Poesie d'Autore migliori


Scritta da: mor-joy
in Poesie (Poesie d'Autore)
La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano
nella cantina dell'arrendevolezza.
Stai in guardia.
Ci sono delle uscite.
Da qualche parte c'è luce.
Forse non sarà una gran luce ma
la vince sulle tenebre.
Stai in guardia.
Gli Dei ti offriranno delle occasioni.
Riconoscile, afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma
puoi sconfiggere la morte
in vita,
qualche volta.
E più impari a farlo
di frequente,
più luce ci
sarà.
La tua vita è la tua vita.
Sappilo finché
ce l'hai.
Tu sei meraviglioso
gli Dei aspettano di compiacersi in te.
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    Scritta da: Rea
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Il tuo sorriso

    Toglimi il pane, se vuoi,
    toglimi l'aria, ma
    non togliermi il tuo sorriso.

    Non togliermi la rosa,
    la lancia che sgrani,
    l'acqua che d'improvviso
    scoppia nella tua gioia,
    la repentina onda
    d'argento che ti nasce.

    Dura è la mia lotta e torno
    con gli occhi stanchi,
    a volte, d'aver visto
    la terra che non cambia,
    ma entrando il tuo sorriso
    sale al cielo cercandomi
    ed apre per me tutte
    le porte della vita.

    Amore mio, nell'ora
    più oscura sgrana
    il tuo sorriso, e se d'improvviso
    vedi che il mio sangue macchina
    le pietre della strada,
    ridi, perché il tuo riso
    sarà per le mie mani
    come una spada fresca.

    Vicino al mare, d'autunno,
    il tuo riso deve innalzare
    la sua cascata di spuma,
    e in primavera, amore,
    voglio il tuo riso come
    il fiore che attendevo,
    il fiore azzurro, la rosa
    della mia patria sonora.

    Riditela della notte,
    del giorno, delle strade
    contorte dell'isola,
    riditela di questo rozzo
    ragazzo che ti ama,
    ma quando apro gli occhi
    e quando li richiudo,
    quando i miei passi vanno,
    quando tornano i miei passi,
    negami il pane, l'aria,
    la luce, la primavera,
    ma il tuo sorriso mai,
    perché io ne morrei.
    Composta lunedì 6 settembre 2010
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      Scritta da: Federico
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Lo stupore

      Seno di bosco discende
      al ritmo di montuose fiumare.
      Questo ritmo mi rivela Te,
      il Verbo Primordiale.
      Com'è stupendo il Tuo silenzio
      in tutto ciò che da ogni dove propala
      un mondo reale...
      che assieme al seno di bosco
      scende giù da ogni versante...
      tutto ciò che con sé trascina
      l'argentata cascata del torrente,
      che dal monte cade ritmato,
      trasportato dalla propria corrente...
      - dove trasportato?

      Che hai detto, torrente di monte?
      In che luogo t'incontri con me?
      Con me che sono altresì perituro
      come te, siffatto...
      Ma cosiffatto come te?

      (Di fermarmi qui, acconsenti -
      consentimi di fermarmi al varco,
      ecco uno di questi semplici portenti. )
      Non si stupisce una fiumara scendente
      e silenziosamente discendono i boschi
      al ritmo del torrente
      - però un umano si meraviglia.
      Il varco che un mondo trapassa attraverso l'uomo
      è dello stupore la soglia,
      (una volta, proprio questo portento fu nominato "Adamo". )
      Ed era solo, col suo stupore,
      tra le creature senza meraviglia
      - per le quali esistere e trascorrere era sufficiente.
      L'uomo, con loro, scorreva sull'onda dello stupore!
      Meravigliandosi, sempre emergeva
      dal maroso che lo trasportava,
      come per dire a tutto il mondo:
      "fermati! - in me hai un porto,
      in me c'è quel luogo d'incontro
      col Primordiale Verbo" -
      "fermati, questo trapasso ha un senso,
      ha un senso... ha un senso... ha un senso!"
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        Scritta da: Valeria S
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Chino sulle sere

        Chino sulle sere tiro le mie tristi reti
        ai tuoi occhi oceanici.

        Lì si distende e arde nel più alto fuoco
        la mia solitudine che fa girare le braccia come un naufrago.

        Faccio rossi segnali ai tuoi occhi assenti
        che ondeggiano come il mare sulla riva di una faro.

        Conservi solo tenebre, donna distante e mia,
        dal tuo sguardo emerge a volte la costa del terrore.

        Chino sulle sere getto le mie tristi reti
        in quel mare che scuote i tuoi occhi oceanici.

        Gli uccelli notturni beccano le prime stelle
        che scintillano come la mia anima quando ti amo.

        Galoppa la notte sulla sua cavalla cupa
        spargendo spighe azzurre sul prato.
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          Scritta da: Ale2191 Cesura
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Saggezza

          Non mostriamoci troppo esigenti,
          non è accessibile la Felicità
          a ogni genere di gente.
          Bisognerebbe essere meno sensibili
          oppure avere soldi in quantità...
          Non chiediamo l'impossibile:
          noi dobbiamo trovarci contenti
          d'essere quello che siamo:
          innamorati intermittenti,
          cioè: pazzi l'un dell'altra,
          ma di tempo in tempo.
          É già molto essere in due
          fianco a fianco sulla terra
          e soffrire insieme e vivere
          senza star troppo in silenzio.
          E se avendo più esigenze,
          se pensandoci sentiamo
          di avere l'anima ancora troppo nubile,
          questo è segno di troppa intelligenza
          o di brutto carattere...
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            Scritta da: alessia14
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Per me è chiaro ch'è uguale agli dèi

            Per me è chiaro ch'è uguale agli dèi
            quell'uomo che in fronte a te
            siede e a te vicino ascolta te
            che parli dolcemente

            e sorridi piena di desiderio, e questo basta
            a farmi saltare il cuore nel petto:
            perché appena ti guardo, ecco non sono più capace
            di dire una sillaba,
            anzi la lingua mi s'affloscia, subito
            un fuoco mi corre leggero sotto la pelle,
            con gli occhi non vedo più niente,
            le orecchie rimbombano,

            un velo di sudore mi ricopre, un brivido
            mi possiede tutta, più verde dell'erba
            divento, e poco, persino a me è chiaro,
            mi manca a morire.

            Ma tutto si può sopportare.
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