Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Dario Coia
in Poesie (Poesie d'Autore)

Generale, il tuo carro armato

Generale, il tuo carro armato è una macchina potente

spiana un bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.

Generale, il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d'una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.

Generale, l'uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.
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    in Poesie (Poesie d'Autore)
    Povera vecchia Marià...
    non pregare il Dio inclemente che ha negato le tue speranze
    la tua vita intera
    non chiedere indulgenza alla morte,
    la tua vita era vestita di una fame oribile
    e finisce vestita di asma.
    Ma voglio annunciarti,
    a bassa voce forte di speranza,
    la piu rossa e forte delle vendette,
    la voglio giurare sull'esatta
    misura dei miei ideali.
    Prendi la mano di un uomo che sembra quella di un ragazzo
    fra le tur lucide di sapone giallo,
    sfrega i calli duri e i nodi onesti
    nella liscia vendetta delle mani di un medico.
    Riposa in pace, vecchia Marià
    riposa in pace, vecchia combattente,
    tutti i tuoi nipoti vivranno e vedranno l'aurora.
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      Scritta da: Andrea De Candia
      in Poesie (Poesie d'Autore)
      Quando codesto dèmone mi assalta,
      e con mani gravose e con mascelle
      dense di schiuma tutta mi divora,
      io mi rivolgo a te con gli occhi pieni
      di muto assenso e non ti dico basta,
      so quel che soffri mio signore quando
      ho le mani contorte e gli occhi muti,
      so che mi vedi fremere di rabbia
      contro mille imposture, o canto vero,
      se potessi tu pure come esperto
      grave chirurgo giungermi nel cuore
      e strapparvi il tormento, allora un urlo
      io darei di beata meraviglia,
      di contentezza, o Dio adorato e pieno
      come la notte, se mi capovolgo
      vedo le stelle e oscuri firmamenti
      tremano in me, di notte, quando taci.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        La Maliziosa

        Nella sala da pranzo, bruna, profumata
        di frutta e di vernice, come chi non pensa
        raccolsi un piatto di non so quale portata
        belga, e sprofondai nella mia sedia immensa.

        Mangiando, udivo il pendolo, - calmo e giulivo.
        La cucina s'aprì in mezzo a una sbuffata.
        - Entrò la serva, e chissà per quale motivo,
        lo scialle sfatto, con malizia pettinata,

        ecco il ditino tremante pose e ripose
        sulla sua guancia, velluto di pesche-rose
        bianche, e con smorfie del suo labbro bambino

        per mio agio, i piatti mi riordinò vicino
        - poi, - ma certo per prendersi un bacio, - così
        mi soffiò: "Ho una freddo alla guancia, senti qui... "
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Specchio

          Sono esatto e d'argento, privo di preconcetti.
          Qualunque cosa io veda subito l'inghiottisco
          tale e quale senza ombre di amore o disgusto.
          Io non sono crudele, ma soltanto veritiero -
          quadrangolare occhio di un piccolo iddio.
          Il più del tempo rifletto
          sulla parete di fronte.
          È rosa, macchiettata. Ormai da tanto tempo la guardo che la sento
          un pezzo del mio cuore. Ma lei c'è e non c'è.
          Visi e oscurità continuamente si separano.

          Adesso io sono un lago. Su me si china una donna
          cercando in me di scoprire quella che lei è realmente.
          Poi a quelle bugiarde si volta: alle candele o alla luna.
          Io vedo la sua schiena e la rifletto fedelmente.
          Me ne ripaga con lacrime e un agitare di mani.
          Sono importante per lei. Anche lei viene e va.
          Ogni mattina il suo viso si alterna all'oscurità.
          In me lei ha annegato una ragazza, da me gli sorge incontro
          giorno dopo giorno una vecchia, pesce mostruoso.
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            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Paris at night (Parigi di notte)

            Trois allumettes une à une allumées dans la nuit
            La première pour voir ton visage tout entier
            La seconde pour voir tes yeux
            La dernière pour voir ta bouche
            Et l'obscuritè tout entière pour me rappeler tout cela
            En te serrant dans mes bras.


            Tre fiammiferi uno dopo l'altro accesi nella notte
            Il primo per vedere intero il volto tuo
            il secondo per vedere gli occhi tuoi
            l'ultimo per vedere la tua bocca
            e l'oscurità completa per ricordarmi queste immagini
            Mentre ti stringo a me tra le mie braccia.
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