Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

La vecchia casa sulla spiaggia

C'è un bicchiere di cristallo su un tavolo
In mille pezzi,
baciato dal sole,
da vita a luci danzanti su un cupo muro.
C'è un impolverato carillon che ancora suona,
antiche note riecheggiano nella stanza.
Il vento è forte,
come il profumo del mare,
Piccoli granelli di sabbia come stelle cadenti
Si inseguono sul pavimento.
Gocce d'acqua tamburellano
il vecchio tetto.
Il vento apre e chiude le finestre.
Si predispone la tempesta.
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    in Poesie (Poesie personali)

    Quello che tutti cercano

    Siamo miliardi
    ma un unico spirito giace
    come un neonato.
    Stanco dopo lunghe giornate
    senza madre.

    Ci sdraiamo alla luna
    Ci leviamo al sole...
    Cos'è questo bisogno che avvertiamo?
    Fame?
    Voglia di piangere?
    Voglia di ridere?

    Giunta la sera un respiro leggiadro
    Si diffonde sul cuscino
    Un sogno segreto a tutto comune...

    Cosa cerchiamo?
    Qualcosa che tutti vogliamo
    Lontani
    Diversi
    Ma tutti figli della stessa origine.

    Uniamoci e abbattiamo le nostre tentazioni
    cerchiamo la cura dei nostri mali,
    siamo un arcobaleno verso un nido d'amore,
    cerchiamo insieme la pace.
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      Scritta da: Duilio MARTINO
      in Poesie (Poesie personali)

      Un Amore eterno

      Anelito intenso la smania profonda
      di fievoli rughe è firmarmi l'autore
      quel tratto addolcirlo sfumando il colore
      coi grigi sul fondo la profondità.

      Cassando ogni traccia di vecchie passioni
      con tinte più accese darò luce al viso
      per poi ravvivarlo un bel bianco al sorriso
      le timbrerò il cuore col fuoco ch'è in me.

      Stipando anche i grani dei suoi freschi giorni
      sempre vibrando con Lei al mio fianco
      di berne gli umori giammai sarò stanco
      di sera al tramonto le rose offrirò.

      Intinta nell'alma una piuma sottile
      su pagine intense verserò l'amore
      con ferma la mano evitando il tremore
      finanche lo stile sia essenza di Lei.

      Semmai - fiaccati dal peso degli anni -
      le carni avvizzite non brucino ancora
      alitandoci addosso quand'è tarda l'ora
      con dita intrecciate andremo di là.
      Composta domenica 29 gennaio 2012
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        Scritta da: Rosanna Tafanelli
        in Poesie (Poesie personali)

        Il cerchio della vita

        Quando sarò tornata
        dal mondo delle idee,
        purificata dal trapasso
        da una vita all'altra,
        ugualmente mi riconoscerai.

        Sarò nel battito di ciglia
        d'occhi di un altro colore,
        nell'atteggiarsi lento
        di un nuovo incedere,
        nella fremente stretta di un abbraccio.

        Cadrà tutto il rimpianto
        della felicità perduta,
        allo scoccare
        del mio sguardo nel tuo,
        frantumando l'aria in gocce di luce.

        Benediremo il Cielo
        per la sorte generosa,
        che tra milioni di angeli in volo
        mi fa cadere là
        dove tu cadi alla fine del viaggio.

        Poi, ricomposta l'unione
        mai rassegnata a finire,
        riprenderemo la via d'amore
        interrotta solo per un attimo,
        abbracciati nel cerchio della vita.
        Composta venerdì 20 gennaio 2012
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          Scritta da: Luca Doronzo
          in Poesie (Poesie personali)

          4e15

          Ore passate ad ascoltarlo incessante,
          ore passate, anche ora presenti.
          Il ritmo in testa non mi lascia,
          non lo fa, non lo farà, non per ora.
          Non sono stanco di ascoltarlo,
          sono solo stanco, voglio dormire.
          Oh Morfeo, che tutti chiami,
          anche io vorrei ascoltarti. Ora. Se puoi.
          Soggiogami con i tuoi papaveri.

          Abbracciami Ipno, per tutti i numi.
          Composta martedì 24 gennaio 2012
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            Scritta da: Antonio Dati
            in Poesie (Poesie personali)

            La voce

            ... sento nella mente il suono della tua voce
            Mi conforta sentire all'udito attento e armonioso
            La parola scandita sillaba dopo sillaba.
            Essa addolcisce e rattrista il mio debole cuore.
            Credersi amato e scoprire la benevolenza,
            soltanto pietà apparente.
            L'amore che ha fatto gioire il mio cuore,
            non da me nascosto
            come le donne per temenza fanno.
            Ascolterò ancora e ancora tanto, la tua voce.
            in te c'è il pregio del nascondere,
            non un assenso non un diniego
            Parole vaghe. Vorrei sedere al tuo cospetto
            prendere le tue mani morbide e affusolate,
            fissare il tuo sguardo, penetrare la luce
            dei tuoi occhi limpidi fin
            Nel profondo dell'anima
            per nutrirmi di ciò
            Che hai temuto dimostrare.
            Composta giovedì 26 gennaio 2012
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              Scritta da: Janus
              in Poesie (Poesie personali)

              Ipomea

              Lungo la strada trovai per caso un'ipomea,
              mi avvicinai incuriosito, studiandola da ogni lato,
              rimasi sbalordito, affascinato,
              conquistato dalla sua semplicità,
              e ho capito che era speciale,
              che avrei fatto del mio meglio per conservarla,
              proteggerla, tenerla stretta,
              perché era degna di tali premure,
              perché possedeva tutta la mia attenzione,
              perché la sua bellezza era evidente,
              e i suoi colori convivono armoniosamente,
              adesso, tra le mie dita, tra le mie mani,
              ispirando sorrisi che sfidano ogni male,
              ancora, tra i mie pensieri, tra i miei ricordi,
              regalando una serenità non più surreale.

              Riesci a sentire quel vento imminente?
              è il tempo che annuncia la sua vendetta,
              deciso a soffiare via la tua presenza,
              svuotando le mie mani senza clemenza,
              la felicità ha superato il limite concesso,
              i colori della tua essenza, perplesso,
              rimango inevitabilmente a contemplare,
              sempre più distanti e confusi,
              ora appartengono ai colori del paesaggio...
              Illudendosi il vento si ritirò,
              ignaro delle precedenti affermazioni,
              perché quell'ipomea è speciale,
              merita di essere ritrovata e raccolta,
              finché il tempo non si arrenderà,
              finché il vento non smetterà di soffiare.
              Composta mercoledì 25 gennaio 2012
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