Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Valeria S
in Poesie (Poesie d'Autore)

Anima mia

Anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
e come s'affonda nell'acqua
immergiti nel sonno
nuda e vestita di bianco
il più bello dei sogni
ti accoglierà.
Anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
abbandonati come nell'arco delle mie braccia
nel tuo sonno non dimenticarmi
chiudi gli occhi pian piano
i tuoi occhi marroni
dove brucia una fiamma verde
anima mia.
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    Scritta da: Marianna Mansueto
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Inno alla Belleza

    Che importa che tu venga
    dall'Inferno o dal Cielo
    o mostro enorme, ingenuo, spaventoso!
    Se grazie al tuo sorriso, al tuo sguardo,
    al tuo piede penetro
    un infinito che ignoravo e che adoro?
    Che importa se da Satana o da Dio?
    Se sirena o angelo, che importa?
    Se si fanno per te - fata occhi, di
    velluto, ritmo, luce, profumo, mia regina-
    meno orrendo l'universo,
    meno grevi gli istanti?
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      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Come il fiume che scorre

      Essere come il fiume che scorre
      silenzioso nella notte,
      senza temere le tenebre.
      Se ci sono stelle nel cielo, rifletterle.
      E se i cieli si riempiono di nubi,
      così come il fiume, le nubi sono d'acqua;
      riflettere anch'esse, senza timore,
      nelle tranquille profondità.
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        in Poesie (Poesie d'Autore)
        Quando seguo l'ora che batte il passar del tempo
        e vedo il luminoso giorno spento nella tetra notte,
        quando scorgo la viola ormai priva di vita
        e riccioli neri striati di bianco,
        quando vedo privi di foglie gli alberi maestosi
        che un dì protessero il gregge dal caldo
        e l'erbe d'estate imprigionate in covoni
        portate su carri irte di bianchi ed ispidi rovi,
        allor, pensando alla tua bellezza, dubbio m'assale
        che anche tu te ne andrai tra i resti del tempo,
        perché grazie e bellezze si staccan dalla vita
        e muoiono al rifiorir di altre primavere:
        e nulla potrà salvarsi dalla lama del Tempo
        se non un figlio che lo sfidi quand'ei ti falcerà.
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          Scritta da: Lella Mcidw
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Sonetto 92

          Fai pure del tuo peggio per sottrarti a me,
          ma per tutta la vita mi apparterrai:
          vita che non durerà più a lungo del tuo amore,
          perché essa completamente da quell'amore dipende.
          Non devo perciò temere il massimo dei mali,
          dal momento che il minimo di essi mi può causare la fine;
          esiste per me un più felice stato
          di questo continuo dipendere dai tuoi umori!
          Tu non puoi torturarmi con la tua incostanza,
          ne va della mia vita col tuo disdegno.
          Oh, quale titolo alla felicità posseggo:
          pago di avere il tuo affetto, contento di dover morire!
          C'è cosa tanto bella che non tema macchia?
          Tu potresti ingannarmi e io non saperlo.
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            Scritta da: Phantastica
            in Poesie (Poesie d'Autore)
            Coloro che sognano di giorno sono consapevoli di molte cose che sfuggono a coloro che sognano solo di notte.
            Nelle loro visioni grigie captano sprazzi d'eternità e tremano, svegliandosi, nello scoprire di essere giunti al limite del grande segreto.
            In un attimo, apprendono qualcosa del discernimento del bene e qualcosa più che la pura e semplice conoscenza del male.
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              in Poesie (Poesie d'Autore)
              Restai insaziata tutti i miei anni.
              Arrivato il pomeriggio, tremante
              avvicinai il tavolo per mangiare
              e assaggiai un vino strano,

              quello che avevo visto sulle tavole
              quando affamata - tornando a casa -
              guardavo attraverso i vetri la ricchezza
              che non speravo di possedere mai.

              Non conobbi l'abbondanza del pane -
              era diversa la briciola
              che avevo divisa con gli uccelli
              nella sala da pranzo della natura.

              Il troppo mi urta - è così insolito.
              Mi sentivo a disagio, spaesata -
              come una bacca ai fratta montana
              trapiantata sulla strada.

              E non avevo fame. Allora capii
              che la fame è un istinto
              di chi guarda le vetrine dal di fuori.
              L'entrare, la disperde.
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                Scritta da: Gabriella Stigliano
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                QUEI TUOI CAPELLI

                Quei tuoi capelli d'arance nel vuoto del mondo,
                Nel vuoto dei vetri grevi di silenzio e
                D'ombra dove con nude mani cerco i tuoi riflessi,

                Chimerica è la forma del tuo cuore
                E al mio desiderio perduto il tuo amore somiglia.
                O sospiri di ambra, sogni, sguardi.

                Ma non sempre sei stata con me, tu. La memoria
                Mia oscurata è ancora d'averti vista giungere
                E sparire. Ha parole il tempo, come l'amore.
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                  Scritta da: Saeglopur
                  in Poesie (Poesie d'Autore)

                  Ode all'autunno

                  Modesto è l'autunno, come i taglialegna.
                  Costa molto togliere tutte le foglie
                  da tutti gli alberi di tutti i paesi.
                  La primavera le cucì in volo
                  e ora bisogna lasciarle cadere
                  come se fossero uccelli gialli:
                  Non è facile.
                  Serve tempo.
                  Bisogna correre per le strade,
                  parlare lingue,
                  svedese, portoghese,
                  parlare la lingua rossa,
                  quella verde.
                  Bisogna sapere
                  tacere in tutte le lingue
                  e dappertutto, sempre,
                  lasciare cadere,
                  cadere,
                  lasciare cadere,
                  cadere le foglie.
                  Difficile è essere autunno,
                  facile essere primavera.
                  Accendere tutto quel che è nato
                  per essere acceso.
                  Spegnere il mondo, invece,
                  facendolo scivolare via
                  come se fosse un cerchio di cose gialle,
                  fino a fondere odori, luce, radici,
                  e a far salire il vino all'uva,
                  coniare con pazienza l'irregolare moneta
                  della cima dell'albero
                  e spargerla dopo
                  per disinteressate strade deserte,
                  è compito di mani virili.
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