Poesie personali


Scritta da: ametista
in Poesie (Poesie personali)

L'uomo dei sogni

Nei miei sogni di bambina, era azzurro il suo mantello,
e la piuma sul cappello, lo rendeva ancor più bello,
con lo sguardo suo straniero, a caval del suo destriero,
sussurrava emozionato, che si era innamorato,
di me sola chiaramente, me era un sogno... ovviamente.
Poi da grande ho constatato, che sol storie hanno inventato,
la realtà mi hanno distorto, nessun principe ho mai scorto,
ma quel che, crea più sconforto, è che il mezzo di trasporto,
quel destriero da riporto... anche lui è ormai già morto.
Così donna più assennata, che la favola ha scordata,
la ricerca mai lasciata, continuato ho desolata,
ma sconfitta e rassegnata, poi la spugna ho infin gettata,
perché gli uomini incontrati, eran già tutti ammogliati,
o legati od impegnati, o da altre... rovinati.
Ma c'è sempre soluzione, a qualunque sai questione!
Quando allor l'età avanza, quando perso hai ogni speranza,
e ogni dì sei una lagnanza, e il tuo mezzo è l'ambulanza...
scorda il principe tuo errante, oramai già pensionante,
tutto quanto scricchiolante, e assai poco affascinante,
non sarà così allettante, se al tuo fianco avrai un prestante,
il destrier non è importante... muscoloso e bel badante.
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    in Poesie (Poesie personali)

    Mare

    Il ricordo del mio mare
    lo porto nel cuore.
    Grande distesa d'acqua
    l'occhio scruta, non vedo la fine,
    solo la linea dell'orizzonte.
    Sale lieve il nuovo giorno
    il sole fa capolino
    i suoi raggi fendono le tenebre,
    dopo poco,
    un grosso globo infuocato si alza
    riflettendosi nell'acqua.
    Riporta il calore, la vita,
    tutto intorno riprendono i colori
    rimasti nell'oscurità per tutta la notte.
    Ritorna la voglia del fare
    ritorna la voglia d'amare.
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      Scritta da: Annamaria Signorile
      in Poesie (Poesie personali)
      Nei giorni più bui
      della nostra esistenza,
      non riusciamo più
      a vedere la vita.
      Tutto continua a scorrere
      ed è solo il niente
      che ci circonda.
      Tutte le emozioni
      diventano apatie
      e la mente crea
      un suo mondo
      dove continuiamo
      solo a respirare.
      Vorrei entrare nella tua testa,
      gridarti il mio amore,
      risvegliarti dal tuo torpore
      e riportarti
      a vivere
      la vita.
      Composta giovedì 10 febbraio 2011
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        Scritta da: ANDREA POLO
        in Poesie (Poesie personali)

        Primo plotone

        È per un soldato
        che
        è nella sua strada
        l'amore
        già lontano della
        sua
        donna e lui sempre
        vicino
        alla morte peggiore.
        Che
        cammina con le
        sue
        impronte nei
        dolori
        così profondi di
        mondi
        in quegli abissi
        che
        sono delle guerre.
        E
        la sua donna vera
        è
        dell'amore il volto
        che
        nei suoi occhi la
        speranza
        non tramonta
        e
        la distanza per loro
        è forza
        di un domani sempre
        rincorso.
        E la carezza di
        una
        giovane sposa, nel
        partire
        del suo soldato,
        è
        così dolce e pura
        che
        inginocchia
        una
        viola nel suo canto.

        Ed
        oggi esco con il
        Primo
        Plotone del Leone
        di
        San Marco
        ragazzi che conosco
        che
        ho nel cuore e nei
        ricordi
        migliori per quanto
        abbiamo
        vissuto di vita tra i
        deserti
        e
        fiumi dove il sangue
        è
        scorso impietoso.
        In
        questo giorno che il
        sole
        non è ancor vestito
        che
        l'aria taglia il viso
        di
        questa natura aspra
        di
        questo Afghanistan
        mai
        cosi duro i nostri
        cuori
        battono accanto
        in
        un solo cuore
        che
        ha tanti occhi attenti
        per
        le mine, le trappole
        i serpenti
        silenziosi nelle dune
        che
        ogni giorno per noi
        può
        essere l'ultimo di chi
        dorme
        tranquillo nelle coperte
        di
        una pace dell'anima
        di
        uomini che siete anche
        voi.
        E
        con voi nelle strade
        della
        morte mi sento sicuro
        e,
        se si alzerà minaccioso
        il
        vento, di nuvole nere
        il leone
        che non dorme avrà
        artigli
        ma le vostre mani
        che
        sono del cuore
        sapranno
        nel sereno dare
        speranze
        nelle miserie cosi
        arse
        di questi deserti.
        I
        motori dei blindati
        sono
        già caldi, un sorso
        di caffè nero
        che
        è della nostra vita
        quante
        volte non capita
        veramente
        dell'amore che
        abbiamo
        per chi vede solo
        le armi e partiamo
        in
        un unico destino
        ed
        i nostri sguardi
        si
        stringono ancora
        una
        volta in un sorriso
        che
        non è triste.
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          Scritta da: Davide Bidin
          in Poesie (Poesie personali)

          Canto dell'Emozione Concreta – Borla in un mattino di Gennaio

          Mattina di gennaio
          In un posto lontano
          Tra alberi di noce truccati d'inverno
          E brezza di erba appena tagliata
          Ricolma di sapori dei campi

          Mi ritrovo a pensare
          Nella fredda aria di colle
          Udendo il profumo di neve
          Chi vorrei fosse con me
          Quale anima mi renderebbe lieto?

          M'agito scosso e ansioso
          Nella smania d'un mattino
          Mentre il cielo avvolgente
          Indossa l'abito d'un nuovo sole
          E io ragiono ispirato

          Seduto sopra smeralda stesa
          Guardo tutt'intorno sul prato
          Immagino te
          Anima affine che non sei qui
          Eppur visibile tu

          Parole
          Nessuna di voi è celata
          Parole
          Ognuna di voi è amata
          E non muore o viene incolpata

          Poiché con te o anima mia
          Di tutto io posso parlare
          Ci sono e lo sai
          Ci sarò se vuoi
          E niente ci potrà separare

          Sei qui nella selva d'Emilia
          E mi guardi con dente sgargiante
          Io ammicco e rido men poco
          E tutto si fa emozionante
          Il verbo non basta per noi

          Lo sai cara anima
          Non bisogna ascoltare
          Un falso contendio
          Di affettuosità deleteria
          Basta il silenzio del gesto reale

          Fossi tra mille interlocutori
          Non accetterei smancerie
          Amerei lo sai
          Amerei se vuoi
          Anche solo una risata con te

          Preferirei vederti un solo istante
          Nell'ora che viene
          Piuttosto della costrizione
          Al vivere vuoto
          Ricolmo di sola poesia

          Ma con questa pienezza
          In questo momento
          Di estro ed orgoglio
          Ti dedico questa mia rima
          Possa esser per te motivo di pianto

          Una lacrima di umana follia
          Che con te io getto nel cuore
          L'emozione di questa goccia
          Tienila stretta e quando ti serve
          Riscalda il fiato e rendila canto.
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            Scritta da: Violetta Serreli
            in Poesie (Poesie personali)

            Nel vuoto

            Tutto mi manca,
            niente più mi appartiene.

            Senza ali cadono parole dette al vento, incredule
            si schiantano.
            Senza forza si chiudono i miei occhi che
            un velo di lacrime cullano.

            Vuota, assurda l'esistenza mia.

            Tu che nel mio sguardo ti perdevi,
            e che del nostro tempo gioivi.

            Tutto mi hai dato,
            niente più mi lasci.

            Senza ali cado, incredula mi schianto.
            Composta lunedì 2 novembre 2009
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              Scritta da: Violetta Serreli
              in Poesie (Poesie personali)

              Per te

              Nell'infinito silenzio di questo mio cuore...
              nel buio di questa mia vita senza di te...

              Un mare in tempesta ti allontana.
              un mare senza pietà che grida vendetta.

              Anche io posso essere mare.

              Mare in tempesta, anche io, che si placa col tuo respiro.
              Mare senza pietà, anche io, che conosco l'impeto della cattiveria.

              Mare calmo, io, che dolcemente bacio la tua riva
              e che, senza farti male, ne consumo i granelli perché
              con me siano un'unica cosa...

              per l'eternità.
              Composta lunedì 2 novembre 2009
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                in Poesie (Poesie personali)

                Il tempo mio

                Che passi un anno,
                che passi un giorno,
                è inutile domandarlo al tuo cuore,
                per indicare una strada, per trovare una via.
                Che passi un anno,
                che passi un giorno,
                non è importante.
                Non lo vive, questo tempo, come io lo vivo
                chi potrebbe, con un battito di ciglia,
                dare una risposta.
                Perché il tempo a te non pesa,
                a te l'amore
                non manca mai.
                È giusto che il tempo passi,
                come deve passare,
                che sia un anno,
                che sia un giorno.
                quel battito di ciglia può aspettare.
                Il tempo mio che passa invece
                aspettando quel battito,
                mi sta schiacciando il cuore da morire.
                Composta mercoledì 1 marzo 1989
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