Poesie personali


Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
in Poesie (Poesie personali)
Senza parole la mostra itinerante
su Auschwitz:
dove i carnefici erano peggiori
delle belve feroci
perdendo la loro umana dignità di figli di Dio
trasformandosi in demoni affamati di morte.

Trattati peggio dei cani dei carnefici assassini
milioni di uomini, donne, bambini,
ebrei e zingari,
ombre vive di cadaveri viventi
senza più lacrime:
"non sapevano se erano ancora vivi
o già morti".

Come uomini della terra
porteremo sulla nostra fronte
il marchio umiliante e assassino
della svastica hitleriana
riducendo l'uomo a un giustiziere assassino
e demoniaco!
"Esseri umani" si trasformarono
in "carnefici senza pari".

Servitori di ideologie sporche di sangue
e piene di odio
sono diventati i dittatori del potere
e dell'atroce morte
riempiendo il secolo ventesimo
di martiri e di guerre:
mai tanti morti sulla terra per
dittatori osannati più di Dio!

Che umiliazione per l'umanità
trascinata dall'orrore
di uomini senza cuore!
Composta giovedì 31 gennaio 2019
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
    in Poesie (Poesie personali)
    Una domenica come poche
    in cerca di preghiera
    ci ha spinti lontano
    nella bassa agreste aragona
    dove ancora si conservano
    le trincee d'una guerra incivile
    tra spagnoli che si assassinarono tra fratelli.
    Perdette la vita gente innocente
    e tanti poveri anziani
    finirono in fauci assassine
    di belve dal volto umano.

    Guerra incivile assurda piena di odio
    e tanti rancori
    si uccisero tra loro gruppi fanatici
    di sinistra e destra,
    atei contro cristiani,
    distruggendo chiese e conventi
    preti, vescovi, suore,
    tanti cittadini sinceri e innocenti.
    Alcuni sepolti ancora vivi
    in fosse con calce bianca...
    che ancora oggi gridano
    pregando insieme ai santi.

    Quando l'odio entra nei cuori
    senza Dio e senza pietà
    noi uomini siamo feroci
    peggio dei lupi e bestie feroci
    distruggendo tutto il messaggio
    della storia passata:
    opere d'arte, cultura, biblioteche
    e sogni di vera pace.
    La guerra porta solitudine,
    rancore e lutto nel cuore:
    il tempo è trascorso, ma si nota
    ancora l'odio e poco amore.

    Oggi siamo entrati in un monastero
    di suore di clausura
    dove l'inciviltà umana distrusse,
    rubò opere d'arte e pietà.
    Oggi ci sono resti rotti,
    muri senza affreschi e senza echi
    di molte anime sante
    che per secoli cantarono tanti salmi.
    Oggi una ventina di giovani suore
    pregano in varie lingue
    affinché il Signore ci doni la Sua pace
    oggi e domani.
    Composta venerdì 30 novembre 2018
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      in Poesie (Poesie personali)
      I cactus con le spine pungono questo giorno
      appeso al sole su una ringhiera di balcone
      dove occhi indiscreti spiano il loro giorno
      racchiuso in fiori rossi con un bacio d'amore.

      Spine e fiori sono i sogni di una ragazza sola
      in attesa che sbocci il bozzolo della sua rosa
      dove sono racchiusi i suoi sogni di giovinezza
      trafitti da spine di disillusione nel suo cuore.

      I fiori dei cactus sono belli e molto passeggeri:
      la loro bellezza racchiude i colori del cielo
      la fragranza degli altri fiori che purifica l'aria
      i sospiri di una gioventù che sogna di amare.

      Fiori e spine sono lacci che ci legano alla terra
      dove il corpo e l'anima crescono in bellezza
      in attesa che s'illumini la vita con dei bambini
      che sono i futuri fiori di una mamma che sorride.
      Composta giovedì 30 novembre 2017
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        in Poesie (Poesie personali)
        Quando i nostri bambini giocano soli
        il mondo di noi adulti sorride sognando.
        La nostra infanzia piena di piccoli ricordi
        ha lasciato tracce nel cuore che sogna.

        Da piccoli il tempo non pesa nel cuore
        perché si gioca con la fantasia pulita
        senza limiti racchiusi nella memoria
        di una vita ripiena di giochi e di luna.

        Lasciamo che i bambini inventino il domani
        dove loro saranno padroni di se stessi.
        Giocheranno ad essere adulti senza zavorre
        di giorni vissuti dipingendo il loro mondo.

        La nostra terra è bella per i sorrisi dei bambini
        per l'allegria di genitori che abbracciano la vita
        rinata come un fiore da un intimo bacio d'amore.
        I bambini sono il sorriso del futuro che sboccia.
        Composta giovedì 30 novembre 2017
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
          in Poesie (Poesie personali)
          Con la rugiada ancora sotto i piedi
          di una notte fredda appena a due gradi
          cammino aspettando l'amica aurora
          spuntare sull'orizzonte del mio domani.

          Su rami gelidi di pioppi senza foglie
          si richiamano stormi di uccelli
          beccando la luce che si sveglia
          su gocce appese a fili di corrente.

          Ascolto i passi del giorno che avanza
          nel silenzio ripieno di suoni sonnolenti
          mentre decine di cicogne in volo
          si dirigono al fiume seguendo il vento.

          Ascolto la poesia silenziosa della luce
          nascosta nei colori del mattino a colori
          racchiusi in nuvole che coprono la notte
          dando passo al giorno che galoppa.
          Composta giovedì 30 novembre 2017
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            Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
            in Poesie (Poesie personali)
            È arrivato iI freddo di un inverno tardio
            la neve è rimasta sui monti lontani
            il suo candore si è rifugiato nei miei occhi
            mentre sognavo i fiocchi
            cadere nelle mie mani.

            Non so se il mese di gennaio ha due volti
            forse quattro gli si addicono meglio
            essendo il padre di tutti i mesi dell'anno
            il custode di tutte le porte aperte o chiuse
            il padre di tutti gli dei italici
            la porta d'entrata di ogni calendario.

            Giano ribattezzato gennaio
            apre tutte le umane porte del nostro futuro
            lavato da purissima candida neve
            seppellendo il passato bruciato nelle vene.
            È il mese dove il fuoco arde sempre nel camino
            mentre le fiamme purificano
            il fumo della nostalgia.

            Le castagne della vita le abbrustoliamo
            al suo fuoco che brucia nelle case
            mentre i sogni passeggiano sui vari ponti
            che uniscono il passato e il presente
            dove Giano custodisce l'entrata e l'uscita
            di tutti i meandri della nostra vita.
            Composta giovedì 30 novembre 2017
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              Scritta da: Aurora Sisi
              in Poesie (Poesie personali)
              A volte è inevitabile,
              Mi lascio cogliere sul fatto!
              Viene spontaneo chiedere
              A chi mi osserva,
              Dove volo col pensiero
              In quei precisi istanti.
              Pochi comprendono
              Il vero senso del mio viaggio,
              Forse per incapacità
              Di immedesimazione,
              O per semplice
              menefreghismo... chissà.
              Ma in fondo cosa
              Mi importa della nebbia
              Che offusca la mente
              Di chi non vuol capire,
              Cio che il mio cuore sente
              Lentamente la dirada.
              Composta venerdì 10 marzo 2017
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