Poesie personali


Scritta da: Urszula Gajowniczek
in Poesie (Poesie personali)

Notte

Nella povertà della notte,
soltanto la luna sembra assomigliarti,
Chiaro della luna che accarezza il mio viso.
Quel viso così distante, doloroso, quasi morto.
E se fosse potresti accarezzarlo con una mano.
così senza dirmi niente anima mia volevi rubare.
E quello che mi rimane è il chiaro della luna che riflette tristezza perché sei così distante.
Resta con me dolce luce di speranza.
Composta sabato 12 febbraio 2011
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    Scritta da: Antonio Dati
    in Poesie (Poesie personali)

    Annullare il tempo

    Un pomeriggio al mare
    Un dolce silenzio si avverte
    L'aria intorno profuma di fresco
    Goccioline di mare e di salsedine
    Assaporano il respiro
    Un leggero venticello
    Accarezza il viso
    Il mare calmo
    Un tappeto argentato
    Tanti brillini che giocano
    Al tiepido calore del sole
    La mente fragile
    Si abbandona, custode
    Di tanti ricordi
    I primi amori le prime emozioni
    Passioni fremiti di piaceri
    Vivere la bellezza del silenzio
    In uno spazio senza tempo.
    Composta sabato 12 febbraio 2011
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      Scritta da: Carlo Peparello
      in Poesie (Poesie personali)

      Live

      Esistevano due persone sperdute
      Abbracciati da lacrime di vento del nord
      Unite da un destino comune e avventato
      Si salutavano soltanto quando si incontravano
      Quando si lasciavano piangevano silenzi
      Favola nera di un perpetuo martirio
      Dolce come un frutto avvelenato
      Mutevole come l'aurora lontana e impalpabile
      Si promettevano sussulti e brividi nervosi
      carezze fantasmagoriche di intesa e passione
      Erano due figure fuse in un manto di luce appannata
      Attendevano un futuro che tardava a mostrarsi
      fermando il presente in una tela fatiscente
      Esistevano due persone nate per cercarsi
      Non si tratta di una favola ma di esistenza comune
      Senza un perché ma con molti significati.
      Composta giovedì 10 febbraio 2011
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        Scritta da: Emanuele Astuti
        in Poesie (Poesie personali)
        Bende per questo cuore a pezzi
        tremando di freddo
        Bende per questo cuore a pezzi
        per questo cuore
        già lo vedi, che non c'è due senza tre
        che la vita va e viene e che non si trattiene
        e, che so io,
        però mentimi almeno dimmi che qualcosa resta
        tra noi due, che nella tua casa
        non esce mail il sole, né esiste il tempo
        né il dolore.
        Portami se vuoi a perdere
        senza nessun destino, senza nessun perché.
        Lo so già che cuore che non vede
        è cuore che non sente
        o cuore che non mente amore
        però, sai che nel più profondo della mia anima
        continua qui quel dolore per aver creduto in
        te,
        che ne è stato dell'illusione e del bello di
        vivere?
        Perché mi hai curato quando ero ferito
        se oggi mi lasci col cuore a pezzi?
        Chi mi dedicherà le sue emozioni?
        Chi mi chiederà di non abbandonarla mai?
        Chi mi coprirà questa notte se fa freddo?
        Chi mi curerà il cuore a pessi?
        Chi riempirà di primavere questo gennaio?
        E farà scendere la luna perché possiamo
        giocare
        Dimmi, se tu te ne vai, amore mio,
        chi mi curerà il cuore a pezzi?
        Bende per questo cuore rotto
        per questo cuore rotto.
        Dare soltanto quello che si ha in più
        non è stato mai condividere,
        soltanto dare elemosina, amore
        se non lo sai tu, te lo dico io
        dopo della tempesta arriva la calma,
        però, so che dopo di te,
        dopo di te non c'è niente,
        Perché mi hai curato quando ero ferito
        se oggi mi lasci di nuovo il cuore a pezzi.
        Chi mi dedicherà le sue emozioni?
        Chi mi chiederà di non abbandonarla mai?
        Chi mi coprirà questa notte se fa freddo?
        Chi mi curerà il cuore rotto?
        Chi riempirà di primavere questo gennaio?
        E farà scendere la luna perché possiamo
        giocare?
        Dimmi, se tu te ne vai, amore mio,
        chi mi curerà il cuore a pezzi?
        Composta domenica 13 febbraio 2011
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          Scritta da: elio
          in Poesie (Poesie personali)

          Sorridi...

          Sorridi...
          Sorridi alla vita
          e affronta
          con caparbia coscienza
          le difficoltà che il giorno ti porge.
          Sorridi alla gente
          e respingi nel cuore
          le amarezze che provi
          quando qualcuno
          si rivolge a te
          come tu non avresti mai voluto
          o pensato.
          Sorridi alla tua amata
          e donale un gesto d'affetto
          anche quando sei preso
          da mille pensieri
          o da infiniti problemi.
          Un dolce sorriso
          tra due cuori innamorati
          costa un nonnulla
          ma vale davvero più di un tesoro.
          E il sorriso d'amore
          gesto spontaneo di genuina tenerezza
          schiude sempre le porte
          al sentimento più sincero e leale.
          Composta sabato 12 febbraio 2011
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            Scritta da: SAVERIO FERRARA
            in Poesie (Poesie personali)

            Tempesta nella notte

            Tempesta nella notte

            Forti boati mi fanno sobbalzare dal letto.
            Bagliori e tuoni dietro le colline
            sono i segnali di un temporale in arrivo.

            Flash di filamenti incandescenti
            attraversano il cielo,
            nubi grigie ovattate si illuminano....
            e poi... ancora boati...

            Uno scroscio sempre più crescente
            si avvicina rapidamente.
            Si è interrotta la tranquillità della notte.

            Uccelli sfidano la tempesta
            in cerca di un rifugio più sicuro.
            Un coro di cani impauriti si fanno compagnia.
            Piange a lungo il bimbo del vicino.

            In un'altra parte del mondo
            si sta consumando una tragedia:
            un palazzo crolla e fa le sue vittime.

            Due cuori si ritrovano in un abbraccio eterno:
            continueranno ad amarsi in un'altra vita...

            Orsù, forza!

            Il destino non è sempre così crudele...
            Dalle macerie un filo di voce:
            è una ragazzina che chiede di vivere....

            Il miracolo si realizza...
            Benvenuta!
            Benvenuta alla nuova luce.
            Benvenuta alla nuova vita...
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              Scritta da: Foriero112
              in Poesie (Poesie personali)

              Coscienza dell'Essere

              L'Uomo
              è l'universo che guarda se stesso.
              Noi, siamo la coscienza di questo
              i testimoni dell'Essere.
              Tutta la grandezza del Creato
              senza di noi, non ha ragione di esistere.

              Queste dolci colline
              questi degradanti declivi
              i fiumi impetuosi
              i cieli azzurri
              le stelle brillanti
              i pianeti armoniosi
              non sono nulla senza l'osservatore.

              Le cose per essere buone e preziose
              devono essere apprezzate e conosciute:
              un Mondo senza l'Uomo sarebbe il nulla
              in questo povero contenitore
              ci sarebbe il vuoto più assoluto
              e l'eterno Costruttore,
              sarebbe sconosciuto!
              Composta venerdì 20 giugno 2003
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                in Poesie (Poesie personali)

                Non aver premura

                Perché hai premura?
                Fermati un istante
                Ascolta il verso delle cicale
                In una notte d'estate
                Perché hai premura?
                Fermati ad osservare
                i passi lenti di una tartaruga
                Perché hai premura?
                Prova ad odorare il profumo della zagara
                Nel giardino dei tuoi ricordi
                Mentre guardi il cielo stellato
                Perché hai premura?
                Ascolta il mormorio del mare
                in una notte d'agosto
                il suo profumo il suo silenzio
                Perché hai premura?
                Ritorna ad ascoltare
                l'eco delle ninne nanne
                Le carezze della mamma
                La voce rauca del papà
                Perché hai premura?
                Fermati ad ogni stazione
                Che ti conduce a casa
                Mentre ascolti il fischio del treno antico
                Affacciati al finestrino e fatti
                Sporcare di fumo nero in galleria
                Perché hai premura?
                Impara ad ascoltare il cinguettio
                D'uccelli in un bosco al fiorir dell'alba
                Perché hai premura?
                Guarda negli occhi un piccolo bambino
                Nelle corsie delle speranze
                Che sorridente ed ignaro
                Forse Domani non c'è più
                Perché hai premura?
                Impara ad osservare lentamente
                il sipario di un teatro
                quando si chiude
                Questa volta però
                non battere le mani
                Sorridi.
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                  in Poesie (Poesie personali)

                  Ninne Nanne Stonate

                  Le foto,
                  Vecchie Locomotive e carrozze nel cimitero dei ricordi
                  Sembrano mummie impietrite,
                  sorridenti ed ingiallite
                  Erette ad altarini con cornici argentate
                  e fiori profumati di nauseabonda realtà
                  Immancabile polvere che invoca luce
                  Soffio di vita e di ritorno indietro
                  Beato è il ricordo di te
                  Di dolci carezze
                  Quando cantavi stonate ninne–nanne inventate
                  E sussurrarmi buona notte.
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                    in Poesie (Poesie personali)

                    Alba Sicula

                    Tu ritorni
                    da strade antiche e da sentieri oscuri
                    percorrendo sassi roventi di solo sole
                    spenti da onde di mare
                    ormai placide e silenziose
                    come ogni mattina
                    il battere del vento ti schiaffeggia
                    il viso
                    mentre accarezza gocce
                    di pianto
                    Muto scenario
                    di stelle ormai opache
                    al consumar dell'alba
                    io son pago.
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