Poesie personali


Scritta da: MONIKA
in Poesie (Poesie personali)

Tu non mi conosci

Aspetta, tu non mi conosci
ascoltami una volta
non parlare di ciò
che non conosci
ignoranza
tutto ciò si chiama
ignoranza
continuare
a parlare di ciò
che non conosci
prova a guardare
tra i miei sogni e
le aspirazioni
prova a capire
che si prova a
vederli andare in frantumi
tra pensieri corrotti
e critiche distruttive
io so... ho provato
e lo so
l'amicizia è musica
che ci fa conoscere
ascoltare il cuore
è musica
cercare la verità
è musica
abbracciare opinioni diverse
è cantare in coro
Aspetta, tu non mi conosci
ascoltami una volta
non parlare di ciò
che non conosci
altrimenti è solo
pregiudizio
altrimenti non vuoi capire
vuoi solo giudicare
non vuoi ballare
nella mia anima
resti fermo e
preferisci stare a galla
per non affondare nel mare
della diversità
ma non capisci
che ti perdi un'opportunità.
Composta mercoledì 20 gennaio 2016
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    in Poesie (Poesie personali)

    Dall'altro lato del viale di sempre

    Chi non vedo più da tempo
    mi si fa folla intorno.
    Uno,
    pochi,
    molti.
    Dipende da quanto apro gli occhi.
    In strade piene.
    In un posto dove siamo solo noi due.
    Io,
    e te che non vedo.
    Oppure in quei tanti posti dove sono solo.
    Nei visi di fretta
    del mattino presto,
    ed in quelli curiosi
    delle ore di sera,
    le ore da cerca.
    Faccio la strada intera
    per rivedere le sue mille età,
    e le mie.
    Dagli asili alle scuole,
    dai negozi per bimbi
    ai locali da vita di notte.
    Prigioniero della mia unica età sentita.
    Quella dall'altro lato di quella strada.
    Composta lunedì 18 gennaio 2016
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      in Poesie (Poesie personali)

      Nella parte alta d'Europa

      È il mattino dopo.
      Non so di che giorno.
      E non è presto,
      almeno per essere ancora buio.
      Fa freddo,
      come deve essere in novembre.
      Scendo per le strade ferite.
      Negozi chiusi.
      Fermè
      fermè
      fermè.
      Baguette listate a lutto
      nelle vetrine con i vetri ammazzati.
      Un verre de vin rouge
      al banco del bistrot che apre per primo al mattino,
      quello che si trova dopo la casa di qualcuno.
      Il vino per abbattermi un po'.
      Qualcosa di operaio e salato,
      per tenermi su.
      Colazione da inverno a nord,
      da freddo in corpo.
      La mano è rossa,
      la veste il bicchiere.
      Ricorda il sangue,
      riporta alla notte di lampi e di fughe,
      alla notte dei corpi distesi
      delle vite fermate.
      Alla notte purtroppo famosa.
      Il qualcosa di operaio e salato
      giace morto in fondo al cestino di plastica cinese.
      Mi si è chiuso lo stomaco.
      Bevo un altro bicchiere,
      in fretta,
      senza guardarmi la mano,
      ed esco.
      Non so chi c'è intorno a me
      e non voglio sapere.
      "Io non so, non so niente".
      Tengo la testa bassa
      e vado incontro alle strade ferite che sono dentro di me,
      sporche di vin rouge e di sangue.
      Composta lunedì 18 gennaio 2016
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        Scritta da: Rolando Attanasio
        in Poesie (Poesie personali)
        Inchiostro
        Dilaghi
        Ovunque
        Anche dove c'è fame
        Non solo dov'è morte e buio
        Dove c'è silenzio e notte
        Assenza - presenza sei
        Ti ho sempre rispettato
        Nero profondo, senza confini, immenso
        Mi hai sempre spaventato
        Incuriosito
        Qualche volta mi sono perso in te
        Completamente
        Senza ritrovarmi più
        Per alcuni istanti d'infinito
        Senza volti
        Senza colori
        Senza musica
        E con tutto l'universo
        Tra le mia braccia
        Ad abbracciarti
        E il peso era leggerissimo
        La profondità infinita.
        Composta domenica 10 ottobre 2010
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          Scritta da: Rolando Attanasio
          in Poesie (Poesie personali)

          Blu

          Solco immaginario di profondo abisso
          immagine di gelo
          notti profonde e chiare di concerti lontanissimi
          le note blu coprono i dormienti e le feste fatte
          sono ricordi
          le cupole d'oro si nascondono nel blu
          le pupille si dilatano all'inverosimile
          il blu ci percorre
          ci sfiora
          la nostra schiena è percorsa
          da una carezza gelida
          dove un brivido si prolunga
          e affoga nella pelle
          un velo trasparente, di cobalto, copre la notte
          immaginando di sfiorare a gran velocità
          le acque degli oceani, ad occhi spalancati
          mi disseto di blu.
          Composta giovedì 31 dicembre 2015
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            Scritta da: Stefano Medel
            in Poesie (Poesie personali)

            Elisabeth

            Elisabeth,
            ti ricordi
            gli anni verdi,
            quando eravamo giovani,
            ancora ti vedo cogli
            occhi sfocati della memoria,
            allora era facile amare,
            eravamo freschi,
            corpo sano,
            palpiti del cuore,
            ti ricordi la mia cotta per te,
            i mille fallimenti,
            il non riuscire a dirtelo,
            ti ricordi;
            poi ti ho persa tra la gente,
            e ti rivedo ogni tanto,
            matura e sicura,
            nei tuoi anni

            e la tua vita;
            andiamo ognuno per le nostre strade,
            dov'è finito,
            quell'amore,
            dove,
            quando eravamo giovani.
            Composta mercoledì 20 gennaio 2016
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