Scritta da: Angela Randisi
in Poesie (Poesie personali)
Pioggia
Il cielo piange d'amore
per la sua terra
e ogni goccia d'acqua
diventa poesia.
Composta sabato 5 novembre 2016
Il cielo piange d'amore
per la sua terra
e ogni goccia d'acqua
diventa poesia.
Un dondolo che culla una nuvola,
il sole che fa capolino,
la corsa affannata
di un giocoso bambino,
il mondo come base di un orologio,
un foglio
che svolazza
e lambisce un faggio,
il coraggio di un saggio.
Mentre un fiume inonda di azzurro
e colora di cielo la felicità
un vulcano esplode dolce verità
e una barca affonda nella vita
e una lacrima
è solo il segno tangibile
della serenità.
La poesia
è un rifugio segreto
dove il cuore si fa parola
su carta stropicciata dal tempo
narra di un dolore che parla sottovoce
di un ricordo muto rannicchiato nell'anima
altre parole non hanno storia,
è un racconto timido
che mostra le sue nudità
a questa notte addormentata
che senza speranze
non chiede sogni al mio silenzio.
Che bello pensarti.
Che bello saperti al mio fianco.
Che bello conoscerti, sapere che ci sei,
ho saputo del tuo viaggio.
Piacevole pensare di andare e di raggiungerti.
Che bel vantaggio, sapere che mi sei amico.
Che bello sapere che quando mi sento sola, tu ci sei.
Che bello pensarti e parlarti, anche solo con il pensiero.
Che bello sapere che sei un amico sincero.
Meraviglioso sapere che parli con il cuore.
Che i tuoi occhi trasmettono una forza infinita.
Che bello sapere che sei presente nella mia vita.
Trema la mano
al gelido vento
il sole pare
adombrato.
Una nebbia
sottile
offusca l'aria
e nasconde
il cuore
che dubbioso
attende.
Si desta il giorno.
Orizzonti si fanno oro,
nulla resta tra le mie mani
del gracile cielo notturno.
Lungo la travagliata strada
villaggi in festa colgono
del sole lo stelo ma dio non
conosce ritorno.
L'alba mi sveglia, divampa lì incendio,
di fronte a me, profilo di onde
ricordo che bussa, tra memoria e incoscienza
immobile fuggente
creste azzurre abbracciano, valli colline, rosse zolle
sabbia, terra, foglia... scompare il tempo.
Nessun pensiero, anima di sasso
padre mare accogli il canto.
Nuvole gravi, solcano le agitate onde.
Antichi pirati, ansiosi al varco sguainano sciabole e urli
di fronte a me, apocalittica visione, di sangue e pane.
.
E il vento, intanto scuote e versa
avvia la danza: impazza spazza spiffera e canta.
Fili d'erba già secchi, foglie stanche vissute, tronchi feriti, incauti eroi.
Sfidano coraggiosi, l'onda imperiale,
piegati e fieri giovani vecchi, van verso l'orsa maggiore.
Ora, il cielo è più azzurro, s'è fatto chiaro e devo andare
vi prego credetemi, non son folle
racconterò che tra le montagne, stamane, ho visto il mare.
Un ricordo è ritornato
si sofferma nella mente
a ragionare coi pensieri
del tempo andato.
Parla di sé
quando ancora
era respiro
nell'istante di un momento.
Racconta...
nulla gli è rimasto
indifferente
tutto rivela.
E se, è morto già il passato
la sua storia vive ancora,
ciò che è stato
non si cancella.
E intanto
è arrivato l'autunno
e dal faggio
cadono le foglie!
In ogni stella un sogno,
in un sogno la speranza,
nella speranza un dolore,
nel dolore un cuore,
in un cuore amore,
nell'amore... la vita.
Tra lucciole e lanterne
la magia della notte scende
nella foresta incantata
illuminando le fate.