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Scritta da: Oiram

2 gennaio 1492

Starnazza dolce il core:
evviva, evviva, il toro muore.
Profilar cantando la ruggiada
di una sera colta di impaccio:
splende vinta su la contrada
la madre di Ebro: tace.
Viaggi sola nella valle romita,
solitudine piangi tu che sei or in vita?
Cade il cico per la Decórdoba lama,
bagnasti il piè all'infedel Alambra
che dei Mori fu fòrte.
Infin da Roma avesti elogio,
e tornò il vanto del erodotea corte
e iniziò il viver grande: che sorte
non frena terra e acqua non serra.
Mario Matonti
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    Scritta da: Oiram

    Ballerina

    Vivi, ballando queste note,
    questo mare e questo cielo.
    Straccia ogni velo, mostra le doti.
    Muovi il tuo corpo, libera
    la mente, dai vita ad un armonia
    che lenta ti porta via.

    Vivi di questo momento la gioia.
    Porta ovunque e sempre
    il tuo amorevole riso.
    Utilizza le attraenti virtù
    e non fermarti, continua.

    Sorvola le critiche
    gelose, e scarica i logoranti
    attacchi dall'anima.
    Tu unico mistero del mio cuore.
    Fuggi dalle malefiche voci
    e riparati nelle tue passioni.

    Ahimè, che triste ragiono
    di questo solitario amore.
    Ahimè, che non ebbi mai
    dono più grande.
    Ahimè, che straziato muoio.
    Mario Matonti
    Composta venerdì 27 ottobre 2017
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