Poesie personali


Scritta da: Maryclara
in Poesie (Poesie personali)

Speranza

È notte...
le tenebre mi circondano,
il silenzio mi avvolge.
Una vivida luce
squarcia il buio.
Il mio cuore trema,
sbuffi di nuvole nere,
volteggiano nel cielo,
avviluppano e avvolgono,
tutto quello che incontrano.
Copiose e irrefrenabili lacrime,
mi rigano il volto,
il mio cuore trafitto e sanguinante,
continua a sperare in un mondo diverso,
in un mondo migliore.
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    Scritta da: Alisia7
    in Poesie (Poesie personali)
    La sensibilità di una persona non puoi trovarla tra le parole.
    Giuro, che tra le parole trovi ben altro.
    Lei vive nei sussurri dei silenzi.
    Naviga, dolcemente, tra le lacrime ed è poesia dell'anima.
    L'avverti tra un pugno ed un altro che si riceve dalla vita.
    La puoi scorgere nel riflesso, non di uno specchio ma dagli occhi di una solitudine, delicatamente malinconica.
    È innata la sensibilità e va oltre ciò che vedono gli occhi.
    Lei usa una bussola e credimi, con quella mai si perderà, quella sa sempre da che parte andare e sa sempre dove riportare.
    Sai perché?
    Perché, ha il domicilio in un posto chiamato cuore.
    La sensibilità non vede ma sente.
    È forte ma è anche fragile come cristallo, difficile da non frantumarsi in un mondo che vive, ormai di superficialità.
    Composta martedì 18 giugno 2019
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      Scritta da: Antonio Tavano
      in Poesie (Poesie personali)
      Fallire per altrui colpe
      fornite per scopi
      a cui uomini
      mai troveranno risposta.
      Le risposte
      sono negli occhi
      di chi vuol mentire
      per proteggere persone
      che di protezione son prive.
      Non privatevi mai
      della libertà di parola
      perché questa
      è l'unica cosa che
      in questo nostro esistere
      ci rende forti di
      poter esprimere ciò
      che il nostro cuor
      esprimere non può.
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        in Poesie (Poesie personali)
        Sospiriamo l’attesa stagione di primavera
        con fiori di margherite aperti dal sole
        dove le api si posano biricchine
        in cerca di nettare senza spine.
        Le corolle bianche tremolano nell’aria
        il vento le accarezza
        come un volto di una fanciulla
        che sogna una corona di fiori
        poggiata da un cuore amico
        sui suoi capelli d’oro.

        Sbocciano fiori dai mille colori
        in questi mesi ricchi di stupore
        dove i colori formano tavolozze strane
        di pittori venuti da terre lontane.
        Le nuvole giocano nel cielo chiaro
        mentre iI vento le spinge e lacera
        su piste bianche rumorose
        di aerei da caccia
        che squarciano il cielo
        e quando li senti sono già lontani.

        Così succede anche con i nostri giorni
        che sfrecciano veloci nel tempo
        chiuso nel pugno dei nostri ricordi.
        Siamo in cerca di un calendario
        che si fermi con noi
        a meditare.

        Tempus fugit come le stazioni
        dove i treni sfrecciano senza fermarsi.
        Non abbiamo nemmeno il tempo
        per leggere il nome della stazione
        perché la gioventù è passata
        e la vecchiaia è arrivata.
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
          in Poesie (Poesie personali)
          Inseguire il vento della gioventù
          richiama alla memoria la primavera
          perduta ormai nella memoria
          dove il tempo non ha più calendario.

          Restano nella memoria le radici
          di una giovane pianta fiorita
          in attesa che cresca il frutto
          su rami maturati della vita.

          In autunno avanzato con calvizie
          l'uomo racconta la sua storia
          mentre l'albero perde le sue foglie
          con rami nudi rivolti al cielo.

          Quando la neve cade e tutto tace
          l'albero si veste di bianco e la bacia
          mentre noi davanti al caldo focolare
          ringraziamo Dio per la vecchiaia.
          Composta domenica 31 marzo 2019
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            Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
            in Poesie (Poesie personali)
            Sospiriamo l'attesa stagione di primavera
            con fiori di margherite aperti dal sole
            dove le api si posano biricchine
            in cerca di nettare senza spine.
            Le corolle bianche tremolano nell'aria
            il vento le accarezza
            come un volto di una fanciulla
            che sogna una corona di fiori
            poggiata da un cuore amico
            sui suoi capelli che brillano.

            Sbocciano fiori dai mille colori
            in questi mesi ricchi di stupore
            dove i colori formano tavolozze strane
            di pittori venuti da terre lontane.
            Le nuvole giocano nel cielo chiaro
            mentre iI vento le spinge e lacera
            su piste bianche rumorose
            di aerei da caccia
            che quando li senti
            sono già lontano.

            Così succede anche con i nostri giorni
            che sfrecciano veloci nel tempo
            chiuso nel pugno dei nostri ricordi.
            Siamo in cerca di un calendario
            che si fermi con noi
            a meditare.

            Tempus fugit come le stazioni
            dove i treni sfrecciano senza fermarsi.
            Non abbiamo nemmeno il tempo
            per leggere il nome della stazione
            perché la gioventù è passata
            e la vecchiaia è arrivata.
            Composta lunedì 15 aprile 2019
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