Poesie personali


Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
in Poesie (Poesie personali)

Ai libri della terra

Felice l'uomo che ti ha per amico nella vita.
Le tue copertine sono i miei occhi chiari,
le tue pagine sono la mia mente aperta,
le tue righe sono i miei pensiero vagabondi,
il tuo titolo è il mio nome di oggi.

Quanti sogni mi hai regalato nel giorno,
quanti amori ho visto sotto la luna,
quante avventure con volti senza nome.
Terre visitate con le aquile del cielo,
fiumi navigati con piroghe della storia.

Tu mi hai insegnato a capire l'amicizia:
un libro aperto è l'amico senza segreti,
un libro sciupato è l'amico intimo,
un libro chiuso è un amico perduto,
un libro rotto è un amico ferito.

Con te ho distrutto fantasmi e chimere,
con te ho capito il giorno e la notte,
insieme a te mi perdo nell'universo.
Con te ho conosciuto il pianto e la gioia.
Oggi sono quello che tu mi hai fatto.

Grazie amico che mi doni la speranza.
Composta mercoledì 13 gennaio 2016
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
    in Poesie (Poesie personali)
    Viaggiare è aprire una finestra
    capire gli uomini, carpire la bellezza.
    Prenotare un biglietto è iniziare
    la scoperta, captare un paesaggio
    di un mondo sempre aperto.

    Viaggiare è volare con l'aurora
    sfogliando sogni e leggende
    scaturite dal cuore.
    È offrire sorrisi impressi negli occhi,
    rinchiusi nel silenzio dell'anima.

    Viaggiare è bere l'acqua pura
    di una fonte di montagna,
    entrare in caverne nate nel tempo
    nel grembo maturo della terra.
    Viaggiare è rinascere nell'azzurro.

    Viaggiare è una valigia vuota
    da riempire giorno dopo giorno
    di volti e segreti senza nome.
    Viaggiare è stringere le mani
    di tanta gente ancora buona.

    Le stazioni sono piene di lacrime,
    di dialoghi tra la notte e il giorno.
    Nei viaggi ammutolisce il timore,
    svettano le cime dei monti
    in mani aperte alla memoria.
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      in Poesie (Poesie personali)
      Accendiamo molte luci
      con la solitudine che portiamo addosso;
      gli occhi non sopportano
      il buio sputato da spettri della notte.
      Da voci e parole sussurrate appena
      nascono discorsi morti e senza pena.
      Generiamo mostri senz'occhi
      quando soli cerchiamo una risposta.
      Forse il tempo ci ha restituito l'enigma
      costruito in una foresta senza figli.

      Dove andiamo nelle lunghe ore morte
      quando il cuore piange e
      il corpo è rotto?

      Le poche luci accese nella notte
      illuminano il corridoio
      aperto dalla morte.
      Non possiamo vivere soli
      in un mondo con molti fantasmi,
      in una casa piena d'illusioni.
      Una manata sulla spalla,
      un sorriso pieno di futuro,
      un fiore lanciato nell'aria,
      uno sguardo pieno d'amore
      ci bastano per far sbocciare
      il silenzio che matura nel cuore.
      Composta domenica 22 novembre 2015
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        Scritta da: Stefano Medel
        in Poesie (Poesie personali)

        Con questa faccia da poeta

        Con questa faccia da poeta,
        che non si fida di nessuno,
        come un gatto randagio,
        questa faccia da poeta,
        che ama più
        di quanto può,
        che sente e soffre,
        e scrive,
        perché tu sia,
        lettore di parole
        di magia;
        questa faccia da poeta,
        troppo solo,
        tra facce e bastardi che parlano male,
        ribelle ancora ribelle,
        .
        Composta lunedì 18 gennaio 2016
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          Scritta da: Carmine De Masi
          in Poesie (Poesie personali)

          La neve

          Una festa tanta attesa,
          è gioia per i fanciulli,
          germi di cristalli svolazzano all'impazzata
          accarezzano visi sorridenti,
          i grandi ritornano bambini,
          la spensieratezza
          del colore che li circonda
          diventa neve
          il bianco diventa simbolo di purezza
          è forse l'abito del tanto amato Francesco?
          Composta lunedì 18 gennaio 2016
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            Scritta da: Elena Gavioli
            in Poesie (Poesie personali)

            Un panino e via!

            Il sole una stuoia un panino
            un prato
            e io sono felice
            fuggita dalla nebbia in valle
            da quel paesaggio sperso in un sogno spento
            che tiene in ostaggio i miei sorrisi
            in gabbia la mia vitalità
            avvolta nel sole ora
            rinfrancata
            deposte le armi
            rincuorata dal riapparire dei colori
            dalla lucentezza di colori nitidi
            non ho bisogno di brillanti sfavillanti
            di ville con piscina
            di auto rombanti
            la semplicità e la pienezza
            di un picnic nel prato
            mi basta
            un uccellino curioso mi viene a guardare
            poi scappa tra le foglie secche
            e un minuscolo ragno sulla giacca
            conquista il mio sguardo
            è ora di andare
            lo giuro
            ci torno anche domani.
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              Scritta da: Elena Gavioli
              in Poesie (Poesie personali)

              Natale di oggi

              Natale delle banche
              ma i suicidati
              quelli che a tasche vuote son lasciati.
              Natale per le strade
              di luccichi e colori
              per le loro famiglie sono solo dolori.
              Natale dei ricchi
              e i disoccupati
              loro sono stati abbandonati
              promessa di un lavoro promessa di un futuro
              così li abbiamo imbrogliati.
              Natale dei privilegiati
              dei bei regali firmati
              non sono per i barboni
              quelli se li sono scordati.
              Natale dei governanti
              seduti su seggi brillanti
              le bocche piene di bugie
              le loro infami strategie
              finché la gente affonda nel mare
              tutti stanno a guardare.
              Natale degli interessati
              fanno il gioco degli agiati
              che va tutto bene perché ti conviene.
              Natale delle guerre
              non delle religioni
              solo per fare tanti bei dollaroni.
              Natale delle stragi
              e qui non puoi parlare
              se non vuoi farti arrestare.
              Natale degli onesti
              di tavole imbandite
              di cosa son guarnite
              verità o falsità
              compromesso o dignità.
              Natale d'amore
              possiamo accettare il mondo di oggi
              senza nulla fare.
              Natale nei cuori
              siam tutti più buoni
              ma cosa vediamo
              quando dentro ci guardiamo.
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