Poesie personali


Scritta da: Alessandro Celato
in Poesie (Poesie personali)
Amico
I nostalgici giorni scivolano via lasciando
una scia di amarezza nei nostri cuori,
è triste sentirsi inerme ai regnanti anni che
fuggono via.
Quei giorni fluenti di feroci emozioni
Volano silenziosi
Come ombre verso l'ignoto.
Noi guerrieri saremo sempre
presenti a sfidare giorni ruggenti che passano,
nulla potrà fermare il nostro cammino, amico.
Cavalcheremo insieme sul viale del tramonto...
Domani sorgerà il sole e
Combatteremo all'infinito il nostro tempo!
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    Scritta da: Dario Pautasso
    in Poesie (Poesie personali)

    Mattina d'estate

    Gettato supino sul villoso prato
    col cielo di giada che volge al giorno
    ascolto il passo appesa sospirato
    delle lumache nel loro cauto ritorno
    ai bui anfratti, alle segrete loro
    al doveroso ristoro or che la brina
    al sol nascente si solleva e scema
    in vacillanti vapori di fugace bruma.

    E d'esse, una, che nel braccio mio disteso
    ha trovato impedimento al natural cammino
    d'ogni animal notturno quand'è mattino,
    s'arresta, incerta, finché col corpo teso
    scivolatami sopra, torna al crocevia
    dei folti steli d'erbe, ed io illeso
    tremo al solletico di quel dolce viaggio
    inciso sull'arto dal lucente segno che tutt'intorno irraggio.

    Le fronde strepitano al frizzante vento
    e tra di esse innumerevoli frullii d'ali
    d'uccelli, che ora paion dieci, ora cento
    alcuni vociferando aspri, altri sussurrando canti
    di richiami d'amore o di volgar confronti
    di chi vive la libertà, e ogni giorno col suono
    d'ugola che a noi par donato da nude divinità,
    dettano leggi sulle rispettive proprietà.

    E l'allodola che tra tutti innalza il suo sublime suono
    e il frenetico merlo, che al suolo schiocca brutale
    e una gazza che grida rauca il suo gemer infernale
    e il fischiare fine dello storno
    e poi ancor di tutti gl'altri passeracei
    un sol brulicante assolo di contorno,
    finché il collo incassato e goffo di un airone
    con l'ampie ali e 'l volo leggiadro e fino
    dal fremer tutt'intorno distoltami l'attenzione,
    mi solleva alla mente il ricordo fanciullino
    d'un giorno cupo, tra le mani un grigio aquilone.
    Composta martedì 23 novembre 2010
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      Scritta da: Davide Bidin
      in Poesie (Poesie personali)

      Resta te Stesso

      Bambino mio
      Rimani te stesso
      sii fedele a ciò che sei
      e non cambiare mai
      rimani stoico e permaloso
      non aprirti a nuove idee
      isolati dal mondo
      e non aver mai dubbi
      sarai una mirabile statuetta
      senza crepe o imabarazzanti
      scalfitture
      non ascoltare, né rispondere
      a chi ti guarda dal basso
      fissali sempre, credendo,
      (sperando)
      di aver ragione.
      ancorati alla forza della tua
      integrità.
      se non ti apprezzano,
      vorrà dire che son gelosi di questo aspetto
      vorrà dire che vorrebbero essere come te
      di marmo
      credici sul serio nella tua fronte bacata sozza di guano
      la verità è che in molti sono in piazza
      e han capito che le statue son ricordi
      di uomini contradditori e innamorati di questa verità
      che non si evince da nulla se non dal caos
      menti che non potevan rimanere attaccati
      all'uomo del giorno passato
      e
      spaventati voracemente dall'ombra del domani
      eppure risplendono immortali
      MA TU!
      bambino fedele ai tuoi ideali
      che non metti in discussione niente se non le idee degli altri
      rimani te stesso
      la mia risata si farà si tanto grande
      da scuotere l'altare su cui sei posto
      e in quella voragine cadrai nell'oblio
      degl'imbecilli
      che rimangono
      se stessi
      un nulla vorticoso
      un astratto ridicolo rigonfio di melma demente
      un niente.
      Composta mercoledì 16 febbraio 2011
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        Scritta da: Nello Maruca
        in Poesie (Poesie personali)

        Il trombatore

        Quel saccente "Cacasenno"
        Nella smania di far danno
        Come sempre, pur quest'anno
        Ha imbastito altro inganno.
        Con l'arte del tranello
        Sospinge il "comparello"
        buttarsi all'impazzata
        a tentare la traversata;
        indi assieme a scarpetta
        avvelena la polpetta.
        Acquattato tra le spine
        te, avversario, tiene a mira
        e tra rovi e tra spine
        è con ansia che respira
        Ha puntato, al petto strette,
        tutte quante le doppiette
        pronto a far partir le frecce.

        Se assurgi e siedi in trono,
        a dispetto del "nostromo"
        mi costringi a farti un dono:
        La promessa fò su strada
        della sicula contrada.
        Se sarà tuo il successo
        venir meno non m'è concesso
        di donar quel ch'ò promesso.
        Se, però, ahimè non t'ergi
        e resti fermo e non emergi
        della sicula contrada
        la promessa è ritirata.

        Se assurgi oppur non ergi
        il saccente serpentello * *furbetto
        fuoriesce di cervello.
        Indi sii vigile e lesto
        giacché chiusi i luoghi adatti
        al ricovero dei matti
        altro posto non l'accetta
        e perciò con furia matta
        spranghe impugna e doppietta
        qual suo ultimo rimedio
        a placare rabbia e tedio.
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          Scritta da: Nello Maruca
          in Poesie (Poesie personali)

          Lacché

          Lo rossore assomiglia ad un bel fiore;
          se lo coltivi, lo curi e l'hai nel cuore
          dal gambo alla corolla resta splendore
          e in ogni ora t'inebria del suo odore.
          Ma se nol curi, lo strappi e lo calpesti
          è qual morente dagli occhi spenti e pesti.
          E se pure lo raccogli tutto quanto
          mai riavrà la primiera bellezza del suo manto.

          Così è l'uomo se decoro mantiene,
          se saldo lo rossore sempre detiene;
          ma se perde o oscura la sua faccia
          è pari al verme che sguazza nella feccia.
          E qui dire vorrei del topo di fogna
          che nella melma vive e la vergogna;
          ed è quell'uomo che col capo chino
          striscia qual biscia mentre fa l'inchino.

          È faccia porcina, aspetto orripilante,
          nel letto dell'avverso trovasi d'amante
          e sol per qualche chicco di lenticchia
          tradisce la famiglia e la sua cerchia.
          Pezzente! Fare poteva solo l'inserviente
          ma lo portaro in cima: Ad assistente.
          E pure se insuperbito dell'alto rango
          la nostalgia lo rituffò nel fango...

          Di limo in limo, ahimè, vaga strisciando
          ed or questo padrone or quel servendo
          ansimando ricerca lo caldo d'altro fuoco
          ma ognuno lo manda altrove: In altro loco.
          Stolto! Crede di fare dell'inciucio
          e non s'accorge d'esser nato ciuccio.
          Cerca di gareggiare con abili cervelli
          ma è solamente il re degl'asinelli.

          Assicurando va d'essere paladino
          del cittadino e del suo destino.
          Nemmanco fosse il Grande Napolitano
          che nel costume è retto, integro, sano.
          Invece, il vero chiodo ch'ha in mente
          è rimanere lacché del presidente.
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            Scritta da: Paul Mehis
            in Poesie (Poesie personali)

            L'amore è dei poeti?

            L'amore
            non sta nelle parole dei poeti!

            l'amore
            è un diritto per tutti quelli che lo cercano!

            ... e solo le parole semplici,
            sono quelle che arrivano a
            Chiunque.

            L'amore nasce
            nella bellezza del cielo,
            ma cresce
            e si ammira
            nella terra fangosa.
            Composta venerdì 18 febbraio 2011
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              in Poesie (Poesie personali)
              Svegliarsi con il sorriso dopo aver fatto il sogno più bello,
              una dolce utopia che illude di speranza...
              La mia giornata è ora scortata da un turbinio di emozioni oniriche
              che spero mi accompagnino fino al giorno in cui potrò rivederti...
              Meno male che, almeno di sognarti, non puoi impedirmi...
              Composta giovedì 17 febbraio 2011
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                Scritta da: Giulia G.
                in Poesie (Poesie personali)

                Oltre il mare... immensamente

                Seduta placidamente sopra uno scoglio
                guardo l'infinito mare
                mentre il mio cuore riaffiora
                ricordi da cancellare...
                Respiro la notte
                di un eclissi di luna piena
                lasciando alla quiete il sorriso
                trasformando la bella stagione in un paradiso.
                Frammenti di stelle illuminano il cielo
                in un manto di luci
                dove intravedo un sogno
                di aromi di gelsomino
                condannato al suo destino...
                Lì... tra le nuvole dell'anima
                immensamente resto a guardare
                solitarie impronte, cancellate dal mare.
                Prigioniera dei miei occhi,
                vedo il lento passare del tempo
                annullando ogni rumore
                nell'infinito silenzio...
                Canti di sirene
                nella incipiente alba, radunano i frammenti
                di questa notte.
                Musica suona tra le note che mi fanno dono
                mi amo e mi odio
                perdo e vinco nel gioco dell'amore
                dove l'anima prende colore
                lasciando il mattino riscaldarsi
                dai raggi del sole...
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