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Scritta da: Marta Emme

La mente fallace

C'è da dire che
il mondo è profondamente bello,
fin nel più minuscolo granello
e se dispiace morire
è anche perché per sempre
non se ne può gioire; ma
su questo l'uomo è
un essere ancora da capire.
Di certo non è d'animo gentile,
tanto che a pensarci c'è proprio
da impazzire; come non è
da creder che la sua
evoluzione come specie,
potesse dare tanta delusione
a chi s'ispira a qualunque
religione o ha laica visione
o alla naturale selezione,
giacché lui segue così bene
la logica pura dell'autodistruzione.
Ha smarrito lo spirito
di conservazione e non vede
che questa è davvero una priorità,
non un'opzione.
Marta Emme
Composta domenica 8 maggio 2016
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    Scritta da: Marta Emme

    Di luce artefice

    Impareggiabile astro del cielo
    ti raffigura,
    questo sole prodigioso;
    di fulgida luce artefice.
    Ovunque si posan
    i suoi dorati raggi
    si risveglian acerbe promesse,
    destinate a morir
    nel breve lasso
    o a sbocciar in fiori
    di beltà e bontà infinite.
    E come il fiore dà il frutto atteso
    anche l'esser tuo concreto,
    in quel tempo fosco,
    maturar faceva
    le mie speranze,
    di gioventù sapide.
    Nel cuore, da quanto,
    esse rimbalzavano
    senza che esprimersi potessero!
    Speranze destate
    nella convinzione certa
    che volar fosse possibile
    e innalzarsi fino alle stelle
    più lontane fosse credibile,
    a catturar i desideri,
    a cercar fantastici sortilegi
    da lenir l'anima smarrita.
    Fino a liberar briciole
    di genialità e follia
    che unici e magici
    rendono i propositi
    e autentica la via.
    Eri tu, come il sole,
    di luce artefice.
    Marta Emme
    Composta martedì 26 aprile 2016
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      Scritta da: Marta Emme

      Precaria condizione

      Una gallina
      del gallo proprio
      non aveva stima,
      tanto era coglione
      da non prestarle
      la minima attenzione.
      Questa raspava nel pollaio,
      ma non amava
      la sottomissione
      e non cambiava opinione,
      anche se l'unico suo bene
      era beccare un fortuito verme
      scovato nel terreno,
      ove si muoveva inerme,
      o qualche chicco di mais
      sottratto alle compagne
      così agguerrite da spennarla,
      per tanto ardire inorridite.
      E pure la massaia
      la menava, con qualche
      calcio nel didietro, giacché
      a far uova e cova
      sempre restava indietro.
      Ma se non mangiava
      né s'accoppiava
      come poteva accontentare
      la massaia?
      Un cervello da gallina
      non aveva comprensione,
      così fece proprio lei
      la rivoluzione
      e con incredibile maestria
      esplose la sua rabbia
      chiudendo tutti in gabbia;
      la libertà togliendo
      a quei poteri forti
      che ai deboli riservano
      solo miserabili sorti.
      Un esame di coscienza
      in esser, infine, si ponesse
      affinché il bene anche
      della povera gallina
      si facesse!
      E questo vuol essere
      un pensiero
      affinché diventi
      pur il nostro agire
      profondamente serio.
      Marta Emme
      Composta sabato 26 marzo 2016
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        Scritta da: Marta Emme

        Spalle al muro

        Nei vicoli stretti
        di una vita silenziosa,
        quando il niente intorno
        è diventato dilagante,
        si è rivelato
        il sentimento di appartenenza
        al sacro scibile vivente
        e, rifuggendo dalle inquietudini,
        si aprivan possibilità
        per come esser sostenibili.
        Così a scardinare convenzioni
        dedizione assoluta ponevi,
        ove castelli di cartone
        vedevi posti a difesa
        di privilegi, da un'ottusa
        ignoranza eretti.
        Ignoranza che una pacchiana
        presenza (uomo moderno)
        ha determinato in questo
        spazio di diritti leso.
        E la ragione era questa
        che animava le tante giornate.
        Poi da lontano è arrivato
        il vento dell'insofferenza
        (esodo immigrati)
        che sapeva di deserti infocati
        da seccar l'anima,
        e allor ragione trovavan
        le mille preoccupazioni.
        Di fronte a responsabilità
        inderogabili, la società
        ipocrita, con le spalle al muro
        è posta dalla nuova realtà,
        tanto da dover
        le coordinate ridisegnar.
        Marta Emme
        Composta domenica 14 febbraio 2016
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          Scritta da: Marta Emme
          L'anno nuovo rinnovi
          energie pulite
          nelle giovani mente
          ove son site.
          Menti incorrotte
          e così illuminate
          da dettare soluzioni
          alternative al petrolio
          e a quel che v'è affine.
          Persone coraggiose
          che credon in quelle
          uniche ricerche
          veramente "creative"
          per la sopravvivenza
          e quel che v'è affine.
          Ricerche che forse
          non dan soldi,
          ma non fan campare
          alle spalle dei buoni
          i vecchi manigoldi.
          Marta Emme
          Composta sabato 26 dicembre 2015
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            Scritta da: Marta Emme

            Pastore di anime

            Vada i suoi precetti a declamare
            e ovunque c'è un'umanità che fa
            raccapricciar, là ove i diritti umani
            impunemente e crudelmente
            essa si arroga di oltraggiare
            o su un barcone li porta a vacillare.
            Invece è più facile additare
            chi* (governo italiano) poco disturbo può dare
            alla propria potestà talare
            così che lo si può anche bastonare.
            Eppur sol le anime son da pascolare,
            ma questo, monsignore ancor lo deve
            metabolizzare e in politichese*
            (sommariamente)
            manifesta comode pretese eludendo
            di impedir quelle crude offese
            e deludendo le risposte attese,
            sulla giustizia che rende l'uomo più cortese.
            Marta Emme
            Composta giovedì 27 agosto 2015
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              Scritta da: Marta Emme

              Il sussurro della montagna

              Penetrare i misteri della montagna
              è entrare nelle pieghe della memoria
              di chi in quella terra è cresciuto
              e ai suoi inverni s'è temprato.
              Descrizioni ed emozioni che già sono preziosamente conservate
              nello scrigno dell'umanità. * (i libri)
              Ciò è essenziale, dacché
              non è più moderno amare il Padreterno,
              né al divino è da sottender
              perché "IO" è diventato l'equivalente;
              allor discerner è parso più esaltante;
              ma s'è mostrato poco lungimirante.
              Così, nell'abbandono, la montagna soffre
              per quest'uomo così folle
              che vale assai meno delle zolle
              che ha cementificato nei pendii
              e lungo il colle.
              E in un sussurro all'uomo dice che,
              è giunta l'ora di tornare in sé
              e riconoscer nella sua maestà
              la possenza di un'Entità
              che non si può insultar,
              ma sempre rispettar.
              Marta Emme
              Composta martedì 11 agosto 2015
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