Scritta da: Marta Emme

Una macchina da soldi

Quella* (la macchina), strizza l'occhio*
(è complice) a chi la sa condurre con
gran maestria per ricavar lucrosi
proventi* (ricchezza) con la minima
energia. Del resto sono i soldi che fan
"girare" il mondo, in fondo in fondo, ma
solo quello del ricco, che è così
incurante degli altri mentre vanno a
picco. Costui di sperperar risorse se
ne frega e io che gli parlo addosso
sono solo una fetente strega, insieme
a chi da lui, ancor più, pretende
equilibrio, così che si possa accostar
davvero a un ben alto e vigoroso fico*
(in natura emblema di vita, forza,
conoscenza). Ma siccome, uno così,
vede poco lontano finisce poi che
lascia il mondo nel pantano. Che
volete, magari, son la solita cassandra!
E anche una che a quel paese vi ci
manda, voi e i vostri quattrini, insieme
a tutti quanti i vostri lustrini. Che se
poi siete sereni dentro, allor si, che mi
spavento. E se anche dite che, sotto
sotto, rosico, sappiate che, semmai,
con le vostre idee, anche oggi, non mi
sposo. Perché pensare in grande non
vuol dire lasciare il mondo in mutande*
(depauperato). E se poi volete evocare
i santi* (esser religiosi) allor inchinatevi
davanti a quelli, tutti quanti, e fate le
cose con rispetto e occhio attento*
(considerazione) per tutto quel che
muove* (vita), e sia questo il miglior
avvedimento, mentre gira sempre in
tondo* (rotazione) questo pazzo e
pazzo mondo* (rivolti al futuro).
Marta Emme
Composta venerdì 9 febbraio 2018
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    Scritta da: Marta Emme

    Rotta di collisione

    In un viaggio che ha importanza*
    (vita) gente di sostanza* (che vale,
    senza grilli) si pone a scrutar bene,
    in quel disteso mare, il pel
    dell'acqua, così può afferrar la
    verità quando viene a galla, ciò di
    cui è sicuro e non si sbaglia. Questo
    fa viaggiare col vento in poppa*
    (dalla parte giusta) sol se non si
    indietreggia* (non ci si scoraggia,
    non si rinuncia al viaggio) quando
    un ostacolo* (inganno) nel vivo* (la
    parte vitale) la scocca* (nave,
    persona) tocca* (gli nuoce). Perché
    si sa che, se sul pel dell'acqua si
    rispecchia il cielo, nel sommerso si
    nasconde invece il masnadiero*
    (avversario pericoloso, squalo
    famelico, menzognero).
    Marta Emme
    Composta domenica 4 febbraio 2018
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      Scritta da: Marta Emme

      Un breve inverno

      Si vedeva già da come
      il tepore sovrastava le
      cose e la terra sul mezzo
      del giorno, nel dicembre
      ormai inoltrato, che sarebbe
      stato un breve inverno. Non
      più foriero di gelate
      memorabili e cristalli di
      ghiaccio calanti dai tetti
      delle case nella fredda e
      dormiente campagna, come
      ha conosciuto la mia infanzia.
      E la neve, un miracolo atteso,
      su per la montagna dove per
      gli sciatori è ancora una
      cuccagna. Che, oggi, l'han
      vista anche nel deserto, a
      indicar che niente è più lo
      stesso. E che è cambiato
      qualcosa lo si capisce anche
      dai venti predominanti* (nord
      africani) che spazzano questa
      terra di giganti* (Italia,
      personaggi illustri) dalle nuvole,
      che da qui se ne stan, così,
      distanti. È ora di ripensare tutto
      e vedere le stagioni coi ritmi
      che non gli son più propri, per
      appunto. Dio non può più
      niente con un uomo che è
      diventato deficiente* (non più
      timorato di Lui e della natura -
      e forse è anche ciò che il
      terrorismo ci rimprovera).
      Allor c'è da rimboccarsi le
      maniche e veder le cose nella
      loro evoluzione e non più
      statiche* (agricoltura,
      inquinamento...). Magari senza
      dimenticar, del passato, gli errori
      e gli orrori che dal futuro della
      Terra altrimenti ci terranno fuori.
      Alla nostra vita dare un altro
      senso* (esistere) e vinceremo
      anche su questo assurdo tempo.
      Marta Emme
      Composta domenica 28 gennaio 2018
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        Scritta da: Marta Emme

        Vera insolenza

        A questo mondo c'è chi
        ha le idee confuse e dà
        per buone le cose astruse*
        (che non stanno né in cielo
        né in terra come uno stabile
        dimorare, qui, di tutti gli
        immigrati, com'è già nei fatti).
        Insomma, la logica deve far
        vedere* (in Europa) oltre la
        propria sponda* (confine) per
        favorir decenza* (sviluppo
        accettabile) ove colà c'è solo
        baraonda* (povertà e
        sfruttamento). Va bene. Dal
        ciel, la luce* (sapienza), questo
        invito produce in una mente
        illuminata* (politici, alti prelati,
        aggregazioni...) che, aihmè!,
        dal prestigio, interesse e
        compiacenza - come danno una
        utile accoglienza - da queste
        parti* (Italia), viene infine
        soggiogata. Così, per il suo fare,
        in una utopica dimensione
        questa par solidamente stare,
        tanto che ai rimpatri
        infinitamente sorda vuol restare.
        Eppur quelle persone* (immigrati
        economici) han menti fiorenti e
        valide braccia, non sono insomma
        una merdaccia, e son "sottratti" a
        un paese che, per forza, di
        sviluppo, poi, non ha pretese. Così
        a ciò* (loro rimpatrio) devon portar
        le sensate e giuste intese. Ma
        siccome noi italiani siam gente
        grulla, piuttosto si mantengon qui
        a non far nulla. Che poi
        l'integrazione col lavoro fa
        comunione, se proprio si vuol fare
        un cantico al Signore. Sicché dove
        manca il lavoro si deve fare a
        modo a modo* (essere saggi) che
        a formar dei disperati ci vuol poco.
        E, perdirindina, siccome non son
        proprio cretina, anche oggi non mi
        va di assecondar la china*
        (gli opportunismi di stolte sirene
        che alimentano anche la tratta
        umana).
        Marta Emme
        Composta martedì 23 gennaio 2018
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