugno 2018
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              Scritta da: Marta Emme

              La punteggiatura

              La punteggiatura è come
              nell'arrosto la farcitura.
              È come del mattino la
              frescura, che poco o tanto
              dura, nelle giornate di
              gran calura. È come del
              vestito la scollatura. È
              insomma un elemento di
              grande caratura, come lo
              è della lana la cardatura o
              come di un eroe l'investitura.
              Tutto nella vita ha una
              partitura (svolgimento) e a
              questo serve la
              punteggiatura: a dare
              spessore, senso e la giusta
              intonatura (modulazione).
              Anche a quel che, si dice,
              sia dell'uomo la cultura, ove
              ne sono espressione il
              gesto, la parola, il segno e
              la scrittura in un linguaggio
              che è proprio pur della
              natura, di cui l'uomo è
              manifesta creatura. E or con
              la punteggiatura proverò a
              darvi una bella freddura
              (scherzo), perché una virgola
              spostata di un po', fa dir
              quel che non si vuol:
              Mentre Marta salta un ostacolo, cade.
              Mentre Marta salta, un ostacolo cade.
              Dapprima è l'angoscia che
              sale, poi è il sollievo che
              pervade; come quando sulla
              pelle propria l'esempio ricade.
              Marta Emme
              Composta domenica 10 giugno 2018
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                Scritta da: Marta Emme

                Spiove

                Per l'opposizione è prerogativa una
                solida ricognizione e ripartir
                mollando la frizione (attriti interni), per
                seguir di quel contratto (di governo)
                tutti i punti di cucitura (tra M5S e
                lega) e di sutura (famoso piano B su
                uscita Europa) nella loro applicazione in
                una futura dimensione. Infatti coi soliti
                proclami (promesse) non si superano
                gli esami e i cittadini non sono dei
                salami! Vogliono avere libere le mani
                (voto) per stracciar, se serve, dei nuovi
                governanti, i folli piani (le non
                coperture). Solo così la spioggia* cade
                e rinfresca, tra i filari di alberi, le
                strade (idee); e tutto ciò è quanto, qui,
                in "Italia made".

                *spioggia: è il gocciolamento che cade dagli alberi appena finita la pioggia. Spioggia rappresenta il fascino dell'imprevisto.
                Marta Emme
                Composta sabato 2 giugno 2018
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                  Scritta da: Marta Emme

                  Intelligenza miope

                  Se, in quello, un grillo vuoi veder,
                  aspetta almeno il canto per valutar
                  cos'è; che senza occhiali (da
                  miope), credi, si riduce il tuo saper.
                  E se poi le lenti sul naso a fuoco
                  metti, allor, nessuno più potrà farti
                  stupidi giochetti (ingannarti), tanto
                  per esser schietti schietti. E questa
                  indicazione è per affermare che le
                  cose a fondo si devono esaminare
                  e in diretta propria (visione personale)
                  è da caldeggiare, per poterle penetrare
                  (comprendere). E farsi un'idea, infine,
                  che sia almeno quadrimensionale,
                  così che, per bontà sua, ti possa gli
                  orizzonti spalancare. E non importa
                  se non è sensazionale basta che di
                  fattura sia, non di meno, temporale
                  oltre che spaziale, che si possa
                  insomma nel futuro proiettare.
                  Correggere la vista quindi si può, e
                  serve a non vedere il mondo da un
                  oblò.
                  Marta Emme
                  Composta giovedì 31 maggio 2018
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                    Scritta da: Marta Emme

                    Ritrovare il senno

                    Il risultato elettorale, in modo
                    puntuale (come era prevedibile),
                    più di un leader ha fatto digerire
                    male (per le vicende successive),
                    financo a vomitare; ma, niente
                    più di questo, c'è ora da
                    recriminare. Unica è la morale
                    che se ne può ricavare: mai più
                    con questa legge elettorale, per
                    pura logica, si deve andare a
                    votare. Logica che, niente
                    niente, qui è vista pur nella sua
                    accezione stoica* (filosofia).

                    *Nella Stoica, la logica è il procedimento del conoscere e dunque solo se il voto è utile (efficace a governare) la volontà del
                    popolo si manifesta.
                    Marta Emme
                    Composta lunedì 28 maggio 2018
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