Scritta da: Ada Roggio
in Poesie (Poesie personali)
A comandarci la vita, il tempo.
Corse i irrefrenabili,
comandate da quelle minuscole lancette
che segnano l'ora.
Composta venerdì 21 ottobre 2016
A comandarci la vita, il tempo.
Corse i irrefrenabili,
comandate da quelle minuscole lancette
che segnano l'ora.
Devo cercare di sopravvivere.
Devo farmi meraviglia.
Devo creare quella necessità che serve.
Devo smettere di perdere dignità.
Devo, in un atto disperato amarmi un po' di più.
Io Devo.
Da irriverenti sguardi derisa
e chiassose istanze,
non sorridi più.
Maledici il giorno
ad ogni rintocco di malinconia.
Eppure
all'eco di quelle perdute stagioni
inaspettatamente sorgi,
dal petto come acqua di fonte
sgorghi.
D'improvviso accenni passi di primavera
ridicoli inchini
m'inviti a danzare,
per un momento
sembri dimenticare.
Ma, giunta la sera
muta e sorda alla vita
inciampi sui tuoi passi,
imprechi alla luna
indolente
torni a morire.
Il risveglio di un mattino
Il sole timidamente appare all'orizzonte
Un prato argentato, tante goccioline di rugiada
che giocano al sole nascente
Soffice al nudo piede
L'aria fresca e profumata
dalle narici si effonde nell'anima
D'incanto un fiore si apre per la prima volta alla vita
colorando i suoi petali al sole nascente
Le api gli ronzano intorno alla conquista del nettare
La dolcezza del miele
Nell'aria si percepisce il suono del vento
Lo stelo del piccolo fiore si spezza
Le api incuranti gli ronzano ancora intorno
Il fiore piangendo, ormai appassito
non produce più il dolce nettare
Alle api con un fil di voce, non ho più nulla da darvi
Piegatosi rilasciò nell'aria il suo meraviglioso profumo.
Le ore del silenzio
svelano il mistero di parole incomprese
volano su nuvole di pensieri lontani
ascoltano il respiro di terre inesplorate
danzano lievi sulle ali di un gabbiano.
Le ore del silenzio
salpano su navigli in acque tempestose
dispiegano vele incuranti di venti mutevoli
non cercano approdi su rive sicure.
Le ore del silenzio
hanno l'abito dei giorni di festa
hanno il volto della libertà.
Migliaia di voci senti per le strade,
senti solo un silenzio assordante.
Nelle piazze affollate ti guardi intorno,
non c'è nessuno.
Risate quotidiane ti circondano e
hai solo voglia di piangere.
Un urlo di rabbia e sconforto cresce
nel tuo stomaco e lo lacera.
Vorresti parlare ed essere capito
Le parole sono timide,
non vogliono uscire.
Solo un pensiero tortura la tua mente...
Solitudine!
Notte di pioggia
Stille fredde cadono.
Abbondanti,
sferzando la pelle,
odore di umido,
pozze di pioggia dappertutto;
ogni tanto,
improvvise,
colpi di luce,
una saetta balugina nel buio;
notte piovosa,
che sa d'autunno,
che sa d'inverno;
freddo,
il giorno appare così lontano adesso.
E la sua risata
come un diapason
accorda l'anima sulle note dell'amore.
Corsia numero 5
Pronto soccorso,
mattino presto,
un gran casino di gente,
infermiere che smontano
il turno,
inservienti assorti,
pulitrici,
con lo sguardo assente,
pensierose,
che guardano altrove;
letti,
e dottori con lo stetoscopio,
malati che arrivano,
altri per fortuna se ne vanno,
e non per sempre,
se ne vanno guariti.
Pronto soccorso,
la vita,
il dolore,
sofferenza,
tante storie.
Questa notte la luna è piena,
ma la mia anima è vuota,
il mio cuore è vuoto,
le mie emozioni,
i miei sensi,
le mie ambizioni,
le mie speranze,
il mio letto,
questa notte di luna piena
in tua assenza è fatta
di vita vuota.