Scritta da: Marta Emme

Solo sproloquio

Europa Europa, a forza
di gridar or diventerò roca,
ma quella poco sente e snobberà
chi da lei una risposta attende.
Europa Europa, da te stessa
così presa, che alla storia ti sei
già arresa, ma patirai per quanto
t'avvilisce ogni contesa, a cui
trovar sempre sai una larga intesa.
Perché t'offende quanto è giusta
una pretesa, e i privilegi non son
per te una sorpresa. Sulla carta
una regione? Ma in politica
sempre in ricreazione. Sei una
convenzione pubblicitaria, altro
che una seconda patria.
Europa Europa, nello scenario
planetario, non sai come affrontar
neanche un guaio e i tuoi valori
grandi, non son buoni a far rifletter
tutti quanti.
Europa Europa, così già vecchia
e anche dura d'orecchia, ma vedi,
e chiaro, degnamente di rispondere
a chi* (terroristi e opportunisti) ci
vuole tutti confondere e ha potere
di farci così tutti soccombere.
E or che ho parlato di cose più
grandi di me, ho davvero mal di
testa e mi prenderò un cachet*
(analgesico). Ma scusate il mio
sproloquio, perché quello è.
E, bando alla filosofia, è ancor
tutta in salita, la via* (pensiero) mia.
Marta Emme
Composta giovedì 13 aprile 2017
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    Scritta da: Marta Emme
    Il mondo dei ricchi non
    cambierà mai, son solo
    buoni a combinar guai.
    Prendono in giro anche se
    stessi se diventano depressi,
    ma siamo noi i veri fessi
    che dei loro innumerevoli
    capricci, uno per ogni capello
    se anche non son ricci, ne
    favoriam lo sfarzo, capricci
    che così tanti non ne ha
    neanche marzo, pur così
    pazzo. Come quella personcina*
    (Michelle) che, col sorriso
    da fatina, ti fa sentire una
    cretina quando poggia il
    sederino su quell'auto* (porsche)
    che è un insulto al poverino,
    ma poi dai giornali ti fa
    l"occhiolino e tu vai a spenderci
    un soldino. Ma avere un bolide*
    (auto) così, non è un esempio
    da seguir, per un pianeta da
    custodir. Magari fare un po'
    di bene, che sempre all'animo
    conviene, non è una brutta
    idea e fa più grande* (migliore)
    la sua platea* (fan). Oppur
    quella gattina* (Belen) che
    raspola in televisione, in qualche
    trasmissione e si fa vanto
    ognor d'aver un figlio ch'è un
    tesor, senza che ciò ci stupisca
    neanche un po'. Ma, come norma,
    è un sottile gioco farsi vedere
    sempre in forma, per farsi
    desiderare e rimanere sempre
    in onda. E arricchirsi a più non
    posso, così da avvallar il
    paradosso che a noi ci lascian
    rosicare solo un osso. Perché
    ciò non crea una sana
    competizione, che è giusta
    solo quando, il cervello, fa
    entrare in azione. È il gioco
    della seduzione che coltiva i
    nostri sensi, distraendoci da
    ciò che veramente di te stesso
    pensi, per poi farlo esplodere,
    alla faccia di chi ti vuole sempre
    lì a rodere. E che dir di chi* (Donald)
    è bravo a fare il miliardario, ma
    che rimette il suo onorario a chi
    non ha salario? * (terzomondo).
    E se quanto è stato detto fa
    rifletter che viver si deve tutti
    sotto lo stesso tetto, allor serve
    alzare i toni per toglier dall'incanto
    tutti quelli che son proni a un
    sistema di furboni.
    Marta Emme
    Composta venerdì 7 aprile 2017
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      Scritta da: Marta Emme

      Un messaggio floreale non è mai banale

      Se c'è qualcosa che non va,
      ti prego, non lo far pesar,
      l'amor mio è esclusivo,
      non lo devi dimenticar. E or
      lo potrai notar. La vera
      eccezionalità è aver dentro sempre
      il sole del mattino, a far luce
      e riscaldar quel prezioso giardino,
      che qui si esprime con la voce
      di un tenero fiorellino, tenero e
      pur così forte di fronte
      ai dissesti della sorte, che resiste
      e tiene duro dando speranza
      al futuro. Perché la viva terra
      s'è formata così, proprio
      a partir da lì. Son dunque
      questi i fiori essenziali che
      posson curar tutti i grandi
      mali. Allor vado ad elencar,
      stai bene ad ascoltar e
      poi saprai anche valutar.
      Il basilico erotico e profumato
      è adatto anche al più raffinato palato.
      Il cappero, che dia la giusta
      vivacità e un po' di brio nella
      quotidianità, non può mancar.
      La dalia a mostrar gratitudine
      perché lontana tenga la solitudine
      e la nostra presenza sia nella vita
      la vera essenza.
      L'acetosella così spontanea e bella,
      con lei non manchi la tenerezza
      materna e una carezza diventi
      sempre la scelta più moderna.
      Il giglio per esser nella casa
      una regina e aver riconoscimento
      e stima.
      La salvia, buona salute dia
      e che il male vada via.
      Il tarassaco che bello il futuro faccia
      vedere, ma ce ne vuole un sacco.
      Una rosa come gloria della primavera,
      figlia del cielo e presenza serena.
      Una margherita perché sa infonder
      nell'animo bontà, ma anche tanta
      freschezza sa donar.
      La pratolina conferisca la purezza
      e il candor di chi vuol esser
      ancor un po' bambina.
      E poi il rosmarino che tenga
      i malevoli lontano col suo profumino
      sparso a puntino.
      Un ramoscello di mirto infine
      colgo perché la mia vittoria è
      ciò che porgo e or son felice
      perché l'hai amorevolmente accolto,
      per le tante cose che ti sovvien
      nel ricordo.
      Marta Emme
      Composta giovedì 30 marzo 2017
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        Scritta da: Marta Emme

        Terra: appello urge

        Che le intelligenze del mondo,
        senza perder giorno,
        faccian salir fin alle stelle
        uno spirito così ribelle
        da inventarsi la giusta mossa
        o magari una sommossa
        per dar ai potenti una tale
        scossa da farli tremar
        fin nelle ossa e costringerli
        così, ovunque nel mondo,
        a non perder più neanche
        un secondo, per cambiar
        le cose* (nell'ambiente), per
        far fiorir nei cuori
        ancor le rose.
        Dunque ci sia un momento
        per agire, perché pensando
        al domani, insieme a voi,
        si possa ancor gioire. Giacché
        c'è allarme sul Pianeta,
        è evidente, ma a chi conta
        importa poco o niente se
        anche la più drammatica
        vicenda* (clima) non è servita
        a fargli cambiar lo stato
        della mente, a mostrarsi
        persona intelligente e sfruttar
        l'esser suo potente per far
        l'interesse vero di ogni gente.
        Marta Emme
        Composta domenica 26 marzo 2017
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          Scritta da: Marta Emme

          L'impronta

          Con quella faccia da fetente* (Trump)
          vorrei fossi solo un abbaglio
          della mente. Con l'inquinamento
          che ha prodotto il drammatico e
          climatico cambiamento, con le
          dinamiche economiche, da
          rosso profondo* (finanza, banche...),
          l'America di oggi lascia
          pagare agli altri il conto,
          infischiandosene del tardomondo*
          (sottosviluppo) e chiede ancora a
          quello di patir le tante pene,
          sol perché così conviene,
          senza pensar al comune bene,
          perché il Pianeta è di tutti
          e qui forte si sostiene.
          Poi, testa, se così avanti andrai
          solo rogne ai posteri lascerai.
          La loro maledizione per
          sempre tu sarai. E questa
          sarà anche la sola impronta
          che con l'America, tu lascerai.
          Or, se si vuol sapere un
          modo strano di vedere, ecco:
          il terrorismo non si sa più
          da che parte stia, ma è certo
          che non scompare con l'ipocrisia.
          È un'opinione la mia, che
          si ripete, come un vecchio
          adagio, perché sento forte
          il disagio. Allor mi
          perdonerete se anche stavolta
          non so essere cortese.
          Marta Emme
          Composta lunedì 20 marzo 2017
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