Poesie personali


Scritta da: Aquilablu59
in Poesie (Poesie personali)

Essere

Quella realtà che ci sfugge dalle mani,
in cui a volte ci sentiamo stretti.
Dove ci sembra di non provare più amore.
E ci guardiamo intorno,
per trovare qualcosa che non c'è,
e crediamo in quel qualcosa che...
che non esiste,
che non ci soddisfa,
che ci vuole diversi a tutti i costi
diversi da quello che noi siamo,
come la creta che si può plasmare,
sentono e cercano di modificare,
il nostro essere, in quello che non è.
Io sono piena della mia essenza,
è ciò che sono, è ciò che sento.
E, gli altri vogliono e pretendono.
In questo mondo dove nulla è,
dove si vive di apparenza.
Io non appaio, io sono,
esisto e vivo,
e non pretendo,
di modificare ciò che è.
E credo sempre,
che ci può essere del vero e bello,
nell'imperfezione,
poiché, è il difetto che ci distingue,
e ci rende unici nell'umanità.
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    Scritta da: Giuseppe Donadei
    in Poesie (Poesie personali)
    Ci sono luoghi dai quali non puoi scappare
    Luoghi che ti hanno inciso l'anima
    Luoghi che sanno tutto di te, tutto ciò che tu non sai raccontare
    Luoghi che ti hanno dato la vita e allo stesso tempo te l'hanno tolta.
    Luoghi nel buio dei quali ti sei perso con gli occhi lucidi e ritrovato con lo sguardo fiero.
    Luoghi che ti hanno spezzato e allo stesso tempo forgiato
    Sono luoghi così lontani eppure tremendamente vicini
    Luoghi ormai radicati nell'abisso del tuo essere
    Luoghi che vivono in te vivono con te vivono in ogni tua lacrima che si infrange al suolo come cristallo e ritornano a vivere in ogni tuo respiro.
    Ci sono luoghi che non sono semplicemente luoghi della memoria
    ma sono la tua meravigliosa storia.
    Composta venerdì 8 gennaio 2016
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      Scritta da: Ada Roggio
      in Poesie (Poesie personali)

      Le parole

      Alla tua domanda ti rispondo col cuore.
      Le parole del nostro cuore e della nostra anima sono imprigionate tra il quotidiano, e il vissuto.
      Le parole prima o poi riescono a svincolarsi e cominciano a comporre verità.
      Le parole hanno bisogno di stimoli.
      Le parole sono infinite, perché infiniti sono le emozioni del cuore.
      Le parole non sono altro che le carezze dell'anima.
      Scriverle mi porta pace.
      Composta venerdì 4 dicembre 2015
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        Scritta da: Stefano Tini
        in Poesie (Poesie personali)

        Foglie gialle

        Si apre il sipario della notte
        sul nero intenso del giorno.
        Le foglie gialle scendono lente
        dalle chiome dei platani,
        e sul viale lungo e stretto
        cala un tappeto sfumato
        di colori d'autunno.

        Un silenzio surreale
        avvolge il grigio della nebbia.
        Nel deserto dell'animo,
        curva sui suoi piccoli passi,
        una vecchina a piedi nudi,
        con l'abito lacero della solitudine,
        calpesta il giallo delle foglie.
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          in Poesie (Poesie personali)
          Eccoci, usciamo.
          Mani nelle tasche,
          braccia nelle braccia,
          cuori come sciarpe.
          Io naso da clown
          faccio il faro in questa nebbia,
          tu guance da bambola cinese
          mi fai fare cattivi pensieri.
          Ecco ci siamo persi...
          questa bruma non ha porte
          neanche una moneta per tirare a sorte.
          Invochi... parlami, stringimi,
          amami su questo respiro,
          dammi il tuo sole,
          sotto questo mantello che vaga.
          Composta giovedì 3 dicembre 2015
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            in Poesie (Poesie personali)
            Il tuo viso non sento parlare,
            non vedo quella mano carezzarsi i capelli,
            gli occhi trovano solo il colore del tempo che va...
            Dove posso trovare l'acqua
            che di nuovo scenda nel tuo fiume?
            Dammi tu un indizio...
            sii la scintilla e
            io sarò fuoco.
            Guardati in quel riflesso,
            c'è bellezza ovunque.
            Non ascoltare quel silenzio...
            ombra non farne per il rettile della paura.
            Non rinunciare a te
            giacché sarai la cura
            che le tue gioie invocheranno.
            il cuore è ancora in salita,
            non lasciarlo da solo.
            Sono qui al tuo fianco.
            Composta mercoledì 2 dicembre 2015
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              in Poesie (Poesie personali)
              Rasento il muro degli anni,
              mi sporco ancora di quell'anima.
              Ho aperto le mie finestre,
              a certe non mi sono affacciato,
              dal vetro, i palloncini delle feste,
              diventavano mongolfiere enormi,
              le vene d'alabastro del davanzale,
              i miei vicoli,
              le mie corse senza sudore.
              Ma conosco l'odore della terra,
              la brina che ti schiaffeggia,
              la voce del mare che ondeggia.
              Ho assaggiato la frusta del sole,
              il pane non era sempre lo stesso.
              Ho questo nelle mani,
              questo ho potuto dare.
              Sono uno di quei figli
              che ha vissuto il giorno nella notte,
              aspettando finisse la danza di altri cuori.
              Porto sul viso la calce dei ricordi,
              tra i capelli il vento di una fuga...
              che non c'è stata.
              Composta mercoledì 2 dicembre 2015
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                Scritta da: Micha Capriello
                in Poesie (Poesie personali)

                Solitario

                Solitario, ti vedo giacere
                in questa vasta collina,
                temerario, come può spiegare le ali
                chi non cammina?
                Emerge dal cuore un'altra voragine,
                precipiti tu, poi l'altra immagine.
                Solitario, perché stai correndo?
                Immaginario, è forse condanna questo tormento?

                Ti vedo, mio frammento di luce,
                si spegne il raggio e non il dolor truce,
                quanto bramasti,
                Io lo sapevo,
                quante volte cadesti,
                Io m'infrangevo.
                Solitario, dove sono i tuoi occhi?
                Frammentario, è forse macchia quello che tocchi?

                Ti sfioro, mio frantume di cuore,
                della mia statua sei adesso scultore,
                perché lottasti,
                Io ne ebbi cognizione,
                perché fecero scempio di te,
                Io mi sentivo maledizione.
                Solitario, come sono le tue lacrime?
                Sipario, è forse teatro il tuo parer esanime?

                Solitario, ti vedo giacere
                ancora in questa vasta collina,
                avversario, come può morire di spada
                chi ha vinto una spina?
                Affiora dall'anima un lievissimo eco,
                fremi tu, poi Io, teco.
                Solitario, vuoi tu tentare ancora la sorte?
                Ricorda: Non si danza con Vita se non si siede con Morte.
                Composta sabato 7 dicembre 2013
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