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Scritta da: Marta Emme

Vera insolenza

A questo mondo c'è chi
ha le idee confuse e dà
per buone le cose astruse*
(che non stanno né in cielo
né in terra come uno stabile
dimorare, qui, di tutti gli
immigrati, com'è già nei fatti).
Insomma, la logica deve far
vedere* (in Europa) oltre la
propria sponda* (confine) per
favorir decenza* (sviluppo
accettabile) ove colà c'è solo
baraonda* (povertà e
sfruttamento). Va bene. Dal
ciel, la luce* (sapienza), questo
invito produce in una mente
illuminata* (politici, alti prelati,
aggregazioni...) che, aihmè!,
dal prestigio, interesse e
compiacenza - come danno una
utile accoglienza - da queste
parti* (Italia), viene infine
soggiogata. Così, per il suo fare,
in una utopica dimensione
questa par solidamente stare,
tanto che ai rimpatri
infinitamente sorda vuol restare.
Eppur quelle persone* (immigrati
economici) han menti fiorenti e
valide braccia, non sono insomma
una merdaccia, e son "sottratti" a
un paese che, per forza, di
sviluppo, poi, non ha pretese. Così
a ciò* (loro rimpatrio) devon portar
le sensate e giuste intese. Ma
siccome noi italiani siam gente
grulla, piuttosto si mantengon qui
a non far nulla. Che poi
l'integrazione col lavoro fa
comunione, se proprio si vuol fare
un cantico al Signore. Sicché dove
manca il lavoro si deve fare a
modo a modo* (essere saggi) che
a formar dei disperati ci vuol poco.
E, perdirindina, siccome non son
proprio cretina, anche oggi non mi
va di assecondar la china*
(gli opportunismi di stolte sirene
che alimentano anche la tratta
umana).
Marta Emme
Composta martedì 23 gennaio 2018
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    Scritta da: Marta Emme

    La luce dell'alba

    Dopo tanto accorato dire* (a dar lumi)
    è tempo dunque di zittire* (tacere).
    Testè, provvido, arriva a rasserenare
    un segno* (il buon senso), che
    spalanca le porte sul mondo* (delle
    possibilità). È quando il silenzio può
    parlare a una notte intrisa di
    pentimenti per quel che è un disturbo
    proprio delle menti* (la presunzione),
    e le cose infine si svelano rischiarando
    esse stesse il cammino. Scopri che è
    servito anche il tuo paziente invito*
    (consiglio) a ritrovar quel che nel buio
    s'avea smarrito* (speranza e serena
    fiducia) con il buono che ne è poi
    seguito.
    Marta Emme
    Composta giovedì 18 gennaio 2018
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      Scritta da: Marta Emme

      Pietismo

      È questo un moto del cuore,
      generato da chi sa infondere
      un utile fervore in quel che
      ha poco pensiero e non
      riconosce nelle cose, fino in
      fondo, il reale valore. Così gli
      opportunismi, apposta, su di
      lui, prendon vigore, non la
      verità col suo nudo crudore.
      In tal caso, alla dabbenaggine,
      non c'è soluzione se non
      riconoscerla in tutta la sua
      estensione. E quando una
      lampadina s'accende e di ciò
      coscenza si prende, un
      luminoso cammino, vedrai ti
      attende, rischiarato dall'usar
      il cervello in modo intelligente
      senza dimenticar di veder le
      cose, sì, umanamente, ma
      sempre nel loro contesto,
      avvedutamente.
      Marta Emme
      Composta sabato 6 gennaio 2018
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        Scritta da: Marta Emme

        Rispetto

        Le proteste siano un'occasione di
        riflessione non di cruenta e feroce
        contestazione. Libera sia
        l'espressione ma se si adopera
        violenza egual risposta trova
        consistenza. E chi soffia sul fuoco
        della ribellione* (twitter di Trump),
        sfidando chi è al potere in quella
        situazione* (Kamenei e Rouhani)
        è perché cerca di seminare rogna
        dopo aver armato l'Arabia fino alla
        vergogna. Non si vuole un'altra
        primavera* (araba) che sfoci nella
        confusione più vera, fino alla guerra,
        che faccia sprofondare quel paese
        nella melma o tra la polvere, a terra.
        Nel rispetto delle culture altrui dobbiam
        pensar che quei paesi non son per
        forza dei nostri più bui. Il polso ci
        vuol deciso per tener insieme, da
        quelle parti, un paese che funzioni
        come un orologio preciso. Se son
        rispettati i diritti umani ogni cultura
        non merita richiami. E, semmai,
        che le transizioni* (rinnovamento)
        non avvengan per congetture ed
        esterne infiltrazioni. La Persia ha
        fatto la storia, sia l'Iran anch'esso al
        pari di questa fulgida memoria.
        Marta Emme
        Composta mercoledì 3 gennaio 2018
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          Scritta da: Marta Emme

          Din Don Dan

          Son parole* (della Chiesa) al vento
          quelle che non colpiscono nel centro,
          parole che non han efficacia perché
          non fan cader dal cielo la timida
          rugiada* (benedizione). C'è ritegno di
          far le cose serie come nostro
          Signore l'esempio diede, come
          calpestar del potente il piede.
          Din Don Dan* (sveglia), gli angeli
          tutti in coro per Natale fan.
          Marta Emme
          Composta martedì 26 dicembre 2017
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            Scritta da: Marta Emme

            Ecco

            Ecco* (neoeletto Kurz in Austria),
            vuol metter il naso fuori,
            ed affacciarsi a curiosar nei
            limitrofi territori che, bada bene,
            non son suoi, ma esce infin dal
            seminato, anche in modo non
            proprio garbato* (nella doppia
            cittadinanza austriaca agli italiani
            altoatesini di lingua tedesca e
            ladina), da fomentar zizzania
            tra la gente ch'è italiana, quella
            che magari vorrebbe sotto sé, a
            omaggiarlo come un capace e
            giovane re, stante la storia che
            ben decreta quanto la sua sia
            una strana vanagloria. Ecco, ha
            la testa un poco dura* (in storia)
            e allor vediamo se a forza di
            sbatterla, per bene la matura.
            Gli fan gola i cervelloni, così
            tanti, a cominciar da atleti come
            Gustav Thöni. Così per trovar
            teste molto fini per forza che
            deve attraversar gli italici confini.
            Marta Emme
            Composta venerdì 22 dicembre 2017
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              Scritta da: Marta Emme

              Vossìa

              È arrivato (Abidjan 28,29,30-12-2017) il
              padrone dei padroni (Macron-Francia) e
              tutti belli attenti alle sue orazioni e nelle
              conversazioni, ricche di accativanti
              sfondoni (anche sul suo neocolonialismo).
              Vedi come sta lì ad affabulare, ma via,
              mandatelo, o giovani africani, a cagare!
              Perchè la sua politica (presenza francese),
              lì, fa scappare tutti e andar così a morir
              tra i flutti. Fin ad alzar, poi, le barricate (ai
              suoi confini), bell'amico! Bravo a raccontar le
              cavolate. Come quella che nel suo pensiero
              sempre state; mentre vede solo sè, aihmè,
              così pimpante e marpione com'è. Oppure
              schiavi  e sottomessi, nei costumi feriti e
              dimessi (nuova politica coloniale). Infine
              l'Italia paga il conto (migranti) di questo
              signore non esattamente tonto. Alleluia e
              Osanna! Ma mandatelo a farsi una soporifera
              canna! Alzate dunque il tiro (Africa) e mai più
              qualcosa è da firmar con la sua biro (alle
              sue condizioni). E questo che dico è solo
              perchè lo sfruttamento e l'abuso maledico
              e perchè il bene in Africa abbia finalmente
              il suo partito.
              Marta Emme
              Composta domenica 3 dicembre 2017
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