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Scritta da: Marta Emme

Prendimi

Se io potessi entrare
in un chicco di grano
ed essere alimento,
non sarebbe strano,
voler essere ovunque.
Se io potessi sperare
solo di attraversare
il silenzio del cuore,
nel deserto che porta il dolore,
toglierei fiato al vento, ° (dell'ingiustizia)
che soffia con tanto vigore
sulle miserie°del nostro tempo (povertà, disperazione...)
Se io potessi valicare le montagne
e navigare per mari,
con un gesto sconfiggerei
i mutismi e i fantasmi velenosi° (la storia ritorna)
che seminano disordine
e spaventi tremendi,
come se addomesticare
fosse possibile l'essenza del vivere.
Ma eccomi qua
intenta a manifestar
scomode realtà;
eccomi, son qua,
negli spazi dell'etere a svolazzar° (sono nominata sovente)
e per prendermi ti devi
molto impegnar, anche lottar.
Io sto qua, mi fan compagnia
equità e fraternità,
io son la libertà
e or la mia voce
è per chi non ne ha.
Marta Emme
Composta martedì 31 dicembre 2013
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    Scritta da: Marta Emme

    A una Perseide

    Da lassù
    par sia il mondo un po' più blù,
    così un fatto vi racconto
    che rifletter è un secondo.
    La corda tanto tirava
    che la vela alfine si gonfiava
    e una nuova era* (politica a 5 stelle)
    all'orizzonte si profilava.
    Finalmente il vento buono* la scuoteva (rinnovamento)
    finalmente un altro approdo si poneva.
    Tanto eran giuste le premesse
    che certe potevan le promesse.
    Così quell'avventura,
    necessaria addirittura,
    pareva l'unica soluzione o cura.
    Il viaggio ancor non è finito
    anche se è chiaro come sia partito.
    Ma tanto il bruco è malfattore* (divora le foglie)
    quanto la farfalla impollinatore;
    allor, come mostra il paragone,
    la metamorfosi* è da fare (della classe politica)
    applicando la morale* (del buon fare)
    Non s'è visto un movimento+ (dei 5 stelle)
    trasformare il nostro tempo,
    ma l'avventura par sicura
    e qualcuno prima o poi farà la stura:
    sbroglierà quell'operare* (proprio tornaconto)
    che impedisce il navigare:
    A una Perseide brillante
    si affida ora il desiderio più grande
    perché un desiderio quando si avvera
    fa spuntar la primavera.
    Marta Emme
    Composta giovedì 5 dicembre 2013
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      Scritta da: Marta Emme

      In chitarra

      Esilarante fin da piccina.
      La circondi con misurato
      abbraccio che ha di
      creatura sembianze.
      Or si appresta a sonar brani
      o spassosi ritornelli.
      La musica solo è la sua voce,
      mai stonata se la rima è curata,
      se ben accordata,
      disastroso l'effetto se il passo
      non segna scomposto diventa
      e nell'ombra ritorna
      magari improvvisata genialità
      se chi ascoltar non sa.
      Marta Emme
      dal libro "Prosia" di Marta Emme
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        Scritta da: Marta Emme

        Papa Karol

        Per dirne qualità or prendo liceità.
        È uomo che si racconta,
        ed è portento che si fionda, * *nei suoi viaggi
        ha intuito e mente pronta.
        Son larghe le vedute dacché
        non ancora ciocche avea canute.
        Nel suo presente la comunicazione
        mai è assente, a far rifletter
        le coscienze e aprir il cuore
        a chi a stento sente.
        Di gioia fulge l'espressione
        per l'umana condizione
        che nella Vergine ripone
        la divina redenzione.
        E nel far del ben predicazione,
        com'è nella sua religione,
        pone al centro dell'attenzione
        una donna che ha permesso
        a Dio l'incarnazione.
        Così in un tempo di secolarizzazione
        il più moderno è proprio nostro Signore.
        Marta Emme
        Composta mercoledì 11 agosto 2004
        dal libro "Prosia" di Marta Emme
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          Scritta da: Marta Emme

          Una donna alla guerra

          Dal camino spunta un calzino
          e la mano concitata di un bambino
          vuol scoprire la sorpresa
          perché è curioso dopo tanta attesa.
          La Befana l'ha portata
          nel trascorrer della nottata.
          Questa donna è ben strana,
          curva e vecchia e tanto umana,
          coi bambini poi ha un debole,
          pur con poco sa essere incantevole.
          Ha la gonna un po' stracciata,
          eppur quanto viene amata!
          Coi doni, anche il carbone
          fa parte della situazione
          e così può insegnare
          che la ricompensa si deve guadagnare.
          Quanti insegnamenti
          con pochi rudimenti!
          Un tempo l'armonia si trovava
          con quel poco che costava
          e la Befana impersonava
          chi alla famiglia tutto dedicava,
          pur se l'età avanzava
          e una magia la trasformava.
          La donna oggi s'è emancipata
          e con la minigonna l'abbiamo ritrovata,
          eppur la sua natura non è cambiata.
          Ha solo messo il turbo
          senza pensare di dare disturbo
          a un uomo non proprio così furbo.
          Perché se nell'animo avesse a guardare
          allor andrebbe a esplorare
          la voglia di dare al mondo luce
          per renderlo meno truce.
          Una donna non è mai stata
          se oggi viene massacrata,
          non è mai esistita
          se non ha gioco nella partita.
          Perché se ognuno può dar la sua scintilla
          vedi il mondo come brilla!
          Marta Emme
          Composta martedì 5 marzo 2013
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            Scritta da: Marta Emme

            La bicicletta

            Qui la locomozione
            si pone al centro dell'attenzione!
            Che detto in poche righe
            è come l'oro delle spighe:
            senza imbroglio e senza inganno,
            con fatica e un po' di affanno
            si raggiunge l'obiettivo
            di avere il pane garantito.
            La bicicletta ha il suo pregio,
            sa condurti in modo egregio,
            così puoi osservare il piccolo particolare
            mentre sei a pedalare.
            Un uccello prende il volo
            e una ghianda cade al suolo.
            Senti piangere da una carrozzina
            e par che siano una dozzina.
            Il lamio copre i fossi
            coi suoi fiorellini quasi rossi.
            La lumaca è a suo agio
            nell'andare adagio adagio.
            E nel campo di trifoglio,
            di certo, si nasconde un quadrifoglio.
            Col bastone la vecchina,
            della spesa ha una borsina
            e vien voglia di fermarsi
            per assecondarne i passi,
            allor ti guarda con fermezza,
            non vuole aiuto, ma solo una carezza.
            Vedi la cacca che fa un cane
            e pensi: che bailame,
            se il padrone non ha premura
            di rimuover quel che lì è spazzatura.
            Al semaforo rosso
            i gas ti scaricano addosso,
            ma se è verde...
            nel traffico nessuno ti prende
            e così la pariglia si rende.
            Vedi un topo belle e morto, presso un ciglio,
            dopo aver viaggiato per un miglio
            e ti viene un accidente,
            pur se non hai a temerne niente.
            Tra gli anfratti di un giardino
            scorgi l'erba cardellino
            e rifletti che l'estate è più vicino.
            A pedalare,
            ancor vien da osservare,
            si può davvero risparmiare,
            per il fisico è anche salutare
            e aria pura fa respirare.
            Tutto questo fa dire con passione
            che la bicicletta
            è il miglior mezzo di locomozione,
            specie quando è buona la stagione.
            Marta Emme
            Composta mercoledì 27 febbraio 2013
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              Scritta da: Marta Emme

              Tenerezza

              T'ho visto
              mentre curioso
              e piccino andavi
              a scoprire,
              dalla siepe
              del nostro giardino,
              quel nido,
              con un solo pulcino,
              che s'appoggiava
              sui rami di alloro
              che lì vicino inondavano
              l'aria appena un pochino,
              con l'aromatico
              suo profumino.
              Così ti aprivi
              alla tenerezza
              e quella fresca brezza
              ti faceva capire
              senza incertezza
              che una nuova vita
              ha bisogno
              di una carezza
              e ti sporgevi
              per apprezzarne
              allor la pienezza.
              Che scoperta, che ebrezza
              e che contentezza!
              Nei tuoi occhi
              illuminati mentre
              mi raccontavi
              c'era la voglia
              di assicurare
              a quel fagottino
              un porto sicuro
              nel tuo cuoricino.
              Davvero i sentimenti
              fan vivere agli uomini
              così bei momenti
              che apron loro
              pure le menti?
              Marta Emme
              Composta giovedì 14 luglio 2011
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                Scritta da: Marta Emme

                Un raperonzolo

                Ogni frutto ha il suo didentro,
                riteneva un frate assai contento
                che nel coltivare l'orto
                aveva gran talento,
                ma non di meno le cure dedicava
                alle pene che taluno tormentava.
                Alla luce del suo lume
                lo scaldava e la soluzione
                sempre propinava di guardare
                avanti nel diventare grandi
                e viver tutti i momenti
                come i più importanti.
                Dunque crescer consapevole
                è assai lodevole perché
                un'opportunità sempre vien data,
                ma questa non è scontata
                e va allora ricercata,
                con l'ardore di chi dentro sente
                che coltivar può esser divertente
                se si pensa al frutto
                e null'altro si pretende.
                Alfin, se il gusto è relativo
                anche una rapa può esser
                un buon partito
                se dalla cucina viene ben servito.
                Ed è proprio nella maestà
                di coglierne appieno le proprietà
                la vera nobiltà,
                che certamente il buon padre benedirà.
                Marta Emme
                Composta domenica 17 febbraio 2013
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