Poesie personali


Scritta da: iomemestesso
in Poesie (Poesie personali)

La routine è una cosa strana

La routine è una cosa strana,
ti avvicina alla vita e poi te ne allontana.

La routine è una cosa strana,
ogni giorno ti lascia una speranza vana,
dedicarsi pienamente a una cosa pur sentendola così lontana
è come vedere il sole ma non la luce che emana.
Composta mercoledì 29 maggio 2019
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    Scritta da: Andrea De Candia
    in Poesie (Poesie personali)
    Non meritavo nemmeno la cenere –
    sembrava dirmi la Notte – il carbone
    del mio castigo, l’insonnia infrangente
    muri di inconsistenza d’aria – dai
    luce col tuo passaggio a quest’asfalto –
    se griderai si innalzerà la fiamma
    di una richiesta disperata al nulla –
    ché il cielo, tetto buio ti richiude,
    smascherato l’inganno del suo azzurro.
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      Scritta da: Andrea De Candia
      in Poesie (Poesie personali)
      Ricordati del bacio che mi infranse
      solo su un altro corpo, deludendomi,
      fu quella la mia fine meritevole –
      meglio restare vigili da statue
      ritti di fronte all'incombente morte –
      falchi sulla vetta della montagna –
      tuffarvisi in eroico sacrificio.
      Quando ci chiama il cielo, è perché ha sete
      l'abisso, il suo bicchiere che si innalza,
      che fu a lungo posato, immemorabile.
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        Scritta da: Andrea De Candia
        in Poesie (Poesie personali)
        Trafugano, domandano, rimangono
        indietro, cadono lenzuola, vesti
        troppo sottili di vento, promesse
        di ritrovare dentro il freddo il caldo,
        eppure so che nella notte c'è
        la vastità di un'unica pupilla,
        sono smarrito in una passeggiata
        lontano dall'orizzontalità,
        volterò faccia a questi occhi, dove
        spira l'incendio nero in cui arderanno
        i rosei legni delle inermi palpebre.
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          Scritta da: Andrea De Candia
          in Poesie (Poesie personali)
          Danze di smaterializzazioni
          distinguere nei venti più presenze
          trapassate solo per chi è nel sonno,
          si risvegliano senza avere carne,
          smuovono lenzuola interiori, cercano
          tra chi si offre in sacrificio, ostia
          senza una bocca di destinazione,
          nella navata della strada il loro
          più caro che non hanno ancora scelto,
          eppur si muove tra soli carboni
          quell'incendio indomabile del corpo,
          la legna del suo letto a cui esso aspira.
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            Scritta da: Andrea De Candia
            in Poesie (Poesie personali)
            Tutto è ferita, anche il mio passaggio:
            la luce accende nostalgie lontane
            le finestre, fantasmi imbalsamati,
            la porta cede alla penetrazione
            ci si masturba dentro ad un segreto,
            il cielo azzurro finge la salvezza,
            il cielo nero svela il lutto assente,
            le stelle, pianto di una moltitudine
            attenta a non cadere sulla salma
            di un sogno prima che si decomponga,
            il biondo affiora e respirando soffoca
            sepolto nella pelle di un'altra alba
            e prima di lasciare un uniforme
            capisce quale che sia la sua sorte.
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              Scritta da: Andrea De Candia
              in Poesie (Poesie personali)
              Sento che chiama a che io testimoni.
              Ma il tribunale è vuoto indietreggiantemi
              davanti, come un dito che lo accusa.
              Forse si illude di vedere un sogno.
              Dal carbone di una ombra che si è arresa
              sorge la fiamma della mia persona
              che si consuma andando alla ricerca
              di un qualcuno nel vento che spalanca
              senza bussare ogni volta la porta
              e la casa è una casa che non c'è.
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