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Scritta da: Marta Emme

Onorevole Padre

Per me è stato importante
il tuo esempio.
Per me è stato importante
il tuo silenzio.
Per me è stato importante
che tu ci sia stato
anche quando con me
non eri allineato, perché gli stimoli
che mi hai dato han fatto di me
un essere meno sconclusionato.
E se la perfezione non esiste,
oggi sono una persona meno triste
perché riesco ad apprezzare
le piccole conquiste.
E posso camminare anche controvento
se credo giusto affermare ciò che penso,
per il bene che fa a render sana la società.
Marta Emme
Composta domenica 29 marzo 2015
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    Scritta da: Marta Emme

    Mamma... declinazione di donna

    Occhi di mamma,
    occhi trasparenti
    come acqua di sorgente
    e assetati di luce
    nell'affrontar
    le tenebrose paure.
    Eppur disarmanti
    per come assicuran
    quotidiana presenza:
    inconsapevoli e intrepidi
    fari dell'esistenza.
    E quando il figlio
    che han cresciuto,
    ritorna all'orticello
    allor li onoran
    e nel modo più bello,
    giacché alberga
    in quel cuor, ancora,
    la gioia di un monello.
    Marta Emme
    Composta domenica 8 marzo 2015
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      Scritta da: Marta Emme

      Il tronfio

      Il suo parlarsi addosso
      lo inebriava a più non posso,
      e si guardava intorno
      per trovare degno contorno.
      E sproloquiava, e gongolava,
      e si beava delle sue parole
      come chi stupir si vuole.
      Biascicava discorsi vuoti,
      buoni per attirar gli idioti.
      Si trastullava in questo fare
      convinto di poter incantare
      chi con lui potea ruspare.
      E così bene sapea fare
      che or tra polli in un pollaio,
      un gallo parea il giostraio.
      Tanta stima poi per niente,
      che arrosto finiva tristemente
      quando l'uomo lo prendeva seriamente.
      Marta Emme
      Composta sabato 15 novembre 2014
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        Scritta da: Marta Emme

        Lo schiaffo

        Un fremito, un abbaglio,
        mi stupisco e deraglio,
        poi s'apre nel cielo cupo
        uno spiraglio, una voce
        n'esce che pare un raglio.
        Così una poco visibile
        costellazione° (cancro)
        voce ha dato a un'attenta
        riflessione: è il momento
        di cambiare direzione.
        È del granchio* (con le stelle Asellus)
        che s'è avuta la visione.
        Quel che ho preso,
        con gran costernazione.
        Marta Emme
        Composta venerdì 31 ottobre 2014
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          Scritta da: Marta Emme

          Benvenuti a tavola

          È una composizione di frutti
          a stupir i conviviali tutti.
          È al centro della tavola a illustrar
          la morale di una favola. * (quella dell'umanità)
          Le ciliegie rosso vivo come
          orecchie intorno al viso.
          Una pera sta pur bene
          se al naso si conviene.
          Due banane piccoline
          fan le labbra 'sì divine.
          E per guance son le mele,
          quelle rosse vanno bene.
          Sta al mento una susina,
          che s'è colto stamattina.
          Della fronte, poi, che dire?
          Un bel cedro va a coprire.
          E per occhi due castagne
          del color delle montagne.
          Con tal quadro vi mostriamo
          che noi siam quel che mangiamo,
          che a Natura lo dobbiamo
          e così ve lo diciamo.
          Vitamine, carboidrati...
          della salute siamo grati
          e a quell'uomo che ha saputo
          dare senso al suo vissuto, colui
          che per Natura ancor oggi è il benvenuto
          perché memore e avveduto.
          Marta Emme
          Composta domenica 19 ottobre 2014
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            Scritta da: Marta Emme

            Alla sorgente

            Si percorreva uno stretto sentiero,
            si camminava ognuno
            al ritmo del proprio pensiero,
            su per il monte, alla ricerca
            di una limpida fonte. * *di pace
            Si andava a passi sicuri,
            in silenzio, muti, muti; incuriositi
            e sempre più rapiti da quel paradiso,
            che si rifletteva anche sul nostro viso.
            Uno scoiattolo si affacciava
            tra i rami, mentre le fronde
            col cielo intessevan ricami.
            La natura ci dava il benvenuto,
            si apriva a noi mettendosi a nudo.
            Ma, ecco, un vociare
            ci faceva sobbalzare.
            Più lontano, una radura
            si apriva alla vista,
            piuttosto distante dalla nostra pista.
            Costì era una donna
            che la sua piccola furiosamente picchiava,
            e quella tanto più gridava
            e più botte rimediava.
            D'improvviso un rapace
            la donna attaccava
            tanto da renderle la testa
            ferita e scompigliata, ma lei
            a menar la piccola continuava,
            dalla rabbia invasa; infine...
            ... un occhio, il rapace, le cavava.
            Come a far giustizia l'uccello
            si adoprava, giacché una donna
            così sconsiderata tutto il Pianeta
            oltraggiava. La madre, mezza cieca,
            si disperava per come era stata
            scellerata: sol ora realizzava
            che la figlia aveva massacrata
            e che l'ira l'aveva accecata.
            La natura ha gli occhi grandi,
            vede anche se non lo domandi.
            Così si ribellava alla violenza
            che lì si perpretava
            in barba all'innocenza.
            Da una sorgente, nei pressi situata,
            acqua pura* sgorgava, mentre *di verità
            il rapace si allontanava,
            e una riflessione ben chiara
            a noi consegnava:
            il rispetto per la vita è sacro
            e non esiste mercato,
            l'uomo lo deve avere nel capo.
            Marta Emme
            Composta venerdì 25 luglio 2014
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              Scritta da: Marta Emme

              Ombre

              Non può la maschera
              che indossi nascondere
              una presunta verità* *superiorità religiosa
              che porta la tua comunità* *Isis
              a decretar cruda morte. * *decapitazione
              Un atto che Allah mai
              potrà accettar nell'aldilà.
              Neanche sai ascoltar
              la voce delle madri
              che urla nel deserto
              dell'ignobiltà, che
              le tue gesta
              son ora a consacrar.
              Come puoi tanto odiare!
              Con la pace
              la rivoluzione si deve fare!
              È ora essenziale
              per un uomo
              che s'è perso
              nel buio pesto dell'Universo.
              Il potere della parola,
              se sagacia sposa,
              può cambiare
              il corso delle cose.
              E di ragioni, magari,
              ne hai pure tu se davvero
              il Pianeta è per tutti
              l'unica meta. Ma, ti prego,
              della violenza, impara
              a fare senza.
              Tessi la trama con sapienza
              e coltiva nell'animo la munificenza.
              Marta Emme
              Composta martedì 16 settembre 2014
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