Poesie personali


Scritta da: Monica Cannatella
in Poesie (Poesie personali)

La bambina con gli occhi di sole

Aveva gli occhi di sole, gli occhi
di chi, ha quella luce speciale
dentro e ancora non lo sa.
Gli occhi di chi avrebbe sempre
cercato giustizia e verità.
Gli occhi di chi, non avrebbe mai
lasciato nessuno in balia delle
difficoltà o di un destino avverso.
Gli occhi di chi trema davanti
all'indifferenza
alla solitudine
agli sguardi assenti.
Aveva gli occhi pieni d'amore, un
amore così grande e straordinario,
da fare tremare i cieli e la terra.
Aveva gli occhi pieni di sole,
e la gente, non se ne accorse mai.
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    Scritta da: Monica Cannatella
    in Poesie (Poesie personali)

    Voglio ridere

    E voglio che il vento mi accarezzi quando
    mi sento nostalgica.
    Che il sole mi baci quando mi sento brutta,
    perché il sole bacia le belle dicono.
    E voglio poter far finta di aver dimenticato
    l'ombrello a casa quando piove, così posso
    bagnarmi senza sembrare matta.
    E voglio poter saltare nelle pozzanghere per
    ridere dei miei vestiti sporchi, come non mi
    hanno mai lasciato fare da bambina.
    Tirare un calcio ad un pallone come se fossi
    un maschiaccio, senza nessuno che mi ricordi
    che le persone adulte, queste cose non le fanno.
    E voglio ridere, tanto!
    Ma non riderò più da morire...
    Riderò da vivere.
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      Scritta da: Monica Cannatella
      in Poesie (Poesie personali)

      A mio nonno

      Da qualche parte là fuori, nell'infinito, ci sei tu.
      Hai dei ricordi? Puoi vedermi?
      Quando mi manchi, la senti la mia angoscia?
      Sono stata importante per te?
      Quel nodo al cuore che ci teneva uniti,
      esiste ancora, o si è perso nell'immensità
      dell'azzurro dove vivi?
      Non saprò mai se ti piace la persona che
      sono diventata.
      Ascolti ancora le tue canzoni preferite?
      Lì dove ti trovi, esiste la musica?
      Spero di si!
      Senza è triste il mondo.
      Ti sei preso cura di me come i giardinieri
      si prendono cura dei fiori, con amore,
      tanto amore.
      Grazie perché prima di andare, ti sei premurato
      di farmi sapere che stavi bene.
      "Prenditi cura di te" mi hai detto...
      ci sto mettendo impegno sai?
      Sto cercando di farlo davvero questa volta.
      Sto cercando di somigliarti almeno un po',
      di essere pulita e limpida come lo eri tu.
      Sto cercando di rimanere la bambina che hai
      conosciuto, quella che ti faceva brillare gli
      occhi d'orgoglio.
      Semplice, umile, sincera, sempre allegra e pronta
      ad aiutare il prossimo.
      Mi manchi! Mi manca il nostro tempo insieme,
      le nostre passeggiate sulla tua carrozza con
      quei cavalli buffi.
      Mi mancano i nostri anni insieme, la tua faccia
      piena di rughe e le tue mani grandi.
      Chissà se sei fiero di me...
      Spero di si nonno, perché io, di te, lo sono
      eccome.
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        Scritta da: Monica Cannatella
        in Poesie (Poesie personali)

        Il ciliegio

        All'ombra di un vecchio ciliegio ormai
        sterile, tutte le nostre memorie.
        Le guardo da lontano, con gli occhi e
        l'entusiasmo di un bimbo che riceve il
        suo primo regalo di natale.
        E trema il mio cuore, alla reminiscenza
        di un tempo lontano che non torna più.
        E odo canti di uccelli e ruscelli danzanti
        desio d'amore e puzzo di terre arse intorno
        All'ombra di quel vecchio ciliegio sterile,
        ho cercato il sonno fatale, perché non
        perdessi mai più quell'attimo che fu nostro.
        E l'ora non giunse mai, se non quando io
        ne persi ogni ricordo.
        Composta giovedì 11 ottobre 2018
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          Scritta da: Monica Cannatella
          in Poesie (Poesie personali)

          24 Dicembre

          È una sera come tante, o almeno così sembra,
          la gente per la strada che marcia verso casa,
          ognuno così perso tra pensieri ed illusioni.
          Qualcuno canta in mente una canzone antica,
          qualcuno invece prega... e non ricorda più per
          cosa.
          C'è anche quel barbone all'angolo di strada
          che aspetta un bel miracolo da tutta la sua vita.
          È una sera strana, di quelle senza luna, di quelle
          dove pensi che hai la gran fortuna, che almeno tu
          cammini, respiri, quindi esisti.
          Lo vedi anche nei film, in quelli americani, è una
          di quelle sere che ti fa pensare che tutto, tutto
          può accadere.
          Ma è solo una sera, una sera come tante... e la
          gente rimane a guardare, la gente continua a
          sperare.
          Composta mercoledì 2 gennaio 2019
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            Scritta da: Aurora Sisi
            in Poesie (Poesie personali)
            Bussa silenziosamente
            il primo raggio
            del mattino,
            svegliandomi
            mi da il buongiorno,
            mi illumina,
            e, allo schiuder le ciglia,
            riscopro la delizia
            di dolci pensieri,
            che porterò con me
            per tutto il giorno.
            Pensieri di speranza
            Faranno da lieta cornice,
            a ciò che la vita
            vorrà regalarmi.
            Composta lunedì 1 febbraio 2016
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              Scritta da: Monica Cannatella
              in Poesie (Poesie personali)

              Ho chiuso gli occhi

              Ho chiuso gli occhi ieri sera al tuo arrivo, e cancellato i passi che ti hanno portato da me.
              Ed ho cantato forte nella mia mente, per non sentire rumore.
              Ho ricordato le mie capriole sul prato, il rossetto di mamma usato per scrivere sullo specchio del bagno, il girotondo con i compagni di scuola giù in cortile.
              Non ho sentito nemmeno dolore, solo un tonfo sordo, un tuffo al cuore. Guardo il pavimento, quel rosso, mi ricorda il colore delle rose che mi regalavi un tempo.
              Per ricordarti che ti amo dicevi...
              Apro gli occhi, non mi lascio più colpire... per ricordarmi che mi amo.
              Composta martedì 5 marzo 2019
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                Scritta da: Daniela Cesta
                in Poesie (Poesie personali)

                settembre

                Primo giorno di settembre
                tra tempeste di acqua
                lampi, tuoni e saette,
                nel silenzio di un crepuscolo scuro
                solo il rumore scrosciante della pioggia
                e la nebbia sui monti scoloriti
                l'estate è un ricordo vacillante
                come un sogno velato che scompare
                i pensieri volano insieme a sensazioni
                che fanno rabbrividire, come l'avvolgente brezza d'autunno!
                Amo l'autunno con il suo silenzio assordante
                il frusciare delle foglie sui sentieri
                tocca il cuore donandomi amore.
                Composta domenica 1 settembre 2019
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                  in Poesie (Poesie personali)

                  Il mercatino dei ricordi

                  Ti trascini annoiato fra quelle bancarelle
                  piene di cianfrusaglie quasi senza vederle,
                  degnandole appena di uno sguardo superficiale.
                  Proprio quando non vedi l'ora di andar via,
                  un oggetto cattura la tua attenzione...
                  un giocattolo,
                  un carrarmato,
                  uguale a quello che avevi da bambino...
                  quante emozioni suscita in te.
                  Una miriade di ricordi si riversano nella tua mente,
                  quanti pomeriggi passati a giocare
                  e ti ritrovi a rivivere le tue epiche battaglie sempre vittoriose.
                  Ti senti chiamare
                  e stai quasi per rispondere: cosa c'è papà?
                  È il tuo amico a chiamarti,
                  vieni riportato alla realtà,
                  quasi lo rimproveri
                  e allora la tua diventa una ricerca del passato e del tempo che fu.
                  Adesso guardi con occhi diversi quelle bancarelle
                  e difatti trovi un altro oggetto
                  non più in vendita da tempo immemore,
                  un accendino
                  e ancora una volta una cascata di ricordi ti sommerge
                  trascinandoti nelle viuzze del tuo paese,
                  dove con gli amici e col batticuore
                  fumavate le prime sigarette di nascosto,
                  per poi osare di più facendolo sul corso principale,
                  esibendovi davanti alle ragazze.
                  È ora di andar via,
                  lo fai quasi a malincuore
                  e mentre ti allontani
                  ti giri a guardare quasi con le lacrime agli occhi,
                  quante emozioni
                  in quel mercatino dei ricordi.
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                    Scritta da: Luca Paletti
                    in Poesie (Poesie personali)
                    Chissà dov'è l'amore.
                    Se lo incontri dimmelo,
                    vorrei guardarlo negli occhi,
                    mentre scavalca gli argini
                    delle mie certezze
                    e mi prende per mano,
                    sussurrando che non vale
                    la pena respingerlo,
                    tanto vale sciogliersi
                    in un abbraccio,
                    per far ruotare il mondo
                    nel senso che vogliamo.
                    Composta venerdì 30 agosto 2019
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