Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Federico
in Poesie (Poesie d'Autore)

Lo stupore

Seno di bosco discende
al ritmo di montuose fiumare.
Questo ritmo mi rivela Te,
il Verbo Primordiale.
Com'è stupendo il Tuo silenzio
in tutto ciò che da ogni dove propala
un mondo reale...
che assieme al seno di bosco
scende giù da ogni versante...
tutto ciò che con sé trascina
l'argentata cascata del torrente,
che dal monte cade ritmato,
trasportato dalla propria corrente...
- dove trasportato?

Che hai detto, torrente di monte?
In che luogo t'incontri con me?
Con me che sono altresì perituro
come te, siffatto...
Ma cosiffatto come te?

(Di fermarmi qui, acconsenti -
consentimi di fermarmi al varco,
ecco uno di questi semplici portenti. )
Non si stupisce una fiumara scendente
e silenziosamente discendono i boschi
al ritmo del torrente
- però un umano si meraviglia.
Il varco che un mondo trapassa attraverso l'uomo
è dello stupore la soglia,
(una volta, proprio questo portento fu nominato "Adamo". )
Ed era solo, col suo stupore,
tra le creature senza meraviglia
- per le quali esistere e trascorrere era sufficiente.
L'uomo, con loro, scorreva sull'onda dello stupore!
Meravigliandosi, sempre emergeva
dal maroso che lo trasportava,
come per dire a tutto il mondo:
"fermati! - in me hai un porto,
in me c'è quel luogo d'incontro
col Primordiale Verbo" -
"fermati, questo trapasso ha un senso,
ha un senso... ha un senso... ha un senso!"
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Angina pectoris

    Se qui c'è la metà del mio cuore, dottore,
    l'altra metà sta in Cina
    nella lunga marcia verso il Fiume Giallo.
    E poi ogni mattina, dottore,
    ogni mattina all'alba
    il mio cuore lo fucilano in Grecia.
    E poi, quando i prigionieri cadono nel sonno
    quando gli ultimi passi si allontanano
    dall'infermeria
    il mio cuore se ne va, dottore,
    se ne va in una vecchia casa di legno, a Istanbul.
    E poi sono dieci anni, dottore,
    che non ho niente in mano da offrire al mio popolo
    niente altro che una mela
    una mela rossa, il mio cuore.
    È per tutto questo, dottore,
    e non per l'arteriosclérosi, per la nicotina, per la prigione,
    che ho quest'angina pectoris.
    Guardo la notte attraverso le sbarre
    e malgrado tutti questi muri
    che mi pesano sul petto
    il mio cuore batte con la stella più lontana.
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      Scritta da: Eclissi
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      In una notte bianca

      Ah, non avevo chiuso la porta,
      le candele non avevo acceso,
      non sai come, stanca,
      non mi risolvevo a coricarmi.

      Guardare come si spengono le macchie
      d'abeti nel buio del crepuscolo,
      inebriandomi al suono d'una voce
      che somiglia alla tua.

      E sapere che tutto è perduto,
      che la vita è un maledetto inferno!
      Oh, io ero sicura
      che saresti tornato.
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        Scritta da: MesaQueen
        in Poesie (Poesie d'Autore)
        Saprai che non t'amo e che t'amo
        perché la vita è in due maniere,
        la parola è un'ala del silenzio,
        il fuoco ha una metà di freddo.
        Io t'amo per cominciare ad amarti,
        per ricominciare l'infinito,
        per non cessare d'amarti mai:
        per questo non t'amo ancora.
        T'amo e non t'amo come se avessi
        nelle mie mani le chiavi della gioia
        e un incerto destino sventurato.
        Il mio amore ha due vite per amarti.
        Per questo t'amo quando non t'amo
        e per questo t'amo quando t'amo.
        Composta martedì 14 giugno 2011
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          Scritta da: Gabriella Stigliano
          in Poesie (Poesie d'Autore)
          Non so come tu canti, mio signore!
          Sempre ti ascolto
          in silenzioso stupore.
          La luce della tua musica
          illumina il mondo.
          Il soffio della tua musica
          corre da cielo a cielo.
          L'onda sacra della tua musica
          irrompe tra gli ostacoli pietrosi
          e scorre impetuosa in avanti.

          Il cuore anela di unirsi al tuo canto,
          ma invano cerco una voce.
          Vorrei parlare, ma le mie parole
          non si fondono in canti
          e impotente grido.
          Hai fatto prigioniero il mio cuore
          nelle infinite reti
          della tua musica.
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            in Poesie (Poesie d'Autore)
            Ho dimenticato di dimenticarti.
            Non te la prendere.
            Problema mio.
            Che sotto la doccia un po' ti penso.
            E spesso rido.
            E spesso piango.
            Ma non si vede.
            Acqua nell'acqua.
            E non si sente.
            Vuoto nel vuoto.
            I miei pensieri pesano poco.
            Prendono il volo.
            Il tuo, però, è ancora qua.
            Nella mia testa
            tra le mie gambe
            sopra la schiena.
            Dentro le ossa.
            Non se ne va.
            E chiudo spesso gli occhi senza pensare a niente.
            E metto spesso le cuffie senza ascoltare niente.
            E stringo spesso le mani senza afferrare niente.
            Ti chiuderei a giro sulla mia pelle in questo istante
            per fartela sentire quanto è forte
            questa voglia di rinascere
            che senza te, però, non ce la fa a partire.
            Ci vorrà un bel po' per riprendere a mangiare.
            Riesce a farmi schifo
            persino la lasagna di mia madre
            quando non ci sei.
            Converrai da te
            che la situazione è alquanto grave.
            Io ti ho avvisata
            ora vedi che puoi fare.
            Ho fatto crescere i capelli
            così posso disfarli come un letto.
            A te ne non sono mai piaciuti,
            dici che un uomo deve
            tenerli sempre corti.
            Questione di gusti.
            Talvolta l'intelligenza
            è tutta nel baciare
            i punti giusti.
            Ho dimenticato di dimenticarti.
            Non te la prendere.
            Problema mio.
            Questa mattina ho fatto un sogno.
            Era d'estate. Faceva caldo. Nevicava.
            Dicevi: sei il mio miracolo più bello.
            Io prima ti ho baciata.
            Poi ti ho risposto: non credo nei miracoli.
            E forse il mio problema è proprio quello.
            Non credo nei miracoli.
            E forse il mio problema è solo quello.
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