Scritta da: Marta Emme

Un mare di guai

Chi la storia * (esodo)
non sa gestire
sarà la realtà
a farlo rabbrividire.
Ma i politici e i potenti
tanto non san capire
o se ne fregano da morire.
Per inciso:
i disastri che alle colonie *
(d'Africa) han apportato
Paesi che oggi han
la puzza sotto il naso*
(vs migranti) insieme
al cielo inquinato e riscaldato
da un sistema collaudato*
(industrie...) han reso, lì,
un ambiente deturpato
e più affamato che pur
con l'ignoranza le guerre
ha fomentato. E, ora,
all'Italia un esodo biblico
si pretende sia accollato!
E profittando di esser
meglio posizionato, c'è chi
si barrica per non essere
importunato. Così,
alla luce della razio,
viene assicurato, e si vuole
legalizzato, un sopruso,
dicasi pur reato dall'etica
codificato, che viaggia
sulla pelle del diseredato
e di un Paese* (Italia)
che, dunque, si trova incasinato:
perché per il migrante
è il meno distante e si può
raggiungere pur con un
fatiscente natante. È vero,
a certi Signori* (Stati Europei)
mancano i coglioni* (coraggio)
così agiscono male e poiché
in zucca non han sale
disattendono a un'opera*
(sviluppo equo) diventata
cruciale, per inseguir ancora
l'interesse proprio particolare.
Eppur urge abbandonare
un'ottica primordiale
e con saggezza all'inverosimile
reclamare un nuovo assetto
globale che possa le persone
considerare. E se la mia
voce è sbagliata, scusate,
mi son appena svegliata.
Marta Emme
Composta giovedì 6 ottobre 2016
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    Scritta da: Marta Emme

    Sacripante

    Non si dican meschini
    i cristiani pellegrini* (fedeli)
    che al migrante, si pensa,
    guardino con occhio distante.
    Così non è, sacripante!
    È che, nella fede, giustizia
    voglion realizzare e un
    mondo ove viver in patria
    sia normale. Credon
    lo si debba molto forte
    reclamare nel consesso
    internazionale, che è stato
    responsabile di
    questo tempo follemente
    instabile. Intanto
    nelle prediche alte e pie
    un'esigenza così vitale
    neanche si va a menzionare,
    pur se è diritto
    del "prossimo mio"
    la propria terra abitare
    ove poter anche naufragare.
    E tale è la lettura che,
    quest'oggi, do io
    nella prospettiva in cui
    vedo Dio. Sicché
    lavoro e benessere devon
    raggiunger proprio tutti,
    sennò siamo come
    struzzi, e non sia mai
    che per rifuggire dalla guerra
    poniam la testa sotto terra.
    Grandi fratelli costruiscono
    ponti solidi e belli dove
    a ogni estremo si sta
    bene in senso pieno.
    Ed è, la mia, solo
    una voce tra le tante
    e pazienza se è arrogante
    con chi è poco lungimirante,
    sacripante!
    Marta Emme
    Composta sabato 16 luglio 2016
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      Scritta da: Marta Emme

      Séisme à l'italienne

      Costì c'è poco da dire...
      si usa la libertà
      per a fondo ferire.
      Allor dirò a muso duro
      che quella vignetta
      è una grande
      presa per il culo,
      che fa pena un bel mazzo
      perché neanche è
      uno strapazzo* (satira).
      Serve solo a far cassetta
      generare tanta ebbrezza*
      (attenzione). In fondo,
      cavalcar luoghi comuni
      è il peggiore dei costumi
      quando non ci sono
      accesi lumi.
      Marta Emme
      Composta domenica 4 settembre 2016
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        Scritta da: Marta Emme

        O Dio!

        Un cuore che non ha amore
        impara a odiare.
        Sarà il suo operare, poi,
        a precipitarti addosso,
        con una furia inaudita
        o con sottile ingegno,
        profittando delle tue debolezze.
        E non par una sfida
        alla tua nobiltà
        tanta penosa crudeltà.
        Ma se amor avrai
        fender non dovrai;
        così, serenamente,
        soppesar saprai
        e tanto onore
        con bontà ricambierai.
        Marta Emme
        Composta mercoledì 10 agosto 2016
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