Scritta da: Marta Emme

Strani mondi

Tra il dire e il fare* (nell'educare), a volte
c'è di mezzo l'apparire* (esteriorità,
aspetto, omologazione ai modelli
ricorrenti), prima ancor del costruire.
L'apparire dunque, che, giacché lo
promuovi* (associazioni), lo devi anche
garantire. Ma con questa "boria" *
(presunzione) non ci può essere
onorevole storia* (vera integrazione).
Diventa poi pretesa* (apparire) ciò che
hai dato con la mano tesa. Dare
sostanza* (del saper fare e di sé) invece
è lungimiranza e fa diventar certezza la
speranza di costruir cittadinanza. Così
crescer nella verità* (dei propri limiti),
nell'umiltà* (di non pretendere ma
cogliendo l'essenza di ciò che si ha e si
conquista) e nella temperanza, soltanto,
fa diventar* (profughi minori non
accompagnati) un uomo di valore e di
creanza che saprà come onorar, delle
persone care, la lontananza. E, magari,
proprio là, potrà tornare ove c'è sviluppo
da portare; e chi meglio di lui lo saprà
fare! I figli dell'uomo sono frecce verso
il futuro e il suo costrutto, non son
bistecche* (carne da ammirare e pur
comprare e prelibata da gustare), non
prendiamo stecche, perché sennò,
rimaniamo davvero bloccati tutti nelle
basse e insidiose secche* (problemi).
Marta Emme
Composta domenica 18 marzo 2018
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    Scritta da: Marta Emme

    Pensiero

    No, Dio non lo perdonerà*(Luigi Capasso),
    perchè non s'è pentito; è di una tale
    semplicità! È un messaggio di grande
    superficialità quello che si vuol far
    passar*(Dio perdona tutti perchè è
    misericordioso), che son quì, basita da
    sprofondar*(come credente). Dio perdona
    chi si vuol far perdonà e fino in fondo
    invece è stata convinta e pianificata quella
    bestialità*(omicidio figlie). E non rimedio,
    costui, ha saputo dar, se non piuttosto il
    suicidio, per scappar dalle sue responsabilità.
    E quello è stato il sigillo che lo condannerà*
    (per me) al fuoco dell'inferno per l'eternità.
    È che la Chiesa a volte le novelle sa proprio
    come raccontar*(sacerdote di Cisterna di
    Latina). Amiamo dunque quegli angeli*
    (Alessia e Martina) che son nel ciel e non
    si può che piangerli. E che non sian
    tormentate anche lassù dal sorriso finto di
    belzebù*(padre). È auspicabile, orsù! Ora,
    non son nessuno io, ma credo che ci sia un
    pó di giustizia in Dio. Ma già la mia è una
    visione terrena, e ora, guarda guarda, sono
    andata fuori tema.
    Marta Emme
    Composta sabato 10 marzo 2018
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      Scritta da: Marta Emme

      Italia in analisi

      Serietà! Nel suo nome un passo
      indietro ognuno* (partiti) deve far
      pur senza detener il gene della
      cordialità. Sol per il bene della
      comunità che sotto la bandiera
      dell'Italia sta, anche se fatta di
      tante diversità* (politicamente). E
      questo, governo di funzione, si
      chiamerà. In pista sol per fare, in tre
      mesi, una legge elettorale che sia, a
      governare, efficace, senza inganni e
      nella pace. Un bel giornale* (stampa)
      deve aprir la mente a questa visuale
      e avanti a lor* (politici) la deve
      presentare. Un passo essenziale tra
      tante teste che sembrano impallate*
      (confuse) o di potere assatanate. Chi
      all"inciucio si sottopone l'onestà a
      suo favore non depone. E a
      sbagliare strategia * (appoggio)
      si sparisce per la via, come per
      magia* (NCD-AP). Ed è quello che
      succede a chi indispensabile agli
      altri si crede e in se stesso non ha
      fede. Che si arrangi dopotutto chi
      nella tornata elettorale ha merito
      di costrutto. Insomma, chi ha vinto
      le elezioni* (centro destra e cinque
      stelle) si accordi, il che non è
      inciucio si ricordi, anche in
      Germania su ciò sono concordi.
      L'alternativa sia votare, come s'è
      detto nell'iniziare.
      Marta Emme
      Composta mercoledì 7 marzo 2018
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        Scritta da: Marta Emme

        La stella Vega

        Un essere vivente è un essere vivente.
        E così, tanto per entrare nelle dinamiche
        dell'esistente, da Dio è stato creato, che
        certo non si stupisce se da qualche
        altro* (vivente) viene divorato, per dar vita
        anche a chi, della vita, non l'ha mai
        ringraziato. Non è il mondo degli uomini*
        (onnivori), quello* (vega), non facciamo errori,
        è il mondo degli imbroglioni* (l'uomo non è
        erbivoro) e pur un po' semplicioni nel dare
        soluzioni* (agli allevamenti intensivi...).
        Che per ingannar la verità, sull'argomento,
        ci fanno, dunque, interessanti
        dissertazioni, soprattutto quando si
        soffermano sulle necessarie integrazioni*
        (di nutrienti nella dieta). Poi, siccome per
        ciò che dici, la gente prende foco, succede
        che a forza di contestar diventi fioco. Ma
        vogliamo dire che pur le piante hanno una
        vita da custodire? Se proprio si vuol l'uomo
        intenerire, specie quando a lor pensiamo
        come meglio ingozzarcene possiamo. E
        dall'uomo or si devono schermire, che le
        vuole in distese coltivazioni confinare e
        intristire. Ma quando arriva la rota grossa*
        (mietitrice o coltello) nessuno pensa
        quanto disagio possa e che, "magari", pur
        loro ricevono una grande e micidiale
        scossa* (caput) anche se non hanno ossa
        e non gridano a più che dir si possa.
        Siccome, come loro, campare d'aria non
        possiamo a questa vita rassegnare ci
        dobbiamo. Sarebbe come dire che il
        creato è ingiusto, sol perché le leggi della
        natura non son di nostro gusto. Le piante
        hanno sensi e percezioni, è stato
        evidenziato e questo proprio non lo
        discutiamo; già, ma siccome sono esseri
        inferiori, per questo, quelle, mangiare le
        possiamo e pur col massimo degli onori*
        (ricette prelibate). Vega* (stella), del ciel la
        tessitrice e pur sulla Terra star incantatrice*
        (nella dieta vega-na), ma sol di chi non ha
        salda la radice* (base del sapere)
        sull'evoluzione della nutrizione, che non è
        dell'uomo un'appendice.
        Marta Emme
        Composta domenica 4 marzo 2018
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          Scritta da: Marta Emme

          Santa pazienza!

          La pazienza è l'attesa sapiente di chi
          non ha piani* (strategie) ma una
          fiducia così travolgente che alla fine
          pure il demonio ad essa s'arrende.
          Così, siccome qualcosa conta, torni
          a cavalcar la vita sulla sua
          spumeggiante onda e in quel respiro
          del mare impari quanto importante
          sia stato sperare. Ma se la pazienza
          è rivolta al male, che con esso
          sprofondi, fino ad annegare. E che in
          quel marasma* (decadenza di valori)
          possa sempre rivelarsi il malvagio,
          ben prima del suo fetente miasma*
          (effetti dannosi).
          Marta Emme
          Composta giovedì 1 marzo 2018
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