Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Vista dall'alto

Dell'ultimo definitivo sfascio dello sconosciuto minimo impero,
in una cantina da vini
restano i libri,
vecchi ammassati
ed ammazzati,
parole che le pagine avevano imprigionato
e gli anni hanno reso macchie d'inchiostro su carta marcia.

I buchi sono testimoni che il tempo ha reso i tarli sapienti.

Le copertine sono cappotti per carta
ed io sono muto,
prigioniero delle mie copertine,
quarto scaffale in alto,
costretto fra un libro di cucina
ed un manuale di sopravvivenza.

Il libro che cercavo,
quello scritto da me,
inizio,
pagina vuota,
fine.

Lo vedo dall'alto,
galleggia a schiena in su,
in una botte di vecchio vino di spagna
passato ad aceto.

Chissà se i tarli diventati saggi
ricostruiranno tutto
meglio di noi.
Composta mercoledì 23 novembre 2011
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    in Poesie (Poesie personali)

    Tesoro svelato

    Calda la tua mano piegava la mia innocenza
    senza che io lo capissi,
    senza che io ne avessi coscienza;
    io piccolo bocciolo bianco dalla effimera bellezza,
    tu indomito vento dalla inesauribile esperienza.
    Sottile la tua voce a me arrivava,
    stregando la mia mente,
    confondendo la ragione;
    delizioso il soffio, dal sapore mielato
    che le mie labbra fameliche
    soavemente sfioravano,
    e morbida la brezza
    che con una prolungata carezza
    la mia corolla di seta
    di tenerezza colmava,
    quando travolta da sensazioni
    in me ancora vergini,
    i miei petali timidamente schiudevo
    e tu inebriato da quel nettare
    dal profumo dolce ed esaltante,
    ti dissetavi dalla mia essenza
    ed il mio tesoro con frenesia svelavi.
    Tra le tue mani così delicatamente
    prendevi me, fiore allora casto,
    ed espirando col tuo alito appassionato
    Io, donna finalmente germogliavo.
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      in Poesie (Poesie personali)

      Il prosecco e la candela

      E sono rimasto qui
      al tavolo,
      il bicchiere,
      la bottiglia,
      la candela,
      protagonisti,
      la comparsa è un vassoio di frutta,
      un po' più distante,
      una busta vuota di tisana sogni d'oro sta lì sdraiata.

      E'quasi una offesa per chi non dorme più da tempo.

      Al piano di sopra parole spagnole,
      la mia amica parla con la sorella,
      il tappo di carta messo sulla bottiglia di prosecco non impedirà la sua fine,
      e la mia,
      sembra si sollevi da solo,
      ancora un minuto ed un altro sorso di 11 gradi scenderà nel mio stomaco.

      Sapori e bruciori,
      la candela mi guarda,
      ondeggia sensuale,
      mi dice qualcosa,
      con ancora da bere
      fra un po' sono certo vedrei
      una donna ballare la danza del ventre,
      o forse parlarmi con un linguaggio per sbronzi.
      Ma io sono ancora lucido,
      sempre lucido,
      purtroppo per me.

      Interpreto a senso la fiamma il prosecco le voci di sopra il mio male,
      ... ho ucciso la candela, ho spento la luce,
      io ero la candela,
      io ero la luce,
      buonanotte,
      a domani.
      Composta mercoledì 23 novembre 2011
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        in Poesie (Poesie personali)

        Il viale degli aceri

        Un cielo grigio e mesto,
        tanto mesto quanto disperato,
        si scorge tra chiome rosse denudate
        che cingono un boulevard solitario,
        lo stesso sul quale i miei passi pesanti
        distrattamente da ore erranti
        vagano senza meta né ragione
        su di un soffice manto pitturato.
        Foglie avvizzite vestono
        la terra di oro e rame;
        altre languide cadono
        in una pioggia scomposta e lenta.
        Una cautamente sfiora il mio viso,
        commossa appare per il mio tormento
        tanto da tentare con un tenero gesto
        di depennare il dolore che il mio cuore
        patisce quasi fino allo sfinimento,
        quando un vento dalle esili labbra,
        con un filo di voce appena
        racconta di un amore già finito
        e di una triste pena.
        Vellutati nel ricordo saranno sempre i suoi baci,
        mentre la mia bocca già appassita
        prova ad inghiottire i sorsi amari
        della sua funesta dipartita.
        Nell'aria un profumo di mosto e vino
        evocano la recente vendemmia
        riportando con esso
        i sapori di quella passione recisa
        intanto che una nebbia avvolgente
        abbraccia la mia anima ferita
        che tra gli alberi perisce silente e smarrita.
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          in Poesie (Poesie personali)

          In assenza di te...

          Torbida immagine di donna sul vetro
          a singhiozzi appare,
          tra i voli pigri e soavi di una tenda di garza,
          bianca colomba impacciata
          che danza instancabile senza tempo e senza ali
          trascinata da una brezza leggera
          avvolgendola, stregandola.
          Nell'aria un profumo forte e fruttato aleggia
          portando con sé la dolce visione di te,
          ed una voglia irrefrenabile di giochi proibiti
          prepotentemente mi travolge, inebria i miei sensi;
          ed io, disarmata ed assetata di passione,
          succube, mi arrendo al desiderio.
          Dita tremule perlustrano così
          vaste distese e colline infiammate
          mentre una rugiada fresca
          fallisce laddove prova a lenire quel fuoco
          che dentro di me cresce e mi consuma
          quando il sangue pulsa risoluto nelle vene,
          quando il respiro quasi si trattiene.
          Poi quell'istante ricercato infine giunge,
          il piacere mi possiede, la bramosia si placa,
          tra gemiti soffocati pronuncia il tuo nome,
          dichiara il mio folle amore per te,
          intanto che i miei occhi si dischiudono
          e l'illusione di te nella luce lentamente scompare.
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            in Poesie (Poesie personali)

            Enigmi

            Annegate in un cielo d'inchiostro
            stelle sparute
            configurano la notte.
            Il loro freddo bagliore
            osservo,
            mi tenta l'enigma del loro essere
            (del loro non essere più),
            la fantasmatica presenza
            di ciò che è già morto
            imploso
            risucchiato nell'ignoto,
            forse quando ancora
            vigeva la legge
            feroce
            dell'uomo lupo per
            l'altro uomo (non molto
            è cambiato d'allora...).

            Ugualmente
            mi tenta
            l'enigma del ciuffo
            di selvatiche foglioline,
            tenere verdi senza nome
            spuntate
            dopo le prime piogge
            nella crepa sottile
            di un muro,
            provato dagli anni.

            L'enigma mi tenta
            dell'inspiegabile forza
            delle cose.
            Composta mercoledì 23 novembre 2011
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              Scritta da: ghosterize
              in Poesie (Poesie personali)

              La nave

              Per quanto tempo
              Come una nave in un porto
              Con le vele ammainate
              Sono rimasto fermo
              A scrutare il cielo
              A chiedermi se era arrivato
              Il tempo di mollare gli ormeggi

              Ora che non ho più un porto
              E che forse il viaggio
              Sarà di sola andata
              Ho messo la prua al vento
              Ed issato le vele

              Dammi il tempo adesso
              Di imparare a navigare
              Per cercare in me nuove terre
              O anche solo riscoprire
              Quello che ho lasciato.
              Composta lunedì 24 maggio 2010
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                Scritta da: ghosterize
                in Poesie (Poesie personali)

                Dedicata a F.

                Vorrei che la tua vita fosse serena
                Come un insieme di pastelli messi su fogli colorati
                Come erba calpestata da piedi scalzi
                E fiori bagnati dalla pioggia di primavera

                Vorrei che fosse tranquilla
                Come nuvole bianche mosse da un vento leggero
                Come la risata di un bambino che insegue i suoi sogni
                Come il mare di settembre

                Vorrei che fosse bella come te
                Quando dormi con il respiro leggero
                Con i capelli sciolti sul cuscino
                E le mani sulle mie.
                Composta lunedì 4 febbraio 2008
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                  in Poesie (Poesie personali)

                  Il meglio in piazza

                  Per chiudere questo cerchio dell'eterno peggio
                  dovrebbe essere la gente perbene,
                  quella piena di lividi che nessuno nota,
                  che nessuno cura,
                  quella che non sa urlare
                  che non ha colore
                  ad andare in piazza a braccia alzate
                  con cartelli con scritto "ci arrendiamo diteci solo a chi".
                  Composta mercoledì 23 novembre 2011
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