Scritta da: Marta Emme

La stella Vega

Un essere vivente è un essere vivente.
E così, tanto per entrare nelle dinamiche
dell'esistente, da Dio è stato creato, che
certo non si stupisce se da qualche
altro* (vivente) viene divorato, per dar vita
anche a chi, della vita, non l'ha mai
ringraziato. Non è il mondo degli uomini*
(onnivori), quello* (vega), non facciamo errori,
è il mondo degli imbroglioni* (l'uomo non è
erbivoro) e pur un po' semplicioni nel dare
soluzioni* (agli allevamenti intensivi...).
Che per ingannar la verità, sull'argomento,
ci fanno, dunque, interessanti
dissertazioni, soprattutto quando si
soffermano sulle necessarie integrazioni*
(di nutrienti nella dieta). Poi, siccome per
ciò che dici, la gente prende foco, succede
che a forza di contestar diventi fioco. Ma
vogliamo dire che pur le piante hanno una
vita da custodire? Se proprio si vuol l'uomo
intenerire, specie quando a lor pensiamo
come meglio ingozzarcene possiamo. E
dall'uomo or si devono schermire, che le
vuole in distese coltivazioni confinare e
intristire. Ma quando arriva la rota grossa*
(mietitrice o coltello) nessuno pensa
quanto disagio possa e che, "magari", pur
loro ricevono una grande e micidiale
scossa* (caput) anche se non hanno ossa
e non gridano a più che dir si possa.
Siccome, come loro, campare d'aria non
possiamo a questa vita rassegnare ci
dobbiamo. Sarebbe come dire che il
creato è ingiusto, sol perché le leggi della
natura non son di nostro gusto. Le piante
hanno sensi e percezioni, è stato
evidenziato e questo proprio non lo
discutiamo; già, ma siccome sono esseri
inferiori, per questo, quelle, mangiare le
possiamo e pur col massimo degli onori*
(ricette prelibate). Vega* (stella), del ciel la
tessitrice e pur sulla Terra star incantatrice*
(nella dieta vega-na), ma sol di chi non ha
salda la radice* (base del sapere)
sull'evoluzione della nutrizione, che non è
dell'uomo un'appendice.
Marta Emme
Composta domenica 4 marzo 2018
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    Scritta da: Marta Emme

    Santa pazienza!

    La pazienza è l'attesa sapiente di chi
    non ha piani* (strategie) ma una
    fiducia così travolgente che alla fine
    pure il demonio ad essa s'arrende.
    Così, siccome qualcosa conta, torni
    a cavalcar la vita sulla sua
    spumeggiante onda e in quel respiro
    del mare impari quanto importante
    sia stato sperare. Ma se la pazienza
    è rivolta al male, che con esso
    sprofondi, fino ad annegare. E che in
    quel marasma* (decadenza di valori)
    possa sempre rivelarsi il malvagio,
    ben prima del suo fetente miasma*
    (effetti dannosi).
    Marta Emme
    Composta giovedì 1 marzo 2018
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      Scritta da: Marta Emme

      Il brevetto

      Manitù, dai gradi pascoli celesti,
      insieme al tanto amato popolo
      dei Sioux, vedi oggi* (tempi
      moderni) come il mondo degli
      uomini si muova a testa in giù*
      (non riconosce i valori dei padri);
      pur con l'invidia che a gogò porta
      l'uomo agli sfottò. Sì, come quel
      tale, fatto carciofo, perfetto nel
      forno, ma quì* (nel frangente)
      buono neanche per contorno. Di
      sostanza* (senso del volontariato)
      lì, ce n'è poca e il brevetto* (di
      uomo) che per lui è stato usato
      come una "sola" l'ha forgiato. La
      natura, quella umana, non è degna
      di pencolar così* (vacillare sul
      bene), e intanto frana. Allor, da
      lassù, risana l'uomo di virtù, come
      eran* (valore e coraggio) nella
      combattiva* (contro l'ingiustizia)
      gente dei Sioux. Perché, semmai,
      quella prova* (provocazione) è
      stata solo una incommensurabile
      "sola" * (sconfitta dell'uomo) e a
      veder bene, per tutti quanti: popoli
      e militanti* (volontari in senso
      generale). Che detto per inciso, per
      il coltivo* (solidarietà), uno così, fa
      più danno che in natura il beccafico*
      (piccolo uccello ghiotto di frutti e
      fichi). E con ciò, quel, si meritava
      una risposta che a operar nel bene
      fosse corrisposta. Manitù, Manitù,
      il viso pallido* (chi si considera
      superiore) è un grande gnorri*
      (finge di non sapere quanto è avido),
      hai ragione, hai ragione tu, come ben
      sai, o Dio grande del grande popolo
      dei Sioux.
      Marta Emme
      Composta martedì 20 febbraio 2018
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        Scritta da: Marta Emme

        Votazione

        Quando in mente non c'è la patria,
        si fa una legge elettorale che
        manda i partiti dallo psichiatra*
        (crisi di identità). Così per stare in
        sintonia* (con la legge elettorale)
        la miglior terapia diventa
        raccontar novelle, rassicuranti e
        belle, come fa, alla nipote, una
        brava zia, a lei, che di grandi
        esempi ha bramosia. Peccato che
        il finale, qui, non presenti la stessa
        garanzia* (bello). Infatti non avrà il
        tanto cercato potere* (governare),
        l'aspetto di un integerrimo e capace
        condottiere, ma di chi l'inciucio lo
        deve fare per mestiere. Speriamo
        di sbagliare e che ci sia invece per
        gli italiani, da raccontare, un finale
        che consegni a tutti una grande
        morale.
        Marta Emme
        Composta sabato 24 febbraio 2018
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          Scritta da: Marta Emme

          La carica

          Se non si parte neanche si torna
          coi risultati a cui tanto s'agogna.
          E le illusioni sono il pane
          quotidiano di chi in questo fare
          vede il suo talismano. Infatti non
          è un peso, non un fardello dover
          lottare per un futuro bello, così
          come s'è sognato, proprio come
          quello. Perché solo se credi fino
          in fondo sarà possibile realizzare
          anche il più improbabile sogno.
          Perciò a questo serve l'illusione,
          a maturar la voglia e la passione.
          Marta Emme
          Composta mercoledì 14 febbraio 2018
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