Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Valeria S
in Poesie (Poesie d'Autore)

Per il mio cuore

Per il mio cuore basta il tuo petto,
per la tua libertà bastano le mie ali.
Dalla mia bocca arriverà fino in cielo
ciò che stava sopito sulla tua anima.

È in te l'illusione di ogni giorno.
Giungi come la rugiada sulle corolle.
Scavi l'orizzonte con la tua assenza.
Eternamente in fuga come l'onda.

Ho detto che cantavi nel vento
come i pini e come gli alberi maestri delle navi.
Come quelli sei alta e taciturna.
E di colpo ti rattristi, come un viaggio.

Accogliente come una vecchia strada.
Ti popolano echi e voci nostalgiche.
Io mi sono svegliato e a volte migrano e fuggono
gli uccelli che dormivano nella tua anima.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Antonella Marotta
    in Poesie (Poesie d'Autore)
    A volte sulla sponda della via
    preso da infinito scoramente
    mi seggo; e dove vado mi domando,
    perché cammino. E penso la mia morte
    e mi vedo già steso nella bara
    troppo stretta fatoccio inanimato...

    Quant'albe nasceranno ancora al mondo
    dopo di noi!
    Di ciò che abbiam sofferto
    di tutto ciò che in vita ebbimo a cuore
    non rimarrà il più piccolo ricordo

    Le generazioni passan come
    onde di fiume...

    Una mortale pesantezza il cuore
    m'opprime.
    Inerte vorrei esser fatto
    come qualche antichissima rovina
    e guardare succedersi le ore,
    e gli uomini mutare i passi, i cieli
    all'alba colorirsi, scolorirsi
    a sera...
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Rosarita De Martino
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Santa Maria, Vergine della notte.

      Santa Maria, Vergine della notte,
      noi t'imploriamo di starci vicino
      quando incombe il dolore,
      irrompe la prova,
      sibila il vento della disperazione,
      e sovrastano sulla nostra esistenza
      il cielo nero degli affanni,
      o il freddo delle delusioni
      o l'ala severa della morte.

      Liberaci dai brividi delle tenebre.

      Nell'ora del nostro calvario,
      Tu, che hai sperimentato l'eclissi del sole,
      stendi il tuo manto su di noi,
      sicché, fasciati dal tuo respiro,
      ci sia più sopportabile
      la lunga attesa della libertà.

      Alleggerisci con carezze di Madre
      la sofferenza dei malati.

      Riempi di presenze amiche e discrete
      il tempo amaro di chi è solo.
      Spegni i focolai di nostalgia
      nel cuore dei naviganti,
      e offri loro la spalla,
      perché vi poggino il capo.

      Preserva da ogni male i nostri cari
      che faticano in terre lontane e conforta,
      col baleno struggente degli occhi,
      chi ha perso la fiducia nella vita.

      Ripeti ancora oggi
      la canzone del Magnificat,
      e annuncia straripamenti di giustizia
      a tutti gli oppressi della terra.

      Non ci lasciare soli nella notte
      a salmodiare le nostre paure.
      Anzi, se nei momenti dell'oscurità
      ti metterai vicino a noi
      e ci sussurrerai che anche Tu,
      Vergine dell'Avvento,
      stai aspettando la luce,
      le sorgenti del pianto
      si disseccheranno sul nostro volto.

      E sveglieremo insieme l'aurora.

      Così sia.
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Eclissi
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Canzone d'autunno

        Oggi sento nel cuore
        un vago tremore di stelle,
        ma il mio sentiero si perde
        nell'anima della nebbia.
        La luce mi spezza le ali
        e il dolore della mia tristezza
        bagna i ricordi
        alla fonte dell'idea.
        Tutte le rose sono bianche,
        bianche come la mia pena,
        e non sono le rose bianche,
        perché ci ha nevicato sopra.
        Prima ci fu l'arcobaleno.
        Nevica anche sulla mia anima.
        La neve dell'anima ha
        fiocchi di baci e di scene
        che sono affondate nell'ombra
        o nella luce di chi le pensa.
        La neve cade dalle rose,
        ma quella dell'anima resta
        e l'artiglio degli anni
        ne fa un sudario.
        Si scioglierà la neve
        quando moriremo?
        O ci sarà altra neve
        e altre rose più perfette?
        Scenderà la pace su di noi
        come c'insegna Cristo?
        O non sarà mai possibile
        la soluzione del problema?
        E se l'amore c'inganna?
        Chi animerà la nostra vita
        se il crepuscolo ci sprofonda
        nella vera scienza
        del Bene che forse non esiste
        e del Male che batte vicino?
        Se la speranza si spegne
        e ricomincia Babele
        che torcia illuminerà
        le strade della Terra?
        Se l'azzurro è un sogno,
        che ne sarà dell'innocenza?
        Che ne sarà del cuore
        se l'Amore non ha frecce?
        Se la morte è la morte,
        che ne sarà dei poeti
        e delle cose addormentate
        che più nessuno ricorda?
        O sole della speranza!
        Acqua chiara! Luna nuova!
        Cuori dei bambini!
        Anime rudi delle pietre!
        Oggi sento nel cuore
        un vago tremore di stelle
        e tutte le rose sono
        bianche come la mia pena.
        Vota la poesia: Commenta
          in Poesie (Poesie d'Autore)
          Ho dimenticato di dimenticarti.
          Non te la prendere.
          Problema mio.
          Che sotto la doccia un po' ti penso.
          E spesso rido.
          E spesso piango.
          Ma non si vede.
          Acqua nell'acqua.
          E non si sente.
          Vuoto nel vuoto.
          I miei pensieri pesano poco.
          Prendono il volo.
          Il tuo, però, è ancora qua.
          Nella mia testa
          tra le mie gambe
          sopra la schiena.
          Dentro le ossa.
          Non se ne va.
          E chiudo spesso gli occhi senza pensare a niente.
          E metto spesso le cuffie senza ascoltare niente.
          E stringo spesso le mani senza afferrare niente.
          Ti chiuderei a giro sulla mia pelle in questo istante
          per fartela sentire quanto è forte
          questa voglia di rinascere
          che senza te, però, non ce la fa a partire.
          Ci vorrà un bel po' per riprendere a mangiare.
          Riesce a farmi schifo
          persino la lasagna di mia madre
          quando non ci sei.
          Converrai da te
          che la situazione è alquanto grave.
          Io ti ho avvisata
          ora vedi che puoi fare.
          Ho fatto crescere i capelli
          così posso disfarli come un letto.
          A te ne non sono mai piaciuti,
          dici che un uomo deve
          tenerli sempre corti.
          Questione di gusti.
          Talvolta l'intelligenza
          è tutta nel baciare
          i punti giusti.
          Ho dimenticato di dimenticarti.
          Non te la prendere.
          Problema mio.
          Questa mattina ho fatto un sogno.
          Era d'estate. Faceva caldo. Nevicava.
          Dicevi: sei il mio miracolo più bello.
          Io prima ti ho baciata.
          Poi ti ho risposto: non credo nei miracoli.
          E forse il mio problema è proprio quello.
          Non credo nei miracoli.
          E forse il mio problema è solo quello.
          Vota la poesia: Commenta