Poesie personali


Scritta da: Micha Capriello
in Poesie (Poesie personali)

Catene di fuoco

Terra mia, sei terra
di fuoco,
il tuo sguardo arde,
in cenere ti trovo.
Spezzati e malati,
siamo fiori
recisi,
avvelenati tra
indifferenza e sospiri.

Ti perdo tra le pagine
di un libro
stracciato,
siamo anime lasciate
in un Inferno
improvvisato.
Cerchiamo tra le macerie
anche un solo
respiro,
mia amata terra,
straziata
ti ammiro.

Le fiamme divampano
fino a bruciare
la vita,
dai tuoi frutti
ai tuoi figli,
ogni cosa è
colpita.
Sollevo il velo
assassino
che crudelmente
ti nuoce,
ti dono il mio sguardo,
le mie braccia
e la mia voce.

Tra i due focolai
s'inseriscono le
nostre mani di roccia,
e delle tue lacrime
raccogliamo
ogni goccia,
niente più fuoco,
niente più grida,
solo un nuovo
germoglio
tra le tue dita.
Composta mercoledì 16 ottobre 2013
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    Scritta da: Micha Capriello
    in Poesie (Poesie personali)

    Ancora nulla

    Negli occhi
    niente,
    sguardo
    silente.

    Nella gola
    lo stelo
    d'un bocciolo
    di vetro.

    Sul torace
    rami,
    spine
    tra le mani.

    Il dolore l'ha preso,
    è disteso su un fianco
    lontano dalla collina,
    Solitario è stanco.

    Brucia la ferita
    o ciò che
    ne resta?
    Sanguina l'abbandono
    e il ricordo alza
    la testa.

    Fa rumore di pietre
    quell'agonia,
    persino per piangere
    si percorre una via.

    Non cerca altra
    mano
    mentre si spegne,
    ma se la morte si
    sconta,
    è alla vita che si rende.

    Sul torace
    sangue,
    poggiate sul cuore, quelle
    mani stanche.

    Nella gola appassisce
    ciò che nel cuore
    marcisce,

    è utile piangere
    prima di cercare l'ignoto:
    lo sguardo punta,
    ma riflette il vuoto.
    Composta lunedì 7 aprile 2014
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      Scritta da: Luigi Berti
      in Poesie (Poesie personali)

      Notte di Natale

      Cristalli scendono dal cielo,
      lo sguardo gela il pensiero,
      contemplo questa meraviglia,
      mentre l'aria fine si assottiglia.

      L'albero pieno d'incanto,
      ricopre di neve il manto,
      i sogni riposti nella mente,
      escono fuori questa notte.

      Sembra un sogno non vero,
      di luce si riempie il pensiero,
      lo scintillio invade la gente
      e riaccende le stelle spente.

      Un faro illumina la notte,
      un fruscio di onde che sbatte,
      le stelle riflesse sul mare,
      riempiono gli occhi d'amore.

      Notte piena di meraviglie,
      notte colma di sorprese,
      dove tutti vogliono scartare,
      i regali di Babbo Natale.
      Composta domenica 27 dicembre 2015
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        Scritta da: Terry Di Vetta
        in Poesie (Poesie personali)

        Adolescenti

        Ieri, accanto alla culla
        con amore cantava la mamma
        la ninna nanna.
        "Si guarda intorno il pargoletto
        abbracciando un pupazzetto
        guarda il muro che è di fronte
        che produce strane forme:
        il lume posto sulla scrivania
        crea una zona d'ombra
        sulla parete bianca
        magia che accende la fantasia
        basta muovere le mani
        e sembra di veder i sette nani
        un mondo surreale
        che impara a sognare.
        Fuori un ramo di ginestra
        fa capolino dentro la finestra
        saluta quel bimbetto
        che sgambetta nel suo letto.
        Nella stanza si sprigionano
        odori, sensazioni, emozioni...
        un input importante
        per quando sarà grande."

        Oggi, accanto al lettino
        c'è un bel libricino
        suona e canta
        e al posto della mamma
        racconta.
        Per ogni giocattolo c'è un "play"
        è il giocattolo che gioca
        ah la "tecnologia"... fa tutto lei
        ma è il giocattolo più in voga!
        Non importa se poi la fantasia
        si spegne e vola via
        è lo status symbol che conta
        che da preziosa impronta.
        E ci si meraviglia
        se un figlio o una figlia
        cresciuti coi pulsanti
        con genitori assenti
        con demotivati insegnanti
        con una società
        che li imbottisce di pubblicità
        di compromessi e falsità
        diventano aggressivi e violenti?
        Cresciuti in balia dei venti
        senza esempi convincenti
        l'anima è atrofizzata
        annichilita, malata
        va curata
        ma soprattutto amata!
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          Scritta da: Terry Di Vetta
          in Poesie (Poesie personali)

          Meravigliosamente donna

          Fin dai tempi delle nonne
          storie di tante donne
          troppo spesso defraudate
          della dignità private
          pronte a comprendere
          a coprire, soffrire
          senza mai reagire.
          Silenzi voluti
          per uomini mal cresciuti
          salvare la famiglia, i figli.

          Oggi il rosso dilaga
          si allarga sempre più la piaga
          un gioco perverso:
          "schiaffi e carezze
          minacce e tenerezze
          custodite nella fortezza
          costruita con destrezza.
          Si oscura l'universo
          addio donna, il paradiso
          perde il tuo sorriso!
          Fragilità e disistima
          crescono a dismisura
          aumenta la paura
          e sei sola..."

          Per te meravigliosa creatura
          che hai trovato la forza di reagire
          di vivere e non di morire
          difendi il trionfar della natura
          combatti il seme marcio che distrugge
          se alzi il tono il vigliacco fugge...
          Senza timore alcuno donna
          come nell'immagine della Madonna
          schiaccia la testa del serpente
          ormai è chiaro "lui" non si pente
          mente e mentirà per sempre.

          Azzurro e mai più rosso
          per te donna il futuro percorso
          sola o in compagnia
          dividi la tua allegria
          con chi con amore e affetto
          sa coniugare onore e rispetto.
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            Scritta da: Terry Di Vetta
            in Poesie (Poesie personali)

            Specchio delle mie brame

            Ti guardi riflessa nella vetrina
            ti chiedi: chi è quella signora?
            Ti senti ragazzina
            la tua "reception" la ignora
            l'immagine non la riconosce
            non corrisponde
            la mente si confonde
            e le emozioni sono tante.
            Lo sguardo,
            no, non è più quello di allora
            non c'è la primavera
            flash di tante visioni
            hanno offuscato il cristallino
            un tempo limpido e trasparente
            in sintonia, corpo e mente.
            Il corpo invecchia
            l'anima non ha età
            tempo di una saetta
            e del cammino sei già a metà.
            Riflessa nel vetro
            anima, non ti vedo
            ma ti sento palpitare
            come il riflusso del mare.
            Lo specchio brama?
            La cambio codesta trama
            il sole tramonta?
            Io resto gioconda
            non mi guardo in vetrina
            e resto ragazzina!
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              Scritta da: Terry Di Vetta
              in Poesie (Poesie personali)

              Noi gente di primavera

              Ho perso al gioco delle carte
              ma la partita non è ancor finita
              sfido la sorte
              e vivo la vita.
              Ho perso il punto di riferimento
              ma l'ho trovato nel firmamento
              un quotidiano appuntamento
              dove sogno e desiderio
              svelano il mistero.
              Le malsane regole
              come un tetto di tegole
              appesantisce il cammino
              nega il passo al sole
              che vorrei a me vicino
              per riscaldare il cuore.
              Cosa mi manca,
              cos'è che allora c'era?
              L'anima canta:
              "era la primavera!"
              Insieme a stormi di uccelli
              lo sciacquio dell'acqua dei ruscelli
              primavera tu torni
              ancora pochi giorni
              ricordo di un passo prolungato
              il cuore rimasto senza fiato
              in un respiro solo...
              noi, gente di primavera!
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                Scritta da: Terry Di Vetta
                in Poesie (Poesie personali)

                La goccia

                Goccia dopo goccia
                dove non c'è drenaggio
                affoga il messaggio
                e il bocciolo non sboccia.
                Goccia dopo goccia
                senza un attimo di sosta
                tumultuosa sommossa
                che scalfisce la roccia.
                Goccia,
                il tuo continuo plin plin
                indebolisce la mente
                il corpo è qui
                ma l'anima è distante
                me ne volo leggera leggera
                abbracciando la primavera.
                Il plin plin ora si confonde
                col tubar delle colombe!
                Goccia, hai ragione
                la vita non è un mare calmo
                nemmeno una prigione
                tra un gioco e un salmo
                si recita il copione.
                Una commedia, tanti attori
                amore, gioia,
                sempre di più i dolori.
                Goccia,
                tu che con ferrea costanza
                ti lasci lentamente cadere
                un po' di tregua per piacere
                riposati, vai in vacanza...
                Un eco nella stanza
                una forte risonanza
                poi silenzio vellutato
                il plin plin se n'è andato!
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                  Scritta da: Terry Di Vetta
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Il mio tempo

                  Il tempo è passato
                  Il presente è ora e già non è più
                  Il futuro è l'avvenire
                  che spalanca le braccia
                  e del passato lascia una traccia.
                  Il tempo, mutevole e soggettivo
                  Inafferrabile scorre veloce
                  quando il cuore palpita felice
                  se l'attesa è trepidante e agognata
                  dell'amato e dell'amata
                  un ora è un eternità sconfinata.
                  Questo mio tempo è passato
                  un ciclo si chiude
                  all'orizzonte una luce nuova
                  per un tempo che si rinnova.
                  Questo tempo, senza confine
                  dice addio alle rime
                  emozioni vissute
                  odiate o tanto amate
                  secondo le diverse tappe dell'età.
                  Non è più tempo nel mio tempo
                  il cuore mio contento
                  affida il mio saluto al vento...
                  A tutti i poetanti
                  vicini e distanti
                  ciao!
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