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Scritta da: Marta Emme

Pensiero

No, Dio non lo perdonerà*(Luigi Capasso),
perchè non s'è pentito; è di una tale
semplicità! È un messaggio di grande
superficialità quello che si vuol far
passar*(Dio perdona tutti perchè è
misericordioso), che son quì, basita da
sprofondar*(come credente). Dio perdona
chi si vuol far perdonà e fino in fondo
invece è stata convinta e pianificata quella
bestialità*(omicidio figlie). E non rimedio,
costui, ha saputo dar, se non piuttosto il
suicidio, per scappar dalle sue responsabilità.
E quello è stato il sigillo che lo condannerà*
(per me) al fuoco dell'inferno per l'eternità.
È che la Chiesa a volte le novelle sa proprio
come raccontar*(sacerdote di Cisterna di
Latina). Amiamo dunque quegli angeli*
(Alessia e Martina) che son nel ciel e non
si può che piangerli. E che non sian
tormentate anche lassù dal sorriso finto di
belzebù*(padre). È auspicabile, orsù! Ora,
non son nessuno io, ma credo che ci sia un
pó di giustizia in Dio. Ma già la mia è una
visione terrena, e ora, guarda guarda, sono
andata fuori tema.
Marta Emme
Composta sabato 10 marzo 2018
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    Scritta da: Marta Emme

    Italia in analisi

    Serietà! Nel suo nome un passo
    indietro ognuno* (partiti) deve far
    pur senza detener il gene della
    cordialità. Sol per il bene della
    comunità che sotto la bandiera
    dell'Italia sta, anche se fatta di
    tante diversità* (politicamente). E
    questo, governo di funzione, si
    chiamerà. In pista sol per fare, in tre
    mesi, una legge elettorale che sia, a
    governare, efficace, senza inganni e
    nella pace. Un bel giornale* (stampa)
    deve aprir la mente a questa visuale
    e avanti a lor* (politici) la deve
    presentare. Un passo essenziale tra
    tante teste che sembrano impallate*
    (confuse) o di potere assatanate. Chi
    all"inciucio si sottopone l'onestà a
    suo favore non depone. E a
    sbagliare strategia * (appoggio)
    si sparisce per la via, come per
    magia* (NCD-AP). Ed è quello che
    succede a chi indispensabile agli
    altri si crede e in se stesso non ha
    fede. Che si arrangi dopotutto chi
    nella tornata elettorale ha merito
    di costrutto. Insomma, chi ha vinto
    le elezioni* (centro destra e cinque
    stelle) si accordi, il che non è
    inciucio si ricordi, anche in
    Germania su ciò sono concordi.
    L'alternativa sia votare, come s'è
    detto nell'iniziare.
    Marta Emme
    Composta mercoledì 7 marzo 2018
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      Scritta da: Marta Emme

      La stella Vega

      Un essere vivente è un essere vivente.
      E così, tanto per entrare nelle dinamiche
      dell'esistente, da Dio è stato creato, che
      certo non si stupisce se da qualche
      altro* (vivente) viene divorato, per dar vita
      anche a chi, della vita, non l'ha mai
      ringraziato. Non è il mondo degli uomini*
      (onnivori), quello* (vega), non facciamo errori,
      è il mondo degli imbroglioni* (l'uomo non è
      erbivoro) e pur un po' semplicioni nel dare
      soluzioni* (agli allevamenti intensivi...).
      Che per ingannar la verità, sull'argomento,
      ci fanno, dunque, interessanti
      dissertazioni, soprattutto quando si
      soffermano sulle necessarie integrazioni*
      (di nutrienti nella dieta). Poi, siccome per
      ciò che dici, la gente prende foco, succede
      che a forza di contestar diventi fioco. Ma
      vogliamo dire che pur le piante hanno una
      vita da custodire? Se proprio si vuol l'uomo
      intenerire, specie quando a lor pensiamo
      come meglio ingozzarcene possiamo. E
      dall'uomo or si devono schermire, che le
      vuole in distese coltivazioni confinare e
      intristire. Ma quando arriva la rota grossa*
      (mietitrice o coltello) nessuno pensa
      quanto disagio possa e che, "magari", pur
      loro ricevono una grande e micidiale
      scossa* (caput) anche se non hanno ossa
      e non gridano a più che dir si possa.
      Siccome, come loro, campare d'aria non
      possiamo a questa vita rassegnare ci
      dobbiamo. Sarebbe come dire che il
      creato è ingiusto, sol perché le leggi della
      natura non son di nostro gusto. Le piante
      hanno sensi e percezioni, è stato
      evidenziato e questo proprio non lo
      discutiamo; già, ma siccome sono esseri
      inferiori, per questo, quelle, mangiare le
      possiamo e pur col massimo degli onori*
      (ricette prelibate). Vega* (stella), del ciel la
      tessitrice e pur sulla Terra star incantatrice*
      (nella dieta vega-na), ma sol di chi non ha
      salda la radice* (base del sapere)
      sull'evoluzione della nutrizione, che non è
      dell'uomo un'appendice.
      Marta Emme
      Composta domenica 4 marzo 2018
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        Scritta da: Marta Emme

        Santa pazienza!

        La pazienza è l'attesa sapiente di chi
        non ha piani* (strategie) ma una
        fiducia così travolgente che alla fine
        pure il demonio ad essa s'arrende.
        Così, siccome qualcosa conta, torni
        a cavalcar la vita sulla sua
        spumeggiante onda e in quel respiro
        del mare impari quanto importante
        sia stato sperare. Ma se la pazienza
        è rivolta al male, che con esso
        sprofondi, fino ad annegare. E che in
        quel marasma* (decadenza di valori)
        possa sempre rivelarsi il malvagio,
        ben prima del suo fetente miasma*
        (effetti dannosi).
        Marta Emme
        Composta giovedì 1 marzo 2018
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          Scritta da: Marta Emme

          Il brevetto

          Manitù, dai gradi pascoli celesti,
          insieme al tanto amato popolo
          dei Sioux, vedi oggi* (tempi
          moderni) come il mondo degli
          uomini si muova a testa in giù*
          (non riconosce i valori dei padri);
          pur con l'invidia che a gogò porta
          l'uomo agli sfottò. Sì, come quel
          tale, fatto carciofo, perfetto nel
          forno, ma quì* (nel frangente)
          buono neanche per contorno. Di
          sostanza* (senso del volontariato)
          lì, ce n'è poca e il brevetto* (di
          uomo) che per lui è stato usato
          come una "sola" l'ha forgiato. La
          natura, quella umana, non è degna
          di pencolar così* (vacillare sul
          bene), e intanto frana. Allor, da
          lassù, risana l'uomo di virtù, come
          eran* (valore e coraggio) nella
          combattiva* (contro l'ingiustizia)
          gente dei Sioux. Perché, semmai,
          quella prova* (provocazione) è
          stata solo una incommensurabile
          "sola" * (sconfitta dell'uomo) e a
          veder bene, per tutti quanti: popoli
          e militanti* (volontari in senso
          generale). Che detto per inciso, per
          il coltivo* (solidarietà), uno così, fa
          più danno che in natura il beccafico*
          (piccolo uccello ghiotto di frutti e
          fichi). E con ciò, quel, si meritava
          una risposta che a operar nel bene
          fosse corrisposta. Manitù, Manitù,
          il viso pallido* (chi si considera
          superiore) è un grande gnorri*
          (finge di non sapere quanto è avido),
          hai ragione, hai ragione tu, come ben
          sai, o Dio grande del grande popolo
          dei Sioux.
          Marta Emme
          Composta martedì 20 febbraio 2018
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            Scritta da: Marta Emme

            Votazione

            Quando in mente non c'è la patria,
            si fa una legge elettorale che
            manda i partiti dallo psichiatra*
            (crisi di identità). Così per stare in
            sintonia* (con la legge elettorale)
            la miglior terapia diventa
            raccontar novelle, rassicuranti e
            belle, come fa, alla nipote, una
            brava zia, a lei, che di grandi
            esempi ha bramosia. Peccato che
            il finale, qui, non presenti la stessa
            garanzia* (bello). Infatti non avrà il
            tanto cercato potere* (governare),
            l'aspetto di un integerrimo e capace
            condottiere, ma di chi l'inciucio lo
            deve fare per mestiere. Speriamo
            di sbagliare e che ci sia invece per
            gli italiani, da raccontare, un finale
            che consegni a tutti una grande
            morale.
            Marta Emme
            Composta sabato 24 febbraio 2018
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              Scritta da: Marta Emme

              La carica

              Se non si parte neanche si torna
              coi risultati a cui tanto s'agogna.
              E le illusioni sono il pane
              quotidiano di chi in questo fare
              vede il suo talismano. Infatti non
              è un peso, non un fardello dover
              lottare per un futuro bello, così
              come s'è sognato, proprio come
              quello. Perché solo se credi fino
              in fondo sarà possibile realizzare
              anche il più improbabile sogno.
              Perciò a questo serve l'illusione,
              a maturar la voglia e la passione.
              Marta Emme
              Composta mercoledì 14 febbraio 2018
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                Scritta da: Marta Emme

                Una macchina da soldi

                Quella* (la macchina), strizza l'occhio*
                (è complice) a chi la sa condurre con
                gran maestria per ricavar lucrosi
                proventi* (ricchezza) con la minima
                energia. Del resto sono i soldi che fan
                "girare" il mondo, in fondo in fondo, ma
                solo quello del ricco, che è così
                incurante degli altri mentre vanno a
                picco. Costui di sperperar risorse se
                ne frega e io che gli parlo addosso
                sono solo una fetente strega, insieme
                a chi da lui, ancor più, pretende
                equilibrio, così che si possa accostar
                davvero a un ben alto e vigoroso fico*
                (in natura emblema di vita, forza,
                conoscenza). Ma siccome, uno così,
                vede poco lontano finisce poi che
                lascia il mondo nel pantano. Che
                volete, magari, son la solita cassandra!
                E anche una che a quel paese vi ci
                manda, voi e i vostri quattrini, insieme
                a tutti quanti i vostri lustrini. Che se
                poi siete sereni dentro, allor si, che mi
                spavento. E se anche dite che, sotto
                sotto, rosico, sappiate che, semmai,
                con le vostre idee, anche oggi, non mi
                sposo. Perché pensare in grande non
                vuol dire lasciare il mondo in mutande*
                (depauperato). E se poi volete evocare
                i santi* (esser religiosi) allor inchinatevi
                davanti a quelli, tutti quanti, e fate le
                cose con rispetto e occhio attento*
                (considerazione) per tutto quel che
                muove* (vita), e sia questo il miglior
                avvedimento, mentre gira sempre in
                tondo* (rotazione) questo pazzo e
                pazzo mondo* (rivolti al futuro).
                Marta Emme
                Composta venerdì 9 febbraio 2018
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                  Scritta da: Marta Emme

                  Rotta di collisione

                  In un viaggio che ha importanza*
                  (vita) gente di sostanza* (che vale,
                  senza grilli) si pone a scrutar bene,
                  in quel disteso mare, il pel
                  dell'acqua, così può afferrar la
                  verità quando viene a galla, ciò di
                  cui è sicuro e non si sbaglia. Questo
                  fa viaggiare col vento in poppa*
                  (dalla parte giusta) sol se non si
                  indietreggia* (non ci si scoraggia,
                  non si rinuncia al viaggio) quando
                  un ostacolo* (inganno) nel vivo* (la
                  parte vitale) la scocca* (nave,
                  persona) tocca* (gli nuoce). Perché
                  si sa che, se sul pel dell'acqua si
                  rispecchia il cielo, nel sommerso si
                  nasconde invece il masnadiero*
                  (avversario pericoloso, squalo
                  famelico, menzognero).
                  Marta Emme
                  Composta domenica 4 febbraio 2018
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                    Scritta da: Marta Emme

                    Un breve inverno

                    Si vedeva già da come
                    il tepore sovrastava le
                    cose e la terra sul mezzo
                    del giorno, nel dicembre
                    ormai inoltrato, che sarebbe
                    stato un breve inverno. Non
                    più foriero di gelate
                    memorabili e cristalli di
                    ghiaccio calanti dai tetti
                    delle case nella fredda e
                    dormiente campagna, come
                    ha conosciuto la mia infanzia.
                    E la neve, un miracolo atteso,
                    su per la montagna dove per
                    gli sciatori è ancora una
                    cuccagna. Che, oggi, l'han
                    vista anche nel deserto, a
                    indicar che niente è più lo
                    stesso. E che è cambiato
                    qualcosa lo si capisce anche
                    dai venti predominanti* (nord
                    africani) che spazzano questa
                    terra di giganti* (Italia,
                    personaggi illustri) dalle nuvole,
                    che da qui se ne stan, così,
                    distanti. È ora di ripensare tutto
                    e vedere le stagioni coi ritmi
                    che non gli son più propri, per
                    appunto. Dio non può più
                    niente con un uomo che è
                    diventato deficiente* (non più
                    timorato di Lui e della natura -
                    e forse è anche ciò che il
                    terrorismo ci rimprovera).
                    Allor c'è da rimboccarsi le
                    maniche e veder le cose nella
                    loro evoluzione e non più
                    statiche* (agricoltura,
                    inquinamento...). Magari senza
                    dimenticar, del passato, gli errori
                    e gli orrori che dal futuro della
                    Terra altrimenti ci terranno fuori.
                    Alla nostra vita dare un altro
                    senso* (esistere) e vinceremo
                    anche su questo assurdo tempo.
                    Marta Emme
                    Composta domenica 28 gennaio 2018
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