in Poesie (Poesie d'Autore)
Fratelli
Di che reggimento siete
fratelli?
Parola tremante
nella notte
Foglia appena nata
Nell'aria spasimante
involontaria rivolta
del'uomo presente alla sua
fragilità
Fratelli
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Di che reggimento siete
fratelli?
Parola tremante
nella notte
Foglia appena nata
Nell'aria spasimante
involontaria rivolta
del'uomo presente alla sua
fragilità
Fratelli
Dalla tua matrice
io salgo immemore
e piango.
Camminano angeli, muti
con me; non hanno respiro le cose;
in pietra mutata ogni voce,
silenzio di cieli sepolti.
Il primo tuo uomo
non sa, ma dolora.
Chi lega a sé una Gioia
Distrugge la vita alata;
Ma chi bacia la Goia in volo
Vive nell'alba dell'Eternità.
Le pene silenziose,
celate dalla luce del giorno.
Risplenderanno nelle tenebre
come stelle accese nella notte.
Generale, il tuo carro armato è una macchina potente
spiana un bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.
Generale, il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d'una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.
Generale, l'uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.
Povera vecchia Marià...
non pregare il Dio inclemente che ha negato le tue speranze
la tua vita intera
non chiedere indulgenza alla morte,
la tua vita era vestita di una fame oribile
e finisce vestita di asma.
Ma voglio annunciarti,
a bassa voce forte di speranza,
la piu rossa e forte delle vendette,
la voglio giurare sull'esatta
misura dei miei ideali.
Prendi la mano di un uomo che sembra quella di un ragazzo
fra le tur lucide di sapone giallo,
sfrega i calli duri e i nodi onesti
nella liscia vendetta delle mani di un medico.
Riposa in pace, vecchia Marià
riposa in pace, vecchia combattente,
tutti i tuoi nipoti vivranno e vedranno l'aurora.
Vengano infine le alte allegrie,
le ardenti aurore, le notti calme,
venga la pace agognata, le armonie,
e il riscatto del frutto, e il fiore delle anime.
Che vengano, amor mio, perché questi giorni
son di stanchezza mortale,
di rabbia e agonia
e nulla.
I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.
Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.
Pensandoci bene,
in tutto ciò che vediamo, viviamo intensamente,
ascoltiamo e pensiamo
non esiste una persona giusta per noi.
Esiste una persona che,
se ti fermi un attimo a pensare,
è in realtà la persona sbagliata.
Perché la persona giusta fa tutto giusto,
arriva puntuale, dice le cose giuste,
fa le cose giuste,
ma non è che abbiamo sempre bisogno delle cose giuste.
La persona sbagliata ti fa perdere la testa,
fare pazzie, scappare il tempo
morire d'amore.
Verrà il giorno in cui la persona sbagliata non ti cercherà
e sarà proprio in quel momento in cui vi incontrerete
che il vostro donarsi l'un l'altra sarà più vero.
La persona sbagliata è, in realtà,
quello che la gente definisce
una persona giusta.
Quella persona ti farà piangere,
ma un'ora dopo ti asciugherà le lacrime.
Quella persona ti farà perdere il sonno,
ma ti darà in cambio una notte d'amore
indimenticabile.
Quella persona forse ti ferisce
e dopo ti riempie di gentilezze chiedendo il tuo perdono.
Quella persona potrà anche non essere sempre al tuo fianco
ma ti penserà in continuazione...
è bene che ci sia una persona sbagliata per ognuno di noi
perché la vita non è sicura,
niente qui è sicuro,
quello che è proprio sicuro è che dobbiamo vivere,
ogni momento,
ogni secondo,
amando, sorridendo, piangendo,
emozionando, pensando, agendo,
desiderando, ottenendo.
È solo così è possibile che si arrivi
a quel momento della giornata,
in cui diciamo:
"Grazie a Dio, è andato tutto come doveva andare"
Quando in realtà,
tutto ciò che lui vuole,
è che noi incontriamo la persona sbagliata,
in modo che le cose inizino veramente
a funzionare per il verso giusto
per noi.
Dalla spoglia di serpe
alla pavida talpa
ogni grigio si gingilla sui duomi...
come una prora bionda
di stella in stella il sole s'accomiata
e s'acciglia sotto la pergola...
come una fronte stanca
è riapparsa la notte
nel cavo d'una mano...