Poesie personali


Scritta da: alemar
in Poesie (Poesie personali)

Immagine

L'amicizia era sopita
ma non era morta,
l'avevi chiusa in un cassetto
ma la chiave era là,
a portata di mano,
anche l'amica era là,
a portata di voce.
Ma il tempo era un altro,
la vita diversa, i sentimenti nuovi.
Avevi appena girato una pagina
e la sua assenza era già un'abitudine.
Eppure se la mente
tornava a quegli anni,
i giorni divorati, le ore al telefono,
le notti insonni, lo studio, l'amore,
la paura, la pazzia, i segreti,
le corse sfrenate verso la vita,
il vento in faccia
che ti apriva il cuore.
E tutto questo insieme,
sempre insieme.
E allora via, ti dicevi...
prendi il telefono,
cercala, chiamala,
ma poi, ma se...
ma chissà, ma forse,
meglio domani.
E gli anni passavano.
Poi un giorno, un incontro casuale,
fa scomparire il tempo,
prendi la chiave,
apri il cassetto
e ritrovi l'amica.
Ed ora siete là sul divano,
ancora insieme.
Sul viso qualche ruga che,
sapiente, il trucco copre,
un capello bianco che la tintura,
prepotente, cela.
Delusioni e soddisfazioni,
sofferenza e felicità,
gioie e dolori, il dolce e l'amaro.
Ma siete voi, care,
vecchie amiche di un tempo,
siete le stesse di tanto tempo fa,
i cuori lo ripetono in coro,
forse è un'immagine o solo un'illusione
ma quel divano è lo stesso
banco di trenta anni fa.
Composta nel giugno 2007
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    Scritta da: alemar
    in Poesie (Poesie personali)

    Alda... Ti ricordo così

    Il rossetto sbavato
    e l'eterna sigaretta
    tra le labbra.
    L'abito sciatto
    e la collana di perle
    sempre al collo.
    I capelli scomposti
    e quella smorfia
    vestita da sorriso.
    Gli occhi velati
    di candida follia
    e di un immenso
    bisogno d'amore.
    L'anima assetata
    di emozioni
    e il cuore livido
    per i calci che,
    innumerevoli,
    la vita ti ha dato.
    L'alone di mistero,
    il fascino del tuo sguardo,
    l'estasi della tua poesia,
    la grandezza della tua arte,
    la morte non lacererà.
    Composta lunedì 2 novembre 2009
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      Scritta da: Francesco Serra
      in Poesie (Poesie personali)

      Brezza d'oriente

      Brezza d'oriente
      che scuoti i miei sensi,
      rimuovi dal cuore
      le tristi menzogne,
      diffondi i tuoi effluvi
      di soavi essenze,
      che splendide e pure,
      trasportano la mente.
      I candidi amori
      viaggiano tra i venti,
      che un dì al tramonto
      renderanno le vesti
      cangianti dai toni
      da Cupido donati,
      con nobile gesto,
      agli spiriti tribolati.
      E ora, nel mio viaggio,
      indosso quella veste,
      che è forse il sudario
      del defunto mio passato.
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        in Poesie (Poesie personali)
        Ti aspetterò tra inferno e paradiso,
        ti aspetterò sulla vetta della montagna più alta nel punto più basso della Terra, tra cielo e mare,
        ti aspetterò tra luce e oscurità, dove fiamme fredde alimentate dai ghiacci creano ombre al posto del fumo,
        ti aspetterò al centro dell'universo disegnando i tuoi occhi su una tela invisibile usando i colori dei sogni mentre il battito del cuore segnerà il tempo di questa attesa.
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          Scritta da: Brunason
          in Poesie (Poesie personali)

          Ho trovato un silenzio

          Ho trovato un silenzio,
          un sordo oblio.
          Freddo e agghiacciante.

          Indifferente, immemore,
          tu avanzi.
          Senza rimpianti.

          Nessuno è più indigente.
          Di chi come te
          non sente ormai niente.

          Hai bisogno del mio amore
          e lo sciupi insieme al nulla
          di ogni giorno.

          Forse son folle
          ma ho grande pietà
          del tuo cuore di ghiaccio.

          Come vetro s'infrangerà
          su un cuore marmoreo
          più rude del tuo.
          Composta mercoledì 2 dicembre 2009
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            Scritta da: Brunason
            in Poesie (Poesie personali)

            Corsi e ricorsi

            A volte mi domando
            se una Mano impassibile
            abbia tracciato a caso
            la mia strada.

            Dejà vu.
            Percorsi obbligati.
            Iter dolorosi.
            Ancora e ancora.

            Tutto passa,
            tutto torna.
            Nulla resta,
            nulla muta.

            Guardo al Cielo
            gli occhi asciutti.
            Grido al Cielo
            senza alcuna voce.

            Tornerà il sereno,
            lo so.

            Quel Sole nascosto
            trafiggerà con il Suo splendore
            queste nubi minacciose,
            oscure.

            Ma mi domando
            se è permesso sperare.
            E implorare di vivere
            al calore di un Sole perenne
            Senza intristire e gelare
            alla freddezza di cuori polari.

            E prego.
            Composta giovedì 26 novembre 2009
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              Scritta da: Brunason
              in Poesie (Poesie personali)

              Serena malinconia

              Fluisce il tempo,
              scandito
              dalla mesta consapevolezza
              che sarà
              un altro giorno.
              Un altro giorno
              senza te.

              Il sorriso forzato,
              patetico sforzo
              di mascherare la pena.
              Parvente allegria.

              E tu?
              Cammini dimentico
              o un ricordo talvolta
              t'assale?
              Vivi sereno
              o improvviso
              un morso
              ti sfiora il cuore?

              Io alzo le mani,
              non posso più stare
              sull'orlo
              a guardare.
              Il precipizio mi attira,
              il baratro mi chiama.
              L'amletico dubbio
              mi ferisce,
              in due mi separa.

              E allora, prego.
              Prego di tornare a godere
              del canto e del sole,
              del verde e del vento.

              Prego che questo ricordo cocente
              si trasformi
              in serena malinconia.
              Composta mercoledì 13 aprile 2005
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                Scritta da: Brunason
                in Poesie (Poesie personali)

                Se fossi...

                Se fossi un albero,
                sarei un salice piangente.

                Flessibile ed etereo.
                Il salice cresce
                sempre più ondeggiante.
                Alto e slanciato.
                E così sottile
                da apparire inconsistente...

                Molto delicato.
                Oscillante dolcemente
                ad ogni alito di vento.
                Eppure...
                è resistente e tenace
                perfino nella tempesta.

                Non ho mai visto un salice abbattuto
                Nemmeno dopo una temporale.

                Al contrario,
                ho visti pini possenti,
                abbattuti, sradicati.
                Divelti e atterrati
                da forti venti.

                Alti e maestosi,
                si ergono fino al cielo.
                I rami mai sfrondati
                oltremisura si allungano
                e mutano l'antica condizione.
                Le piante ormai fragili appaiono.
                Trasformata è l'apparente solidità.

                Non io ho scelto
                se sottilissimo salice apparire
                o stabile quercia.
                Forse altro avrei scelto.
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                  Scritta da: cassie
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Vivere

                  Sai che vivi una vita che non ti appartiene
                  e il tuo cuore è legato dalle catene
                  Con il passare del tempo ne senti il peso
                  e non ne rimani sorpreso
                  Ti svegli ogni giorno con la convinzione che cambierà
                  Ma sai già che non accadrà
                  Speri che qualcosa ti smuova
                  Come una notizia nuova
                  Ma il tempo passa ugualmente
                  e tu non stai facendo niente
                  Allora ti arrabbi e chiedi perché
                  Ti siedi e bevi un caffè
                  Con la mente pensi come sarebbe
                  Se ciò che vuoi accadrebbe
                  Saresti felice?
                  O infelice?
                  Non è chiederselo e agire
                  Ma hai paura di fuggire
                  Ma da cosa ti domandi
                  è ora di diventare grandi
                  Così è deciso e prendi e vai
                  e inizierai una nuova vita vedrai
                  Alti e bassi arriveranno
                  Ma basta affrontarli e passeranno
                  Basta vivere questa vita per te insofferente
                  e ora di viverla splendente.
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                    Scritta da: Giuseppe
                    in Poesie (Poesie personali)

                    Rullata

                    Sulla grande pista rulla l'aereo potente
                    scalda i motori, si muove lentamente.
                    Poi si gira, torna indietro, indi sobbalza
                    fa rumore, inquina l'aria ma non s'alza.

                    Triste è l'amor che muore lentamente.
                    Lascia ferite non sanabili o difficilmente.
                    Peggio ancora l'amore che non nasce:
                    lascia tristezza e vuote, assurde fasce.
                    Composta sabato 21 aprile 2007
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