Scritta da: Marta Emme
Il mondo dei ricchi non
cambierà mai, son solo
buoni a combinar guai.
Prendono in giro anche se
stessi se diventano depressi,
ma siamo noi i veri fessi
che dei loro innumerevoli
capricci, uno per ogni capello
se anche non son ricci, ne
favoriam lo sfarzo, capricci
che così tanti non ne ha
neanche marzo, pur così
pazzo. Come quella personcina*
(Michelle) che, col sorriso
da fatina, ti fa sentire una
cretina quando poggia il
sederino su quell'auto* (porsche)
che è un insulto al poverino,
ma poi dai giornali ti fa
l"occhiolino e tu vai a spenderci
un soldino. Ma avere un bolide*
(auto) così, non è un esempio
da seguir, per un pianeta da
custodir. Magari fare un po'
di bene, che sempre all'animo
conviene, non è una brutta
idea e fa più grande* (migliore)
la sua platea* (fan). Oppur
quella gattina* (Belen) che
raspola in televisione, in qualche
trasmissione e si fa vanto
ognor d'aver un figlio ch'è un
tesor, senza che ciò ci stupisca
neanche un po'. Ma, come norma,
è un sottile gioco farsi vedere
sempre in forma, per farsi
desiderare e rimanere sempre
in onda. E arricchirsi a più non
posso, così da avvallar il
paradosso che a noi ci lascian
rosicare solo un osso. Perché
ciò non crea una sana
competizione, che è giusta
solo quando, il cervello, fa
entrare in azione. È il gioco
della seduzione che coltiva i
nostri sensi, distraendoci da
ciò che veramente di te stesso
pensi, per poi farlo esplodere,
alla faccia di chi ti vuole sempre
lì a rodere. E che dir di chi* (Donald)
è bravo a fare il miliardario, ma
che rimette il suo onorario a chi
non ha salario? * (terzomondo).
E se quanto è stato detto fa
rifletter che viver si deve tutti
sotto lo stesso tetto, allor serve
alzare i toni per toglier dall'incanto
tutti quelli che son proni a un
sistema di furboni.
Marta Emme
Composta venerdì 7 aprile 2017
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    Scritta da: Marta Emme

    Un messaggio floreale non è mai banale

    Se c'è qualcosa che non va,
    ti prego, non lo far pesar,
    l'amor mio è esclusivo,
    non lo devi dimenticar. E or
    lo potrai notar. La vera
    eccezionalità è aver dentro sempre
    il sole del mattino, a far luce
    e riscaldar quel prezioso giardino,
    che qui si esprime con la voce
    di un tenero fiorellino, tenero e
    pur così forte di fronte
    ai dissesti della sorte, che resiste
    e tiene duro dando speranza
    al futuro. Perché la viva terra
    s'è formata così, proprio
    a partir da lì. Son dunque
    questi i fiori essenziali che
    posson curar tutti i grandi
    mali. Allor vado ad elencar,
    stai bene ad ascoltar e
    poi saprai anche valutar.
    Il basilico erotico e profumato
    è adatto anche al più raffinato palato.
    Il cappero, che dia la giusta
    vivacità e un po' di brio nella
    quotidianità, non può mancar.
    La dalia a mostrar gratitudine
    perché lontana tenga la solitudine
    e la nostra presenza sia nella vita
    la vera essenza.
    L'acetosella così spontanea e bella,
    con lei non manchi la tenerezza
    materna e una carezza diventi
    sempre la scelta più moderna.
    Il giglio per esser nella casa
    una regina e aver riconoscimento
    e stima.
    La salvia, buona salute dia
    e che il male vada via.
    Il tarassaco che bello il futuro faccia
    vedere, ma ce ne vuole un sacco.
    Una rosa come gloria della primavera,
    figlia del cielo e presenza serena.
    Una margherita perché sa infonder
    nell'animo bontà, ma anche tanta
    freschezza sa donar.
    La pratolina conferisca la purezza
    e il candor di chi vuol esser
    ancor un po' bambina.
    E poi il rosmarino che tenga
    i malevoli lontano col suo profumino
    sparso a puntino.
    Un ramoscello di mirto infine
    colgo perché la mia vittoria è
    ciò che porgo e or son felice
    perché l'hai amorevolmente accolto,
    per le tante cose che ti sovvien
    nel ricordo.
    Marta Emme
    Composta giovedì 30 marzo 2017
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      Scritta da: Marta Emme

      Terra: appello urge

      Che le intelligenze del mondo,
      senza perder giorno,
      faccian salir fin alle stelle
      uno spirito così ribelle
      da inventarsi la giusta mossa
      o magari una sommossa
      per dar ai potenti una tale
      scossa da farli tremar
      fin nelle ossa e costringerli
      così, ovunque nel mondo,
      a non perder più neanche
      un secondo, per cambiar
      le cose* (nell'ambiente), per
      far fiorir nei cuori
      ancor le rose.
      Dunque ci sia un momento
      per agire, perché pensando
      al domani, insieme a voi,
      si possa ancor gioire. Giacché
      c'è allarme sul Pianeta,
      è evidente, ma a chi conta
      importa poco o niente se
      anche la più drammatica
      vicenda* (clima) non è servita
      a fargli cambiar lo stato
      della mente, a mostrarsi
      persona intelligente e sfruttar
      l'esser suo potente per far
      l'interesse vero di ogni gente.
      Marta Emme
      Composta domenica 26 marzo 2017
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        Scritta da: Marta Emme

        L'impronta

        Con quella faccia da fetente* (Trump)
        vorrei fossi solo un abbaglio
        della mente. Con l'inquinamento
        che ha prodotto il drammatico e
        climatico cambiamento, con le
        dinamiche economiche, da
        rosso profondo* (finanza, banche...),
        l'America di oggi lascia
        pagare agli altri il conto,
        infischiandosene del tardomondo*
        (sottosviluppo) e chiede ancora a
        quello di patir le tante pene,
        sol perché così conviene,
        senza pensar al comune bene,
        perché il Pianeta è di tutti
        e qui forte si sostiene.
        Poi, testa, se così avanti andrai
        solo rogne ai posteri lascerai.
        La loro maledizione per
        sempre tu sarai. E questa
        sarà anche la sola impronta
        che con l'America, tu lascerai.
        Or, se si vuol sapere un
        modo strano di vedere, ecco:
        il terrorismo non si sa più
        da che parte stia, ma è certo
        che non scompare con l'ipocrisia.
        È un'opinione la mia, che
        si ripete, come un vecchio
        adagio, perché sento forte
        il disagio. Allor mi
        perdonerete se anche stavolta
        non so essere cortese.
        Marta Emme
        Composta lunedì 20 marzo 2017
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          Scritta da: Marta Emme

          Caro angelo

          L'unico vero peccato è stato
          esserti eclissato in modo
          così esagerato* (suicidio),
          dalla vita tanto esasperato
          che a noi non hai pensato.
          Ma il bene che ti voglio
          supera anche questo scoglio,
          per quegli occhi penetranti
          e neri dove non ho letto
          i foschi desideri. Sarai
          nei miei pensieri come
          non lo sei stato ieri,
          un angelo assorto
          pei celestiali sentieri.
          Accolto nei cieli per la
          persona che eri, ora
          da lassù infondi luce* (speranza),
          ti prego, a chi qui
          non ne può più,
          quella luce che non hai colto tu.
          Affinché ci sia gloria
          anche nella tua breve storia*
          (nel tuo ricordo).
          Marta Emme
          Composta giovedì 16 marzo 2017
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