Poesie personali


Scritta da: Stefano Medel
in Poesie (Poesie personali)

Blade runner

Ho visto cose,
che voi umani non
potete concepire;
navi in fiamme al largo
dei cieli di Orione,
le supernova collassare
ed esplodere e collidere nel buio siderale;
e relitti di guerre dimenticate,
al di là della galassia;
adesso,
però,
è tempo di morire,
e questi ricordi svaniranno
per sempre come gocce di pioggia,
la mattina di rugiada,
dopo il temporale;
adesso è tardi,
umano,
adesso,
è tempo di
morire.
Composta mercoledì 23 novembre 2011
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    Scritta da: pinturicchia3
    in Poesie (Poesie personali)

    L'amore non è niente

    L'amore non è niente per me.
    È solo una foglia rinsecchita, caduta nel gelido stagno che è diventato il mio cuore, solo un fiore appassito strappato alla nuda terra, calpestato da tutti.

    L'amore non è niente per me.
    Non ha più forma,
    Non ha più colore,
    Non ha più consistenza.

    L'amore non è niente.
    L'ho cercato negli occhi di chi mi guardava, sulle labbra di chi mi sussurrava, nelle braccia di chi mi stringeva.
    Non l'ho trovato.
    Eppure avevo aperto il mio stupido cuore e l'avevo lasciato libero di avvolgerti.
    Pensavo bastasse per entrambi.
    Tu l'hai scacciato.

    L'amore decantato dai poeti è morto.
    Niente è per sempre.


    Del mio amore è rimasto solo un ricordo sbiadito,
    sepolto sotto i colpi mortali delle tue bugie.
    L'amore non è niente. Tu l'hai mandato via.


    L'amore è solo una parola vuota, un cuore stanco, polveroso, ma ancora in tumulto, che nessuno più ascolterà.

    L'amore non è niente. È solo il mio cuore ferito che nella notte, avvolto da stracci troppo consumati per essere ricuciti, percorre con le spalle ricurve le strade della vita.
    E un infinito inverno l'accompagna.
    Composta martedì 22 novembre 2011
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      Scritta da: mehdi diciotti
      in Poesie (Poesie personali)

      Chi ha se stesso

      Sono uscito sotto la neve
      bianco candido subito sporcato
      ecco questi uomini
      che tutto annientano che si distruggono
      tutto si vendono
      non si capiscono
      che si contendono
      l'inutile e tendono
      a compiacersi
      ad ingannarsi
      a consolarsi
      con quello che posseggono
      e non comprendono
      quello che già hanno
      si accontentano
      di quello che comprano
      o che conquistano
      e non si accorgono
      che chi ha se stesso
      ha molto più di chi ha tutto il resto.
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        Scritta da: mehdi diciotti
        in Poesie (Poesie personali)

        Invecchiare insieme a te

        Ho scritto qualcosa che ti volevo dire
        non guardarmi così che non riesco a parlare
        te la leggerò senza respirare
        che se mi fermo non so se posso continuare
        un poeta ti paragonerebbe a una stella
        direbbe, sei la più bella
        direbbe
        la tua forza è come il Nilo quando sfocia sul mare
        oppure
        il silenzio fa ancora più silenzio per sentirti camminare
        ti paragonerebbe al mondo intero
        direbbe, voglio seguire il tuo sentiero
        io no
        questo no
        sono parole che non riesco a pensare
        sono frasi che non arrivo ad inventare
        l'unica cosa che mi viene da pensare
        anche se può sembrare stupida e banale
        è che ti amo
        e che con te mi piacerebbe invecchiare
        e che la differenza tra il poeta e me
        è che io lo dico solo a te
        perché ti amo più di quanto ami me.
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          Scritta da: will scarlett
          in Poesie (Poesie personali)

          Viaggio del cuore

          Una piccola barca in mezzo ad un oceano
          mostrava le sue bianche vele lacerate dalle molte tempeste,
          sospinta dalla corrente in balia delle onde
          senza una meta, senza uno scopo.

          Così il mio cuore simile alla barca vagava nel mare dell'indifferenza mostrando le sue ferite profonde e sanguinanti.
          Cercando il suo porto sicuro dove poter attraccare
          e poter ricucire le sue vele per continuare il suo viaggio.

          Lungo vagare avvolto da una fitta nebbia
          che ogni cosa celava allo sguardo.
          Poi, all'improvviso, ecco la nebbia dissolversi
          e un caldo tepore irradiarsi dalla luce di un faro.

          Tu, il faro che ha illuminato la mia strada ormai smarrita,
          che mi ha indicato la via per raggiungere il tuo porto.
          Il luogo riparato, caldo, accogliente, pieno d'amore,
          dove ogni ferita si è rimarginata, ogni dolore dimenticato.

          E cullati dal dolce movimento delle acque del tuo golfo,
          il tempo che ci verrà ancora concesso
          ci permetterà di scrivere nel libro della nostra vita
          le pagine più belle e colorate della nostra esistenza.
          Composta martedì 22 novembre 2011
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            Scritta da: lety84
            in Poesie (Poesie personali)

            Pazienza

            Ero seduta su una vecchia sedia di legno e persa nei miei pensieri,
            quando ti vidi per la prima volta...
            Ero così triste e tanti pensieri confusi, ma mi bastò quel tuo sorriso allegro per uscirne fuori.
            Ogni giorno incomincia a vederti con occhi diversi, con gli occhi dell'amore... Avevo sempre voglia di sentire la tua voce e il tuo modo di ridere.
            Quello che ti da il solletico al cuore.
            Peccato però che il tuo sia un cuore protetto da un'armatura di metallo. Così ferito dall'amore che non vuoi più farlo entrare dentro di te!
            E così che mi ritrovo fuori di esso ad aspettare con pazienza che tu ti fidi me.
            E così che mi ritrovo fuori di esso ad amarti con pazienza.
            Ti amo piccolo uomo...
            Amo come mi fai sentire,
            amo quello che mi fai provare,
            ogni tuo abbraccio,
            ogni tuo bacio,
            ogni tuo sguardo...
            Quello sguardo sì... a cui non riesco a mentire.
            E così che mi ritrovo fuori di esso ad aspettare con pazienza che tu ti fidi me.
            E così che mi ritrovo fuori di esso ad amarti con pazienza.
            E con pazienza ti aspetterò.
            Composta lunedì 21 novembre 2011
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              Scritta da: mehdi diciotti
              in Poesie (Poesie personali)

              Un amore puro

              Dal sole quando sorge sai come farti abbracciare
              per te ridere è un po' come respirare
              che dei pensieri e dei problemi non ci si deve troppo preoccupare
              tanto col tempo si risolvono inutile esagerare
              quando sei andata via gli uomini han smesso di lottare
              non ne valeva più la pena
              non c'era più niente da conquistare
              con l'impazienza di un'infante che vuole imparare
              mi tempesti di domande tutto non si può spiegare
              io che il mio tempo volge al termine se non mi parli
              vorrei passarlo a seguirti oppure a cercarti
              io con la barba sempre incolta ed i capelli bianchi
              che continuo a scrivere così, per non rassegnarmi
              sò che non lo dovrei fare
              non dovrei amarti
              tu sei un frutto troppo alto anche ad arrampicarsi
              ma poi chi l'ha detto che l'amore deve essere per forza ricambiato
              nell'amore quello vero l'importante è dare
              tutto il resto è egoismo smania di possedere
              è vanità e presunzione, l'obbligo di piacere
              poi il perfetto vola via con lo stare insieme
              bisogna diventare vecchi per poterci arrivare
              ed abitarsi tutto il giorno ad aspettare
              il mio passato ed i miei sogni sono il mio futuro
              io tanto troppo vecchi questo è sicuro
              però vivo di un'amore
              un'amore puro.
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                Scritta da: Paola Ferrari
                in Poesie (Poesie personali)

                Notte di marzo

                Mi ritorni in mente, in questa notte di marzo.
                Il profumo di mimosa lascia sulla pelle l'odore dell'inverno.
                Dove ritrovo l'essenza delle nostre emozioni,
                il sapore dei nostri ricordi.
                Intensi, immensi, unici.

                Mi ritorni in mente, in questa notte di marzo.
                Notte di stelle luminose, di brezza lieve,
                che ti riporta da me, così prepotentemente.
                Se chiudo gli occhi posso respirarti,
                se apro le mani posso toccarti.
                Sono ad un passo da te,
                da quell'infinito dove ho camminato al tuo fianco,
                dove mi hai insegnato a volare.

                Volare in quel tempo che si fermava,
                che si dilatava.
                Dove cinque minuti erano più importanti di tante ore,
                dove eravamo insieme e tutto il resto lo scordavamo.
                E quella era la felicità.

                Mi ritorni in mente, in questa notte di marzo,
                quando è troppo tardi e già, sono un'esule,
                distante chilometri da te.
                Alla deriva, per sempre.
                Composta martedì 22 novembre 2011
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                  Scritta da: Paola Ferrari
                  in Poesie (Poesie personali)

                  A mio padre

                  L'anno scorso, in questo stesso giorno,
                  sei salito sul treno bianco dell'eternità.

                  I grilli e le cicale sono in concerto, come allora,
                  nella brezza di agosto.

                  Sono seduta sulla riva di quel mare, che tanto hai amato,
                  dove il tuo sguardo si perdeva oltre l'infinito dell'orizzonte.

                  In silenzio arrivavo al tuo fianco, in punta di piedi,
                  per non disturbare i tuoi pensieri.

                  Il solo starti vicino mi riempiva l'anima,
                  il tuo calore, l'odore della tua pelle,
                  l'arcobaleno sui ricordi dell'infanzia.
                  La mia piccola mano, che stretta nella tua,
                  mi faceva sentire protetta e sicura.
                  Eri il mio mondo.

                  La tua mano, che stringeva la mia,
                  per scacciare la paura dell'inevitabile.
                  Ero la tua forza.

                  Ti ho visto cercare Dio, anche se non sapevi dove abitava.
                  Sei riuscito a trovarlo nel giorno,
                  senza perderti nella notte.

                  Sei rimasto nella calma, sino a quando si sono accese le stelle
                  ed è scesa la sera con l'ultimo messaggio per te.
                  Composta martedì 22 novembre 2011
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