Poesie personali


Scritta da: endi
in Poesie (Poesie personali)

Uomini

Non so se sono un uomo,
sinceramente
non ho mai capito cosa volesse dire.
Forse vuol dire
fumare cubani come Ernest
o bere come Francis Scott,
oppure scopare con 99 donne e un diavolo
come Henry.
Ma forse esser uomo significa
avere il coraggio di Giovanna d'Arco.

Sono venuto a casa tua
uscendo dal vomito di quel vagone
con una lagrima rossa,
acquistata da quel fioraio zozzo
che conosci bene
con cui ti sei presa qualche volta.
Ho sfidato gli sguardi sconosciuti
l'afa soffocante di Agosto
e il punto interrogativo di una malattia venerea.

Ho capito cosa ero disposto a fare per te.

Me ne sono andato da casa tua
deluso e muto,
lasciandoti una macchia sul lenzuolo, sopra il divano.

In quel momento, mi sono avvicinato
alla consapevolezza di cosa volesse dire
essere un uomo.
Composta lunedì 25 gennaio 2016
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    Scritta da: Alessandro Lemucchi
    in Poesie (Poesie personali)

    Specchio di vita

    Avvolto nella rossa tunica
    dell'oblio consegno
    l'anima al demone oscuro
    che con nere lame di basalto
    uccide l'ultimo
    barlume d'amore.
    Nuvole tenebrose
    sull'orizzonte del fato
    foriere di speranza perduta
    cuore imprigionato
    nello specchio della vita
    ridotto in mille pezzi
    sparsi nel lago
    dei sogni infranti.
    Nessuna voce
    nessun canto
    sulle ali del vento
    e nel silenzio solo
    le urla di un'anima trafitta.
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      Scritta da: Bryan Finadri
      in Poesie (Poesie personali)

      SFACELO

      Per inerzia rantolante rinnovi la tua agonia
      Ti nutri di morte, oh tu mostro scisso tra paranoia e follia
      Ingurgiti Amazzonia oh tu ebbro di saudita bile
      Forte dei tuoi crediti, forte del tuo fucile

      Il futuro per te è noia, semmai futile preoccupazione
      Schiavo come sei d'ogni tua totalitaria compulsione
      Non sopporti distrazione né ostacolo alcuno
      Tu che del tuo parassitismo ne hai fatto motivo primo

      Tu che senti e non ascolti lo strazio che t'attornia
      E che seguiti incurante nella tua perenne sbornia
      Stritoli la vita rendendo vuoto e desolazione
      Par questione di principio una teleologica estinzione

      Psicosi, schizofrenia! Dipendenza, malattia!
      Cancerogena devianza che non teme terapia!
      L'epilogo è vicino, morte o sopravvivenza
      Non vi è posto nella vita per una tale connivenza

      Oh tu Uomo prendi posizione
      Scrolla di dosso la tua degenerata fissazione
      Non esiste sollievo dalle pene del tempo
      Se si persiste incuranti al lamento di un altro

      La terra è silente ancora per poco
      Transizione impetuosa dallo statico al moto
      Foss'anche evitata la suicida follia
      Sarà lei che opterà per l'eutanasia

      Ma la terra che è grande vivrà ancor per molto
      Oh tu piccolo uomo, sarai morto tu stolto
      La vita è invincibile, mai saremmo privilegiati detentori
      Né padroni del cosmo, noi semplici e sacrificabili attori.
      Composta nel 2015
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        Scritta da: Bryan Finadri
        in Poesie (Poesie personali)

        L'Essere e il Nulla

        Ricolmi vibrante di superba vacuità
        Dimori nell'atomo, nel paradosso della tua infinità
        Sei grembo che acclude, l'Istante, l'Eterno
        Sei germe che quieto aspetta passi l'inverno

        Sei la somma dei più, la sottrazione dei meno
        Sei il serpente, la mela, sei Eva ed Adamo
        Dall'Alpha all'Omega, dal Santo alla strega
        Tu l'esercito vinto, tu il vittorioso stratega

        Ti celi oltre i limiti d'umane rappresentazioni
        Che designano il Tutto come opposte fazioni
        E l'uomo si perde tra i mille e più specchi
        Bendati son gl'occhi, tappati gli orecchi

        Si confonde nel flusso, nella corsa dei giorni
        Frenetici e apatici le andate e i ritorni
        Nel vano tentar di dare un senso a quel vuoto
        S'ingozza d'impegni, s'ingozza di moto

        Futile e vana compulsione lo scorta
        All'ultimo giorno, alla soglia, alla porta
        Tremori e sussurri, candela morente
        Che aspetta l'oblio, l'arrivo del niente

        Ma il nulla cos'è, se non ciò che contiene
        Non vi fosse luce chi il buio sostiene?
        Strappa di dosso fardelli e bendaggi
        Osserva che Sole. Contempla i suoi raggi.
        Composta giovedì 16 luglio 2015
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          Scritta da: Bryan Finadri
          in Poesie (Poesie personali)

          Flusso indistinto

          Attimi.
          Sguardi fugaci di Anime a confronto,
          Vibrazione,
          Risonanza,
          Istantaneo è il Riconoscimento.
          L'estraneo si fa compagno, si fa fratello.
          I confini? Dissolti.
          Forse mai esistiti.
          Intimo contatto, in un metrò, all'angolo dell'ennesima strada, all'ennesima svolta dell'ennesima vita.
          Mille differenti esistenze incastonate tra un concepimento ed un singolo ultimo respiro;
          Vite nella vita che scoprono il riflesso di se stesse in uno specchio ad ogni viso, ad ogni atomo, inesorabilmente riproposto.
          Un'unica, medesima, camaleontica esistenza, immersa e composta essa stessa dal Flusso che pacifica gli opposti.
          Cuore Unico pulsante, Ironica Armonia che errando cerchi il Perfetto, la Perfezione, con gaudio dilettandoti tra magnetismo e repulsione, proponendo l'illusione stimoli l'Io a cercar la Verità;
          Memorabile,
          Indelebile,
          Rivoluzionaria Rivelazione.
          Tutto è Uno.
          L'Uno, è Tutto.
          Ed anche di più.
          Composta mercoledì 15 gennaio 2014
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            Scritta da: Alessandro Lemucchi
            in Poesie (Poesie personali)

            Cuore perduto

            Una bottiglia vuota
            ai piedi del divano
            nascondo nel suo fondo
            un'anima travagliata
            lacerata dalla rabbia.
            Cuore ghiacciato
            liquido ambrato
            dispensatore di effimere illusioni.
            Visioni appannate
            momenti mancati
            occasioni perdute.
            Lacrime amare
            versate in silenzio
            euforia isterica.
            Stretta al petto
            quest'ultima muta compagna
            non giudica.
            Io schiavo
            ubbidiente al suo richiamo.
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