Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

L'uomo e la sua essenza

Per principio,
la libertà è privata,
ermetica prigionia.

Non vi è scelta,
alcuna entrata è permessa,
alcuna uscita è concessa.

Ma se l'uomo è essenza,
la sua immensità è coscienza,
fusa insieme all'anima e alla soggettività,
trascende ogni principio.

Riscrive la verità mutevole,
ridisegna la realtà apparente,
cancella ogni confine ingannevole.

Crea dal sogno e dalle astratte visioni
il disegno del destino
che in mano all'artista
imprime su tela
l'uomo e la sua essenza.
Composta mercoledì 12 giugno 2019
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: SAVERIO FERRARA
    in Poesie (Poesie personali)

    Sera

    Le ultime luci
    filtrano le acque.
    Si addolcisce il mare
    ed accarezza i colori.

    Delicato tappeto
    da letto gli funge,
    mentre silenzioso scivola
    all'irraggiungibile orizzonte.

    Bianchi gabbiani
    felicemente si adagiano
    sullo sfondo violaceo
    della sera che viene.

    Fantasia di ombre
    calano intorno
    e regalano agli occhi
    spennellate acquerello.
    Composta domenica 23 giugno 2019
    Vota la poesia: Commenta
      in Poesie (Poesie personali)

      E ora che più non ci sei

      E ora che più non ci sei
      che ieri sei andata via senza un bacio
      dimmi che devo farne della mia vita?
      Se avrò forza verrò a deporre
      un fiore sulla tua tomba
      piangendo ti parlerò ancora
      mi dirai senza voce e poi?
      Seguirti e unirmi a te quanto prima
      è il solo fine che ora mi resta
      ma come e dove ritrovarti
      se nell'aldilà non ho mai creduto
      e non ho neanche il diritto di morire
      per abbreviare l'attesa di raggiungerti?
      Nel nulla e nel vuoto imperanti
      come dove e quando ritrovarti!
      Se da qualche parte tu dimorassi
      mi basterebbe pur un vago indizio:
      un fischio, un riverbero nel buio assoluto
      l'eco del fruscio della tua anima
      che solinga vaga nel camposanto
      tra croci o fuochi fatui
      sarebbe sufficiente per rinvenirti!
      Come vorrei crederci estinta amata
      come vorrei che tanto si avverasse:
      starebbe in piedi l'estrema speranza
      abbandonerei la certezza crudele
      da tanto in me insinuatasi e cresciuta
      che si nasce per morire e poi svanire.
      Ah venisse un giorno prossimo un vento
      generoso a portare la mia polvere
      li dove oggi già la tua l'ha preceduta.
      Vota la poesia: Commenta
        in Poesie (Poesie personali)

        Rosicchi, mi sevizi e non mi uccidi!

        Affranto infelice e stanco
        annegar vorrei nel Nulla
        or che esausto di battere è il cuore
        e proibito mi è porre fine alla vita.
        Oblio pietoso perché diserti e ozi
        oh ulcere crudeli, crampi di morte!
        Luce mai sconfiggi il buio
        tutto si scompone e svanisce
        e converge in un puro zero
        che non si dispiega in nessun luogo.
        Mi son giocato tutto e ho perso
        e nelle tasche non ho più un soldo.

        Assonnati dolore che vivo
        e tu Moira perché ritardi
        e disconosci il mio diritto
        a non soffrire e più atroce
        fomenti la mia demenza
        se sono destinato a morire?
        Rosicchi mi sevizi e non mi uccidi!

        Non ostacolare il desiderio
        di farmi polvere, silenziami
        fammi tranquillo e sereno
        fammi sordo a rintocchi di campane a lutto
        salpi e ai miei morti mi ricongiunga
        nel caos e nella eterna notte io ritorni!

        Ha ogni giorno i suoi getti
        di orticarie e di spine
        un'implacabile logorio avanza
        pasce la mente acute pene
        asciugo lacrime di esser nato
        sconto il castigo di esser schiavo
        di un borioso corpo che ostinato
        il vizio di essere non abiura.

        Subita è la vita non chiesta
        e niente siamo io e te o morte!
        Amare, bere, andare al bagno
        illusioni, inganni addii e poi? Più nulla!
        O folli acquiescenti ciechi e illusi
        che accettate il calvario e la croce!

        A mani giunte e supino io sorrida
        prima di scompormi in atomi
        decreti il tempo che nel mondo
        tra miliardi di viventi a caso fui
        e che tanto per fato amai e piansi.
        Composta venerdì 30 novembre 1900
        Vota la poesia: Commenta
          in Poesie (Poesie personali)

          Come sono

          Non ho bisogno del trucco,
          di coprir ogni imperfezione,
          mettendoci il correttore,
          come fosse stucco.

          Non ho bisogno di tacchi alti
          per far passi eleganti,
          per farmi guardare dai passanti,
          temendo poi di inciampare,
          in un fosso stradale.

          Non ho bisogno
          di vestiti firmati,
          per vantarmi,
          o far sentire gli altri,
          meno fortunati.

          Ho bisogno di poche cose
          come delle semplici rose:
          nessun trucco
          è stato più spontaneo del mio rossore,
          quanto qualcuno che mi ha donato emozione,
          nessun gioiello
          che sia un orecchino
          o un anello,
          decorerà mai me stessa.

          Preferisco decorare i miei ricordi,
          di esperienze e di viaggi,
          senza soffermarmi agli assaggi
          di immagini e amori
          di musiche e sogni.
          Composta domenica 8 giugno 2014
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: DolceBuba
            in Poesie (Poesie personali)

            Tango

            Sacralità dell'anima
            naufragata in guardi d'intesa,
            ritmo mordente ed erbaceo
            sopra un cielo tirato a cera
            che odora di voli di rondine
            nel quieto abbandono
            di una stagionalità indiscussa
            nei sottotetti.

            ***

            La sera,
            sbriciolata nel tuo caffè
            - doppio in tazza grande
            ed io,
            che m'invento poesie
            perché non mi porti mai
            a ballare il tango.
            Composta giovedì 20 giugno 2019
            Vota la poesia: Commenta
              Scritta da: Pietro Giordano
              in Poesie (Poesie personali)

              Tremare nell'abisso

              Perché aver paura della malinconia...?
              Tutte le volte in cui stavo annegando,
              fu proprio essa che mi salvò.
              Perché aver paura della morte...?
              Una lampada che arde
              vive spegnendosi.
              Perché temere le stelle...?
              Possono dar le vertigini,
              ma l'anima vibra quando
              è l'etere a suonarla;
              solo l'Amore pizzica
              le sue corde senza
              scordarla.
              Composta mercoledì 19 giugno 2019
              Vota la poesia: Commenta