Poesie personali


Scritta da: Simone Sabbatini
in Poesie (Poesie personali)

LA TRAMA DEI PONTI

Il poeta è un musico frustrato
Dal tentativo estremo di trascrivere le sue armonie
Cerebrali
In parole senza musica
Cammina in bilico
Sul cavo teso di una logica apparente
Senza bastoni né sapienza
Salta
Non conta
Non pensa
Non sa

È il solo modo che ha per imbastire la trama di un ponte.
Composta martedì 3 settembre 2019
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    in Poesie (Poesie personali)
    Ogni mattina ci svegliamo
    chiedendoci come sarà la giornata che ci attende.
    Migliore? Peggiore? Uguale?
    Ci diciamo "speriamo che non succeda niente di brutto",
    o "Speriamo che oggi vada meglio",
    o "chissà se oggi cambierà la mia vita?"
    Speriamo... Speranza!
    E difatti lei è sempre lì,
    dormiente, proprio in fondo al nostro cuore...
    la speranza!
    La speranza che un piccolo miracolo accada
    per migliorare la nostra esistenza.
    Ma se non accade?
    Ci consoliamo pensando a chi sta peggio di noi,
    o speriamo che la nostra salute si mantenga sana.
    Non si deve provare vergogna per queste aspettative,
    è nella nostra natura ambire a migliorarci,
    ma se ciò non fosse possibile,
    manteniamo alta la nostra dignità di esseri umani
    e viviamo al meglio con ciò che abbiamo.
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      Scritta da: Daniele Anfossi
      in Poesie (Poesie personali)

      14 agosto 2018 un ponte crollato

      Vedo polvere negli occhi
      Sento le mani bruciare
      Urlo dal dolore
      Piango e formo fango
      Gli occhi bruciano
      La vista è offuscata
      Vedo il sangue sulle braccia
      Mi provo ad alzare
      Grido
      Cado per terra
      Allora inizio a strisciare
      Cerco di farmi forza
      Nel frattempo
      Continuo a gridare
      Mi sento pesante
      Faccio fatica a respirare
      Il cuore batte affannosamente
      La mente mi dice non ti fermare
      Sposto un calcinaccio
      Vedo una strada distrutta
      Poi un cane
      Una persona
      Un ambulazza
      Mi fanno tante domande
      Io dico stavo andando in ferie
      Ero in autostrada
      Poi un flache
      Mi ricordo un romore assordante
      Mi ricordo le grida della gente
      I clacson suonare disperatamente
      Poi un tonfo al cuore
      Io che penso...
      Come sono finito fuori dal mezzo
      Come sono finito nella terra
      E l'infermiere
      Ti è andata bene
      14 agosto 2018 io ci sono ma altri no
      Non dimenticare.
      Composta martedì 20 agosto 2019
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        Scritta da: Stefano Medel
        in Poesie (Poesie personali)

        Caro m'è il sonno

        Caro m'è vero il sonno,
        finché
        la sventura perdura,
        e non veder,
        non sentir,
        mi è di gran fortuna;
        non essere coinvolto,
        rimanere in casa,
        tranquillo,
        nel mio mondo,
        che ognuno abbia il suo,
        ma giustizia anche per me;
        stare lontano dal mondo
        e le sue stoltezze,
        stare in casa,
        non essere trovato,
        non essere pescato,
        mi è di ventura.
        Composta mercoledì 28 agosto 2019
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          Scritta da: Riccardo
          in Poesie (Poesie personali)
          Mamma.

          Or non ci sei,
          Non sento più il tuo profumo,

          Svanito è l'amore che sentivo,
          Quel senso di pienezza provata da me in petto.

          Il tempo porta via il dolore,
          Torna in tanto di tanto la tristezza,
          Non torna l'amore che da te ricevevo.

          Rimane il ricordo e l'amore che mi hai dato;
          Custodito nel cuor mio e
          Filtrato dalla memoria
          Mi fa da guida.

          Quando avrò un figlio sarò come te
          Che tanto hai a me donato e nulla hai preteso.
          Composta lunedì 26 agosto 2019
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            Scritta da: Rosa Di Fraia
            in Poesie (Poesie personali)

            Ti porto fiori

            Ti porto fiori,
            quelli che profumano di campo,
            sono i tuoi preferiti,
            sai, avrei voluto portarti
            qualcos'altro, non so,
            magari dei cioccolattini, ma...
            È così triste ogni volta,
            ogni volta venirti a trovare qui,
            in questo posto così surreale,
            abbracciare un pezzo di marmo
            così freddo che ti penetra nelle ossa,
            quando avrei voluto
            abbracciarti il cuore,
            ed è così inverosimile guardarti
            in foto, come se fosse la prima volta vedere
            il tuo sorriso.
            Spesso le ginocchia non reggono,
            il dolore sai, arriva fino lì,
            e faccio molta fatica
            raggiungere l'uscita,
            a volte preferisco farmi aiutare.
            Ti porto via con me,
            ogni volta che vengo qui,
            vorrei parlarti anche sottovoce,
            dirti che sto bene, ma non trovo
            mai la forza per farlo,
            le lacrime interrompono la mia voce,
            e la sofferenza le mie parole,
            ogni volta è sempre
            così, è il silenzio
            che parla per me.
            Composta mercoledì 21 agosto 2019
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              Scritta da: Antonio Belsito
              in Poesie (Poesie personali)
              Non sono un letterato.
              Vivo.
              Vivo i colori.
              Vivo i profumi.
              Vivo il prossimo.
              Non sono un letterato.
              Scrivo.
              Scrivo emozioni
              che si aggrovigliano
              e diventano vita.
              Non sono un letterato.
              Cerco solo
              di abbracciare
              con tutto me stesso
              questa esistenza
              nonostante tutto.
              Perché un senso
              deve pur esserci.
              Vivo.
              Ora lo sapete.
              Quando mi incontrate,
              vi prego,
              non mi interrogate
              perché non sono un letterato.
              Scrivo e vivo.
              Vivo e scrivo.
              Semplicemente.
              Cerco solo di essere un uomo.
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