Scritta da: Marta Emme

Resilienza

O biancospino, di fior candidi vestito,
eppur silenzioso mentore in un
mondo da tante insidie intristito,
insidie che son come le tue spine
nascoste, perché ove meno te lo
aspetti son poste. Anche le fate,
nella fantastica narrazione, di te
hanno grande considerazione perché
le tue spine son per la loro protezione.
A fin del proprio bene, dunque,
rivolgiam le tante pene, e, così forti
diventeremo che niente più temeremo.
Nell'animo saldi saremo, come fate
del biancospino, e allor più pronti ad
affrontar le avversità del destino.
Marta Emme
Composta martedì 16 maggio 2017
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    Scritta da: Marta Emme

    Aria nuova

    Il buon senso non dipende sempre
    dal consenso* (referendum), ma tutti,
    a quel che sento, hanno perso il senno
    e qui se ne fa solo cenno. Il cervello,
    quando conta, vede le cose pur da
    un'altra sponda. Magari, si è voluto
    poggiare sul contesto popolare*
    (cassa integrazione), e si è fatta una
    scelta di opportunità* (no al 67%) sol,
    e sol, perché i vertici si vuol cambiar
    e a casa loro rimandar! Alitalia, Alitalia
    non puoi aver bisogno sempre di una
    balia! Senza esser fenomenale, devi
    dimostrare d'esser concorrenziale se
    non vuoi pigliar quelle labbrate che
    vedi quanto fanno male sul piano
    sociale. Se poi ti riprendi è perché
    questo, bene, lo intendi. E se i
    dirigenti la ripresa non han saputo fare
    si devono cambiare, ma pur la loro
    buonuscita sia fallimentare; è un dato
    che altre compagnie aeree ben san di
    che campare; perché qui, dunque, non
    s'è saputo fare? Un analisi seria è
    salutare. Il cittadino non ha più voglia,
    di buttar soldi, nella fogna* (a perdere).
    Di sicuro paga di più saper gestir la
    cosa* (azienda) che stare sempre in
    posa, come gongolare senza utilmente
    realizzare, tanto per precisare. Piuttosto,
    come proposta alla ripresa, auspicando
    una vendita che non sia un'offesa, si
    pensi a far dividendi coi dipendenti, in
    una parte percentuale, come stimolo
    anche il proprio interesse a realizzare,
    e da contratto si sigilli questo patto.
    Allor si vedrà meglio come e dove
    risparmiare e specie se lo stipendio va
    a degradare ci sarà un controllo capillare.
    E or divago e allungo lo spago* (discorso).
    I dividendi, in percentuale, si devono
    accantonare anche per il terzo mondo,
    per aiutarlo a sviluppare, ch'è un modo
    di pagare pegno, perché con l'aereo si va
    a inquinare un bene così condominiale*
    (Pianeta) che per tutti gli uomini
    infinitamente vale. E questa logica ogni
    compagnia aerea deve applicare. La
    politica e i sindacati mondiali siano su
    questa linea schierati, che non è una
    pazzia gestir l'economia cambiando
    filosofia. Anche così si combatte, in una
    società, che sul capitalismo si è saputa
    così ben fondar che di umano poco ha.
    Di certo la mia soluzione non piace, perché
    il mondo sotto una coltre di ipocriti giace,
    che come un cane mordace, a ciò,
    guarderanno con occhi di brace. Ma questa
    equazione è il vero bidone di chi vive
    un'amara situazione* (disagio sociale).
    Altro che "fatti loro" a chi ci porta in volo!
    E non solo all'aereo, anche ad altro va il
    pensiero* (impatto di industrie, governi...),
    perché lo sviluppo equo è un problema
    di molto serio. E se davvero la soluzione
    mia è un'utopia, allor si trovi una diversa
    via che con l'altra metà del cielo* (chi
    soffre) sia in sintonia, perché del domani
    ci sia garanzia.
    Marta Emme
    Composta sabato 13 maggio 2017
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      Scritta da: Marta Emme

      Salvataggio

      Mentre assorta camminavo
      la strada bagnata osservavo,
      così t'ho notato e t'ho
      salvato, o vermiciattolo*
      (lombrico) che ti muovevi
      perso in quel rigagnolo. Eri
      uscito dal terreno e poi
      d'un tratto ti sei trovato nel
      sole pieno, perché nel
      frattempo è arrivato il sereno.
      Una vita da verme, nell'ombra
      sol può stare perché alla luce
      del sole può solo seccare. E
      così che, alle spalle, ognun
      si deve guardare.
      Marta Emme
      Composta lunedì 8 maggio 2017
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        Scritta da: Marta Emme
        Spesso è con i "chicchirichì" del gallettino
        sparati dal pollaio del mio vicino, che mi
        alzo di buon ora al mattino, mentre c'è chi
        fa il polentino. La mattina ha l'oro in bocca
        e allor quel che far mi tocca, lo assolvo
        meglio perché ho il vento in poppa* (piena
        di energie). Penso che ogni problema
        trovi meglio soluzione se lo si affronta
        altrettanto presto, senza esitazione. Ma
        questa intenzione spesso nel mondo non
        ha applicazione, alimentando una tal
        passione* (angoscia) tra le persone che
        quando, a suon di trascurar e rimandar,
        si forma una cancrena, allor è una gran
        pena, perché l'amputazione* (guerra) è
        la sola soluzione, e non c'è discussione.
        E questo dramma toglie efficacia
        all'espressione* (contano solo le armi),
        così tanto pesa quella menomazione.
        Se penso a kim, isis, la grande
        immigrazione, a queste cose soprattutto,
        il senno perdo e mi arrabbio di brutto,
        perché c'è qualcosa che abbiam distrutto*
        (dialogo) o forse è mancato proprio il
        costrutto. Alzarsi di buon mattino è
        un'azione che al fare dispone e tanto
        bene quanto buona è l'intenzione; è
        il miglior tempo e ha più ragione. È
        infatti un segno di grande distinzione
        esser solerti in ogni situazione e ha più
        soddisfazione.
        Marta Emme
        Composta sabato 22 aprile 2017
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          Scritta da: Marta Emme

          Ragionar da capra

          Or si deve far qualche considerazione
          e un po' d'informazione, entrando
          nel merito della questione.
          Una capra ben rappresenterebbe la
          nostra dimensione, se non avessimo
          dato una svolta alla nostra evoluzione,
          ma la gente poco comprende questa
          posizione. Nei primordi dei nostri
          tempi* (della specie) così era: tutto
          il giorno alla ricerca di bacche, radici,
          semi, erba e a mangiar ogni or per
          viver con decor, perché poche calorie
          han queste specie di leccornie. Poi
          un tal* (antenato) ha cominciato
          la carne a masticar e si è trovato
          a doversi stupefar perché il fisico ha
          cominciato a carburar. Così, e da allora,
          il suo cervello, spender tempo ha
          potuto in ciò che l'ha reso evoluto:
          scoprire, parlare, disegnare, inventare
          e così cazzeggiare, libero insomma
          di ideare. Ma si è superato quando
          stanziale è diventato e ha cominciato
          a coltivare, ad allevare per meglio
          la sua vita sviluppare. E intanto
          l'intestino s'è modificato, e "ruminare"
          un ricordo del passato. Ma quel che
          abbiamo dimenticato è il percorso
          che Homo sapiens sapiens ha formato.
          Dunque l'agnello pasquale da consumare,
          è una scelta normale, la sua carne tenera
          e delicata è da apprezzare e gli allevatori
          ciò vogliono affermare. Questa è la
          natura, non una stortura. Con gli
          ambientalisti mi schiero, contro i
          maltrattamenti negli allevamenti e altri
          intendimenti. Ma una categoria*
          (pastori) non può soffrire perché c'è
          chi la vorrebbe punire, con un'idea che
          è fatta per intimidire e altro non voglio
          dire. Così, ragionar da capra, anche se
          a belar è intonata, non è una logica
          qualificata. E se l'agnello arrosto piace,
          state con voi in pace, come a nostro
          Signore piace.
          Marta Emme
          Composta venerdì 14 aprile 2017
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