Poesie personali


Scritta da: naiade
in Poesie (Poesie personali)

Autunno

Scorsi la fantasia che scorreva
nei tuoi occhi così grandi,
come due cerchi...
che attendono di combaciarsi
l'uno nell'altro.

Mi indugi al tuo racconto
e io con tranquillità
ti ascolto.
Analizzo i tuoi rumori
mi appassiona la parola
che è trascritta
dentro,
dentro... di te.

Questo vento è vagabondo
vuole abbandonare
la sua solitudine...
ma poi ci sono le foglie
che danzano con serenità
sui grandi viali, in stradine
poi, si sollevano nell'aria
perché assaporano
questa stagione
che l'ha generate.

Non provano timore
per la morte...
vivranno in eterno
nel ricordo di
chi, l'ha osservate.
Composta giovedì 12 novembre 2009
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: naiade
    in Poesie (Poesie personali)

    L'essere ignoto

    Copri quella maschera?
    Cosa ti serve...
    Ormai sprigioni quello
    che sei!

    In una strada buia
    un lampione
    ti illuminerà e così io vedrò,
    finalmente chi sei...

    Ti spoglierai e forse
    ammirerò un po' quell'anima
    persa da tempo.
    Piangi, mentre tutto il mondo
    fuori si mescola in sistemi
    totalmente diversi,
    da te...

    Non disperderlo
    nell'essere futile...
    Trascinati quelle catene
    e prima o poi,
    nella tua gabbia
    troverai pace.
    Composta martedì 24 marzo 2009
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Li_mas Mastropaolo
      in Poesie (Poesie personali)

      Le scarpe grigie

      Grigie,
      sdrucite,
      consunte dal lavoro,
      accantonate per tua dignità.
      Con umiltà,
      chino, al mattino, su di loro,
      solevi, senza far rumore,
      pensare al giorno di fatica che attendevi
      prima del ritorno.
      Di te, solo le lise scarpe grigie sono ancora;
      geloso, il cuore, le conserva ognora
      nella speranza di vederti or ora
      ad indossarle,
      per affrontar la vita.
      Composta lunedì 10 novembre 2008
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: naiade
        in Poesie (Poesie personali)

        Tu, essenzialmente... sfera

        Rimanere in bilico, tra l'illusione e il volere...
        Rischiando di cadere e non accorgersene nemmeno...
        Dietro il mondo cosa c'è?
        Quella sfera infuocata, rotola su lastre cicatrizzate...
        La polvere, lapilli... l'avvolgono...
        Rotola, sporcandosi con il fango...
        Poi, si trova... faccia a faccia con la luna...

        Lei, così delicatamente, la cura...
        Un nuovo colore, un nuovo vestito e profumo ha la sfera...
        Decide, di rimanere immobile, per assaporare la fine
        dello scoccare di un secondo...
        c'è chi la rimpiange, per non vederla più...
        c'è chi crede, che non ha mai aperto... quella scatola
        così perfettamente, imprecisa...

        Il navigatore notturno del pensiero... l'esplora,
        la decanta... imprime le sue tracce in lei...
        c'è il rischio di distruggerla... di frantumarsi
        ... in polvere e di disperdersi
        cadendo come pioggia nel vuoto spazio...

        Il navigatore notturno,
        si lascia andare alla commozione,
        di vedere la sua più grande passione...
        che si sta spegnendo
        lentamente
        dinanzi ai suoi occhi...
        -Terra- grida.
        Lei, resta in un umile silenzio...

        Il navigatore notturno del pensiero...
        La dipinge, per non dimenticarla...
        Ah! Quanto mi sei stata vicina.
        Composta martedì 10 febbraio 2009
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Li_mas Mastropaolo
          in Poesie (Poesie personali)
          Foglie ingiallite
          piovono dal cielo,
          stralci di vita
          volteggiano nell'aria.
          Nel bosco quieto,
          rossiccio di stagione,
          solinga foglia, piccina,
          resta indietro;
          raggiunge le altre
          con planata dolce.
          Una farfalla danza sul tappeto,
          gioisce il cuore,
          nella sua speranza,
          gode dell'aria,
          la freschezza pura.
          Composta domenica 22 novembre 2009
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Li_mas Mastropaolo
            in Poesie (Poesie personali)

            Tramonto

            Il richiamo di un uccello in volo,
            fissa lo sguardo verso il cielo terso.
            Nuvole bianche, azzurre e ancora rosa,
            dipingono lo spazio d'infinito,
            solcano il cielo,
            danzano nel vento.
            Lento e profondo
            flebile respiro,
            della sua sera,
            annuncia il già declino.
            Vota la poesia: Commenta
              Scritta da: Enzo D.
              in Poesie (Poesie personali)

              Il vecchio

              Aspettare chi è sicuro che torna non è attesa, è amore.
              Chi è sicuro che torna non va mai via.

              Sotto la quercia in cima al sentiero
              sul masso che sorregge la croce,
              c'è un vecchio seduto,
              con ai piedi un cane accucciato.
              Avvolto nell'enorme pastrano,
              con la folta chioma canuta
              che sfugge al cappellaccio sformato,
              le mani nodose sul bastone usurato
              sorreggono il mento e la lunga candida barba.
              Gli occhi umidi ma ancora cerulei,
              incalzati da sopraciglia e da rughe,
              perduti sulla vallata ormai brulla.

              Silente, immoto, sembra di gesso
              - Salute a te buon vecchio, che fai?
              Senza distogliere lo sguardo sospira:
              - Aspetto!
              - Cosa aspetti qui, alla pioggia, al vento, al gelo?
              - Aspetto la Primavera.
              Lo so che è ancora lontana
              ma mi basta sapere che un giorno verrà.
              Aspetto, passerà il letargo del mondo,
              anche se ammucchia un altr'anno ai già tanti,
              sotto quest'albero,
              su questa pietra, sotto questa croce.
              E'la mia speranza, la mia preghiera.
              Il viso rugoso rimase di gesso
              ma negli occhi umidi brillò una luce:
              - e finora è sempre venuta.
              Composta lunedì 21 settembre 2009
              Vota la poesia: Commenta
                Scritta da: mikele74
                in Poesie (Poesie personali)

                Fiducia e rispetto

                Vorrei poter arrivare su quel costone roccioso dove splende di luce intensa un magnifico fiore profumato, ma la via è troppo rischiosa.
                Vivo qua in mezzo alla sabbia, la montagna però mi ha sempre affascinato è come se ci fosse un naturale richiamo da lei a me e da me a lei.
                Lo ascolto ma non posso assecondarlo.
                Fiore che splendi lassù ti osservo e ti bramo ti ascolto e ti odoro mi inebrio di te ma non voglio cogliere,
                non posso cogliere!
                Se solo mi accingessi a farlo la realtà alzando la voce ricorderebbe alla sabbia che ho scelto lei come dimora,
                di nuovo la roccia impervia, come solo in natura succede, ricorderebbe che la bellezza nasconde insidie e pericoli a chi pensa di poter scalare senza rischi ogni monte, ogni parete, ogni ostacolo.
                Vivi scegliendo e sapendo di aver scelto, rispetta la tua dimora e affidati alla vita che se dovrà ti porterà tra i giorni e le notti tra le braccia della luce splendente... inebriato senza vergogna dal profumo del tuo fiore.
                Vota la poesia: Commenta
                  Scritta da: Natale Currò
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Sentiero dei ricordi

                  Nel retro della mente
                  frammenti del passato
                  si mescolano alle nubi della tristezza,
                  dove un'aria d'animazione
                  stimola il sapore dell'eternità,
                  in un nido di luce dimenticata.
                  Pensieri stanchi ammutoliti
                  balenano al limite della coscienza
                  una timida aurora di collera;
                  il tempo, ormai affaticato,
                  riprende allora la sua mollezza quotidiana,
                  per vivere la durata di una fine invisibile.
                  Nel sentiero delle rimembranze
                  passato e futuro, attanagliati e spenti,
                  scivolano nella memoria di uno spazio,
                  mentre una voce melata asciutta
                  di immagini irrequiete
                  indora di bacini d'ombra
                  l'epoca segreta di ricordi nebulosi,
                  alla ricerca del volto triste
                  di recondite dimensioni.
                  Vota la poesia: Commenta
                    Scritta da: Natale Currò
                    in Poesie (Poesie personali)

                    L'ultimo crepuscolo

                    Sotto un lembo di cielo spogliato
                    gocce di luna e di colore
                    scivolano leggere come perle di mercurio,
                    la vergogna sopravvive nel sipario delle abitudini
                    là dove il tramonto d'un bagliore moribondo
                    incupisce senza vaghezza la strada del tormento.
                    Sentire la vertigine che inganna gli anni,
                    aprire cascate di luce nel ghiacciaio dell'universo,
                    capire gli uomini, per distrarsi dalla solitudine
                    popolata dal silenzio dei ricordi,
                    amare senza misura con la fame dell'anima
                    che fa vacillare il cielo mentre la fine è lì,
                    invisibile, simile a cuscinetti di aliti infedeli.
                    L'ultimo crepuscolo s'innalza a consacrare
                    le agonie solenni annunciate,
                    per sprofondare nella palude della tristezza;
                    il regno delle rovine perpetua la voglia di vivere
                    per ritagliare istanti nel velluto del tempo.
                    La giovinezza non ha illusioni
                    quando la natura inganna,
                    la vecchiaia, invece, torna su come una nausea
                    a presagire nella breve trasparente eternità
                    la fine di un giorno che sa di crudo sarmento.
                    Vota la poesia: Commenta