Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)
Abitanti misteriosi dell'anima
io v'inseguo
arriverò - un giorno -
dove il tempo mi porta
Sulla montagna a chiamarti
ad invocare la bellezza
di tutto ciò che è lontano
Il nero tronco dei cedri scolorisce
e il cielo l'attende assetato di pietà
È questa la mia strada
far scolorire i cedri
e attendere che venga - sì anche per me -
il Paradiso.
Composta lunedì 10 ottobre 2011
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    in Poesie (Poesie personali)

    La mia poesia

    La mia poesia è
    il campo azzurro dove pascolano giocondi le nuvole pecorelle, e
    laddove una grande palla gialla rimbalza dall'alba al tramonto,
    e la elegante luna in vestito di sera cucito di migliaia di stelle
    compare maestosa nella notte,
    la mia poesia per me è molto più di un giorno consueto,
    dalle oziose domeniche,
    di colori d'arcobaleno,
    e dalla solitudine del mare,
    dai prati fioriti
    dai brusii e trilli,
    la mia poesia è
    un dolce inganno
    per far credere di poter volare.
    Composta mercoledì 18 gennaio 2012
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
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      Autoritratto

      Nacqui in un mattino di luce
      a odore di sudore e fucili
      in una casa con larghi scalini
      e un forno a legna senza pane.

      Da bambino mi nascondevo nel camino
      per uccidere fantasmi di paura
      con occhi di fame e barba oscura.

      Mi feci fanciullo servendo le signore,
      studiando e sognando col cuore.
      Gli anni passavano giocando
      ascoltando il bosco e il pianto.

      Le montagne e le gialle ginestre
      curavano le mie ferite.
      Mi feci amico di uccelli e funghi
      scendendo a lavarmi alla fiumara.

      Andai nelle Puglie a dodici anni,
      strano mondo per un montanaro:
      la pianura mi sembrò senza occhi
      e il cuore rimase a Cirigliano.
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
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        Maggio ciriglianese

        Sotto le querce secolari del monte
        nascono ogni giorno aromi nuovi.
        Sono nascosti nell'aria d'un racconto,
        di un vagito di bimbo fatto uomo.

        Il sacro e il profano danzano insieme
        nella leggenda di una donna antica
        vestita di fiori, luci, tesori
        e un sorriso di pioggia antica.

        Vivono molti sogni del passato
        nel bosco sacro di dei sconosciuti:
        gli gnomi sono santi nostrani
        insieme a ninfe e aromi perduti.

        Sarebbe l'ora di tornare indietro,
        rileggere le ferite delle rocce,
        l'umidità materna delle foglie,
        l'amore tra la luce e le ombre.

        Sotto le querce nasce la vita
        nel bosco gioca la morte.
        È il dio della terra e del cielo
        racchiuso nel cuore del bosco.
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
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          2 febbraio di anni fa

          Un canto di gallo
          un toco di campana
          un sorriso di bimbo
          e una lieve "Ave".

          Ecco, Signore,
          il 2 febbraio di quest'uomo.

          Non conosco altri misteri.
          Guardo cantando
          la luce del giorno;
          la camelia accarezza
          il sole sul tavolo.
          Lontano un cadenzato
          tocco di piano
          accompagna il giorno
          che gioca col vento.

          C'è qualcosa che vive cantando
          in questo uomo
          impastato di niente.

          Non oso toccare
          il canto di umana tristezza
          che si ode sempre
          e vive solo un momento.
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            Scritta da: circe
            in Poesie (Poesie personali)

            Nella terra dei giganti

            seduti sul sedile di macchine da guerra, parlano una lingua strana
            oltre i grandi prati le case di un paese in calce saranno abbattute
            per vie diverse il passato ritorna e io sono una piccola donna che non arriva a consolare i suoi piedi stanchi
            in strada senza musica c'è danza di guerra
            inaridisce il lago dei sogni
            a nuoto scivolavo leggera verso l'altra sponda
            ora cammino sul fango, sui sassi e sempre più spesso sull'asfalto grigio.
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