Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Elisa Iacobellis
in Poesie (Poesie d'Autore)

Temevo che la furia del mio vento

Temevo che la furia del mio vento
rovinasse tutti i germogli belli e veri,
e il mio sole è brillato e brillato,
ed il mio vento non ha mai soffiato.

Ma un germoglio bello o vero
non fu trovato su nessun albero,
perché tutti i germogli crebbero e crebbero
senza frutti, falsi, anche se belli da vedere.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Anche questa mattina mi sono svegliato

    Anche questa mattina mi sono svegliato
    e il muro la coperta i vetri la plastica il legno
    si sono buttati addosso a me alla rinfusa
    e la luce d'argento annerito della lampada

    mi si è buttato addosso anche un biglietto di tram
    e il giallo della parete e tre righe di scritto
    e la camera d'albergo e questo paese nemico
    e la metà del sogno caduta da questo lato s'è spenta

    mi si è buttata addosso la fronte bianca del tempo
    e i ricordi più vecchi e la tua assenza nel letto
    e la nostra separazione e quello che siamo

    mi sono svegliato anche questa mattina
    e ti amo.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Lettere dal carcere a Munevver

      Che sta facendo adesso
      adesso, in questo momento?
      È a casa? Per la strada?
      Al lavoro? In piedi? Sdraiata?
      Forse sta alzando il braccio?
      Amor mio
      come appare in quel movimento
      il polso bianco e rotondo!
      Che sta facendo adesso
      adesso, in questo momento?
      Un gattino sulle ginocchia
      Lei lo accarezza.
      O forse sta camminando
      ecco il piede che avanza.
      Oh i tuoi piedi che mi son cari
      che mi camminano sull'anima
      che illuminano i miei giorni bui!
      A che pensa?
      A me? O forse... chi sa
      ai fagioli che non si cuociono.
      O forse si domanda
      perché tanti sono infelici
      sulla terra.
      Che sta facendo adesso
      adesso, in questo momento?
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Sonetto alla scienza

        Scienza, vera figlia ti mostri del Tempo annoso,
        tu che ogni cosa trasmuti col penetrante occhio!
        Ma dimmi, perché al poeta così dilani il cuore,
        avvoltoio dalle ali grevi e opache?
        Come potrebbe egli amarti? E giudicarti savia,
        se mai volesti che libero n'andasse errando
        a cercar tesori per i cieli gemmati?
        Pure, si librava con intrepide ali.
        Non hai tu sbalzato Diana dal suo carro?
        E scacciato l'Amadriade dal bosco,
        che in più felice stella trovò riparo?
        Non hai tu strappato la Naiade ai suoi flutti,
        l'Elfo ai verdi prati e me stesso infine
        al mio sogno estivo all'ombra del tamarindo?
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          Scritta da: Elisabetta
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          A Massimo Troisi

          Non so cosa teneva "dint'a capa",
          intelligente, generoso, scaltro,
          per lui non vale il detto che è del Papa,
          morto un Troisi non se ne fa un altro.
          Morto Troisi muore la segreta
          arte di quella dolce tarantella,
          ciò che Moravia disse del Poeta
          io lo ridico per un Pulcinella.
          La gioia di bagnarsi in quel diluvio
          di "jamm, o' saccio, 'naggia, oilloc, azz!"
          Era come parlare col Vesuvio, era come ascoltare del buon Jazz.
          "Non si capisce", urlavano sicuri,
          "questo Troisi se ne resti al Sud!"
          Adesso lo capiscono i canguri,
          gli Indiani e i miliardari di Hollywood!
          Con lui ho capito tutta la bellezza
          di Napoli, la gente, il suo destino,
          e non m'ha mai parlato della pizza,
          e non m'ha mai suonato il mandolino.
          O Massimino io ti tengo in serbo
          fra ciò che il mondo dona di più caro,
          ha fatto più miracoli il tuo verbo
          di quello dell'amato San Gennaro.
          Composta mercoledì 9 settembre 2009
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            Scritta da: mor-joy
            in Poesie (Poesie d'Autore)
            La tua vita è la tua vita.
            Non lasciare che le batoste la sbattano
            nella cantina dell'arrendevolezza.
            Stai in guardia.
            Ci sono delle uscite.
            Da qualche parte c'è luce.
            Forse non sarà una gran luce ma
            la vince sulle tenebre.
            Stai in guardia.
            Gli Dei ti offriranno delle occasioni.
            Riconoscile, afferrale.
            Non puoi sconfiggere la morte ma
            puoi sconfiggere la morte
            in vita,
            qualche volta.
            E più impari a farlo
            di frequente,
            più luce ci
            sarà.
            La tua vita è la tua vita.
            Sappilo finché
            ce l'hai.
            Tu sei meraviglioso
            gli Dei aspettano di compiacersi in te.
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              Scritta da: Rea
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Il tuo sorriso

              Toglimi il pane, se vuoi,
              toglimi l'aria, ma
              non togliermi il tuo sorriso.

              Non togliermi la rosa,
              la lancia che sgrani,
              l'acqua che d'improvviso
              scoppia nella tua gioia,
              la repentina onda
              d'argento che ti nasce.

              Dura è la mia lotta e torno
              con gli occhi stanchi,
              a volte, d'aver visto
              la terra che non cambia,
              ma entrando il tuo sorriso
              sale al cielo cercandomi
              ed apre per me tutte
              le porte della vita.

              Amore mio, nell'ora
              più oscura sgrana
              il tuo sorriso, e se d'improvviso
              vedi che il mio sangue macchina
              le pietre della strada,
              ridi, perché il tuo riso
              sarà per le mie mani
              come una spada fresca.

              Vicino al mare, d'autunno,
              il tuo riso deve innalzare
              la sua cascata di spuma,
              e in primavera, amore,
              voglio il tuo riso come
              il fiore che attendevo,
              il fiore azzurro, la rosa
              della mia patria sonora.

              Riditela della notte,
              del giorno, delle strade
              contorte dell'isola,
              riditela di questo rozzo
              ragazzo che ti ama,
              ma quando apro gli occhi
              e quando li richiudo,
              quando i miei passi vanno,
              quando tornano i miei passi,
              negami il pane, l'aria,
              la luce, la primavera,
              ma il tuo sorriso mai,
              perché io ne morrei.
              Composta lunedì 6 settembre 2010
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