Poesie d'Autore migliori


in Poesie (Poesie d'Autore)
Quando musica tu suoni, mia musica,
su quel beato legno che alle dita
gentili replica mentre conduci
la vibrante armonia che mi smarrisce,
quanto invidio quei tasti che in su e in giù
tenendo il cavo di tua mano baciano -
e dal raccolto le mie labbra escluse,
lì accanto, si fan rosse a tanta audacia.
Ben situazione e stato muterebbero,
purché tu le sfiorassi, con quei rapidi
in danza - e tu scorri sì che lieto
fai morto legno più che vive labbra.
Se tanta sorte hanno quegli sfrontati,
dà lor le dita, a me le labbra al bacio.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Lettera alla madre

    "Mater dolcissima, ora scendono le nebbie,
    il Naviglio urta confusamente sulle dighe,
    gli alberi si gonfiano d'acqua, bruciano di neve;
    non sono triste nel Nord: non sono
    in pace con me, ma non aspetto
    perdono da nessuno, molti mi devono lacrime
    da uomo a uomo. So che non stai bene, che vivi
    come tutte le madri dei poeti, povera
    e giusta nella misura d'amore
    per i figli lontani. Oggi sono io
    che ti scrivo. " - Finalmente, dirai, due parole
    di quel ragazzo che fuggì di notte con un mantello corto
    e alcuni versi in tasca. Povero, così pronto di cuore
    lo uccideranno un giorno in qualche luogo. -
    "Certo, ricordo, fu da quel grigio scalo
    di treni lenti che portavano mandorle e arance,
    alla foce dell'Imera, il fiume pieno di gazze,
    di sale, d'eucalyptus. Ma ora ti ringrazio,
    questo voglio, dell'ironia che hai messo
    sul mio labbro, mite come la tua.
    Quel sorriso m'ha salvato da pianti e da dolori.
    E non importa se ora ho qualche lacrima per te,
    per tutti quelli che come te aspettano,
    e non sanno che cosa. Ah, gentile morte,
    non toccare l'orologio in cucina che batte sopra il muro
    tutta la mia infanzia è passata sullo smalto
    del suo quadrante, su quei fiori dipinti:
    non toccare le mani, il cuore dei vecchi.
    Ma forse qualcuno risponde? O morte di pietà,
    morte di pudore. Addio, cara, addio, mia dolcissima mater."
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Maresa Schembri
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Amore

      Dicono che lo sciacallo e la talpa
      bevano allo stesso ruscello
      dove viene a bere il leone.

      E dicono che l'aquila e l'avvoltoio
      infilino il becco nella stessa carcassa,
      e stanno in pace l'uno con l'altro, davanti alla cosa morta.

      O amore, che con la tua regale mano
      hai imbrigliato i miei desideri,
      e hai elevato la mia fame e la mia sete
      a dignità di orgoglio,
      non permettere che il forte e il durevole in me
      mangino il pane e bevano il vino
      che tentano il mio io più debole.
      Lasciami piuttosto morire di fame,
      e consenti che il mio cuore bruci dalla sete
      e lasciami morire e avvizzirmi,
      prima che io stenda la mano
      verso una coppa che tu non abbia riempito
      o una ciotola che tu non abbia benedetto.
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Sonia Dem.
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        La chiesa del silenzio

        La più bella Ave Maria, l'ho cantata in una chiesa vuota...
        su un altare profumato di mimosa...
        mentre evocavo pensieri
        e cingeva desideri.

        E ho cantato di me nel silenzio...
        forgiando autunni in un cielo immenso...

        e pregavo di appassire...
        come foglia che cade dal ramo...
        per non sentire t'amo, dalla bocca di nessuno...
        "Nessuno che non fosse lui che Amo".

        La più bella poesia...
        l'ho scritta in mezzo a un rovo
        tra le sbarre di un dolore lacerante più del fuoco,
        consumato a poco a poco...
        dentro i margini di un giuoco.

        E tremavo di malinconia...
        usignoli e falchi portavano via la storia mia...
        "Occorreva un grande amore per amarci"
        l'abbiam Fatto...
        ora cosa resta alle mie ore...
        in questo lento naufragare del mio cuore!
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Roberta68
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Quercia sfrondata

          Ti abbiamo tagliato,
          albero!
          Come sei spoglio e bizzarro.
          Cento volte hai patito,
          finché tutto in te fu solo tenacia
          e volontà!
          Io sono come te. Non ho
          rotto con la vita
          incisa, tormentata
          e ogni giorno mi sollevo dalle
          sofferenze e alzo la fronte alla luce.
          Ciò che in me era tenero e delicato,
          il mondo lo ha deriso a morte,
          ma indistruttibile è il mio essere,
          sono pago, conciliato.
          Paziente genero nuove foglie
          Da rami cento volte sfrondati
          e a dispetto di ogni pena
          rimango innamorato
          del mondo folle.
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Phantastica
            in Poesie (Poesie d'Autore)
            Lo spiraglio dell'alba
            respira con la tua bocca
            in fondo alle vie vuote.

            Luce grigia i tuoi occhi,
            dolci gocce dell'alba
            sulle colline scure.

            Il tuo passo e il tuo fiato
            come il vento dell'alba
            sommergono le case.

            La città rabbrividisce,
            odorano le pietre
            sei la vita, il risveglio.

            Stella sperduta
            nella luce dell'alba,
            cigolio della brezza,
            tepore, respiro
            è finita la notte.

            Sei la luce e il mattino.
            Vota la poesia: Commenta