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Scritta da: Nicola Antonicelli

Fogliemie

Incaute ore, spade affilate. Cerco la sfida a mani nude, sotto l'acqua fin dentro le ossa.
Accenno alla prima. Frantumo i vetri, d'argentei riflessi. C'è chi conta i giorni. Io, raccolgo le foglie e brucio i rami secchi.
Il fuori, è lontano. Dentro c'è troppo.
M'allungo leggero sulle curve, sfiorando le cime.
Acido e piccante. Disegno le rose, m'anche le spine.
Stecca e pennello. Estro errante
bussando da cochinoga a temuco.
Rocce scoscese, onde marine,
lontane, lontane, lontane.
Parlo di me, Che sei anche te.
Insieme noi facciamo tre.
Erba e cemento, odio e petrolio.
Il serpente ama il sole, l'umano il suo veleno.
Spiga di giugno, foglia d'autunno
Lento un suono, passione e fuoco.
Eppure,
Se fossi ragno tesserei le tele.
Oppure iena annusando le prede.
Attor d'un atto, dalle rime bruciate.
E parlo di me. c'è whisky e caffè
Ubriaco un: perché? Verso
l'uscio aperto, raccolgo tre foglie:
una foglia, due foglie,
fogliemie, tre solo foglie... foglie... foglie...

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