Quando pensi...
Quando pensi che tutto va male,
che in fondo, non vale,
quando credi che
il cuor della gente
si è spento,
e che mente,
quando solo ti vedi
e non credi,
guarda...
c'è un mondo d'amor
che ti attende.
Composta domenica 15 gennaio 2012
Quando pensi che tutto va male,
che in fondo, non vale,
quando credi che
il cuor della gente
si è spento,
e che mente,
quando solo ti vedi
e non credi,
guarda...
c'è un mondo d'amor
che ti attende.
Dipingerò frasi
per confondere
il grigio informe esteriore...
Userò rossi
poiché è passione accesa
come fuoco caldo
e ridente di un ceppo di camino...
poi ruberò essenze rosa e carminio
a quel fiore,
che è lì tra cespugli anonimi
a far ammirare, vanitoso, la sua bellezza;
rincorrerò anche gocce cristalline
di rugiada., o di mare d'argento,
dove si riflette l'azzurro
di un cielo contagioso d'immenso.
Infine guarderò l'emozione
in occhi verdi o neri spalancati alla vita
e labbra perlate solo di sorrisi,
e saprò dell'arcobaleno disegnato,
vitale e palpitante,
dall'anima turbata
addossata alle mie parole.
Ci sono,
dovunque tu pensi io sia
Nelle mani, sul tuo corpo,
negli occhi vellutati di poesia
Un alito di vento
che sfiora la tua pelle
bruciando con il fuoco
la carne,
che arde d'amore.
Emozioni tempestose
ferme,
alla diga dei miei occhi,
che si fondono,
come cera,
in attesa del calore,
sino a sciogliersi
e scivolare... in questa poesia.
Affrancati,
prendi i tuoi stracci
sensibili davanti
all'abominio di questa posa.
Ora che il ruolo è invertito,
che il capriccio cambia veste
e si nutre di specchi rimpolpati,
scappa
e lasciati dietro
la tua ombra
da spaventapasseri.
Questa avventura parkinsoniana
è la stagione della vita che vive
spontanea la sofferenza
del male prematuro
della negata giovinezza
governando una esistenza
rovinata senza esitazione e,
da quel che era in mutande
resta nudo la pelle dell'anima
fredda, un mutante di vecchiaia.
È ignobile ooh Dio mio!
Nello sforzo di vivere la vita
chi attende invano... canta
per contare qualcosa in un quid
esita e, rimane fregato.
Eeh si ritrova ad acciaccare noci
per il gusto di un destino ingrato.
Imboscato dalla vita nel corpo
in un guscio di noce l'anima
mandorlata cinese da tempo
parecchio attende per acciaccare.
Le noci imboscate tra le foglie
sui rami degli alberi che attendono
come uccelli maturi nel tempo
di migrare il momento mentale
per discendere in testa alla gente
che soffre nella vita.
Dal cielo c'è un miracolo
buono piccolo... per me?
I tuoi ooh Dio li vedo passare
a fiducia terrena attendo
di essere colpito dalla fede
per guarire dall'estremo guaire.
Ero...
Nel sonno mi sveglio
e, mi alzo la mattina
esco con molti pensieri.
L'anima mi porto dietro
per pochi desideri
si vive alla giornata.
La vita arriva alla sera
con il nuovo sonno
nel riposo eterno
io, non sono più.
Solo... e, stanco
mi porto dietro
i sogni d'amore
per una vita
tutta da realizzare.
Non cercarmi io non ci sarò...
Non chiamarmi io non risponderò...
Sarò già lontana...
quando tu ti accorgerai
che ti manco...
Sentirai tutta quella malinconia
e il mio ricordo ti farà tristezza...
Non piangere...
troverai qualcun altro al mio posto
egli si prenderà cura di te...
Com'è giusto che sia...
Il vuoto che senti si trasformerà in pace...
Me ne sto qui, affacciata alla finestra
e guardo i ricordi
Che pian piano appaiono dal nulla.
Sembrano tanti piccoli bambini
Impauriti e un po' timidi,
Corrono di qua e di là e
Faccio fatica a seguirli.
Me ne sto qui, affacciata alla finestra
e lascio cadere questo buio nel cuore.
Ma non ho paura.
Adesso sono forte.
Me ne sto qui, affacciata alla finestra
tutte le notti,
guardo le macchine sfrecciare,
veloci e incuranti
della città morta,
delle insicurezze che camminano per strada smarrite
e delle persone che le inseguono per distruggerle.
Di notte c'è tanto baccano...
Urlano le mura dei palazzi, le strade, le anime, i letti, i corpi.
Urla tutto nella testa.
Ed io me ne sto qui affacciata alla finestra,
perché dentro tutto rimbomba
e le stelle sono vicine.
Me ne sto qui, affacciata alla finestra
e celo, dietro questo vetro
sporco di solitudine,
un mondo pieno di vita,
che non sa più vivere.
Dalla bocca di un incubo spurghi gocce di rogo,
E reclami che le rinnovi in carezze piumate...
Cosa sono gli angeli?
Se non forme mai viste.
Eppure noi vogliamo prestare fede,
perché abbiamo l'anima in miseria.
Il vento spettina,
Lo schiaffo sconvolge,
Il cibo riempie lo stomaco,
e tu guardi con amore
un sole che ti fa venire le rughe,
e non te ne accorgi.
Il bello invecchia,
Il piacere ferisce,
Le parole fiaccano.
L'amore è l'egoismo che si condivide...
nel posto dove le anime trovano rifugio.
Ciascuno ha la sua anima di gomma,
per rimbalzare in questa galassia di malvagità.
Cos'è la sofferenza che ti infliggono?
Nonché voglia di sentirsi intenditori nel teatro della vita.
Che ognuno completi il suo tragitto
e non trapeli interesse per il disonesto.
Non presti udito al sussulto di un ingiuria...
Vai con le tue mani e sulle tue ossa.
Fino a che il tempo non ti fotta anche quelle.
Ho in casa uno specchio,
la sua cornice finemente cesellata
i suoi intagli abbracciano
bagliori, riflessi argentei.
Io mi specchio
e vedo ciò che di bello
non si può vedere,
ma lui amico del tempo
mi rende generoso
quell'immagine invisibile,
per chi vede e non sa guardare
e da fedele compagno
che non posso ingannare,
pur senza mentire mi regala
ogni giorno il meglio di me,
E allora ritornano i mossi capelli
e il sorriso di chi corre
a capofitto incontro alla vita.
Patto inviolabile d'affetto
tra il me che fui e il me che sono.