Poesie personali


Scritta da: margherita1
in Poesie (Poesie personali)

Guarda

Davvero le mie vesti son fatte d'aria?
Davvero non vedi attraverso me?
Qui proprio al centro batte il cuore,
con rumore sordo e doloroso,
batte con ritmo strano e convulso,
si contorce, si espande, si amplia
a dismisura tanto da contenere l'impossibile.
Ascolta lo senti?
Davvero i miei occhi son trasparenti?
Non vedi l'esplosione di luce tra le ciglia?
Non vedi come cambiano colore
solo al suono della tua voce?
Guardami con occhi nuovi,
ascoltami con la voce del cuore,
parlami con parole che solo tu conosci,
e io prenderò forma e corpo,
apparirò per incanto come mai hai visto,
il battito che sentirai sarà assordante
e luce avvolgerà ogni cosa.
E il miracolo di sempre si compirà.
Composta sabato 14 gennaio 2012
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    Scritta da: annysea
    in Poesie (Poesie personali)

    Se avessi un paio di ali

    Se avessi un paio d'ali le vorrei forti, possenti,
    capaci di sopportare
    le fatiche di una trasvolata....
    Volerei in cerca di terre e di luoghi immateriali
    dove non vige la dittatura del tempo.
    Raccoglierei le stelle con la pertica del solo pensiero
    arriverei a toccare la linea di discrimine
    dell'inarrivabile orizzonte.
    Mi trastullerei sui crinali delle onde più altezzose.
    Planerei in picchiata a mescolarmi con un mare di delfini...

    Vorrei essere angelo e gabbiano,
    Piume bianche indosserei, avrei nell'armadio una sola livrea,
    una impalpabile di spirito e seta
    una di piuma e sale,
    quello che si raccoglie nelle vigne del mare.
    Composta martedì 10 gennaio 2012
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      Scritta da: batuffolo84
      in Poesie (Poesie personali)

      Vento

      Sibila il vento fra gli abeti sciatti
      strofinio di foglie giallognole, fa da sottofondo
      all'opera incantevole che letizia l'udito.
      Gorgoglia fra piante e fiori, tulipani, e girasoli
      Nel simultaneo incontro, scontro della natura.
      Libra, volteggia, facendo da aratro su un campo
      Incolto, tralasciato dal nemico, amico tempo.
      Polline sorvola nel cielo, ondeggia maestoso
      Con l'amico soffio, trasportandolo da un vetta all'atra
      Di cima in cima, d'anima in cuore...
      Composta giovedì 20 ottobre 2011
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        Scritta da: Daniele De Patre
        in Poesie (Poesie personali)
        Sono in una stanza,
        c'è una moltitudine di persone.
        In tanti, forse tutti mi pare che urlino,
        saltino, fanno un gran frastuono.
        Sembra che tutti gioiscano, siano allegri.
        Non comprendo il motivo.
        Mi avvicino ad una persona chiedendogli
        il motivo di tanta goliardia.
        Mi risponde:
        non lo so!
        Incuriosto vado al secondo;
        alla mia domanda su cosa stia accadendo
        mi risponde:
        che ne so io!
        La curiosità diventa asfissiante
        e vado al terzo.
        Alla solita domanda risponde:
        a me lo chiedi?
        Faccio l'ultimo tentativo,
        ci sarà qualcuno che sappia rispondermi.
        Al solito quesito, ecco la risposta:
        non so, seguo gli altri.
        A questo punto comprendo
        che c'è qualcosa di anomalo.
        Tra spintoni, sguardi strani, urla tremende,
        mi allontano.
        Mi metto tutto solo ad un angolo
        per cercare di capire
        cosa stia accadendo.
        Osservo, scruto
        tutto mi sembra strano.
        L'idea di andare in quella bolgia
        nemmeno mi sfiora.
        Decido a questo punto
        di allontanarmi da quell'angolo.
        Supero una porta con una speranza.
        Mi chiedo:
        dall'altra parte ci sarà qualcuno
        in grado di rispondermi?
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          in Poesie (Poesie personali)

          Le esse, s, sono lacrime

          Quando raro ti succede fallo andare Giampiero
          rendile libere a gocce di scorrere negli occhi pieni,
          trascritti, nel vederli scendere allo specchio...
          Le esse, svolto in un fiotto unico è:
          Un insieme meraviglioso.
          Come in lei è bello vederle in un ghirigori
          ruscellare d'emozioni odorose al rimmel
          nell'attraversare quelle gote lisce di creme
          per le rughe nel tempo al gusto pieno di miele
          per essere belle da sempre violate
          nello sguardo solo dall'amore sempre sincero.
          Eeh, lasciati andare! Circondati d'umanità
          per essere calamitata dal bene che verrà
          anche quando per attrito interiore a chi rosso
          gondolano veneziane idee in giornate pruriginose
          di abruzzesi poeti amatori di muse uggiose
          declinano sorrisi misto in acqua di rugiada
          con mestibile poesia al vetro vitreo è caldo
          poesiabile in un'impeto d'ammirazione.
          Chi ti ammira, non per isterico stuprar l'amore,
          si realizza d'impeto nel valutare la bellezza interiore.
          Non sono inservibile anima d'alluminio rivestita d'argento
          in cuore cromato bello ma, sono inossidabile acciaio caldo
          di conio colato per un temperato graffiti...
          per fare poesia
          di grafite resistente alle collisioni atee di cristiani
          eventi
          convulsi attoniti in una società micidiale contemporanea.
          Composta sabato 14 gennaio 2012
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            in Poesie (Poesie personali)

            Giampiero!

            Si! è vero l'amore di chicchessia vorrei da poter armare
            di pazienza per amare la vita ancora in prospettiva
            come quando mamma mia era che aspettava...
            Invano! In dormiveglia. Purtroppo, da adesso
            in poi chi attende seduto dietro l'uscio, sono io.
            L'arrivo dalla mattina il sole della luna la sera
            l'idea della notte fosforescente clorofilla per cibare
            l'anima mia!
            Fauno in un vegetale che come un Dio, dia luce vera
            alla truce esistenza... sottovuoto in un corpo di solitudine.
            È noia l'immagine di una vita di ragnatele tessute nel rinchiuso
            di una stanza buia sopita all'aria della malinconia sempre in conio
            per studiare giochi con rabbia ed ira, odio verso una condizione
            che t'imprigiona nel malocchio le tradizioni... di cose normali
            estremamente più belle, anelate nel ricordo per non essere dimenticate.
            Li vorrei ancora vivere gli eventi belli della vita da postare ai posteri.
            Il non vissuto, non è un passatempo, non è un gioco dell'oca
            è un giocarsi la vita nel labirinto di un destino imposto.
            Non ti opprime il mondo lo fa comunque con te... Giampiero!
            che ti opprimi di sola inedia.
            Allo sfascio, oscuri l'anima che, d'intenzione fugge lontano crede
            di arrivare al giardino dei fiori belli... Mah, tutto è reciso!
            Deciso a priori scritto su pietra...
            Tutto appeso ad un filo teso dei sogni pronto con i pensieri
            per tornare alla realtà Buona triste giornata a te, Giampiero!
            Composta venerdì 13 gennaio 2012
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              in Poesie (Poesie personali)

              Gesti d'amore

              Nella flebile luce
              di un raggio di luna crescente
              fluiscono impetuosi i sensi
              tra le tue braccia
              il sogno più dolce
              si tinge d'infinito
              mentre i tuoi occhi
              imprimono nel mio cuore
              emozioni inscindibili
              i pensieri si tramutano
              in gesti d'amore
              momenti di dolce passione
              un gioco di fremiti
              intrisi nell'estasi dell'amore.
              Composta giovedì 12 gennaio 2012
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                in Poesie (Poesie personali)

                Ragazza Delusa

                L'arcobaleno perde i suoi colori
                le luci si dileguano,
                l'oscurità emerge dagli abissi.
                La luce della luna muore sui volti.
                che ne è del cuore?
                duro come una spiga di grano
                arido di giorni di sole.
                Si muove,
                si contrae
                sofferenza.
                È un gemito
                domato, spento.
                Come un gattino
                abbandonato sulla via
                io ritorno a casa.
                Al calar della notte
                inventerò una nuova luce.
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                  in Poesie (Poesie personali)

                  Strano Amore

                  Allegri i tuoi occhi
                  Immense stelle tocchi.
                  lontano non ci arriveremo mai...
                  quanta tenerezza che mi fai.

                  una stella grande c'è
                  E sei proprio te.
                  Passeggi e volteggi
                  sulle mie parole hai lasciato gli ormeggi.

                  E se poi mi guardi,
                  tagli tutti i traguardi.
                  Il mio cuore prende l'ascensore
                  Mi va in testa e protesta
                  Vuole amore, solo amore.

                  Tu pescatore di stelle,
                  non sai quanto la tua preda sia ribelle,
                  aspetti che venga all'amo
                  ma si trattiene nel dirti "ti amo".

                  Specchi rotti senza profitto
                  quando averti sembra un diritto.
                  Voglio confermarti che le tue stelle sono su di me
                  nessuna domanda, nessun perché.

                  I tuoi occhi
                  li porto al collo con due fiocchi.
                  Tu, farcisci il silenzio, quando tutti vanno via
                  rimani e sei follia.
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