Scritta da: Aurora Sisi
in Poesie (Poesie personali)
Fruga la mente
tra i ricordi,
gocce malinconiche
di memoria
cadono su quel tempo,
sollevando emozioni
mai del tutto assopite.
Composta lunedì 19 marzo 2018
Fruga la mente
tra i ricordi,
gocce malinconiche
di memoria
cadono su quel tempo,
sollevando emozioni
mai del tutto assopite.
E quando l'odio finirà,
le persone si accorgeranno di aver solo sprecato tempo
a cercare i colpevoli,
a cercare le prove,
a gioire per la morte
di un corpo a loro sconosciuto,
quando bastava rivolgere il dito verso sé stessi,
per capire dove e come nasce l'odio,
quello vero, quello profondo,
quello che chiude le porte del futuro di questo mondo.
È una danza lenta e
passionale questa vita
un tango a piedi nudi sulla sabbia
ancora umida della notte
dove anche un solo giro ti lascia
senza respiro, ti travolge
ed i passi lasciano orme scandite dal suono delle onde sulla riva.
Chiudi gli occhi,
respiri la follia pura dell'anima
ti lasci inebriare e
l'aria si completa
del profumo salmastro della pelle.
Passo dopo passo, diventi poesia,
quando il silenzio entra dentro
e da quel silenzio vivi
terra, orizzonte, mare,
stelle ed un cielo senza eguali.
Sulla giostra della vita
porta con te l'emozione di
un attimo e l'infinito soffio
dell'essere.
Starnazza dolce il core:
evviva, evviva, il toro muore.
Profilar cantando la ruggiada
di una sera colta di impaccio:
splende vinta su la contrada
la madre di Ebro: tace.
Viaggi sola nella valle romita,
solitudine piangi tu che sei or in vita?
Cade il cico per la Decórdoba lama,
bagnasti il piè all'infedel Alambra
che dei Mori fu fòrte.
Infin da Roma avesti elogio,
e tornò il vanto del erodotea corte
e iniziò il viver grande: che sorte
non frena terra e acqua non serra.
Sei quasi indenunciabile, lo sai?
Sento le doglie anche dei secondi,
vedo ormai il tetto che mi hai costruito,
prigioniero del non svegliarsi azzurro,
mi doni l'universo e sia la cella
e come souvenir ormai imprendibili
le stelle, lacrime di ciò che fu(i),
e ti fai Madre su me figlio vivo,
a piangermi come se fossi morto,
e figlio io divento la tua madre
orfana delle origini, malata
da accudire come avesse l'Alzheimer
nel pensiero di questa veglia insonne.
Solo la testa rimarrà insepolta
ché chi volesse getti come fiori
sguardi di lutto – sono le pupille
la perfezione ciclica di morte –
se vuoi guarirmi tu rendimi cieco
sono questo affacciarsi al suo disopra
sono un equilibrismo sugli abissi
sono il terreno che riempie la bara
che sono con la pelle, che non so
di essere ogni volta che la provo.
La decapitazione rammollita,
la zattera del cuscino trasporta
la memoria carnale della testa
su acque inesistenti d'aria chiusa
- si riversava luce dalle lampade,
tuorli dal guscio spezzato del tempo,
sguardi oltre pupille e senza ciglia –
ora il mio letto mi divora il resto,
mi fa apparire decomposto ossa
di un lenzuolo, di un mare senza origini –
ora so che si suicida il sogno
dalla rupe dell'animo ritorna
al suolo di un risveglio, a nuova vita.
Nei pensieri di una Donna
ci sono preoccupazioni
che non tutti possono capire,
si affacciano al mondo
proprio perché vengano conosciuti
e riconosciuti, alcuni hanno
sfumature colorate, altri no,
il loro valore dipende
da come gli altri li interpretano,
senza togliere il vero significato,
ai diritti e doveri.
Nel cuore di una Donna
c'è tutto un mondo di riconoscimento,
solidarietà, verità, giustizia,
anche quando la sofferenza si abbatte
su di lei, quando la violenza
la demolisce nel profondo,
nel suo cuore regna sempre un enorme coraggio.
Negli occhi di una Donna
vive l'amore del domani,
la speranza per i figli, l'orgoglio della forza,
la tenacia di una perdita,
il dolore per una mancanza,
l'indipendenza fortemente voluta,
la resistenza a chi non le ha mai creduto.
Nella vita di una Donna
non mancherà mai volontà,
la costanza che lei ha verso la vita,
la famiglia, il bisogno in generale,
non si stancherà mai,
le sue mani si prodigheranno
anche quando le sue forze
la stanno per lasciare.
Abbiate sempre cura di ogni Donna
non calpestate il suo diritto alla vita,
alla sua libertà, alla sua felicità,
non cancellatele il suo sorriso,
è la sua vera bellezza,
teniate ai valori,
perché il giorno che lo farete,
non entrerete più
nel suo cuore.
Come un arcobaleno
di colori
per ammansire
nubi di sciagure
la primavera giovane
si desta,
con la voce di fiori
canta forte:
"Lasciateci sbocciare".
Il profumo si spande
allaga il mondo,
forza ragazzi
avanti,
contro le masse ingorde
lanciate i vostri missili
di fiori di parole,
insieme siete forti
inventatevi un inno
e una bandiera,
forza ragazzi
avanti
a gonfie vele,
il vento sta con voi!